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  1. #1
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    Predefinito I valori con la sinistra al Governo...

    Una coalizione

    --------------------------------------------------------------------------------

    Che appoggia i matrimoni Gay

    Che è contro il valore della famiglia

    Che è contro il finanziamento alle scuole cattoliche

    Che è favorevole all'aborto

    Che è favorevole alla pillola abortiva del giorno dopo

    Che è favorevole all'adozione di figli tra persone dello stesso sesso

    Che vuole legalizzare i PACS

    Che vuole abolire il Concordato


    Come la definite?

  2. #2
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    Non è proprio così:

    - di matrimoni gay nessuno ha ancora parlato nè di adozioni
    -al contrario si è per una seria politica di sostegno alle famglie, completamente trascurate da 5 anni di governo di centrodestra
    -la legge 194 ha rappresntato un passo importante per la tutela della donna e la lotta all'aborto, non vi è necessità di cambiare una legge che funziona
    -la pillola abortiva (quella delgiorno dopo è un anticoncezionale non abortivo) rappresenta una modalità meno invasiva e pericolosa rispetto all'intervento chirurgico di raschiamento, duqnue più in accordo con l'articolo 15 della legge che dice: "Le regioni, d'intesa con le universita’ e con gli enti ospedalieri, promuovono l'aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull'uso delle tecniche piu’ moderne, piu’ rispettose dell'integrita’ fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza"
    -la sinistra è per una plitica dei diritti, diritti anche per le coppie di fatto, non solo eterosessuali e non solo legate da vincoli di natura amorosa, per risolvere molti problemi della vita di coppia per i quali ancora la situazione di queste persone non è tutelata, dalla casa, alla pensione, al diritto all'assistenza ecc...
    -nessuno, a parte i radicali, ha parlato di abolizione del concordato, anche se bisogna ricordare che in Italia la chiesa cattolica gode, a mio avviso ingiustamente, di molti privilegi negati alle altre confessioni. Ricordo inoltre che vi sono molti paesi dove la chiesa cattolica opera tranquillamente pur non avendo alcun concordato coll'autorità statale, dunque non vedo tutto questo scandalo se c'è chi propone di mettere mano al concordato.

  3. #3
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    BERTINOTTI, SONO GIA' NEL PROGRAMMA DELL' UNIONE

    I pacs "sono già nel programma dell'Unione e dovranno entrare nel programma del governo": lo ha ribadito oggi pomeriggio ad Assisi il segretario del PRC, Fausto Bertinotti. Questo punto del programma dell'Unione "é stato già scritto e concordato da tutti", ha ricordato Bertinotti, ribadendo che "Prodi stesso ne aveva parlato ripetutamente. Mi pare non ci siano dubbi da questo punto di vista". Ora la questione pacs "dovrà entrare nel programma del governo, per questo deve essere scritto come è scritto", ha concluso Bertinotti.

  4. #4
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    Le parole «laiche» di Benedetto XVI sui Pacs

    di Gianteo Bordero

    Sono due brevi ma inequivocabili capoversi quelli in cui Benedetto XVI, nel suo discorso agli amministratori di Roma e del Lazio, ha espresso il suo richiamo agli esponenti della politica sui temi «caldi» dei Pacs e della tutela della vita. Proprio nell'approssimarsi della manifestazione a favore dei Pacs prevista per domani a Roma (manifestazione in cui alcune coppie di fatto celebreranno delle «nozze simboliche»), e proprio mentre è ripreso il dibattito su aborto e pillola Ru486, Papa Ratzinger indica come compito imprescindibile della politica quello del rispetto della legge naturale, di un ordine morale che l'uomo non si dà da sé ed è chiamato innanzitutto a riconoscere, ad accogliere e a promuovere nel campo della vita sociale. Come già avvenuto in altre occasioni, come ad esempio durante il convegno della diocesi di Roma sul tema della famiglia, Benedetto XVI ha posto i fondamenti del suo discorso su argomenti «laici» che tutti, credenti e non, possono comprendere perché fanno parte della stessa ontologia umana, della costituzione naturale con cui la persona viene al mondo. Così, riprendendo il suo intervento alla diocesi romana del 6 giugno, il Papa ha ribadito che «matrimonio e famiglia non sono in realtà una costruzione sociologica casuale, frutto di particolari situazioni storiche ed economiche. Al contrario, la giusta questione del rapporto tra l'uomo e la donna affonda le sue radici dentro l'essenza più profonda dell'essere umano e può trovare la sua risposta soltanto a partire da qui».

    Proprio davanti a rappresentanti del mondo della politica, dunque, Benedetto XVI ha voluto declinare nel concreto i fondamenti del suo pensiero sull'uomo e sul compito che proprio la politica ha di fronte all'ordine naturale, alla dignità della persona e alle sue espressioni nella vita sociale, prima tra tutte la famiglia. «E' un grave errore - ha detto il Papa - oscurare il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio, attribuendo ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, dei quali non vi è, in realtà, alcuna effettiva esigenza sociale». La famiglia, cellula fondamentale della società, va sostenuta e aiutata non soltanto con provvedimenti legislativi e amministrativi che vengano incontro alle sue esigenze, ai suoi diritti e ai suoi doveri (Ratzinger ha citato problemi «come quelli dei costi degli alloggi, degli asili-nido e delle scuole materne per i bambini più piccoli»), ma anche difendendo e promuovendo lo stesso istituto naturale del matrimonio, riaffermando il valore dell'amore coniugale, rifiutando quella cultura relativista secondo cui non esiste nulla di certo, stabile e decisivo per la vita dell'uomo, e quindi neppure i rapporti d'amore e la promessa di fedeltà degli sposi.

    Parole che hanno già suscitato l'ennesima lite nella sinistra laicista e «zapateriana», obbligando il tentennante Romano Prodi (accusato da Mastella di cedere ai diktat di Pannella) a prendere le distanze dalla manifestazione pro Pacs che si svolgerà domani a Roma, mentre Rifondazione Comunista, Ds, Radicali, Verdi e Sdi accusano il pontefice di praticare una «ingerenza particolarmente odiosa», secondo le parole di Daniele Capezzone, e di «essere entrato - come sostiene Titti De Simone di Rifondazione Comunista - in campagna elettorale».

  5. #5
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    OSSERVATORE ROMANO CONTRO MANIFESTAZIONE ROMA SU PACS

    Ansa

    L'Osservatore Romano scende in campo contro la manifestazione pro-pacs di domani. "'E' soprattutto sul piano delle provocazioni che sembra che il dibattito si stia collocando: è tipica la convocazione, in una centralissima piazza di Roma, di una manifestazione per benedire laicamente le unioni di fatto" si legge in un articolo che sarà pubblicato domani.

    Per il quotidiano d'Oltretevere il modo di portare avanti il confronto sulle diverse posizioni parte con un vizio d'origine: al posto delle "idee fioccano gli slogan" e "il ragionamento lucido e pacato viene sostituito da cortei e da invettive".
    Di una cosa, tuttavia, l'Osservatore si dice certo, che "siamo tutti testimoni che si è aperta una partita decisiva, inimmaginabile fino a qualche decennio fa e che ha per oggetto la famiglia", un soggetto che necessita di essere difeso. "Per difenderla non c'é bisogno di argomenti teologici o religiosi - si legge - bastano comuni argomenti umani".

    BERTINOTTI, SONO GIA' NEL PROGRAMMA DELL' UNIONE

    I pacs "sono già nel programma dell'Unione e dovranno entrare nel programma del governo": lo ha ribadito oggi pomeriggio ad Assisi il segretario del PRC, Fausto Bertinotti. Questo punto del programma dell'Unione "é stato già scritto e concordato da tutti", ha ricordato Bertinotti, ribadendo che "Prodi stesso ne aveva parlato ripetutamente. Mi pare non ci siano dubbi da questo punto di vista". Ora la questione pacs "dovrà entrare nel programma del governo, per questo deve essere scritto come è scritto", ha concluso Bertinotti.

    FORZA NUOVA, DOMANI CONTROMANIFESTAZIONE A ROMA

    Contromanifestazione domani di Forza Nuova per contestare l'iniziativa "Tutti in pacs". La formazione di estrema destra manifesterà alle ore 16.00 in Piazza Goldoni in contemporanea con l'iniziativa a Piazza Farnese. "La sinistra perderà le elezioni perché, invece di curarsi degli lavoratori e delle classi meno abbienti oggi è impegnata nello scalare banche e nell' assecondare mode contronatura" dichiara Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova e cosegretario di Alternativa Sociale. "In Spagna il matrimonio omosessuale, introdotto da Zapatero, ha rappresentato quest'anno lo 0,28 % delle unioni dimostrando così che questa rivendicazione non interessa la gente comune e viene sollevata solamente per danneggiare la famiglia ed i valori fondanti cristiani della società", conclude Fiore.

  6. #6
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    Riconoscere le convivenze?
    Le scorciatoie delle provocazioni

    FRANCESCO D'AGOSTINO
    Presidente dell'Unione Giuristi cattolici Italiani

    da L'Osservatore Romano

    Riconoscere le convivenze? Riconoscerle per legge (introducendo nel nostro codice - in analogia con quanto è avvenuto in Francia - un nuovo istituto, il PACS, cioè il patto civile di solidarietà)? Riconoscerle, indipendentemente dal fatto che i partner siano di sesso diverso o dello stesso sesso? Ammetterle all'adozione? Queste, ed altre domande, stanno crescendo nell'opinione pubblica italiana e diventeranno, con ogni probabilità, questioni non marginali nella prossima campagna elettorale. Di fughe in avanti, chiaramente volte a predisporre l'accettazione psicologico-sociale dell'"evento", ne percepiamo ormai molte. Alcuni Comuni italiani hanno già istituito pubblici registri per le coppie di conviventi (si è però prestata ben poca attenzione al fatto che, indipendentemente dall'irrilevanza giuridica di simili registri, le conseguenti registrazioni sono state numericamente irrisorie). A Roma, uno dei Municipi della capitale ha tentato (ma per ora il progetto è fallito) di fare lo stesso. Ma soprattutto è sul piano delle provocazioni che sembra che il dibattito si stia collocando: è tipica la convocazione, in una centralissima piazza di Roma, di una manifestazione per "benedire laicamente" le unioni di fatto di personaggi, più o meno mediaticamente conosciuti, da parte di altri personaggi dotati di un carisma fornito loro dalla carica istituzionale di cui sono portatori (come può essere quello di cui gode un altissimo magistrato, che ha posto deplorevolmente tale carisma al servizio di una causa che non è istituzionalmente sua).
    In una società democratica la battaglia delle idee non può che essere sempre benvenuta, perché della società democratica il dibattito e il confronto costituiscono l'essenza più preziosa. A condizione, però, che di dibattito e di confronto davvero si tratti. Quando invece al posto delle idee fioccano gli slogan; quando il ragionamento, soprattutto il ragionamento lucido e pacato, viene sostituito da cortei e da invettive; quando si operano assurdi corto-circuiti, appiattendo uno sull'altro clericalismo e difesa del matrimonio e chiamando a raccolta gli anticlericali, come se la lotta a favore del PACS sia una lotta per i diritti civili, oppressi dall'oscurantismo religioso, della democrazia e del suo spirito più autentico non ne rimane più nemmeno l'ombra. Siamo ancora in attesa di un argomento, di un solo argomento consistente, a favore del riconoscimento legale dei PACS. Un breve ragionamento, assolutamente laico, potrà convincerci di quanto appena detto.

    Le coppie di fatto si dividono in due categorie: quelle che non vogliono e quelle che non possono sposarsi. Delle prime, ragionando in linea di stretto principio, non solo è opportuno, ma è doveroso che il diritto non si occupi: l'intenzione dei conviventi (apprezzabile o meno che sia sul piano strettamente morale) è proprio quella - pur potendolo fare - di non legarsi giuridicamente e non si vede proprio perché la legge dovrebbe far loro la "violenza" di considerarle comunque legate, sia pure attraverso un labile PACS, contro la loro volontà. Si osserva: ma queste coppie escludono solo il matrimonio "tradizionale", non altre forme di riconoscimento giuridico; se chiedono l'istituzione del PACS è proprio perché vorrebbero usufruire di alcuni diritti (in genere di carattere economico), che non sono attualmente riconosciuti se non alle coppie sposate. Ma la ragione per la quale tali diritti non sono loro riconosciuti è che esse non hanno l'intenzione di assumere quei doveri che sono parte essenziale dell'istituto matrimoniale. Non si può, in buona sostanza, non valutare se non come parassitaria e quindi indebita l'intenzione di coloro che pretendono un riconoscimento pubblico della loro convivenza per ottenere diritti senza doveri. Peraltro, i giuristi ben sanno che praticamente tutti quei diritti al cui riconoscimento aspirano i partner di una unione di fatto possono essere attivati tramite il diritto volontario e senza alcuna necessità di introdurre nel codice nuovi istituti. Il testamento, ad es., esiste proprio per far sì che si possa trasmettere il proprio patrimonio a chi non avendo vincoli legali e/o familiari col testatore sarebbe escluso dalla successione legittima. La locazione della casa di comune residenza può essere stipulata congiuntamente dai due partner, in modo tale che al momento della morte dell'uno essa possa, senza alcuna difficoltà, proseguire a carico dell'altro. Non è vero, in altre parole, che ai conviventi vengano negati specifici diritti civili: la differenza rispetto al matrimonio sta semplicemente qui, che quei diritti che la legge riconosce automaticamente alla coppia che contrae matrimonio (assieme a corrispondente numero di doveri) nel caso delle convivenze devono essere, per dir così, attivati dai conviventi stessi. Il che, oltre tutto, è particolarmente coerente col principio, tipicamente moderno, dell'autonomia della persona, un principio che viene costantemente rivendicato ed elogiato dalla cultura c.d. "laica" e che non si vede perché, solo nel caso delle convivenze, debba essere messo da parte.
    Le coppie che non possono sposarsi si dividono a loro volta in due sotto-categorie. La prima è composta da coloro che non possono ancora sposarsi per impedimenti transitori di tipo in genere legale (ad es. per la minore età o perché uno dei partner è in attesa del divorzio, ecc.). Per queste coppie l'offerta del PACS è senza senso: la stessa difficoltà, destinata a risolversi comunque da sola, che preclude loro le nozze precluderebbe loro anche il PACS. La seconda sotto-categoria è composta invece da quelle coppie che vorrebbero sì sposarsi, ma ritengono di non poterlo fare, per difficoltà economiche, e rimandano quindi, a volte sine die, il matrimonio. L'autentico modo di venire incontro ai bisogni sociali di queste coppie non è certo quello di offrire loro un "piccolo matrimonio" (secondo l'incisiva e ironica definizione del Card. Ruini), come è appunto il PACS, che non risolverebbe alcuna delle difficoltà in questione, ma quello di attivare quelle iniziative sociali a favore della famiglia, che oltre tutto sarebbero doverose già in base al dettato della nostra Costituzione.
    Cosa resta dunque delle istanze sociali, che giustificherebbero l'introduzione in Italia del PACS? Sembra nulla di nulla. A meno che non si voglia vedere dietro la richiesta del PACS una richiesta profondamente diversa, quella di una prima forma di riconoscimento legale delle coppie omosessuali, che dovrebbe aprire la strada, in tempi ora come ora imprevedibili, ma che per alcuni dovrebbero essere brevi, ad una compiuta equiparazione al matrimonio tout court del matrimonio omosessuale. Che le cose stiano proprio così è fuor di dubbio, per le esplicite dichiarazioni fatte dai principali rappresentanti del movimento degli omosessuali e dai loro simpatizzanti.
    L'onestà intellettuale vorrebbe allora che di questo e solo di questo si parlasse: se cioè abbia una sua coerenza giuridica l'allargare l'istituto matrimoniale alle coppie omosessuali. Ma di fatto questo discorso viene sistematicamente eluso (pur venendo continuamente, ma indirettamente richiamato), perché nessuno è in grado di dare argomenti consistenti per dimostrare la necessità di alterare in modo così plateale e radicale quella struttura eterosessuale del matrimonio, che appartiene a tutte le culture e a tutta la storia da noi conosciuta.
    È noto che ciò a cui aspirano le coppie omosessuali (peraltro nemmeno tutte, anzi solo una piccola parte di esse) è, prima ancora che il riconoscimento di diritti economici e sociali, un riconoscimento simbolico del loro rapporto. Ma il diritto non esiste per offrire riconoscimenti simbolici, bensì per dare risposte pubbliche ad esigenze sociali, che superano la mera dimensione privata dell'esistenza. Perché ad es. il diritto dà un riconoscimento pubblico al matrimonio e non all'amicizia? Perché l'amicizia, che pure attiva un vincolo, che può essere in alcuni casi esistenzialmente ancora più significativo di quello coniugale, non ha rilievo sociale, ma esclusivamente personale. Il matrimonio invece, fondando la famiglia, e garantendo l'ordine delle generazioni, ha un rilievo sociale del tutto caratteristico, che ne giustifica la giuridicizzazione.
    La coppia omosessuale non crea famiglia: lo impedisce la sua costitutiva sterilità. Come superare questa difficoltà, se non potenziando il carattere mimetico della coppia omosessuale rispetto a quella eterosessuale? Di qui, la pretesa, confusa, ma dotata di una certa qual coerenza, di ammettere le coppie omosessuali (e in specie quelle "sposate") all'adozione. Poco importa che la psicologia dell'età evolutiva insista nel sottolineare quanto sia rilevante l'esigenza per i bambini di possedere una doppia figura genitoriale, maschile e femminile: di fronte all'ideologia, anche le argomentazioni della scienza vengono messe da parte.
    Siamo tutti testimoni che si è aperta una partita decisiva, inimmaginabile fino a qualche decennio fa, che ha per oggetto la famiglia e attraverso la famiglia la stessa identità umana. La famiglia chiede di essere difesa; ma per difenderla non c'è bisogno di argomenti teologici o religiosi; bastano comuni argomenti umani, perché ciò che la famiglia tutela e promuove è innanzi tutto il bene umano. Chi ritiene che sia giunto il tempo per ripensare in modo assolutamente radicale la realtà della famiglia ha l'onere di provare fino in fondo le sue tesi eversive e di non darle per evidenti; ha il dovere di entrare in un dialogo serrato con chi è di diverso avviso; e soprattutto deve saper e voler rinunciare alle scorciatoie delle provocazioni e delle manifestazioni di piazza, che ben poco aiuto possono dare al confronto e al progresso delle idee. Sarebbe preoccupante se nell'Italia di oggi non ci fosse più uno spazio per un tale stile dialogico.

  7. #7
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    Poco importa che la psicologia dell'età evolutiva insista nel sottolineare quanto sia rilevante l'esigenza per i bambini di possedere una doppia figura genitoriale, maschile e femminile: di fronte all'ideologia, anche le argomentazioni della scienza vengono messe da parte.


    Questo è proprio quello che fa l'autore di questo articolo che non solo ignora quanto hanno fatto tutti i paesi dell'Unione Europea, ad eccezione di Italia e Portogallo, ma dimostra anzhe una profonda ignoranza su tutti gli studi scientifici sui figli, naturali o adottati, di omosessuali.

    Per altro vi è anche una recente sentenza della corte di cassazione:
    Roma, 5 gen. (Adnkronos) - Le coppie di fatto sono come una vera e propria famiglia. Pertanto equiparare la vita dei conviventi a quella delle coppie istituzionalizzate di marito e moglie è una ''significativa evoluzione sociale''. Lo rileva la Corte di Cassazione in una sentenza nella quale si è trovata a dover decidere se un detenuto, che in regime di libertà conviveva con una donna, abbia o meno diritto ad essere ammesso al gratuito patrocinio. La Suprema Corte, chiarendo come ''il rapporto di convivenza, ai fini del calcolo reddituale per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato non si interrompe con lo stato detentivo'', coglie l'occasione per sottolineare la ''significativa evoluzione'' della nostra società nel considerare le coppie fuori dal matrimonio come vera e propria famiglia.

    In particolare, la Quarta sezione penale (sentenza 109/06) ha respinto il ricorso di Natalino C. al quale era stata negata (Tribunale di Milano del febbraio 2004) la richiesta di ammissione al gratuito patrocinio proprio in conseguenza del fatto che l'uomo, in regime di libertà, conviveva con una donna e dunque ''in caso di convivenza il reddito è costituito dalla somma dei redditi di ogni componente del nucleo stabilmente covivente''. Gli 'ermellini', inoltre, ''dovendo confrontarsi con le mutate concezioni che via via si sono affermate nella società moderna'', rilevano come ''la giurisprudenza, in materia di rapporti interpersonali, ha considerato la 'famiglia di fatto' quale realtà sociale che, pur essendo al di fuori dello schema legale cui si riferisce, esprime comunque caratteri ed istanze analoghe a quelle della famiglia 'stricto sensu' intesa''.

  8. #8
    Estremismo Turoldo-Dossettiano
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    Che appoggia i matrimoni Gay

    Semplifico: i gay di destra e di sinistra (Grillini e Cecchi Paone, e' palese che la cosa sia trasversale)



    Che è contro il valore della famiglia

    Sugli statuti di partito si possono mettere tutte le panzane del mondo...(FI).
    A voler buttare a mare la Costituzione (dove si parla di famiglia) e' l'asse Berlusca-Fini-Lega.
    Costituzione approvata con i voti di socialisti e comunisti (che allora erano sì pericolosi)



    Che è contro il finanziamento alle scuole cattoliche

    Mando mio figlio dai salesiani, pago io e non chiedo un euro alla giunta Formigoni.
    Decisione mia, non tolgo risorse a chi decide di frequentare la scuola pubblica.
    E' ridicolo avere un buono scuola di € 100 quando io posso permettermi
    € 6.000, all'anno, mentra per molti altri quei 100 € sono decisivi per far frequntare la scuola pubblica ai propri figli.
    Ripeto, mando mio figlio ai salesiani, e pago per intero la mia decisione.
    La demagogia Formigoniana fa pena.
    Io ho fatto le pubbliche perche' non potevo permettermi le scuole private, con i 100 € di Formigoni non mi sarebbe cambiato nulla. Tanto vale avere una pubblica che funzioni meglio, e per andare meglio ha bisogno di grano.
    Il resto e' malafede e vendita di sogni agli "abboccatori".



    Che è favorevole all'aborto

    ...che passo' con maggioranze democristiane.
    Gente di destra e di sinistra, e troppo spesso anche pseudo cattolici.
    Fai solo demagogia propagandistica alla "storace"


    Che è favorevole alla pillola abortiva del giorno dopo

    Chi ne fa uso, donne di destra e di sinistra.



    Che è favorevole all'adozione di figli tra persone dello stesso sesso

    I MATTI, e i matti ci sono a destra e a sinistra.



    Che vuole legalizzare i PACS

    La destra e la sinistra, forse il lavoro sporco lo fara' la sinistra.
    Ma se il Berlusca vincessse le elezioni, TANTI AUGURI, tocchera' a lui.
    E allora verra' fuori l'ipocrisia di molti catto-destrodi: e' stato costretto, poverino.


    Che vuole abolire il Concordato

    In primis i liberali. LA STORIA E' STORIA, Fosse stato per il iberali il VAticano sarebbe raso al suolo da 1 secolo.
    Pera con la sua cozzaglia ateo-devota fa solo ridere.



    Come la definite?

    ACCOZZAGLIA TRASVERSALE, altrimenti avete le fette si salame.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da SibriumCenobita
    Che appoggia i matrimoni Gay

    Semplifico: i gay di destra e di sinistra (Grillini e Cecchi Paone, e' palese che la cosa sia trasversale)



    Che è contro il valore della famiglia

    Sugli statuti di partito si possono mettere tutte le panzane del mondo...(FI).
    A voler buttare a mare la Costituzione (dove si parla di famiglia) e' l'asse Berlusca-Fini-Lega.
    Costituzione approvata con i voti di socialisti e comunisti (che allora erano sì pericolosi)



    Che è contro il finanziamento alle scuole cattoliche

    Mando mio figlio dai salesiani, pago io e non chiedo un euro alla giunta Formigoni.
    Decisione mia, non tolgo risorse a chi decide di frequentare la scuola pubblica.
    E' ridicolo avere un buono scuola di € 100 quando io posso permettermi
    € 6.000, all'anno, mentra per molti altri quei 100 € sono decisivi per far frequntare la scuola pubblica ai propri figli.
    Ripeto, mando mio figlio ai salesiani, e pago per intero la mia decisione.
    La demagogia Formigoniana fa pena.
    Io ho fatto le pubbliche perche' non potevo permettermi le scuole private, con i 100 € di Formigoni non mi sarebbe cambiato nulla. Tanto vale avere una pubblica che funzioni meglio, e per andare meglio ha bisogno di grano.
    Il resto e' malafede e vendita di sogni agli "abboccatori".



    Che è favorevole all'aborto

    ...che passo' con maggioranze democristiane.
    Gente di destra e di sinistra, e troppo spesso anche pseudo cattolici.
    Fai solo demagogia propagandistica alla "storace"


    Che è favorevole alla pillola abortiva del giorno dopo

    Chi ne fa uso, donne di destra e di sinistra.



    Che è favorevole all'adozione di figli tra persone dello stesso sesso

    I MATTI, e i matti ci sono a destra e a sinistra.



    Che vuole legalizzare i PACS

    La destra e la sinistra, forse il lavoro sporco lo fara' la sinistra.
    Ma se il Berlusca vincessse le elezioni, TANTI AUGURI, tocchera' a lui.
    E allora verra' fuori l'ipocrisia di molti catto-destrodi: e' stato costretto, poverino.


    Che vuole abolire il Concordato

    In primis i liberali. LA STORIA E' STORIA, Fosse stato per il iberali il VAticano sarebbe raso al suolo da 1 secolo.
    Pera con la sua cozzaglia ateo-devota fa solo ridere.



    Come la definite?

    ACCOZZAGLIA TRASVERSALE, altrimenti avete le fette si salame.


    Accozzaglia trasversale, pesantisssssssimamente tendente a sinistra...se no hai le fette di prosciutto!
    Lì tra verdi, comunisti italiani, arcigay, rifondazione, rosa nel pugno (Boselli e Pannela), ce n'è per tutti i gusti.
    Ridedico il salmo 1 a Prodi, Bindi e tutti i cattolichetti che odiano Berlusca solo perchè è ricco, divorziato risposato, e non difende i poveri (come se dall'altra parte fregasse qualcosa dei poveri...loro i poveri li hanno visti solo nei libri, loro marciano bruciano e occupano per i poveri...ma il culo non lo muovono mai, le mani per i poveri non se le sporcano...parlano, sono poeti):
    Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,

    non indugia nella via dei peccatori

    e non siede in compagnia degli stolti;

    ma si compiace della legge del Signore,

    la sua legge medita giorno e notte.

    Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,

    che darà frutto a suo tempo

    e le sue foglie non cadranno mai;

    riusciranno tutte le sue opere.

    Non così, non così gli empi:

    ma come pula che il vento disperde;

    perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,

    né i peccatori nell’assemblea dei giusti.

    Il Signore vegli sul cammino dei giusti,

    ma la via degli empi andrà in rovina.
    Veni Sancte Spiritus, veni per Mariam!

  10. #10
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    Predefinito

    Ma poi, dopo il comportamento schifoso avuto da DS e tutto ciò che ci sta a sinistra durante l'ultima campagna referendaria, come cavolo fa un cattolico a votare certa gentaglia?
    Masochismo cattolico, misto a complesso di inferiorità nei confronti di una sinistra delirante.
    Io guardo i fatti...il governo Berlusconi non è stato perfetto, ma per vita e famiglia non ha fatto poco...
    Veni Sancte Spiritus, veni per Mariam!

 

 
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