ogni tanto una buona notizia antimondialista...
da noreporter:
Ad Altamura chiude un negozio del più celebrato fast food del mondo: mancanza di clienti. E la lobby gastronomica del fungo tipico di Arbore e D'Alema canta vittoria.
Quando nel 2001 la McDonald's arrivò ad Altamura, nessuno poteva immaginare che la multinazionale simbolo della potenza culinaria americana avrebbe trovato proprio lì, nell'Alta Murgia pugliese, il suo Vietnam. Né i dirigenti della grande catena del cibo globale né Onofrio Pepe e Peppino Colamonico, un ex giornalista e un medico di famiglia con la passione dei prodotti tipici della loro terra.
Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che la tradizione secolare del pane di grano duro avrebbe sconfitto gli hamburger e le patatine fritte, che la cultura della gastrodiversità e della valorizzazione dei sapori avrebbe sbaragliato la civiltà del gusto omologato. E che di lì a poco, unico caso in tutto il mondo, la McDonald's sarebbe stata costretta a chiudere per inattività. Invece è successo. «E senza battaglie ideologiche né sabotaggi organizzati, senza comizi o manifestazioni di piazza» rivendicano con orgoglio Pepe e Colamonico: «Solo affidandosi alla qualità dei prodotti e ai prezzi competitivi. Insomma, al responso del mercato».
Tutto cominciò quando sulla scrivania dei dirigenti della McDonald's, da tempo desiderosi di mettere radici anche in terra di Puglia, arrivò un rapporto con i risultati dell'indagine commissionata a una società specializzata in analisi commerciali. Le previsioni erano più che incoraggianti. Città di oltre 70 mila abitanti nel cuore di un'area tra le più sviluppate del Sud (il triangolo del salotto Matera- Santeramo-Gravina), con piena occupazione e un'altissima percentuale di popolazione giovanile con soldi da spendere, Altamura aveva sulla carta tutte le condizioni per essere scelta.
Trovati i locali, al piano terra di un palazzo del pieno centro, il McDonald's aprì. E a uno dei due grandi ingressi della città, Porta Matera, venne subito innalzato il totem con il simbolo della catena di fast food. «Quando passeggiavo, alzavo gli occhi e guardavo quel simbolo così prepotente, non potevo fare a meno di provare un disagio. E mi domandavo: che cosa si può fare?» racconta Pepe.
In quel periodo l'ex giornalista corrispondente di Paese Sera e poi dell'Unità, con il suo amico medico, aveva fondato da poco l'associazione Amici del fungo cardoncello, una delizia della natura che nasce tra le pietre delle Murge, allora minacciata con gli altri prodotti tipici del luogo da una serie di speculazioni agricole. Non solo, dopo intense ricerche, Pepe e Colamonico erano riusciti a pubblicare il primo libro di ricette tipiche, un centinaio di proposte di antica tradizione ricostruite attraverso le testimonianze orali di anziani contadini e artigiani. Più che comprensibili, dunque, le loro preoccupazioni di fronte alla concorrenza del fast food.
La risposta ai loro interrogativi non tardò. Proprio accanto alle vetrine del McDonald's, Luca Di Gesù, giovane rampollo di una delle più antiche famiglie di panificatori di Altamura, aprì una bottega di prodotti tipici: pane, friselle, pizze e pasticci (una squisita focaccia di grano duro imbottita di cardoncelli, cipolle e olive). «Fu per sfida che aprii. All'inizio, però, pensavo che riuscire a non chiudere, per me, sarebbe già stato un successo».
L'Associazione di Pepe e Colamonico, intanto, cresceva attraverso una miriade di iniziative promozionali, raccogliendo consensi anche fuori dalla Puglia e all'estero. Hanno preso la tessera personaggi come Massimo D'Alema e Renzo Arbore, che ne sono diventati i presidenti onorari. E tra gli ospiti più affezionati delle serate culinarie a tema anche uno degli uomini più potenti della Repubblica come il segretario generale del Quirinale, Gaetano Gifuni; stelle dello spettacolo come Sabrina Ferilli; e grandi firme del giornalismo come il direttore del Corriere della sera, Paolo Mieli.
Insomma, intorno alla bottega di Luca Di Gesù (e alle tante altre che sono rifiorite in città) si è creato un interesse che ha finito per dare i suoi frutti. «La gente veniva a frotte al McDonald's» racconta con divertito stupore Luca Di Gesù «ma si fermava davanti alle vetrine e dopo un'occhiata fugace entrava nella mia bottega a comprare il pasticcio, che era assai più buono degli hamburger, fatto con ingredienti di prima qualità e meno costoso».
Col passare del tempo il fast food era sempre più vuoto, abbandonato anche dai pensionati che lo frequentavano soltanto per trovare nell'aria condizionata un rimedio alla calura estiva. E la bottega del pasticcio era sempre più affollata di giovani e ragazzi. Non poteva che finire com'è finita. Il McDonald's ha chiuso per mancanza di clienti. Invece l'Associazione amici del fungo cardoncello, con la rete di piccoli produttori cresciuta sotto la sua ala, ora si appresta a sbarcare a Roma e nelle altri grandi capitali del mondo, per inondare negozi e supermercati di prodotti tipici della Murgia, il Vietnam del fast food.


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