Da TGCOM:
Nucleare Iran: incontro Usa-Russia
Stati Uniti, possibile opzione militare
Il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Sean McCormack, ha reso noto che il segretario di Stato Condoleeza Rice ha avuto un colloquio con il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. Tema dell'incontro la decisione da parte dell'Iran di riprendere il proprio programma nucleare. Per gli Usa si trattra di un'escalation grave e non è esclusa l'opzione militare per risolvere la crisi.
I contatti diplomatici per risolvere una situazione che sta rapidamente sfuggendo di mano sono iniziati. Il governo di Teheran non si è lasciato influenzare dagli appelli giunti da più parti e ha rimosso i sigilli agli impianti di ricerca della centrale di Natanz e a due siti collegati. Il vice capo per l'Organizzazione per l'energia atomica di Teheran, Mohamed Saidi, ha cercato di minimizzare: "Si tratta solo di ricerca - ha detto - nulla di più. Facciamo distinzione tra attività di ricerca e produzione di energia nucleare. E quest'ultima rimane sospesa".
Parole che non sembrano comunque tranquillizzare gli Usa e i Paesi europei. Gli Stati Uniti hanno già minacciato di deferire l'Iran al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per i provvedimenti del caso, e anche la Russia ha espresso una dura critica, manifestando "preoccupazione". Mosca, tradizionale alleata di Teheran, si è sempre opposta all'adozione di sanzioni. "Noi - ha aggiunto il portavoce del Dipartimento di Stato - riteniamo che in definitiva il problema finirà davanti al Consiglio, proprio a causa del comportanento tenuto in passato dall'Iran al riguardo".
La presidenza Ue ha definito la decisione di Teheran "deplorevole". Mentre il cancelliere austriaco Wolfang Schuessel (l'Austria riveste la presidenza semestrale dell'Unione europea) non ha usato mezzi termini: "Ora che con il suo programma nucleare l'Iran sta danneggiando la pace nel mondo - ha commentato - soltanto l'Europa può ottenere qualcosa, in collaborazione con le Nazioni Unite".
Per quanto riguarda la possibilità di un'azione militare per contrastare il progetto iraniano, il portavoce della Casa Bianca, McClellan, ha precisato che l'opzione militare "non è da escludere, anche se per il momento non è all'ordine del giorno", stessa posizione espressa dal ministro degli Esteri britannico Jack Straw.
In tal senso c'è un precedente, che riguarda l'Iraq. Nei primi anni '80, per mettere fine ai sogni atomici di Saddam Hussein si decise di ricorrere alla forza. Fu Israele che, il 7 giugno del 1981, bombardò il reattore di Osirak.
E guarda un pò, dopo gli attacchi a Israele il fedele cane da guardia mette le mani avanti...che schifo che mi fanno!!!




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