Al di là delle cose scontate "Siamo un partito sano, non abbiamo preso tangenti, non abbiamo conti in Svizzera", nella relazione di oggi di Fassino alla direzione Ds c'è un'autocritica, che io ritengo piuttosto seria e profonda, sull'atteggiamento dei Ds verso le scalate bancarie.
Sarebbero utili interventi sul merito, e non propagandistici e/o irridenti
(ANSA) - ROMA, 11 GEN - "Nessuna società - osserva Fassino
- vive senza principi morali. Il fiume della politica per noi
non può che scorrere nel letto dell'etica e anche l'economia e
il mercato, che pure hanno le loro regole ferree e spesso
spietate, non possono prescindere da principi etici e
comportamenti responsabili. Per noi - scandisce il segretario
dei Ds - queste sono regole irrinunciabili e quando vengono
violate il nostro giudizio critico non può che essere netto ed
esplicito".
Fassino fa una analisi di quella che definisce "la nostra
insufficienza" nel valutare la vicenda dell'Opa dell'Unipol,
definitivamente bocciata ieri dalla Banca d'Italia.
"Ciò che, in realtà, non abbiamo visto in tempo, o in ogni
caso abbiamo sottovalutato - osserva - è che mano a mano che la
scalata evolveva, assumeva connotati e profilo assai diversi da
quelli auspicati e previsti inizialmente". "Equivoco e
negativo - nota Fassino - è stato il ruolo di Bankitalia che è
forse spesso mossa da erronee logiche protezionistiche".
Secondo Fassino, "vi è stata una sottovalutazione del
movimento cooperativo, e anche nostra, dell'ampiezza e della
consistenza delle obiezioni e delle contrarietà da più parti
espresse sulla strategia e sulla modalità di acquisizione di
Bnl". "È mancata - prosegue Fassino - una strategia di
alleanze che rendesse più solidi la compagine societaria, il
progetto industriale e il suo finanziamento".
A questo punto il segretario della Quercia richiama la
decisione di Bankitalia di negare l'autorizzazione all' Opa per
"insufficiente consistenza patrimoniale" e ricorda come "si
sono determinati intrecci tra le diverse scalate (Antonveneta,
Bnl, Rcs) offrendo l'immagine di un unico disegno dai contorni
equivoci".
Dopo un accenno alle indagini della magistratura su "conti
esteri con depositi illeciti, condonati con lo scudo fiscale di
Tremonti, consulenze di dubbia motivazione, concertazioni
trasversali non dichiarabili, forme di arricchimento
personale", Fassino aggiunge: "Non c'è dubbio che sono
comportamento del tutto estranei ai nostri valori e alla nostra
storia, tanto più per chi sta in una organizzazione come una
impresa cooperativa, che nasce e vive per affermare finalità
solidaristiche".
"Dunque - precisa Fassino - su quei comportamenti il nostro
giudizio non può che essere molto severo e la presa di distanza
assoluta". (ANSA).




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