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Discussione: SE. di G. Adinolfi

  1. #1
    Guido Keller
    Ospite

    Predefinito SE. di G. Adinolfi

    Il sogno di un certo Occhiodaquila. Berlusconi, i cocci d’area e le prospettive(?) quasi immediate.

    Ho ricevuto alcuni giorni fa una mail in cui si narrava il sogno di un certo Occhiodaquila, che non so bene chi sia, nel quale facevo una pallida e discreta apparizione io stesso.

    La mail è ironica e garbata – cosa inusuale per i toni cui ci siamo assuefatti in qualche anno di isteriche masturbazioni inter/ghet – e già solo per questo merita sia di essere riportata, sia di essere commentata.

    Questo il testo.

    Hei Ragazzi,

    questa notte ho fatto un sogno. E' stata una visione magnifica, celestiale, di quelle che ti lasciano estasiato.

    Ho partecipato in diretta, guardando però da un buco del muro predisposto alle necessità, ad una riunione segreta convocata a Palazzo Grazioli dove, come si sa, il cavaliere ama ricevere. In una enorme sala, attorno ad un tavolo megagalattico, di foggia cinquecentesca, li ho visti seduti tutti insieme, uno accanto all'altro. C'era il Sor Pino, la bella Alessandra, l'euroromagnoli, c'erano pure Fiore e Tilgher, era intervenuto da Bari anche Pinuccio Incardona, da Napoli Raffaele Bruno, c'era Lorena Colombo da Bergamo, Fabrizio Taranto da Venezia. Ad un angolo sedeva pure Adinolfi che forse si trovava a passare per caso. Insomma non mancava proprio nessuno, anzi guarda un pò, c'era pure Rotondi della Democrazia Cristiana, forse come convitato di pietra, infatti, contrariamente al solito, taceva.

    Mentre ognuno (o quasi) faceva finta di non vedere l'altro, dati i rapporti personali non proprio idilliaci, il cavaliere che sedeva a capotavola con accanto il suo immancabile consigliere Gianni Letta, ad un certo momento con voce ferma e stentorea ha esordito con una frase apodittica: VI VOGLIO TUTTI UNITI ! E, miracolo tra i miracoli. Sono balzati tutti in piedi sull'attenti dichiarando la loro massima disponibilità. Quale migliore occasione per evitare di farsi contare con i loro partitini allo 0,1, 0,2, 0,3. ecc. ecc.

    Poi, subito dopo, rotto il ghiaccio, hanno cominciato a parlare tra di loro. Probabilmente del simbolo unitario da presentare. O forse dell'ordine delle candidature nella lista ( un bel problema !).

    Ohibò mi son detto: Vuoi vedere che là dove non è riuscito Cospito con l'MNP, là dove non sono stati efficaci gli appelli pedagogici di Merimar, dove nemmeno Rutilio Sermonti è riuscito a niente, sarà il Cavaliere a realizzare l'unità dell'area ? Del resto, si sa, il cavaliere ama organizzare gli altri.

    In ogni caso, c'è stato anche un post-appello, quello di Rotondi. Forse per questo il cavaliere lo aveva invitato alla riunione. "Se non riuscite a mettervi d'accordo sull'ordine delle candidature, per qualcuno di voi c'è sempre posto nella mia lista" ha detto con voce sicura e accattivante. E' stato allora che Pino Rauti, nonostante i suoi 79 anni suonati, con uno scatto felino ha dribblato tutti, e correndo come un furetto è riuscito ad abbracciare Rotondi per primo, dichiarando la sua riconoscenza e offrendogli il nome della figlia Isabella. Embè, non si sa mai....

    Occhiodaquila


    Mie osservazioni in merito

    Non credo che Berlusconi abbia tempo da perdere per cercare di raggranellare il misero 0,8% dell’elettorato. (A tanto ammonta il glorioso score delle ultime regionali…) Se quell’accordo di cui tanto si parla, dovesse andare in porto, neppure dello 0,8 si dovrebbe del resto parlare perché è assolutamente chiaro che i vari partitelli di patrimonio proprio hanno si e no lo 0,4 mentre l’altra metà degli elettori recenti, che prima stavano dietro alla Fiamma storica, non opterebbe mai per un”voto utile” e non li seguirebbe di certo. Il voto di disprezzo è l’unica forma di espressione alla quale alcuni sono rimasti attaccati. Poi ci sarebbe, ovviamente la possibilità di un buon recupero di voti dalla CdL ma questo, pur offrendo una discreta chance all’appendice estrema, non modificherebbe granché il quadro complessivo del centrodestra.

    Qualora l’accordo intervenisse, però, la lista unitaria (posto che fosse davvero unitaria) potrebbe aspirare lo stesso ad ottenere qualche eletto se riuscisse a risultare la prima formazione di coalizione tra quelle al di sotto del 2 per cento. Questo perché non va dimenticato che esiste anche una parte di elettorato che, appassionato e “duro”, vota comunque “utile” e, a quel punto, potrebbe scegliere la “Cosa tricolore” rispetto ad AN.

    Insomma, se i baldi refrattari del presunto antagonismo si mettessero infine d’accordo e lavorassero seriamente, potrebbero aspirare a un uno / uno e mezzo per cento. Il grosso del piatto sarebbe rappresentato in questo caso da voti di ripiego dalla destra che ci sarebbero quasi sicuramente in un quadro “utile”. Dico quasi perché certe forme di proporsi puerili e uterine, se mantenute, potrebbero gelare l’eventuale afflusso perché sono, appunto, agghiaccianti.

    La manovra andrà in porto?

    Cosa ne verrebbe in tasca a Berlusconi francamente non lo so. AN non mi par che ne sarebbe felicissima perché rischia di perdere qualche altra briciola: pertanto non sono così certo che la manovra vada in porto.

    D’altronde già la Fiamma Tricolore romana con la sua repentina uscita dal coordinamento per il Mutuo Sociale in seguito alla sola presa di contatto costruttiva fra Casa Pound e AS comprova quanto sia improbabile una riuscita unitaria di qualunque tipo!

    E si badi che la Fiamma non ne ha fatto una questione di posizionamento, visto che cerca autonomamente l’accordo elettorale con la CdL ma di incompatibilità con FN. Non ne faccio una colpa a nessuno, le cose stanno così e non ci sono ancora le premesse per cambiare musica.

    Insomma le prospettive sono schiacciate assai…

    Ritorno alla politica

    Qualora quanto “sognato” da Occhiodaquila accadesse comunque, va detto che personalmente festeggerei. Perché, per la prima volta dal 1971 ci troveremmo di fronte al presupposto di un ritorno alla politica organica. Fino ad oggi chi è rimasto invischiato nelle categorie del politico (io non di certo) si è barcamenato fra il frazionismo, anzi il fazionismo - più isterico che irrealista - e il carrierismo. Quei pochi (ma nemmeno pochissimi) che malgrado tutto si sono rimboccati le maniche e, tappandosi il naso, sono andati a costruire qualcosina lo hanno fatto da soli, senza alcuna possibilità di sponda.

    È sempre mancato quel sistema di forze che a sinistra, dove sono maestri in programmazione e in fenomenologia, si è invece parzialmente instaurato.

    Inizio d’architettura

    Va da sé che si parla di un puro e semplice inizio d’architettura e non di una soluzione rivoluzionaria. La quale, dovrebbe essere chiaro anche ai sassi, è oggi sociologicamente e politicamente improponibile. Non perché ci siano – eccome se ci sono! – mestatori, burattinai, capò e lacché in ogniddove, ma perché la società di oggi non è assolutamente passibile di una trasformazione nel senso della nazionalizzazione delle masse.

    La politica, lo ripeto da tempo, nel nostro contesto storico/sociale va fatta fuor dalla politica, o più propriamente a fianco della politica, costruendo spazi fertili e autonomi, lobbies di popolo e puntando a qualificare le future élites.

    Il rapporto con il simulacro amministrativo/istituzionale è possibile solo da un punto di vista pragmatico che, per non essere individualistico (in qualsiasi accezione di questo termine: interessi, narcisismo, egotismo, pressappochismo) necessita di un sistema organico di pesi e contrappesi.

    Ne siamo lontanissimi; ma qualsiasi cosa si muova in quella direzione ritengo che vada incoraggiata.

    Sicché penso che qualunque modesta quanto ipotetica unità di cartello, molto aleatoria purtroppo, vada sostenuta.

    Non per ottenere, tramite un suo effimero successo, chissà quale risultato epocale, ma per segnare l’inizio di un rapporto articolato a più soggetti che tenga conto della realtà, che si radichi nel concreto e che sappia innanzitutto tracciare bilanci e attenersi a quelli. Che sappia costruire piattaforme sulle quali operare, gradini sui quali salire passo dopo passo.

    Per finirla con gli autocompiacimenti ipocriti

    Una simile occasione sarebbe ghiotta soprattutto se costretta alla franchezza dall’accettazione aperta del confronto con il sistema bipolare. Perché sgombrerebbe finalmente il campo da quell’autocompiacimento un po’ ipocrita dell’isolazionismo parolaio (ché di questo si tratta visto e considerato che fattivamente l’”antagonismo” non ha saputo combinare granché negli ultimi vent’anni).

    Autocompiacimento un po’ ipocrita dicevo. Non è mistero per nessuno che quelli che senza alcun tipo di equipaggiamento erano partiti per rivoluzionare il mondo hanno presto incontrato per strada i falliti della destra e da allora, insieme o in concorrenza, da anni si presentano alle elezioni solo per poter finanziare, con i rimborsi elettorali, le spese di gestione di apparati che oramai esistono esclusivamente per presentarsi alle elezioni e… ottenere i rimborsi! Un circolo vizioso che non solo fa parte integrante del sistema (che si starebbe “combattendo”) ma condanna i partitelli al ruolo di subalternità assoluta.

    Che a questa subalternità, che alimenta l’impotenza, si cerchi di sfuggire lanciando parole grosse e ingiurie che attesterebbero una vocazione rivoluzionaria non è che una comprova di quanto triste sia il quadro.

    Magari la situazione offrisse ora l’opportunità di un confronto attivo (nel quale si fa vedere davvero chi si è, cosa si vale e cosa si sa fare)!

    Perché la politica, per chi non sia un semplice arrivista, può essere intesa oggi solo così: andare in pressing aggredendo gli spazi.

    Dove Occhiodaquila si sbaglia

    Per questa ragione debbo smentire Occhiodaquila: se le cose prendessero l’abbozzo di una giusta piega non me ne starei in disparte, incoraggerei anzi questo conato di incarnazione di quel che da troppo tempo sopravvive solo allo stadio larvale e, proprio per questo, subisce una serie di fenomeni propri all’effimero, al vampiresco, all’irreale e allo psicotico.

    Devo anche ribattere a Occhiodaquila qualcosa a proposito della sua osservazione secondo la quale Berlusconi riuscirebbe laddove altri più o meno degni avrebbero fallito.

    In primis non penso che Berlusconi abbia un grande interesse per questo ghetto, se lo accoglie – e ciò a causa del sistema elettorale rivoluzionato - è per l’effetto di un gioco geometrico di più ampio respiro il cui scopo principale è probabilmente quello di contrarre l’avanzata dei rampicanti di ogni schieramento.

    Se però le cose stessero così come Occhiodaquila le ha immaginate non ci sarebbe da stupirsi del consenso che otterrebbe il premier né del fatto che avrebbe più rispondenza dei nomi citati. È del tutto normale che se qualcuno che conta e che pesa va in una direzione venga ascoltato con molto più interesse di chi è velleitario. È la stessa ragione per la quale della globalizzazione si parla solo da quando l’hanno scoperta gli altri.

    Tuttavia l’affermazione è imprecisa. Quell’unità completa (escluso solo il vecchio Rauti) è stata raggiunta un anno fa (e senza l’intervento di Arcore…) ed ha prodotto… il minimo storico per l’estrema destra in Italia! Tanto che, forse per pietà, l’abbiamo dimenticata.

    Per creare prospettive politiche

    Non si tratta dunque di unificazioni di aree, né di federazioni di cocci ma di prospettive politiche che qui si parla.

    Politiche, dunque dinamiche, dunque elastiche, dunque trasversali, dunque composite, dunque differenziate, dunque a vasto raggio, dunque senza preclusioni “teologiche” di qualsiasi genere. Libere, insomma dell’ impotentia coeiundi et generandi che sembra essere divenuta il credo degli emarginati e degli eunuchi da tastiera.

    Sia ben chiaro: io sono fondamentalmente pessimista perché si dovrebbe cominciare col far politicamente fuori, o quantomeno con il ridimensionare radicalmente, il 70% dei “quadri” di questo ghetto e con il rivoluzionare l’approccio mentale di un altro buon 20%. Ciononostante, non fosse altro che per la tendenza, per il gesto, per l’approccio, per l’avvio, se il sogno di Occhiodaquila si realizzasse, non lo accoglierei in modo così distratto come suppone lui ma vedrei quel che posso fare e soprattutto mi proverei a farlo.

    Se.

    Gabriele Adinolfi

  2. #2
    "la Rivoluzione è come il vento..."
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    Citazione Originariamente Scritto da Guido Keller
    [b]

    Perché la politica, per chi non sia un semplice arrivista, può essere intesa oggi solo così: andare in pressing aggredendo gli spazi.


    Questa metafora è semplicemente eccezionale.

  3. #3
    hic et nunc
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    [QUOTE=Guido Keller
    ...Sia ben chiaro: io sono fondamentalmente pessimista perché si dovrebbe cominciare col far politicamente fuori, o quantomeno con il ridimensionare radicalmente, il 70% dei “quadri” di questo ghetto e con il rivoluzionare l’approccio mentale di un altro buon 20%....
    Gabriele Adinolfi[/QUOTE]
    alzerei decisamente le percentuali.
    qui ed ora

  4. #4
    Guido Keller
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  5. #5
    costantino
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    ma chi se ne fotte del 2%.
    entro 4-5 anni il capitalismo crolla, il Paese cade e stai a parlare di 10 deputati ?
    ma vai , va !

  6. #6
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    Mettere alla prova sè stessi, in qualcosa che non si è mai fatto (che quindi bisogna apprendere), che non risponde ai nostri 'gusti', che non accarezza il nostro io, spendersi nonostante il 'pessimismo della ragione', non è semplice..

  7. #7
    Guido Keller
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    Citazione Originariamente Scritto da costantino
    ma chi se ne fotte del 2%.
    entro 4-5 anni il capitalismo crolla, il Paese cade e stai a parlare di 10 deputati ?
    ma vai , va !
    ..nostradamus?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da costantino
    ma chi se ne fotte del 2%.
    entro 4-5 anni il capitalismo crolla, il Paese cade e stai a parlare di 10 deputati ?
    ma vai , va !
    Tra le altre cose fior di economisti di divergenti formazioni culturali, stanno studiando le prossime possibili evoluzioni del sistema economico mondiale, e non mi sembra che siano arrivati -nessuno di loro- a certezze simili.

  9. #9
    costantino
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    Citazione Originariamente Scritto da Guido Keller
    ..nostradamus?
    A) l'europa con 400 mln di abitanti può reggere contro india (1 mld ) o cina (1,3 mld) dove si può produrre schiavizzando le persone ?
    B) mettiaimo che la A sia errata. secondo te un paese dove da una parte c'è un presidente del consiglio che dice che se vince aumenta le pensioni di chi non ha versato un cazzo da 500 a 800€, dall'altra un candidato che è un servo dei giudei e dei ladri speculatori del Pianeta e che ogni volta che gli capita l'occasione rregala i gioielli dello Stato, può reggere ?

    in ogni caso, dopo....http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=218187

  10. #10
    costantino
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    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA
    Tra le altre cose fior di economisti di divergenti formazioni culturali, stanno studiando le prossime possibili evoluzioni del sistema economico mondiale, e non mi sembra che siano arrivati -nessuno di loro- a certezze simili.
    quelli di cui parli sono imbecilli.
    io vedo il futuro.

    PS
    invece di postare,vai nei centri commerciali a comprare le minchiate prodotte dai cinesi.facciamo girare l'economia, cribbio!

 

 
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