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Risultati da 1 a 10 di 111
  1. #1
    ulfenor
    Ospite

    Predefinito leggete questo e allucinante

    Non scriverò tutto di lui, non si può raccontare una vita, anche se di soli
    18 anni appena compiuti.
    È morto il 25 settembre, il giorno di natale sono stati tre mesi.

    Ho sempre pensato che sopravvivere ad un figlio fosse un dolore
    insostenibile. Ora mi rendo conto che in realtà non si sopravvive. Non lo
    dico in senso figurato. È proprio così. Una parte di me non ha più respiro.
    Non ha più luce, futuro.
    Perché il respiro, la luce e il futuro sono stati tolti a lui.
    Sabato 24 settembre è stato un giorno sereno, allegro.
    Dopo la scuola il pranzo insieme, chiacchiere, risate. Era ancora estate,
    faceva caldo. Ha portato a spasso il suo amico cane. Non lo faceva spesso,
    ma quel giorno è andato con la musica in cuffia. Tutto in quel giorno aveva
    un’aura speciale.
    Pensandoci ora è come se avesse voluto salutare tutti noi. Ha avuto sorrisi
    per tutti. la gioia era lui.
    Ha incontrato la compagnia, ha fatto il suo lavoretto di consegna pizza.
    Il programma della sera prevedeva un concerto a Bologna.
    Prima di partire è passato da casa per cambiarsi le scarpe, rotte giocando a
    pallone.
    È stata l’ultima volta che l’ho visto vivo.
    Ha salutato tutti, compreso il fratello che dormiva già, chiedendomi perché
    Stefano non avesse risposto al suo saluto.
    Anche una sua amica mi ha confermato che quella sera era sereno, che l’ha
    salutata sorridente con la solita pacca sulla spalla e l’appuntamento al
    giorno dopo.
    Non è mai esistito il giorno dopo.
    Al Link il concerto era stato annullato. Quindi la serata è trascorsa lì
    dentro.
    L’hanno detto i compagni che erano con lui, non posso definirli amici, e le
    analisi lo hanno confermato. Uno dei ragazzi gli ha venduto una sostanza,
    una pasticca o simili.
    Lo definiscono lo sballo del sabato sera. È sbagliato si. Ma non si muore di
    questo.
    Federico lo sapeva bene. Era stato partecipe di un progetto scolastico di
    ricerca e informazione promosso dalla provincia. So che la sua era una
    conoscenza approfondita con ricerche sui siti delle asl, conosceva le
    sostanze e gli effetti. Ed era a suo modo un igienista. Aveva grande cura
    del suo corpo, di quel che mangiava. Era uno sportivo. Una ragazzo splendido
    pieno di salute.
    E di progetti: pensava alla musica, al suo futuro, lo studio serviva a
    costruire il futuro.
    Nell’immediato c’erano le cose semplici: la patente dopo pochi giorni, il
    karate, un band musicale da organizzare con gli amici, e la vita di tutti i
    giorni cercando di stare bene.
    Trascorsa la serata il gruppo era rientrato a Ferrara, tornati al punto di
    incontro dove i più avevano lasciato le macchine o i motorini.
    Federico era a piedi. Era partito da casa in macchina con Michy, che poi non
    era andato a Bologna.
    Erano ormai le cinque del mattino. I ragazzi hanno raccontato che gli hanno
    offerto un passaggio ma Federico non aveva voglia di rientrare subito.
    Sarebbe tornato a piedi. Era vicino a casa.
    Dal suo cellulare si vede che ha chiamato diversi altri amici. Specialmente
    i suoi migliori amici, un paio di volte ciascuno. Forse per chiedergli se
    erano ancora fuori. sembra che nessuno gli abbia risposto. I ragazzi che
    conosco mi hanno detto che avevano già spento il cellulare per dormire.
    E poi non so cosa sia successo esattamente. A quell’ora mi sono svegliata,
    forse non del tutto, chiedendomi se Federico fosse rientrato. Avevo una
    stanchezza invincibile non riuscivo a muovermi. Poi ho sentito un rumore
    nella sua stanza ed ero sicura che fosse lì.
    Mi sono risvegliata che erano quasi le otto.
    Ho cominciato a chiamarlo e ad inviare messaggi. Nulla.
    Non era possibile che non rispondesse. Se tardava mi avvisava sempre. Diceva
    che lo stressavo ma non voleva farmi stare in pensiero. Mi aggrappavo all’idea
    che avesse solo perso il cellulare.
    Poi l’ha chiamato anche suo padre. Sul cellulare di Federico il padre è
    memorizzato col solo nome, Lino.
    Una voce ha risposto.
    Ha imperiosamente chiesto chi fosse al telefono, ed ha chiesto di descrivere
    Federico.
    Poi si è qualificato come agente di polizia, ed alle nostre domande ha
    risposto che avevano trovato il cellulare su una panchina dalle parti dell’ippodromo
    e che stavano facendo accertamenti. Ed ha riattaccato.
    Immediatamente ho cercato in Questura, e ho cercato anche ripetutamente un
    amico che ci lavora.
    Nulla.
    Il centralinista rispondeva: c’è il cambio di turno. non sono informato.,
    appena avremo notizie chiameremo noi.
    Niente per altre tre ore!!!! Passate nell’angoscia e nelle telefonate
    frenetiche agli ospedali, ai suoi amici e di nuovo ripetutamente alla
    questura.
    Nel frattempo Stefano è accorso in bicicletta alla ricerca del fratello.
    Ringrazio il cielo che non sia andato nel posto giusto.
    La polizia è venuta ad avvisarci solo verso le 11. dopo che lo avevano
    portato via.
    Il suo corpo è rimasto sulla strada dalle 6 alle 11.
    E non mi hanno chiamata. Era mio figlio. Nessuno ha il diritto di tenere una
    mamma lontana da suo figlio!
    E mi hanno detto che lo hanno fatto per me. perché era meglio che non
    vedessi.
    In quel momento gli ho creduto.
    La polizia ha detto che un’abitante della zona aveva chiamato perché sentiva
    delle urla.
    Dicevano anche che si era ferito sbattendo da solo la testa contro i muri.
    Questo si è rivelato falso. Smentito dalle verifiche. Federico era sfigurato
    dalle percosse.
    Molto tempo dopo ho riavuto i suoi abiti. Portava maglietta, una felpa col
    cappuccio e il giubbotto jens. Sono completamente imbevuti di sangue.
    Hanno detto che non voleva farsi prendere. Che ha lottato ed è salito anche
    in piedi sulla macchina della polizia. I medici hanno riferito che aveva lo
    scroto schiacciato, una ferita lacero-contusa alla testa e numerosi segni di
    percosse in tutto il corpo. Ho potuto vedere solo quella sul viso, dalla
    tempia sinistra all’occhio e giù fino allo zigomo, e i segni neri delle
    manette ai polsi. L’ho visto nella bara. Il suo corpo non sembrava più
    allineato e simmetrico. Il mio bambino era perfetto, e stupendo. L’hanno
    distrutto.
    E la polizia mi raccontava che era drogato. Che si era fatto male da solo.
    Che tutto questo era successo perché era un povero tossico e noi sfortunati.
    Lo vogliono uccidere due volte. Le analisi hanno confermato che quel che
    aveva preso era irrilevante. Non certo causa di morte né di comportamenti
    aggressivi. Semmai il contrario.
    Quel che penso è che Federico fosse terrorizzato in quel momento. Gli stava
    crollando il mondo addosso. La vergogna di essere fermato dalla polizia, la
    patente allontanata perché aveva preso una pasticca. E aveva dimenticato la
    carta di identità.
    Quella mattina nel vicinato dicevano che era morto un albanese. Nessuno si
    preoccupava più di tanto.
    Ha certo cercato di scappare. Di non farsi prendere. Visto com’era ridotto
    si capisce come lo abbiano fermato. Quando lo hanno immobilizzato,
    ammanettato a pancia in giù non ha più avuto la forza di respirare.
    Chissà quando se ne sono accorti?
    L’ambulanza è stata chiamata quando ormai non c’era più niente da fare. E
    nemmeno allora lo hanno portato all’ospedale per provare un intervento
    estremo. Lo hanno lasciato lì sulla strada. Cinque ore. Poi lo hanno portato
    all’obitorio. E solo allora sono venuti ad avvisarci.
    Perché?
    Se fosse vero che dava in escandescenze da solo perché non è stata chiamata
    subito l’ambulanza?
    Perché atterrarlo in modo tanto violento e cruento? Era solo. Non c’era
    nessuno. Era disarmato. Non era una minaccia per nessuno.
    Perché aspettare tanto prima di avvisare la famiglia? Chiaro. Per non
    farcelo vedere.
    Se lo avessimo visto così cosa sarebbe successo? Che risonanza avrebbe
    avuto?
    Sul giornale del giorno dopo un articolo che dichiarava che era morto per un
    malore. tratto dal mattinale della questura.
    Il giorno dopo sull’altra testata cittadina “Federico sfigurato”. Immediate
    controdeduzioni del Capo Procura: “non è morto per le percosse”. questa è
    stata la prima ammissione di quanto successo.
    Ad oggi ancora non sono stati depositati ufficialmente gli esiti degli esami
    medici. Sono emersi solo alcuni dettagli che ho citato prima.
    Quel che non mi da pace è il pensiero del terrore e del dolore che ha
    vissuto Federico nei suoi ultimi minuti di vita. Non ha mai fatto male a
    nessuno. Credeva nell’amicizia che dava a piene mani. Era un semplice
    ragazzo come tanti. Come tutti i ragazzi di quell’età si credeva grande ma
    dentro non lo era ancora. Aveva tutte le possibilità di una vita davanti, e
    una gran voglia di viverla.
    http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

  2. #2
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    Non è la prima volta che accade. Questo tipo di persone (?) non merita nemmeno il nostro odio. Nessuna rabbia né risentimento. Il nulla. Non possiamo nemmeno immaginare la rabbia della madre... Queste cose mi mettono una profonda tristezza addosso. Voglio vedere dove sono ora i cattolici del forum, con la loro tiritera sul perdono...

  3. #3
    SubZero
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    Predefinito

    maledetti...

  4. #4
    costantino
    Ospite

    Predefinito

    tema molto difficile.
    cmq questa è la versione della madre....
    siccome non conosciamo i fatti ci andrei un pò cauto con i commenti (fermo restando la solidarietà che si deve a chi perde un figlio)


    PS: outis vai a piegarti verso LA Minchia che è ora.

  5. #5
    email non funzionante
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    Uno dei ragazzi gli ha venduto una sostanza,
    una pasticca o simili.
    Lo definiscono lo sballo del sabato sera. È sbagliato si. Ma non si muore di
    questo.
    COME NON SI MUORE DI QUESTO ?
    Ma se le cronache sono stra-piene di ragazzi che causa 'ste pasticche crepano ?
    Ma siamo scemi ?

    Federico lo sapeva bene.
    ... NoCOmment.

    Ed era a suo modo un igienista
    Basta con 'sto buonismo..
    Signora, suo figlio di calava di paste, non era un igienista.

    Al Link il concerto era stato annullato
    Il Link è uno dei più famosi centri sociali di Bologna.
    Tra gli organizzatori della Street Parade, ovvero vendita legalizzata di qualsiasi droga esistente sulla faccia della terra.

    Perché aspettare tanto prima di avvisare la famiglia?
    E' una procedura standard, non ho mai visto uno sbirro che subito dopo un incidente mortale chiama la famiglia, spesso passa qualche ora.

    In ogni caso mi sà troppo da storia strappalacrime, basterebbe una semplice autopsia sul corpo per capire cosa ha causato la morte, se le percosse o altro.

    In ogni caso la signora taglia su molti fatti.

    Cito l'articolo di Liberazione (così non mi si viene a dire che è un giornale di parte):

    * Il ragazzo è stato fermato dagli sbirri alle 5.47, dopo che la pattuglia era stata chiamata da una signora mentre il ragazzo urlava per la via. Da solo. Sano, igienista, etc ?

    * L'ambulanza è stata chiamata alle ore 6.10, arrivata sul posto alle 6.18

    * Il ragazzo è morto per arresto respiratorio, non percosse.

    Questo non vuol dire dare ragione agli sbirri che l'hanno sicuramente malmenato, ma dare alla vicenda un tono realistico che non sia quella di una madre che giustamente è convinta che suo figlio sia vittima e non abbia colpe.

    E come al solito si tenta di far passare la droga come "normale".
    Ma sì, una pasticca.. Che vuoi che faccia ?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da costantino
    tema molto difficile.
    cmq questa è la versione della madre....
    siccome non conosciamo i fatti ci andrei un pò cauto con i commenti (fermo restando la solidarietà che si deve a chi perde un figlio)


    PS: outis vai a piegarti verso LA Minchia che è ora.
    Costantino ? Come l'imperatore giudaico-cristiano ? Poi, argomenti mai, solo attacchi da coattelli, fatti, naturalmente, al riparo di una tastiera.

  7. #7
    Massimiliano71
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano_Trento
    COME NON SI MUORE DI QUESTO ?
    Ma se le cronache sono stra-piene di ragazzi che causa 'ste pasticche crepano ?
    Ma siamo scemi ?



    ... NoCOmment.



    Basta con 'sto buonismo..
    Signora, suo figlio di calava di paste, non era un igienista.



    Il Link è uno dei più famosi centri sociali di Bologna.
    Tra gli organizzatori della Street Parade, ovvero vendita legalizzata di qualsiasi droga esistente sulla faccia della terra.



    E' una procedura standard, non ho mai visto uno sbirro che subito dopo un incidente mortale chiama la famiglia, spesso passa qualche ora.

    In ogni caso mi sà troppo da storia strappalacrime, basterebbe una semplice autopsia sul corpo per capire cosa ha causato la morte, se le percosse o altro.

    In ogni caso la signora taglia su molti fatti.

    Cito l'articolo di Liberazione (così non mi si viene a dire che è un giornale di parte):

    * Il ragazzo è stato fermato dagli sbirri alle 5.47, dopo che la pattuglia era stata chiamata da una signora mentre il ragazzo urlava per la via. Da solo. Sano, igienista, etc ?

    * L'ambulanza è stata chiamata alle ore 6.10, arrivata sul posto alle 6.18

    * Il ragazzo è morto per arresto respiratorio, non percosse.

    Questo non vuol dire dare ragione agli sbirri che l'hanno sicuramente malmenato, ma dare alla vicenda un tono realistico che non sia quella di una madre che giustamente è convinta che suo figlio sia vittima e non abbia colpe.

    E come al solito si tenta di far passare la droga come "normale".
    Ma sì, una pasticca.. Che vuoi che faccia ?
    In effetti questa storia mi pare abbia tanti tanti lati oscuri. La mamma tenta di minimizzare troppi fatti. Mi sembra impossibile dare un giudizio obiettivo.

  8. #8
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    Non esiste un dolore maggiore della perdita di un figlio.
    Dobbiamo allevare i figli cercando di insegnargli tutti i valori di Onore che a suo tempo ci sono stati trasmessi dai nostri genitori, ma niente è scontato. Purtroppo le compagnie che frequentano in seguito spesso si rivelano più forti dei migliori consigli.
    E infine un suggerimento che farà storcere la bocca a qualcuno, ma che secondo me è un toccasana in certe situazioni, anche le più banali: ogni volta che si ha di fronte una divisa conviene sempre abbassare la cresta.

  9. #9
    Massimiliano71
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da frontista
    E infine un suggerimento che farà storcere la bocca a qualcuno, ma che secondo me è un toccasana in certe situazioni, anche le più banali: ogni volta che si ha di fronte una divisa conviene sempre abbassare la cresta.
    In effetti è un consiglio utile, ma in certe occasioni è quasi impossibile....per quanto poi riguarda il ragazzo della storia temo che non avesse la lucidità necessaria per capire la situazione.

  10. #10
    costantino
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA
    Costantino ? Come l'imperatore giudaico-cristiano ? Poi, argomenti mai, solo attacchi da coattelli, fatti, naturalmente, al riparo di una tastiera.
    se la metti su questo piano ti dico che dalle tue parti di giudei ce ne sono parecchi, mi pare...e magari sei pure un discendente , quindi fai meno il razzistello.
    Io sono anti-sionista, di sicuro non anti-semita.So distinguere tra un Israel Shamir e un ariel sharon.Tu credo proprio di no.

    PS: "giudaico-cristiano "? usi la stessa terminologia della fallaci e di pera....

 

 
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