I siti dell’opposizione indicano già in otto, quattro a Teheran e quattro nella città del nord di Tabriz, le vittime della repressione poliziesca iraniana durante le manifestazioni autoconvocate dell’opposizione per la festa scita dell’Ashura. Forse non è vero, ma non è il caso di credere neanche a quello che dice la polizia, secondo cui le notizie di vittime sarebbero frutto dell’esagerazione dei media stranieri. La tv di stato ha già smentito la polizia, ammettendo che ci sono stati diversi morti. Tra questi il nipote di Mir Hossein Mousavi, il principale sfidante di Mahmoud Amahdinejad alle ultime presidenziali.
Dalle giornate di giugno si tratta della più imponente ripresa delle agitazioni dell’opposizione, a una settimana dalla morte dell’Ayatollah Montazeri, oppositore di Ali Khamenei.
Nella ridda di informazioni confuse tutte da verificare vi è la notizia di interi reparti della polizia che, ricevuto l’ordine di fare il fuoco contro i manifestanti, si rifiutano di farlo o sparano verso l’alto. Se è vero si tratterebbe di una crepa preoccupante per il regime autoritario al potere.
In Italia la coppia Ahmadinejad-Khamenei riscuote molto sostegno e simpatia. Al punto che ai fan nostrani non appare concepibile che vi siano manifestazioni di massa dell’opposizione iraniana senza ipotizzare una regia della Cia e del Mossad. Per lo più si tratta di persone che, quando si occupano di politica interna, vedono una regia di Cia e Mossad anche in ogni disavventura che si abbatte sul nostro povero premier, compreso gli articoli su Noemi Letizia. E per lo più sono persone che ritengono che Berlusconi sia un “male minore”, probabilmente perché la loro prima scelta anche per l’Italia sarebbe un duo Ahmadinejad-Khamenei in orbace che impicchi omosessuali e minorenni, e metta fuori legge i partiti di sinistra.
Gianluca Bifolchi
Fonte: Mappe di subecumene
Link: Sì, in Iran l’opposizione non è mai morta Mappe di subecumene
28.12.2009




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