Articolo lungo e bello peso , sono sostanzialmente d'accordo anche se non mi si può rinchiudere un mito che tutto il mondo ci invidia come Renzo Piano al ruolo di architetto "comunista" del sistema , che per altro i casermoni non gli ha mai costruiti.
Per quanto riguarda il tipo di edilizia popolare da preferire in una futura ipotetica realtà etnonazionalista , sarei portato a scegliere il modello delle città giardino inglesi , abitazioni alte al massimo 2 piani , a misura d'uomo e in quartieri pieni di verde , anche se il contraltare di questo sviluppo urbano e la congestione del territorio , ed infatti in Inghilterra non c'è quasi più spazio edificabile , e allora bisognerebbe fare un pensierino anche alle urbanistiche scandinave , new towns costruite in verticale e pensate per 30-40000 abitanti al max , di qualità chiaramente , per riservare in basso vaste aree a verde e laghi.
Pensando a quello che è avvenuto in Francia , parzialmente in Germania ma soprattutto nei paesi dell'Est , direi che tutto sommato qui ce la siamo scampata , i casermoni sono relativamente pochi e datano quasi tutti anni '70 , prima durante il dopoguerra e la "fame di case" venivano semplicemente costruiti in fretta e furia quartieri-dormitori senza servizi e opere di urbanizzazione , fatti sostanzialmente di condomini scialbi , ma in cui l'architetto non aveva tutta quella libertinità di sfogare su altri la propria fantasia.
Non sempre il modernismo è da rigettare , bisogna vedere come è approcciato , ricordo proprio da noi l'esempio del quartiere EUR a Roma , edificato in occasione dell'esposizione del '42 ( che non si fece) ma che risultò essere un ottimo modello di nuova città , con atmosfere metafisiche e che ancora oggi costituisce un successo economico , dato che chiunque vuole andarci a vivere , un gran successo residenziale , una specie di Milano2 ante-litteram e fascista.




Rispondi Citando

)
