Correva l’anno 1940 le bombe della seconda guerra mondiale cadono anche su Cagliari e la Sardegna ,sono anni di morte e di fame, migliaia di soldati sardi moriranno al fronte lasciando moglie e figli al loro avvenire di stenti e di rinunce.Finita la guerra, dopo poco più di un decennio, grazie alla vecchia Democrazia Cristiana, l’Italia si ritrova immersa in un boom economico che ci aiuta un po a dimenticare la tristezza del ricordo della recente guerra, ma la Sardegna è ancora un isola di pastori e di operai costretti a lavorare in condizioni disumane, agli inizi degli anni 70 arriva la chimera delle fabbriche chimiche,ricchi imprenditori del nord venuti a prendersi i soldi della Regione Sarda per poi scappare dopo qualche anno, e la situazione lavorativa degli operai rimane pressoché immutata, sono anni di profonda crisi in Italia che terminerà con l’arrivo degli anni 80, il decennio del consumismo, in Sardegna le fabbriche sono sempre più in crisi, ma almeno migliorano le condizioni lavorative degli operai.Oggi nel 2006 le cose non sono cambiate gli imprenditori sardi accumulano ricchezze sfruttando gli operai, nel loro essere signori con l’auto super accessoriata , ostentando il telefono in del momento, navigatori satellitari e portatili super high tech, non si accorgono di quanto in realtà siano degli esseri bastardi, vili e meschini, e che noi tutti ossequiamo giornalmente, cerchiamo una volta per sempre a distinguere la feccia, noi siamo le vere persone superiori, detto in sardo queste persone sono solo priogus sculaus e torraus a fai, che possono agire a loro piacimento perché nessuno controlla, nessuno si ribella.Purtroppo ci ritroviamo in questa situazione perché a qualunque livello politico, esso sia Comune, Provincia o Regione siamo governati da una ciurma di nani e ballerini che pensano solo a prendere mazzette da pseudo immobiliaristi e palazzinari, che pensano solo agli agi che la carica che ricoprono gli consente, a tutti questi politicanti dei nostri stivali e nostri dipendenti a cui non riusciamo di chiedere conto diciamogli un grande e grosso VAFFANCULO.
Alle migliaia di disoccupati che vivacchiano, che sperano sempre in un qualsiasi occupazione, perché magari sognano da tempo l’autosufficenza economica che ognuno di noi si merita per coronare i propri sogni e realizzare i progetti di vita dico, andate fuori dalla Sardegna, vi sembrerà di rinascere, troverete la vita che avete sempre sognato, troverete un lavoro che vi soddisferà, troverete delle aziende che apprezzeranno il vostro lavoro, perché fuori dai confini della nostra regione siamo considerati della persone valide su cui investire, mentre in Sardegna ogni lavoratore è semplicemente un povero pezzo di merda, senza diritti e solo doveri perché dietro di lui ci sono altre mille persone da mettere al suo posto.SVEGLIAMOCI perché al momento la Sardegna ci stà chiedendo ormai da tempo di levarci dai coglioni, e ogni giorno che passa sempre più a gran voce.




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