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Discussione: Una storia per te....

  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Arrow Una storia per te....

    Una storia per te

    Io sono Down

    (Eduardo Barqueiro-Brasiliano)
    Con la traduzione in Italiano di Laura Certano-Colorato
    Omaggio a una mamma

    (dialogo con il figlio che sta per nascere)

    «DOLCE MAMMINA...»
    «Ciao figlio mio, é arrivato il momento...»
    «Arriverò oggi per aver il calore delle tue braccia...»
    «Ci sarò, con le braccia aperte...sono nove mesi che aspetto con ansia questo momento...»
    «Non verrò al mondo per darti l'allegria che hai sognato...»
    «Non importa... sono preparata: verrai comunque al mondo e ciò mi farà felice!»
    «Verrò al mondo con un corpo difettoso...»
    «Cos'é il tuo corpo, se paragonato al sentimento che provo per te? Il mio amore per te non vedrà alcun difetto e ti assicuro che neanche lo noterò. Avrò tutta la pazienza del mondo, sei un dono di Dio che ti ha voluto così, figlio mio.»
    «Hai tanto amore e il Signore ti darà tanta pazienza. Le notti saranno piene di tristezza e tutto il peso del mondo cadrà su di te...»

    «Quando vedrò i tuoi bellissimi occhi e il tuo sorriso, avrò anche la forza da Dio. Il mio amore per te é talmente grande, che nessun peso lo schiaccerà. Piango dall'emozione, quando ascolto il tuo cuore pulsare insieme al mio...le lacrime che saranno sul tuo viso saranno un balsamo per me...»

    «E le mie lacrime saranno di emozione grandissima!»
    «Sí, lo so, piangerò per te, ma solo per l'emozione di avere tra le braccia un angelo che mi benedice...»

    «Vengo al mondo per imparare alcune lezioni che soltanto tu mi puoi dare. Impareremo insieme, vedrai...»
    «Ma, non sarà che tu, figlio mio, vieni per insegnarmi qualcosa?»

    «Sì, impareremo l'uno con l'altro, e ci ameremo. Impareremo che il mondo é piccolo per noi due. Quando dovrai affrontare le difficoltà, io ti regalerò un sorriso e potrai così scoprire l'affetto e la gratitudine che ho per te. Il mio bel sorriso sarà lo specchio del mio cuore, che vibra costantemente emozionato e grato del tuo amore, mamma...»

    «Non voglio la tua gratitudine, mio angelo. Desidero soltanto il tuo sorriso con tanta tenerezza.»
    «Non sarò come gli altri bambini, non saprò ascoltare le tue parole, neanche tu capirai i miei lamenti...»

    «Tu, figlio mio, sarai l'angelo che ho tanto desiderato. Il Signore ha esaudito il mio desiderio. Canterò io per te, ti parlerò e sentirai le mie carezze. L'amore che ci unirà, parlerà per noi nei nostri cuori. Io ti amerò qualunque sia la tua forma. Saremo mamma e figlio con un solo cuore, il tuo in me e il mio in te.»
    «Ascolterò le tue canzoni con affetto e saprò che tu mi ami.»

    «Attendo il tuo arrivo, per cullarti fra le mie braccia, cantarti le mie canzoni. Tu sei perfetto!, come ti ha concepito il Signore. Io ti ho sempre voluto. Vieni a me o figlio mio! Mio caro figlio, sarai tanto amato che dimenticherai le deformazioni e vivrai come un bambino qualunque. Sono certa che sarai felice, molto felice! Vieni a me! Il Signore non mi mette alla prova oltre le mie forze, ma sta cercando di dirmi che sono speciale per te, perché, sai... LE PERSONE SPECIALI SONO CIRCONDATE DI ANGELI COME TE».
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  2. #2
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    Una Lettera per Te, leggila subito !




    Figlio mio, figlia mia,

    Forse non mi conosci ancora molto bene, ma io so tutto di te; Salmo 139:1


    So quando ti siedi e quando ti alzi; Salmo 139:2


    conosco a fondo i tuoi modi di essere; Salmo 139


    Perfino ogni capello sul tuo capo è contato; Matteo 10:29-31


    Perché ti ho creato a mia immagine; Genesi 1:27

    In me vivi, ti muovi, ed esisti; Atti 17:28


    Poiché sei la mia progenie; Atti 17,28


    Ti conoscevo ancora prima che fossi concepito; Geremia 1:4-5


    Ho scelto te nel disegno del creato; Efesini 1:11-12


    Tu non sei stato un errore, poiché ogni tuo giorno è scritto nel mio libro; Salmi 139:15-16



    Ho scelto il giorno esatto della tua nascita, e il luogo dove vivi; Atti 17:26

    Sei stato creato in maniera meravigliosa; Salmi 139:14


    Ti ho intessuto nel seno di tua madre; Salmi 139:13


    E ti ho portato alla luce nel giorno della tua nascita; Salmi 71:6


    Coloro che non mi conoscono hanno dato una falsa immagine di me; Giovanni 8:41-44


    Non sono distante, né rabbioso, sono invece l’espressione completa dell’amore; Giovanni 4:16


    E desidero offrirti tutto il mio amore; Giovanni 3:1


    Semplicemente perché sei mio figlio, ed io sono tuo Padre; Giovanni 3:1


    Ti offro più di quanto possa mai darti il tuo padre terreno; Matteo 7:11


    Poiché io sono il padre perfetto; Matteo 5:48


    Ogni dono perfetto che ricevi proviene dalla mia mano; Giacomo 1:17


    Perché provvedo a tutto ciò di cui hai bisogno; Matteo 61-33


    I miei piani per il tuo futuro sono sempre stati pieni di speranza; Geremia 29:11


    Perché ti amo di un amore eterno; Geremia 31


    I miei pensieri per te sono più numerosi dei granelli di sabbia; Salmi 139:117-118


    Esulterò nel conoscerti, cantando di gioia; Sofonia 3:17


    Non cesserò mai di farti del bene; Geremia 32:40


    Perché tu appartieni a me, e sei il mio tesoro; Esodo 19,5


    Desidero realizzarti con tutto il mio cuore e tutta l’anima mia; Geremia 32:41


    E voglio mostrarti cose grandi e meravigliose; Geremia 33


    Se mi cercherai con tutto il tuo cuore, mi troverai; Deuteronomio 4:29


    Dilettati in me ed io ti darò quel che il tuo cuore desidera; Salmi 37:4


    Perché sono io che ti ho dato quei desideri; Filippesi 2:13


    Io posso fare tutto per te, molto più di quanto tu possa domandare o pensare; Efesini 3:20


    lo sono la tua più grande consolazione ;Tessalonicesi 22:16-17


    Sono il padre che ti consola in ogni tribolazione; Corinzì2 1-4


    Quando hai il cuore spezzato, io sono vicino a te; Salmi 34:18


    Come un pastore porta un agnello, io ti porto vicino al mio cuore; Isaia 40:1 1


    Un giorno asciugherò ogni lacrima dai tuoi occhi: Apocalisse 21-4


    Sono tuo padre, e ti voglio bene come ne voglio a mio figlio Gesù; Giovanni 17:23


    Perché in Gesù si è realizzato il mio amore per te; Giovanni 17:26


    Egli è l’impronta esatta della mia essenza; Ebrei 1


    Egli è venuto a mostrare che io sono con te, non contro dite; Romani 8:81


    a dirti che non sto contando i tuoi peccati: 2Corinzt 5:18-19


    Gesù è morto perché noi ci riconciliassimo; 2Corinzi 5:18-19


    La sua morte è stata la massima espressione del mio amore per te; 1Giovanni 4:10


    Ho donato ogni cosa che amavo per guadagnare il tuo amore; Romani 81-32


    Hai ricevuto il dono di mio figlio Gesù, hai ricevuto anche me; Giovanni 2:23


    E nulla ti separerà mai più dal mio amore; Romani 88-39


    Quando tornerai a casa e darò la più grande fèsta che si sia mai vista in cielo, Luca 15:7


    Sono sempre stato e sempre ti sarò Padre; Efesini 3:14-15


    Ciò che mi chiedo è... vuoi restare mia figlio per sempre? Giovanni 1:12-13


    Ogni giorno ti aspetto e nella preghiera ti voglio incontrare; Luca 15:11-32



    Con Amore, il tuo Papà

    (Dio Onnipotente)

    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
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    Predefinito Ho notato che il 3D è stato gradito:) Grazie!

    ...e le campane suonarono a festa

    C'era una volta in una grande città una chiesa davvero bella. Dall'ingresso principale si vedeva a mala pena l'altare che si trovava sul versante opposto. Accanto alla chiesa si ergeva un'imponente torre campanaria così alta che la sua guglia si confondeva con le nubi dei cielo e si poteva vedere soltanto quando il cielo era sereno. Lassù nella torre vi era uno splendido concerto di campane, si diceva fossero le più belle del mondo, ma mai nessuno le aveva sentite suonare. Erano campane speciali. Potevano suonare solo la vigilia di Natale e soltanto quando fosse stato deposto sull'altare il più bel dono al bambino Gesù.

    Purtroppo da molti anni non si era avuta un'offerta così preziosa da meritare i rintocchi delle campane.

    Tuttavia, ogni Natale, la gente si affollava davanti all'altare portando doni preziosi, ma senza ottenere quello che tutti speravano.
    In un villaggio abbastanza distante dalla città viveva un ragazzo chiamato Pedro, insieme con il suo fratellino. Avevano sentito parlare delle straordinarie campane e delle offerte che venivano fatte. Per quel Natale avevano deciso di recarsi nella splendida chiesa e di adorare il bambino Gesù. Al mattino della vigilia, all'alba, mentre cadevano i primi fiocchi di neve Pedro e il fratellino si misero in cammino.

    Al calar della notte avevano raggiunto la porta della città quando, davanti a loro, scorsero una povera donna che era caduta nella neve, troppo stanca e malata per chiedere aiuto e cercare asilo da qualche parte. Pedro si inginocchiò accanto e cercò di alzarla, ma non vi riuscì. «Non ce la faccio, fratellino - disse Pedro - è troppo pesante. Devi andare in chiesa da solo!». «Io da solo? - esclamò - Ma allora tu non ci sarai alla funzione di Natale». «Non posso fare altrimenti. Guarda il viso di questa povera donna.
    È simile a quello della Madonna nella finestra della nostra cappella. Se non l'aiuto io morirà di freddo. Tutti sono andati in chiesa, alla fine della messa porterai qui qualcuno che l'aiuti. Ah, prendi questa monetina è la mia offerta per Gesù bambino. Ora corri!».

    Mentre il fratellino correva in chiesa Pedro sbatté gli occhi per trattenere le lacrime di delusione.

    Nella grande chiesa la funzione di mezzanotte era già iniziata. L'organo suonava e i fedeli cantavano i bellissimi canti natalizi. Ricchi e poveri avanzavano insieme e deponevano la loro offerta sull'altare. Il re percorse la navata e depose tra i doni la sua corona regale. Tutti si eccitavano e pensavano: «Questa volta le campane suoneranno per davvero».

    Ma dall'alto dei campanile echeggiò soltanto il vento carico di neve.

    La processione era terminata e il coro stava per intonare l'inno di chiusura, quando all'improvviso l'organista smise di suonare paralizzato: d'un tratto dalla cima del campanile era cominciato a diffondersi il dolce suono delle campane. La folla sedeva nella chiesa meravigliata e silenziosa. Poi tutti insieme guardarono verso l'altare per vedere quale bellissimo dono aveva risvegliato finalmente le campane.

    Ma non videro altro che il fratellino di Pedro che silenziosamente era scivolato lungo la navata per deporre la monetina di Pedro ai piedi del bambino Gesù. Un piccolo grande dono!

    ************

    Un giorno Gesù, seduto davanti al tesoro del tempio di Gerusalemme, disse ai suoi discepoli che un'offerta è gradita a Dio non perché è abbondante ma per la disposizione del cuore di chi offre. La vedova che butta gli unici soldi che possiede, il soldino di Pedro offerto a Gesù bambino, sono resi doni «grandi» dal cuore che li ha offerti.

    Più importante di tutto, allora, rimane sempre l'amore.

    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  4. #4
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    Amici....nella vita ci sono storie che ognuno di noi ha vissuto e vive, non si pretende di raccontarle....o che vengano da voi raccontate, tuttavia è importante che comprendiamo che non possiamo fare a meno gli uni degli altri......che le storie di una persona possono diventare strumento di conversione per l'altra.......dicono i santi: IN PARADISO NON SI VA DA SOLI.......

    Vorrei condividervi una breve storiella che faccio mia perchè è quanto mi è stato dato di sperimentare nella mia vita.........Ero come il bambù di questa storia che ora leggerete..o meglio, quando la lessi mi riconobbi nel bambù e mi bastò questa storia per comprendere quanto Dio mi amasse........Condividendola con voi è come se raccontassi a voi un pezzo della mia esperienza vissuta e sono sicura che ognuno di voi si riconoscerà nel bambù.......perchè anche se i nostri vissuti sono diversi, alla fine è il Progetto di Dio su ognuno di noi che inesorabilmente ci unisce...e questo vale sia se siamo peccatori, sia per le diversità fisiche ed anche mentali........nessuno è dimenticato da Dio......

    Fraternamente Caterina

    Il bambù


    In un magnifico giardino cresceva un bambù dal nobile aspetto.
    Il Signore del giardino lo amava più di tutti lgi altri alberi.
    Anno dopo anno, il bambù cresceva e si faceva rocusto e bello. Perché il bambù sapeva bene che il Signore lo amava e ne era felice.

    Un giorno, il Signore si avvicinò al suo amato albero e gli disse: «Caro bambù, ho bisogno di te».

    Il magnifico albero sentì che era venuto il momento percui era stato creato e disse, con grande gioia: «Signore, sono pronto. Fa' di me l'uso che vuoi».

    La voce del Signore era grave: «Per usarti devo abbatterti».

    Il bambù si spaventò: «Abbattermi, Signore? Io, il più bello degli alberi del tuo giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma per favore, non abbattermi».
    «Mio caro bambù», continuò il Signore, «se non posso abbatterti, non posso usarti».

    Il giardino piombò in un profondo silenzio. Anche il vento smise di soffiare. Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò: «Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, abbattimi».

    «Mio caro bambù», disse ancora il Signore, «non solo devo abbatterti, ma anche tagliarti i rami e le foglie».
    «Mio Signore, abbi pietà. Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e le foglie!».
    «Se non posso taglierli, non posso usarti».

    Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita volò via.
    Tremando, il bambù disse fiocamente: «Signore, taglali».
    «Mio caro bambù, devo farti ancora di più. Devo spaccarti in due e strapparti il cuore».
    Il bambù si chinò fino a terra e mormorò: «Signore, spacca e strappa».

    Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami e le foglie, lo spaccò in due e gli estirpò il cuore. Poi lo portò dove sgorgava una fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano la siccità. Delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell'amato bambù e diresse l'altra verso i campi inariditi.

    La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e raggiunse i campi. Fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo. Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto e distrutto.

    Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava nella propria bellezza. Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.

    Noi la chiamiamo «sofferenza».
    Dio la chiama «ho bisogno di te».


    Un giorno Gesù disse: Se il chicco di grano non muore, non porta frutto!

    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  5. #5
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    Predefinito Lettera aperta a chi è contro il Crocifisso



    Buongiorno a tutti e auguri...

    Diversi anni fa, un saggio di Umberto Eco "Fenomenologia di Mike Bongiorno" tentò di spiegare tra il serio e il faceto, il "Mike nazionale" agli italiani. Eco analizzò il successo del presentatore relazionandolo alle aspettative dei milioni di spettatori che seguivano le sue trasmissioni.
    E' ovvio che io non sono Eco e il sig. di turno ( che chiameremo sig. Tale ) non è Bongiorno, tuttavia, se me lo consente, sig. Tale, vorrei collocarla al centro di questa riflessione "natalizia".

    Sì, perché lei, e chiunque ha in ossessione il simbolo del Crocefisso, merita almeno un po' d'attenzione, oserei dire più cristiana che colta, perché solo un paese dalle radici cristiane può consentire a lei e a chi come lei... di dire ciò che dice e fare ciò che fa contro il Crocifisso. Le avrei dedicato, mi creda, un'attenzione colta, ma mi sa che non è il caso: sa, mi sembra lei l'unico a non sapere che tra cristiani e musulmani, atei o di altra fede, non si è sempre fatto a sciabolate, anzi...

    Pensi, che quando civiltà estranee si sono incontrate con il cristianesimo in limitate isole di convivenza, hanno dato origine ad archittetture meravigliose e alla fusione di spiriti che è tipica dei popoli del "Libro". Perfino pensatori come Avicenna e Averroè hanno meditato sul pensiero occidentale e il pensiero occidentale ha meditato su Avicenna e Averroè, ma lei questo sembra ignorarlo. A lei, mi consenta il berlusconiano intercalare, sembra interessare solo il fatto di venir proclamato campione del mondo del "lancio del crocefisso" e, se possibile, portare tale sport alle prossime olimpiadi.

    Sappia, che quel crocefisso che lei con tanta disinvoltura lancia dalla finestra dell'ospedale in cui sua madre (e me ne dispiace cristianamente) è ricoverata, ben volenteri si sottomette al suo sport preferito e, comunque, pur volando da diversi piani, non smette di annoverare nel suo sacrificio universale sia lei che la sua sofferente mamma. Ci si conceda di dire che ogni sputo ed ogni offesa che viene avanzata pretestuosamente contro questo simbolo, non è altro che il proseguire di quella sopportazione di Dio verso ogni sua Creatura, nello spalancare le sue braccia sulla Croce per continuare a dire: io ti Amo e ti amerò fino alla fine, anzi, ti amerò per sempre!

    Cosa vuole che sia per Uno che si è fatto crocifiggere per me e per lei fare un voletto di pochi metri? Sa, nella ex Yugoslavia abbondano crocefissi senza più braccia che, ostinatamente rimangono appesi in quello strano equilibrio salvifico, privo di braccia, quasi a voler dire che noi dobbiamo essere quelle braccia che a Cristo sono state strappate dalle bombe.
    Per secoli i cristiani hanno continuato a venerare statue con mani mozzate dalle guerre fraticidie con i Protestanti, per dimostrare ancora una volta che l'impersonificazione del Bene avviene per mezzo dell'Incarnazione e da li attraverso ogni persona di buona volontà.......

    Ma a lei, sig. Tale, le braccia servono solo per menare e per difendersi quando le prende, per scrivere odio, per trasmettere immagini distorte di una Verità che non avrà mai fine. Provi ad usarle per stringere altre mani e vedrà che sarà una cosa sorprendente; provi ad usarle per scrivere poesie sul Crocifisso e sarà sorpreso di come Lui le parlerà......

    Sa, mi sono chiesto spesso che tipo sia lei e chi, come lei, ha una avversione verso ogni simbolo Cristiano, e ad oggi ancora me lo chiedo: ma non mi sembra un nobile "uomo", un principe del deserto o un magnanimo laico. Né mi sembra uno che la smetterà di lanciare crocefissi qualora se ne presenterà l'occasione.

    Magari provi, visto le sue radici comuni allemie: entrambi siamo Uomini creati ad immagine di Dio, a lanciarne uno un po' più grosso, come fanno gli scozzesi con i tronchi, magari un crocefisso grosso come quello che il don Camillo di Guareschi si caricava sulle spalle in solitare processioni boicottate dal buon Peppone.

    Ci pensi, sig. Tale, pensi a quel povero Cristo dalle braccia allargate e pensi anche che la porta del cielo, o del paradiso se più le piace, è una porta dal disegno cruciforme, un passaggio in cui si entra solo allargando le braccia e tenendosi gli uni nelle mani dell'altro, come Gesù promise al Buon Ladrone, così come si allargano per accogliere o abbracciare, per esprimere la gioia di un ritorno o la sconsolatezza di un addio.

    Ci pensi a quelle braccia allargate, sig. Tale e vedrà che non fanno male a nessuno...

    Ci pensi, pensi a questo mondo martoriato e giudichi se vale la pena di amare od odiare, carezzare o picchiare, vivere in pace o essere il piccolo avversario di quel "cadaverino in croce" come lo chiama lei e quelli come lei.....

    E se il cuore glielo consente (mi perdonerà, ma fido più nel suo cuore che nei suoi neuroni che mi sembrano affaticati) provi a vivere e a farci vivere questo Natale senza ulteriori provocazioni, lanciando magari a capodanno una vecchia pentola dalla finestra ed evitando di coinvolgere il nostro stanco (ma mai domo) crocefisso, in acrobatiche quanto inutilmente provocatorie evoluzioni aeree. Pensi pure che si fa sempre in tempo a diventare amici, anche con fedi diverse, e stia tranquillo che se qualcuno insorgesse per togliere dal muro una "mezzaluna"...o una "Stella di Davide" o altro simbolo rispetto dell'uomo, noi cristiani combatteremmo contro di lui, gli impediremmo di offendere lei e il suo credo, o per chi come lei però non crede in nulla, coi suoi simboli preziosi.

    Ci pensi, magari davanti al viso stanco di qualche anziano cattolico che sgrana una consumata Corona del Rosario... Auguri a lei e a chi come lei vive una inquietudine costante...

    (lettera aperta, firmata Natale del 2003)
    Fraternamente Caterina
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  6. #6
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    Buona lettura!



    di Miriam Soter


    Arturo il muro



    In una contrada, detta Animabella, si ergeva, maestoso, un castello di cristallo che custodiva magnifici tesori di luce e di purezza. La contrada era cinta da un imponente muro, chiamato Arturo.

    Il compito di Arturo era quello di difendere Animabella dagli attacchi di Berlicchio, uno stregone che faceva di tutto per rovinarla. Aveva persino inviato una mandria di tori perché devastassero la contrada, ma Arturo li aveva fermati. Berlicchio, allora, aveva mandato una mandria di orgogliosi cavalli a calpestare tutte le provviste degli abitanti per costringerli ad uscire, ma invano. Provò a mandare una moltitudine di maialini perché sporcassero ovunque, ma neppure loro poterono far nulla contro Arturo. Allora Berlicchio decise di far passare un po’ di tempo. Intanto Arturo si riteneva soddisfatto perché era riuscito a proteggere Animabella da ogni insidia. Pareva proprio che Berlicchio si fosse arreso.

    Un giorno, però, il muro vide arrivare due topolini neri. Capì subito che erano stati inviati da Berlicchio, tuttavia non se ne preoccupò affatto, anzi, si mise a ridere. «Devo proprio aver messo alle strette il mio nemico – pensò –, se si è ridotto a mandarmi contro due esserini così insignificanti!».

    Nel frattempo i topolini gli si avvicinarono e si presentarono: «Buongiorno Arturo! Siamo due piccoli e indifesi topolini. Io sono Distrazione e questa è mia moglie Pigrizia. Stiamo cercando un posto dove costruire una casa. Possiamo rosicchiare uno solo dei tuoi mattoni e rifugiarci in quel buchetto? Non ti daremo noia!».

    «Fate pure! – rispose Arturo – Cosa volete che sia per un muro grande come me un buco così piccolo. Sono spesso 4 metri e alto 10, non me ne accorgerò neppure!».

    I due topini lo ringraziarono e andarono a prepararsi la tana. Dopo qualche tempo iniziarono ad avere tanti cuccioli, che a loro volta ebbero tanti piccoli… Nel giro di un anno erano diventati migliaia. I più forti erano Tedio, Preoccupazione, Annoia e Accidia.

    Ogni topino voleva abitare da solo e così rosicchiava un mattone all’interno di Arturo. All’esterno non si notava nulla di diverso, Arturo, però, si sentiva sempre più stanco e non capiva il perché.

    Dopo un po’ di tempo, dalla selva oscura, uscirono centinaia di tori, cavalli e maialini, che si dirigevano al galoppo verso Arturo. Arturo pensava di riuscire a sconfiggerli come sempre, ma quella volta fu ridotto ad un cumulo di macerie.

    Quei terribili animali entrarono e devastarono completamente Animabella, rimasta ormai priva di difese. Dalle macerie Arturo guardava la scena abbattuto. «Come ho fatto a cadere così in basso?», si chiedeva.

    Una risata si levò allora dietro di lui. Arturo si voltò: erano i topolini. «Pensavi di essere il più forte, vero? – dicevano divertiti – Ci consideravi insignificanti ed innocui e invece, lasciando entrare uno solo di noi, senza accorgertene, hai aperto tu stesso la via ad animali ben peggiori. Noi, così piccoli rispetto a te, siamo stati la tua rovina!».

    *****************

    Fraternamente Caterina
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    "Senza lo Spirito Santo,
    Dio è lontano,
    Cristo resta nel passato,
    il Vangelo è una lettera morta,
    la Chiesa una semplice organizzazione,
    l'Autorità un potere,
    la Missione una propaganda,
    il Culto un ricordo,
    l'Agire cristiano una morale di schiavi."

    Patriarca atenagora

 

 

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