Quante verità ci sono, Mister?
Se, ad esempio, Repubblica dà risalto alla notizia della vecchietta che ha querelato Berlusconi ritenendo che le abbia negato l'aumento della pensione il lettore abituale di quel giornale si sarà fatto una certa convinzione.
La vecchietta, come abbiamo visto, non ne aveva titolo ma se la notizia non viene successivamente rettificata quel lettore resterà della sua idea.
Mi pare evidente, allora, che l'accertamento della verità è un atto preventivo e non successivo alla pubblicazione di una notizia; e la responsabilità dell'accertamento compete a chi pubblica e non certo al lettore.
Sotto questo aspetto il cosiddetto pluralismo non è quindi garanzia di verità certa: di qui la necessità che l'informazione, tutta l'informazione, faccia qualche passo indietro senza porsi l'obiettivo di influenzare gli eventi ma solo di darne un resoconto onesto e attendibile.




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