Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 31
  1. #1
    Gaeta resiste ancora!
    Data Registrazione
    05 Dec 2005
    Località
    Nvceria Constantia
    Messaggi
    7,427
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito 81 anni fa si spegneva la Regina Maria Sofia

    Dal libro il Risorgimento visto dall'altra sponda, di Bartoeltti:
    "Il capitano De Filippis, comandante la batteria di Gaeta chiamata « Denti di Sant'Antonio », sette volte ferito rimase intrepido al comando. Il tenete Savio, morto mentre puntava un cannone, veniva sostituito immediatamente dal fratello Attilio, che poi cadeva sul cadavere del fratello. Una notte Maria Sofia, alle due dopo la mezzanotte, si portava sulla batteria « Ferdinando » mentre una bomba piemontese cadendo in mare lanciava un'onda sulla persona della regina; ed ella esclamò: « Coraggio soldati, è questo il battesimo della vittoria »."
    Mentre le navi di Persano bombardavano facilmente le pattuglie borboniche che uscivano dalla fortezza di Gaeta per com­piere esplorazioni sia sul litorale sud che su quello a nord. Ma i soldati e gli ufficiali napoletani non volevano arrendersi; e non certo per la speranza di fare carriera o di godere futuri benefici. Resistevano e morivano; e i superstiti resistevano ancora. Maria Sofia compariva sui bastioni e narra la leggenda che in quei momenti il co­mandante dell'esercito piemontese desse ordini ai suoi artiglieri: « non sparate, quando compare l'Augusta Si­gnora ». E tale « Augusta Signora » quando il generale Cialdini a mezzo di un parlamentare le mandò a dire di far innalzare una bandiera nera sulla di lei abitazione onde salvarla dal tiro dei cannoni, così fece rispondere da un proprio incaricato: « Sebbene la Maestà della Re­gina sia rimasta sensibilissima alla cavalieresca cortesia di V.E. pure vorrà Ella permettere che invece di porre la bandiera sul palazzo di S.M., si possa inalberarla sul tempio di San Francesco, edificio monumentale elevato e diretto dal chiaro architetto, forse a V.E. non ignoto, signor Giacomo Guarinelli ».
    Risposta da grande sovrana, coraggiosa ed altera, cui ripugnava nascondersi sotto la protezione di una ban­diera issata sul proprio tetto per non correre il rischio di un bombardamento inumano quanto vile, come era quello eseguito con cannoni a lunga gittata contro chi era armato di cannoni che non potevano adeguatamente rispondere all'avversario.
    Fu una resistenza veramente epica e quei valorosi, ri­cordiamolo, erano italiani. E il Re era napoletano e sua madre era una principessa di Savoia. Mai nella storia, nei lontani secoli e anche purtroppo dopo il 1861, una coppia regale o principesca, ha saputo dimostrare tanto sublime coraggio, quanto ne dimostra­rono Francesco e Maria Sofìa, i quali, ricordiamolo, erano convinti di avere già perduto.


    Tratto da 'O Suldat 'e Gaeta di Ferdinando Russo
    E 'a Riggina! Signò!... Quant'era bella!
    E che core teneva! E che maniere!
    Mo na bona parola 'a sentinella,
    mo na strignuta 'e mana a l'artigliere...
    Steva sempe cu nui!... Muntava nsella
    currenno e ncuraggianno, juorne e sere,
    mo ccà, mo Uà... V 'o ggiuro nnanz' 'e sante!
    Nn'èramo nnammurate tuttuquante!
    XIII.
    E 'a Riggina! Signò!... Quant'era bella!
    E che core teneva! E che maniere!
    Mo na bona parola 'a sentinella,
    mo na strignuta 'e mana a l'artigliere...
    Steva sempe cu nui!... Muntava nsella
    currenno e ncuraggianno, juorne e sere,
    mo ccà, mo Uà... V 'o ggiuro nnanz' 'e sante!
    Nn'èramo nnammurate tuttuquante!
    XIV.
    Cu chillo cappellino 'a cacciatora,
    vui qua' Riggina! Chella era na Fata!
    E t'era buonaùrio e t'era sora,
    quanno cchiù scassiava 'a cannunata!...
    Era capace 'e se ferma pe n'ora,
    e dispenzava buglie 'e ciucculata...
    Ire ferito? E t'asciuttava 'a faccia...
    Cadive muorto? Te teneva mbraccia...
    XV.
    'E ppalle le fiscavano pe nnanza,
    ma che ssa'... le parevano cunfiette!
    Teneva nu curaggio e na baldanza,
    ca uno le zumpava 'o core 'a piette!
    Te purtava 'e ferite all'ambulanza
    steva sempe presente a capo 'e liette...
    E tutte, chi 'a chiammava e chi mure va,
    'a stevano a guarda cu ll'uocchie 'e freva...
    XVI.
    Muri p'Essa! Era 'o suonno 'e tuttuquante!
    Desidera nu vaso nfronte 'a chella,
    segnifecava: «Mettimmoce nnante
    pefa na morte ca se chiamma bella!».
    Npietto, p'avé n'aucchiata 'a sta Rignante,
    te faci ve arapì na furnacella!...
    Propio accussì, signore mio!... Vedite?...
    V 'o sto cuntanno e chiagno... e vui redite...!
    XVII.
    No!... Nun me piglio collera!... Se sape!...
    Vuie site troppo giovane...! Nun mporta!...
    Ma, 'a tanno a mo!... se so' mbrugliate 'e ccape!...
    V'hanno mparato a ghì p' 'a strata storta!...
    'E piamuntise? Chille erano crape!...
    Ma l'avetteno nzuonno, 'a bona sciorta!
    E a Calibbardo ca metteva 'e gghionte
    ched'è? nun 'o sparàino, a Naspramonte?!


    Sono passati 81 anni dalla scomprsa della Regina e non eiste una dico UNA via dedicata a Lei... mentre meriterebbe le piazze più belle, delle Città più significative.
    UNA VERGOGNA !!!


  2. #2
    Gaeta resiste ancora!
    Data Registrazione
    05 Dec 2005
    Località
    Nvceria Constantia
    Messaggi
    7,427
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Patrioti mi accingo a postare lo stesso msg sul politica nazionale, lo chiamo "Se l'Italia fosse un paese civile" AJUTATM !!!

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    12 Dec 2012
    Località
    Etna
    Messaggi
    29,310
     Likes dati
    7,484
     Like avuti
    9,257
    Mentioned
    808 Post(s)
    Tagged
    33 Thread(s)

    Predefinito

    non mi va di ricordare i borboni che hanno oppresso la mia terra nel corso della loro dominazione ma voglio ricordare i grandi siciliani che si adoperarono per fare insorgere la loro gente e che favorirono lo sbarco di garibaldi e l'unità NAZIONALE... un sentito ringraziamento a francesco crispi e rosolino pilo!!

  4. #4
    Gaeta resiste ancora!
    Data Registrazione
    05 Dec 2005
    Località
    Nvceria Constantia
    Messaggi
    7,427
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    non mi va di ricordare i borboni che hanno oppresso la mia terra nel corso della loro dominazione ma voglio ricordare i grandi siciliani che si adoperarono per fare insorgere la loro gente e che favorirono lo sbarco di garibaldi e l'unità NAZIONALE... un sentito ringraziamento a francesco crispi e rosolino pilo!!
    hai mai sentito parlare della rivolta del 7 e 1/2, delle conseguenze ke subì l'economia siciliana a causa della politica di crispi (sporco tarditore!), lo sapevi ke sotto i Borboni i siciliani nn facevano il militare !?!??!
    e come mai durante il periodo borbonico i siciliani nn emigravano e dopo inizò la dispora... ringrazia crispi garibalto e company !!!

    Informati come il tuo crispi tarttò i fasci siciliani utlimo decennio secolo XIX ??!?!

    BRUTTA COSA L'IGNORANZA !!!
    www.fns.it

    piuttosto omaggia i ragazzi del MIS

  5. #5
    Gaeta resiste ancora!
    Data Registrazione
    05 Dec 2005
    Località
    Nvceria Constantia
    Messaggi
    7,427
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito



    INIZIA A COLMARE LE TUE LACUNE:
    A RIVOLTA DI CASTELLAMMARE E ALCAMO


    A Castellammare del Golfo e Alcamo (in provincia di Trapani, a trenta chilometri da San Vito Lo Capo) il primo Gennaio del 1862 il popolo scese in piazza al grido di "abbasso la leva, morte ai cutrara", (i cutrara erano i borghesi). Avvennero scontri sanguinosi, la sommossa fu spenta dopo tre giorni.
    Il 5 Gennaio del 1862 il supplemento del "Giornale Officiale di Sicilia" scriveva:
    " …. Il sottoprefetto marciava con l’avanguardia di un battaglione. Giunto a Castellammare trovò già l’ordine ristabilito, ordinato il disarmo; seppe inoltre che sei dei colpevoli, presi colle armi e in atto di far fuoco sulle truppe, furono fucilati; di costoro tre non vollero palesare il loro nome, uno fu un triste prete imbarcatosi fra quella sanguinosa ribaldaglia… Ridottisi su per la sovrastante montagna i tumultuanti ne furono sloggiati con alcuni colpi di cannone". La montagna a cui si fa riferimento è il Monte Inici alle cui pendici sorge Castellammare del Golfo la cui punta a Ovest è Capo San Vito. Il Generale Umberto Covone incaricato di debellare i Briganti e i disertori di leva di quella zona così descrisse le operazioni militari in Alcamo e Castellammare: "
    Nella provincia di Trapani vi sono due grossi comuni che erano supremamente infestati: Alcamo capoluogo di circondario, e Castellammare.
    A Castellammare dopo la reazione provocata da odi di parte nel 1861 e macchiata da eccidi gravissimi, esistevano ancora latitanti circa 60 individui compromessi e sotto mandato di cattura..." - continua il Generale - "...Più di 300 renitenti di Castellammare, Alcamo e Monte San Giuliano, ... si annidavano su quelle montagne (...); sei giorni furono impiegati a fare perlustrazioni faticosissime in quelle montagne. Non havvi casa che non sia stata perlustrata, non antro, non capanna che non fosse visitata (...). Noi abbiamo arrestato un certo numero di malviventi, ma se noi avessimo dovuti arrestarli tutti sarei ancora là".

    BRIGANTAGGIO: CAUSE SOCIALI

    Il Governo piemontese non si preoccupò di realizzare uno Stato che tenesse conto delle diversissime realtà locali ("Abbiamo fatto l’Italia, adesso facciamo gli italiani"), ma si limitò ad estendere a tutto il territorio nazionale lo Statuto Albertino e tutta la legislazione dello stato sabaudo.
    Si parla a questo proposito si "piemontesizzazione" che fu vissuta nel mezzogiorno come una vera e propria colonizzazione. La risposta per molti fu la fuga nell’illegalità e una vita da brigante. Ma chi erano i briganti? ...
    Nel 1860, alla caduta del regime borbonico sconfitto dall'esercito dei volontari garibaldini, il Meridione veniva annesso di fatto agli altri Stati già sotto il dominio di Casa Savoia e si presentò all'appuntamento unitario in condizioni di profonda arretratezza e di grande squilibrio sociale.
    Nella vasta zona dello Stato pre-unitario popolata da oltre 7.000.000 di abitanti, quasi un terzo della popolazione globale italiana dell'epoca, la distribuzione della ricchezza che traeva la sua unica fonte dalla produzione agricola era iniquamente spartita fra un ristrettissimo numero di latifondisti mentre la massa di braccianti agricoli era ridotta alla fame.
    Le premesse per una rivolta popolare erano già nell'aria fomentate dalla propaganda borbonica che incitava le masse dei diseredati a considerare i conquistatori piemontesi come il nuovo nemico da combattere e nell'autunno del 1860 una violenta guerriglia sfociò in tutta la parte continentale dell'ex Regno delle due Sicilie, con una diffusione massiccia nell'area compresa tra l'Irpinia, la Basilicata, il Casertano e la Puglia.
    Capitanati da ex braccianti, disertori, ex soldati borbonici e garibaldini, decine di migliaia di ribelli si diedero alla macchia rifugiandosi nelle zone montuose più impervie e inaccessibili per dare inizio a una guerriglia condotta su un duplice fronte, quello delle incursioni per razziare e depredare i ricchi proprietari terrieri, e quello sul piano squisitamente militare contro l'esercito piemontese.
    In un primo tempo la matrice della ribellione sembrava essere circoscritta a fattori di natura prettamente politica e configurarsi nella lotta armata contro l'oppressore, ma quando la giurisdizione del Regno d'Italia s'insediò ufficialmente, la vera causa della sollevazione popolare si rivelò come il prodotto di un incontenibile disagio sociale.
    Il vecchio regime borbonico era caduto per l'iniziativa garibaldina di tipo rivoluzionario che aveva alimentato nelle masse meridionali concrete speranze di un radicale rinnovamento della società locale, ma il nuovo governo che nel 1861 prese le redini del potere era l'espressione della borghesia, quella Destra storica che affrontò la questione meridionale con un patto di alleanza fra i ricchi possidenti del Nord e i proprietari terrieri del Sud, eludendo la promessa della tanto agognata riforma agraria che doveva destinare la terra ai contadini. La realtà apparve ben presto in tutte le sue sfaccettature negative per il popolino: le strutture economiche e sociali rimasero immutate mentre faceva capolino un nuovo nemico agli occhi delle masse di diseredati.
    Lo Stato forte dell'Italia unificata imponeva una rigida centralità amministrativa introducendo pesanti balzelli che andavano a gravare sul capo dei più deboli, l'insopportabile ingerenza dei prefetti di polizia e la norma della ferma militare obbligatoria, particolarmente invisa alle popolazioni povere del Sud.
    A tutto ciò andava aggiunta l'incapacità da parte della Destra conservatrice di affrontare la questione del Mezzogiorno focalizzando come esigenza primaria la questione sociale che fu invece la vera molla scatenante dell'esplosione di quel gravissimo fenomeno di rivolta popolare noto come brigantaggio meridionale.
    La lotta armata fra briganti meridionali e truppe dell'esercito regolare in cinque anni fece un'ecatombe di vittime assumendo le proporzioni di una guerra civile. Si calcola che tra il 1861 e il 1865 rimasero uccisi in combattimento o passati per le armi 5212 briganti e che ne siano stati tratti in arresto 5044. Occorsero misure severissime di pubblica sicurezza per stroncare definitivamente il brigantaggio e fu determinante al riguardo la "Legge Pica" del 15 agosto 1863, che sottopose alla giurisdizione militare le zone di maggiore attività dei banditi.
    Venne proclamato lo stato d'assedio, con rastrellamenti di renitenti alla leva, di sospetti, di evasi e pregiudicati. Le rappresaglie furono atroci e sanguinose da entrambe le parti e spesso le masse furono coinvolte loro malgrado negli scontri pagando con la distruzione di interi villaggi e le fucilazioni senza processo di centinaia di contadini ritenuti a torto fiancheggiatori dei briganti.


    BRIGANTAGGIO E MAFIA

    Complesso di piccole associazioni clandestine (cosche), rette dalla legge dell'omertà e del silenzio, che esercitano il controllo di alcune attività economiche e del sottogoverno nella Regione Siciliana": così, alla voce mafia, recita un dizionario della lingua italiana, il Devoto-Oli; e l'etimologia più seguita della parola la fa derivare dall'arabo mahias, "smargiasso", "sfacciato", e con tale significato essa compare per la prima volta nel 1658.
    La mafia - scrive lo storico Paolo Pezzino - è una forma di criminalità organizzata che non solo è attiva in molteplici campi illegali, ma tende anche ad esercitare funzioni di sovranità, normalmente riservate alle istituzioni statali, su un determinato territorio.
    In Sicilia all'indomani dell'abolizione del sistema feudale, proclamata dal parlamento siciliano nel 1812, si verifica un progressivo inurbamento dell'aristocrazia, l'alienazione delle terre da parte dei nobili ai "capeddi" o "gabellati", ai quali era in precedenza affidata l'amministrazione del latifondo, e quindi il rapporto con i mezzadri in assenza degli aristocratici.
    Il venir meno del tradizionale sistema repressivo, demandato soprattutto all'aristocrazia, e il nascente accentramento amministrativo, perseguito dai governi ispirati dal cosiddetto assolutismo illuminato, inducono i nuovi proprietari a ricorrere a milizie private, "bande" o "squadre", strumento indispensabile per la realizzazione del controllo territoriale.
    Compiti di queste "unioni o fratellanze", "piccoli Governi nel Governo" - come le definisce il Procuratore Generale del Re Pietro Calà Ulloa (1802-1879) nel rapporto al ministro di Grazia e Giustizia del 1838 - erano: la gestione del traffico dell'abigeato, l'offerta di "mediazione" fra ladri e derubati e, più in generale, fra i braccianti, i contadini e i nuovi proprietari, la composizione delle liti, la protezione degli affiliati e la corruzione dei funzionari pubblici.
    Inoltre, il progressivo affermarsi delle "cosche" come "istituzioni di soccorso", radicate nelle comunità locali, era dovuto al ricorso metodico alla violenza, alla capacità di superare con successo ogni conflitto con gli organi statali, all'omertà dei "mafiusi", ossia all'essere uomini, e in particolare "uomini d'onore" - cioè coraggiosi e astuti, capaci di crimini efferati e, al contempo, "rispettosi" della morale tradizionale, soprattutto familiare.
    Il periodo seguente l'Unità d'Italia, cioè a partire dal 1860, registra il compimento del processo di "istituzionalizzazione" della mafia e i primi esperimenti di coordinamento fra cosche.
    La sottovalutazione del fenomeno mafioso da parte del governo centrale, restio ad avviare un'efficace azione repressiva, l'accordo fra politici e mafiosi in sede locale, in virtù del quale i primi si assicuravano il consenso elettorale delle popolazioni, mentre i secondi ottenevano in cambio la gestione della riscossione dei tributi, la possibilità di incidere sulle finanze dei comuni e sulle forze di polizia condizionandone l'attività investigativa, il ricorso alle cosche per sconfiggere il Brigantaggio, consentono la penetrazione della mafia nelle istituzioni legali, contribuendo a legittimare ulteriormente il potere mafioso agli occhi dei siciliani.
    In base a quanto detto è possibile fugare un luogo comune ossia il fatto che il brigantaggio sia l’antefatto della moderna mafia.
    I due fenomeni sono molto differenti tra di loro: la mafia è sempre stata una organizzazione di un numero indefinito di persone appartenenti a tutti i ceti sociali, cementata da un’insieme di regole ben definite, mentre il brigantaggio è sempre stato un fenomeno contadino e un "comportamento d’eccezione" nato, talvolta, come forma di ribellione allo Stato.
    Non solo, ma mentre il brigantaggio è stato una sorta di rivoluzione sociale contro il governo piemontese, la mafia non è un "antistato" come molti vogliono far credere, ma uno stato dentro lo Stato.


    ttp://www.eleaml.org/sud/destra_sinistra/ds_rivolta_castellammare_alcamo.html

  6. #6
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct
    non mi va di ricordare i borboni che hanno oppresso la mia terra nel corso della loro dominazione ma voglio ricordare i grandi siciliani che si adoperarono per fare insorgere la loro gente e che favorirono lo sbarco di garibaldi e l'unità NAZIONALE... un sentito ringraziamento a francesco crispi e rosolino pilo!!
    Onore a te...

    Saluti

  7. #7
    Gaeta resiste ancora!
    Data Registrazione
    05 Dec 2005
    Località
    Nvceria Constantia
    Messaggi
    7,427
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    CONTERIO LA TUA MALA FEDE E' DEGNA DI QUEL PORCO DI vittorio emanuele ii, i morti di Palermo del BOMBARDAMENTO saBOIArdo del 1866, si sono rivoltati nella tomba:
    VERGOGNA !!!

    Si parla a questo proposito si "piemontesizzazione" che fu vissuta nel mezzogiorno come una vera e propria colonizzazione
    primontese, prima o poi la tua colonizzazione FINIRA', i BRIGANTI torneranno,
    saBOIA ki molla !!!

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    12 Dec 2012
    Località
    Etna
    Messaggi
    29,310
     Likes dati
    7,484
     Like avuti
    9,257
    Mentioned
    808 Post(s)
    Tagged
    33 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Princ.Citeriore
    CONTERIO LA TUA MALA FEDE E' DEGNA DI QUEL PORCO DI vittorio emanuele ii, i morti di Palermo del BOMBARDAMENTO saBOIArdo del 1866, si sono rivoltati nella tomba:
    VERGOGNA !!!



    primontese, prima o poi la tua colonizzazione FINIRA', i BRIGANTI torneranno,
    saBOIA ki molla !!!
    vorrei ricordarti che è morta tanta gente anche per ottenere l'unità... anche loro a sentire te si rivolterebbero nella tomba... una unità tanto sofferta, voluta e grazie a dio ottenuta è assurdo che oggi possa essere messa in discussione anche se solo da una minima e insignificante parte della popolazione ITALIANA!

  9. #9
    Gaeta resiste ancora!
    Data Registrazione
    05 Dec 2005
    Località
    Nvceria Constantia
    Messaggi
    7,427
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    vorrei ricordarti che è morta tanta gente anche per ottenere l'unità... anche loro a sentire te si rivolterebbero nella tomba... una unità tanto sofferta, voluta e grazie a dio ottenuta è assurdo che oggi possa essere messa in discussione anche se solo da una minima e insignificante parte della popolazione ITALIANA!
    BLA BLA BLA
    LE SOLITE PUTTANATE RIPETUTE A MEMORIA DAI TEMPI DELLA SCUOLA...
    fa delle ricerche e poi ne RIPARLIAMO !!!

    in Francia si commerano coloro i quali combatterono contro la rivoluzione (i vandeani) e nn x questo è in pericolo l'Unità francese, nazi commemorandoli i farncesi dimostarno di essere CIVILI, noi nn rendendo onore agli EROI di GEATA, ai cafoni massacrati dai piemontesi (probabilmente 100mila) dimostriamo di essere una NAZIONE INCIVILE, che si basa sulla MENZOGNA !!!
    Un'Italia migliore nn può prescindere dal riconoscere i meriti e il valore degli sconfitti...
    "La nuova classe dirigente, avrebbe dovuto rendere omaggio, nel momento in cui assumeva la direzione del nuovo stato, agli eroici difensori di Messina, Civitella del Tronto e Gaeta, e avrebbe dovuto aggiungerne i nomi al ruolo degli eroi di cui venerare la memoria, Quegli uomini si batterono perchè avevano giurato fedeltà al loro Re e nn meritavano l'oblio a cui li ha condannati la LEGGENDA risorgimentale"
    Sergio Romano, "Finis Italiae"

    Caro Catanese ( appena 60 anni fa in Sicilia avete lottato x loberarsi dal colonilaismo tosco-padano), SMETTILA di CREDERE alle LEGGENDE, studia sui DOCUMENTI dell'EPOCA, asolta la voce del TUO SANGUE, xkè sei SICILIANO e nn "CELTICO"! !!!

    ps
    i miei morti nn sonoc erto i bersaglieri piemontesi (che il DIAVOLO li abbia con se' !!!) e nemmeno quei 4 venduti alla crispi, ma gli EROI di cui parla Romano e i CAFONI massacrati dai bersaglieri.
    al riguardo leggi ciò ke sosteneva GRAMSCI sul "brigamtaggio"...anke lui un pericoloso borbonico ?

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    12 Dec 2012
    Località
    Etna
    Messaggi
    29,310
     Likes dati
    7,484
     Like avuti
    9,257
    Mentioned
    808 Post(s)
    Tagged
    33 Thread(s)

    Predefinito

    fosse per te giureremmo fedeltà ai borboni e vivremmo nel 2006 l'assolutismo borbonico...
    del tuo revisionismo storico non ho che farmene!
    la storia moderna e contemporanea che ho studiato io è diversa dalla tua!

    ...celtico?? gli italiani sono celtici?? ma che stai dicendo??
    ascolta la voce del tuo sangue?? qua siamo al delirio puro...

    vogliamo parlare delle rivoluzioni popolari siciliane contro l'assolutismo dei borboni?
    o il tuo "revisionismo" storico nega l'esistenza dello spargimento di sangue di quella povera gente??
    vogliamo parlere delle uniche 20 famiglie ricche della sicilia sotto i borboni?
    o il tuo "revisionismo" storico dice che i siciliani erano ricchissimi e che la sicilia aveva il tenore di vita più alto dell'epoca?

 

 
Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Langone ricorda la Regina Maria Sofia
    Di Florian nel forum Conservatorismo
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 11-03-11, 16:22
  2. Omaggio alla regina Maria Sofia
    Di dechristen (POL) nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 17-12-08, 14:40
  3. Intervista a Maria Sofia ultima regina di Napoli. (Testo di L.Sciascia)
    Di Frescobaldi nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 03-08-08, 22:27
  4. Maria Sofia c'è !
    Di Princ.Citeriore (POL) nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 15-08-07, 12:16
  5. Trenta anni fa si spegneva Evola
    Di Otto Rahn nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 09-06-04, 12:24

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito