Discussione che non poteva mancare, tra il serio e il cazzeggio discutiamo di coloro che fecero grande il nome della reazione nella storia :gluglu::gluglu::gluglu:.


Discussione che non poteva mancare, tra il serio e il cazzeggio discutiamo di coloro che fecero grande il nome della reazione nella storia :gluglu::gluglu::gluglu:.


Iniziamo da questo che certamente non ha bisogno di presentazioni:
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Ultima modifica di Druso; 11-12-09 alle 00:37


Teognide, reazionario numero uno.
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.








Oldrado da Tresseno, podestà di Milano nella prima del '200.
Epigrafe sottostante:
Nell'anno del Signore 1233. Al podestà di Milano Oldrado di Tresseno. Quando passi per i portici regali del grande palazzo, tu ricorderai sempre i meriti del podestà Oldrado, cittadino di Lodi, difensore della fede e della spada, che costruì il palazzo e bruciò, come doveva i Catari.
Notare l'iconografia della statua, che rimanda a quella della Roma repubblicana, e sullo sfondo l'aquila, simbolo tradizionale della vittoria delle forze solari su quelle infere :gluglu:.




Joseph de Maistre, che conobbe, analizzò e combattè senza paura la rivoluzione francese e seppe farsi rispettare anche dagli Zar. L'uomo dell'ultramontanismo applicato alla politica, nell'epoca della rivoluzione francese come in quella del Congresso di Vienna.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Antoine Rivaroli detto il conte di Rivarol (Bagnols-sur-Cèze, 26 giugno 1753 – Berlino, 11 aprile 1801) è stato uno scrittore e giornalista francese di origine italiana.
Nato in una modesta famiglia di origine piemontese, nel 1777 si recò a Parigi dove subito conquistò una brillante posizione mondana, favorito anche dalla sua attività letteraria.
Nel 1784 scrisse il Discours sur l'universalité de la langue française: Discorso sull'universalità della lingua francese. Nel periodo dal 1783 al 1785 tradusse in lingua francese l'Inferno di Dante Alighieri. Nel 1788 scrisse il Petit almanac de nos grands hommes: Piccolo almanacco dei nostri grandi uomini.
Di carattere polemista, soprattutto per tutto ciò che atteneva la vita politica, si schierò con i monarchici durante la Rivoluzione Francese. Esercitò appieno la sua vena satireggiante sul Journal politique national con una grande messe di articoli e nello scritto Petit dictionnaire des grandes hommes de la Révolution: Piccolo dizionario dei grandi uomini della Rivoluzione, del 1790.
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)