E Moto Guzzi inventò il forcellone oscillante.
Il primato tecnologico della casa di Mandello del Lario affonda profonde radici nel passato. Componenti tecnici adottati dalla maggior parte delle moto di oggi hanno visto per la prima volta la luce nella storica sede addossata ai monti lariani. È il caso della sospensione posteriore con forcellone oscillante, all’origine anche di un leggendario raid su due ruote che vide protagonista Giuseppe Guzzi, fratello del fondatore e ingegnere impegnato nella produzione. Nel 1928, le escursioni a lungo raggio erano ostacolate da una grave carenza tecnica: la mancanza di una sospensione posteriore. Le soluzioni trovate fino a quel momento non riuscivano a mantenere la corretta rigidità torsionale del telaio, e quello che si guadagnava in comfort si perdeva in guidabilità. L’inventiva dei fratelli Guzzi creò un telaio elastico, con una scatola in lamiera che racchiudeva quattro molle, oltre a un forcellone oscillante in tubi e lamiera, e lo adottarono sulla G.T. Era, nello stesso tempo, l’embrione della prima sospensione posteriore moderna e la base della prima vera moto da Gran Turismo. Originali in tutto, i fratelli Guzzi scelsero anche un singolare collaudo: un viaggio di 4 mila miglia da Mandello del Lario a Lapland, nella Norvegia del Nord e all’interno del Circolo Polare Artico. Un’impresa titanica, considerato lo stato disastroso delle strade europee in quel periodo. Ma in quattro settimane, Giuseppe centrò il suo obiettivo. La soluzione del telaio elastico con sospensione posteriore ebbe tanto successo da venire introdotto nella produzione di serie, e la G.T. si guadagnò il nome di “Norge”, in memoria di un’impresa senza precedenti.
Ecco perché Moto Guzzi ha deciso di chiamare “Norge” la prima “Gran Turismo” della nuova era.





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