PARMALAT, TRIBUNALE MINISTRI CHIEDE PROCEDERE CONTRO ALEMANNO
ROMA - Il Tribunale dei ministri ha chiesto alla giunta per le autorizzazioni della Camera di poter procedere nei confronti del ministro Gianni Alemanno accusato di aver ricevuto dalla Parmalat di Callisto Tanzi "illeciti contributi in denaro pari ad euro 85.000 da destinare ad An, tramite contribuzioni alla rivista Area".
ALEMANNO, RINUNCIO A IMMUNITA' PARLAMENTARE
"Non intendo nascondermi dietro l'immunità parlamentare e sono certo che la magistratura riconoscerà prontamente la mia totale estraneità". Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, dopo la richiesta di procedimento avanzata dal Tribunale dei ministri sulla vicenda Parmalat. "Voglio - ha affermato il ministro - che questa vicenda sia chiusa nella massima trasparenza, la stessa che ha caratterizzato sempre la mia attività politica".
"Non voglio sottrarmi ad alcun tipo di giudizio, perché il mio comportamento è stato lineare, corretto e trasparente", ha aggiunto Alemanno sottolineando che "é stato lo stesso pubblico ministero, il sostituto procuratore Giordano, a riconoscere la piena legittimità del mio comportamento richiedendo al Tribunale dei Ministri l'archiviazione con la seguente motivazione: 'La forma scelta per sostenere la forza politica in questione appare legittima, indiretta e priva di rilevanza penale'".
Uguale giudizio, ha ricordato ancora il ministro, era stato espresso del procuratore di Parma che aveva trasmesso gli atti al Tribunale dei Ministri con analogo parere "escludendo ogni rilevanza penale nel mio comportamento". "Pur essendo sicuro di un orientamento favorevole della Camera dei Deputati, che ha negato l'autorizzazione a procedere in casi analoghi - ha concluso Alemanno - chiederò ai miei colleghi di concedere senza indugio l'autorizzazione a procedere".




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