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Discussione: Nuovi assetti?

  1. #121
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    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo
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    Civile e rispettoso il mondo del lavoro cinese....

    Miles Insulae
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    assistenza sanitaria e pensionistica, gli operai scapoli dormono vicino alla fabbrica risparmiando lo sfruttamento degli affitti e il trasporto..

    per i dati del pasto non è che ti sei confuso coi tuoi amici di Auschwitz

    o vogliamo sovvertire le leggi fisiche?
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  2. #122
    costantino
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    riportiamo la discussione sull'europa (e nn mi pare che quello stato canaglia chiamato cina, ne faccia parte).
    posto articolo dell'impareggiabile blondet:
    http://www.effedieffe.com/interventi...rametro=esteri

    Interessa a Chirac il supermissile russo?

    01/02/2006

    «La Russia dispone di missili capaci di penetrare ogni sistema di difesa anti-missile», ha dichiarato Putin nella conferenza stampa di martedì: «è un missile di cui nessun altro nel mondo dispone, e di cui non disporrà per molto tempo. E' ipersonico e cambia traiettoria in volo», il che lo rende non intercettabile (1).
    Il presidente russo ha aggiunto: «il nostro nuovo sistema missilistico non è una 'risposta' ad altri ombrelli antimissile».
    L'allusione è allo «scudo» che l'America di Bush sta allestendo per proteggere il suolo americano da attacchi di razzi balistici intercontinentali: è un'iniziativa che viola i vecchi patti ABM (Anti-Ballistic-Missiles) tra USA e URSS (il trattato Start del 1972), e a cui Putin si è chiaramente e da sempre dichiarato contrario.
    Uno scudo efficace riduce infatti la deterrenza atomica («mutua distruzione assicurata») che ha garantito mezzo secolo di pace al tempo dei due blocchi, ed apre a sviluppi allarmanti.
    La nazione che si è protetta dalla ritorsione con uno scudo efficiente, può essere tentata di lanciare attacchi atomici senza preavviso.

    Per ora, lo scudo americano consiste di una sola installazione in Alaska, dove sei missili intercettori o poco più sono pronti, dentro silos sotterranei, per parare un eventuale attacco balistico dalla Corea del Nord.
    Ma c'è il progetto di espandere grandemente questa difesa a tutto il territorio USA.
    Ora, l'uomo del Cremlino manda il messaggio: il vostro scudo stellare possiamo perforarlo.
    Non è una sorpresa per gli esperti militari.
    Il sistema missilistico russo è il Topol-M, di cui anche questo sito ha già illustrato le caratteristiche, almeno quelle note (confronta «Il missile russo che supera lo scudo USA», archivio scienze, 3 novembre 2005).
    Piuttosto, la novità è un'altra.
    Putin, nella conferenza stampa, ha rivelato di avere mostrato i principi di funzionamento del nuovo supermissile a Jacques Chirac, durante una visita del presidente francese ad un'installazione militare russa.
    «Lui sa esattamente di cosa sto parlando», ha detto Putin.

    La rivelazione getta una luce imprevista sulla dichiarazione che Chirac ha fatto il 19 gennaio scorso e che ha suscitato polemiche: Chirac, rovesciando la dottrina tradizionale nucleare francese, ha avvertito che la Francia può lanciare un attacco nucleare preventivo contro uno «Stato terrorista» che dovesse attaccarla.
    Per lo più questa uscita, del tutto inaspettata e allarmante, è stata interpretata come una minaccia velata all'Iran e al suo progetto di sviluppo nucleare, questione su cui Chirac appare, una volta tanto, solidamente al fianco degli Stati Uniti.
    Tuttavia, l'ipotesi è parsa debole a molti osservatori: perché la Francia dovrebbe sentirsi minacciata da Teheran di apocalisse atomica?
    La domanda è dunque: c'è qualche altro «Stato terrorista» a cui Chirac sta pensando, e di cui non può dire il nome?
    E sono magari gli stessi «Stati terroristi» che Putin mette in guardia col suo supermissile?


    Fatto è che la questione della non-proliferazione atomica, che ha garantito per decenni una pace nella guerra fredda, è negli ultimi tempi profondamente sconvolta.
    E non solo dalla decisione di Teheran o dalla bomba atomica (forse inesistente) della Corea del Nord.
    Israele, che non aderisce ai trattati di non-proliferazione, dispone di almeno 300 testate nucleari; e ne ha messe parecchie a bordo dei tre sommergibili «Dolfin» donati dalla Germania: ciò che le garantisce un secondo colpo atomico.
    Ossia, se una bomba nucleare dovesse essere lanciata su Israele e incenerirla, i suoi sommergibili sarebbero ancora in grado di lanciare bombe atomiche di ritorsione contro il Paese aggressore.
    Ma questa flotta atomica nel Mediterraneo, assai più vicina dei missili iraniani, non può non preoccupare i militari francesi.
    Ma c'è di più.
    Un attacco atomico preventivo è contemplato nella nuova dottrina nucleare USA, promulgata da Bush nel 2002 (2).
    E nel 2003 il presidente americano ha firmato allora una direttiva presidenziale riservata, Conplan 8022, che prevede un'opzione atomica con mini-bombe a penetrazione per distruggere installazioni sotterranee iraniane e della Corea del Nord.

    L'estate scorsa, Donald Rumsfeld ha dato applicazione a questo piano approvando un «Interim Global Strike Alert Order» che obbliga il Pentagono a una assoluta «readiness» (prontezza), 24 ore su 24, per lanciare un attacco atomico preventivo contro il Paese che sarà dichiarato come bersaglio all'ultimo minuto.
    E anche questo non può che preoccupare i militari francesi.
    E' una rivoluzione del pensiero strategico che obbliga le altre minori potenze nucleari a ripensare la propria difesa atomica.
    La dichiarazione di Chirac che i suoi missili atomici sono anch'essi pronti a un attacco preventivo non può che essere l'adeguamento e la risposta alla dottrina preventiva americana.
    Dopotutto, Bush non ha garantito che gli alleati non siano un bersaglio; e Chirac si ricorda bene che De Gaulle dichiarò che la forza nucleare francese era diretta «tout azimuth», ossia verso «ogni» avversario.
    Sottinteso: l'Unione Sovietica, ma anche gli USA.

    D'altra parte lo stesso ex ministro della Difesa tedesco sotto Kohl, Scholz, ha cominciato a dire che la Germania deve darsi una potenza nucleare autonoma contro «i pericoli del terrorismo».

    Tutto ciò è inquietante.
    USA e Israele, in questa fase di espansione aggressiva, si sono assunti la responsabilità di sconvolgere un sistema di sicurezza nucleare negoziato che risaliva ai tempi dell'URSS.
    Ora la Casa Bianca si arroga il giudizio di dichiarare in maniera unilaterale che uno Stato è «terrorista» (ossia illegittimo) e di usare la forza, anche atomica, contro di esso.
    Quanto ad Israele, la sua dottrina nucleare è addirittura segreta: non ha mai dichiarato a quali condizioni userà l'arma atomica.
    E' ovvio che nessuno nel mondo si senta più sicuro.
    Un conflitto atomico, prima impensabile, ora è possibile.
    Ecco perché l'interesse di Chirac per il supermissile di Putin ha un significato forse decisivo.
    Mosca e Parigi si sentono cointeressate a parare la stessa minaccia?
    A contrastare gli stessi «Stati terroristi» di cui non si può fare il nome?

  3. #123
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    RT-2UTTH - Topol-M
    SS-27


    The single-warhead RT-2UTTH Topol-M is an advanced version of the silo-based and mobile Topol intercontinental ballistic missile. The SS-25 Topol is generally similar to the American Minuteman-2, while the more sophisticated SS-27 Topol-M is comparable to the American Minuteman-3. The Topol-M is 22.7 meters (75 feet) long and has a diameter of 1.95 meters (6 feet 3 inches). The missile weighs 47.2 metric tons and has a range of 11,000 kilometers (6,900 miles). The solid-propellant three-stage Topol-M missile complex, with a standardized (silo and mobile) missile, is to become the foundation of the Russian strategic nuclear forces in the 21st century. It is planned to accommodate Topol-M both on self-propelled launchers as well as in silos. High survivability of the mobile complex is achieved by the capability of offroad movement, of a continuous change in location and of a missile launch from any point along the movement route.

    The Moscow Institute of Heat Engineering (MIT) State Enterprise is the only plant in Russia building such missiles today. The modernized 45-ton Topol-M is the first strategic missile to be built by Russia without the participation of Ukraine and CIS countries. The first test firing of a Topol-M took place on December 20, 1994. The flight and design testing of the Topol-M was successfully completed in 1995, and joint flight-testing is continuing, leading to a decision to commence series production. All the launches have been a success, but large-scale serial production has not started due to a shortage of funds. On 08 July 1997 the fourth launch of a Topol-M ICBM was successfully made from the Strategic Missile Forces' Plesetsk State Test Site within the framework of joint flight-testing. The eighth test of the Topol-M missile was conducted on 03 September 1999. The missile was launched from Plesetsk, north of Moscow, and landed at the Kura testing site on Kamchatka. On 10 February 2000 Russia successfully completed the tenth test flight of the Topol-M. The missile was launched from the Plesetsk cosmodrome to a target at the military base in Kura, on the Kamchatka peninsula in the Russian far east, 8,000 kilometers away. On 27 September 2000 Russia test-fired another Topol-M, sending the SS-27 on a 4,000-mile flight from the Arctic base of Plesetsk in northern Russia to its intended target in the Russian Far East. In this 12th test, the missile was fired from a mobile launcher, rather than from a silo. It was the second SS-27 missile test in two days.

    Work on the new Topol-M ICBM is lagging seriously behind the initial timetable. Defense state order financing for the next decade provides that by 2003 there will be on the order of 250-300 Topol-M missiles in service. A total of 1.5 trillion [old] rubles were included in the 1997 budget for the development of the Topol-M missile complex. The Russian Missile Troops are permitted to have 300 Topol RS-12M mobile missiles under the START II Treaty, and the RVSN must acquire two Topol-M regiments annually up to 2001, which will cost 3.7 billion new rubles. The Strategic Missile Force plans to deploy mobile Topol-M missile systems at the end of 2002 or early in 2003. A total of R700 billion would be required to place 450 Topol-M missiles in service by 2005 to maintain parity under START II. But the present 55 percent funding will permit production of at the very most 10-15 missiles at this facility each year year. As a result the Strategic Missile Troops would have a total of approximately 350-400 ICBM warheads, not the 800-900 which are permited within the framework of the START II Treaty. On 15 April 1998 Acting Prime Minister Sergey Kiriyenko approved a schedule of monthly budget appropriations for the Topol-M, which he noted would make up the core of Russia's strategic nuclear forces.
    In December 1997 after four test launches, the first two Topol-M systems were put on alert for a trial period with the Taman Division at Tatischevo in the Saratov region. As of late July 1998 two more Topol-M launch sites were completed and were awaiting acceptance trials. Russia put a regiment of 10 Topol-M missiles on duty in 1998. By that time the Strategic Rocket Forces had carried out 6 successful test launches. A second regiment of another 10 missiles entered service in December 1999. A third regiment, of 10 Topol-M missiles will be deployed in 2000.

  4. #124
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    Molto interessante è la rinata "politica forte" di Parigi, abbandonata ormai da quasi 20 anni, vale a dire dai tempi di Hermes, Solaris, S-4, ecc.

    Ottime nuove, speriamo che abbia una organica evoluzione....

    Miles Insulae

  5. #125
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    lorenzo, consigliami un buon traduttore di Inglese per godermi la lettura del Topol-M.

  6. #126
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    A pagamento te lo posso tradurre anch'io

    Comunque le traduzioni su internet sono tutte letterali....prova questo comunque

    http://world.altavista.com/

    Miles Insulae

  7. #127
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    Secondo me non bisogna dare troppo peso alle dichiarazioni di Chirac, sono le solite balle per la stampa. Voglio dire, che abbia in mente una politica di "potenza aggressiva" può anche darsi, ma non lo si vede certo da dichiarazioni pubbliche come queste. Tutti i paesi che dispongono di arsenali nucleari ne fanno ogni tanto, ma sempre scenneggiate per la stampa e le TV rimangono.

  8. #128
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    Citazione Originariamente Scritto da agaragar
    8 ore al girno x 6 giorni, 300$ al mese con prezzi 3 volte inferiori ai nostri
    assistenza sanitaria e pensionistica, gli operai scapoli dormono vicino alla fabbrica risparmiando lo sfruttamento degli affitti e il trasporto..

    per i dati del pasto non è che ti sei confuso coi tuoi amici di Auschwitz

    o vogliamo sovvertire le leggi fisiche?
    Ma tu credi davvero a queste stronzate? Credi seriamente che in Cina si lavori davvero 8 ore al giorno?
    Stai priopio messo male, amico mio...

  9. #129
    costantino
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    Predefinito precisazioni del portavoce del ministro degli Esteri francese

    http://www.effedieffe.com/interventi...rametro=esteri
    L’«avvertimento» di Chirac
    Maurizio Blondet
    02/02/2006
    «I dirigenti di Stati che facessero ricorso contro di noi a mezzi terroristici, si espongono a una risposta ferma e adeguata da parte nostra»

    Il portavoce del ministro degli Esteri francese ha precisato: il discorso tenuto dal presidente Chirac il 19 gennaio enunciava una dottrina generale e non aveva di mira nessuno Stato in particolare; certamente non l'Iran.
    E così, ecco un interessante chiarimento sulla strana uscita di Chirac a proposito della nuova dottrina nucleare francese.
    Pronunciato a Landivisiau davanti alle forze aeree e oceaniche strategiche di Francia - dunque nella sede più significativa - il discorso del presidente ha suscitato sensazione.
    Parecchi vi hanno visto un avvicinamento alla dottrina Bush di intervento atomico preventivo minacciata o ventilata contro Teheran o gruppi terroristici come gli Hezbollah in Libano.
    Ma precisamente, cosa ha detto Chirac?
    Ecco le sue parole: «La dissuasione nucleare, l'avevo sottolineato già all'indomani degli attentati dell'11 settembre 2001, non è destinata a dissuadere dei terroristi fanatici. Per altro i dirigenti di Stati che facessero ricorso contro di noi a mezzi terroristici, come coloro che progettassero di usare, in un modo o nell'altro, delle armi di distruzione di massa, devono comprendere che si espongono ad una risposta ferma e adeguata da parte nostra. Questa risposta può essere convenzionale. Può essere anche di altra natura».

    Come si vede, non è l'annuncio di un attacco atomico preventivo.
    E, come sottolinea Réseau Voltaire (1), l'avvertimento di Chirac «non si applica unicamente a uno Stato che sostiene un'azione terroristica, ma anche a uno Stato che si proponga di utilizzare armi di distruzione di massa» [evidenziazione nostra]. E precisa che una risposta atomica francese può «prevenire o risponde ad un attacco batteriologico o chimico».
    Aggiunge poi il sito, ben ammanicato ai servizi di Parigi: «la dottrina della dissuasione nucleare si basa sulla minaccia. Questa è obbligatoriamente rivolta a tutti senza eccezione [evidenziazione nostra] e a nessuno in particolare. Il discorso su questo tema resta dunque sulle generali e si astiene da riferimenti precisi».
    Tutto ciò ci pare confermare la nostra prima ipotesi: che Chirac abbia avvertito un nemico «che non può nominare», e da cui ha ragione di temere attentati chimici, batteriologici o in ogni caso non-convenzionali e asimmetrici.
    Magari false flag.
    E chi sarà mai questo nemico innominabile?

    Chirac sa bene, grazie ai suoi servizi, chi sono i veri autori degli attentati dell'11 settembre e di quello alla metropolitana di Londra del 7 luglio; e ha sicuramente informazioni assai precise sulla mano «araba» che ha spesso colpito la Francia, uccidendo tecnici francesi che allestivano un sommergibile in Pakistan, e su quei «militanti di Al Qaeda» che hanno colato a picco una petroliera francese mesi orsono.
    E probabilmente, la decisione di alzare la voce non è senza relazione con la mano occulta
    che ha organizzato i disordini delle banlieues parigine.
    E certamente i servizi e gli Stati Maggiori di Parigi hanno accuratamente valutato le frasi
    che il professor Martin Van Creveld, docente di storia militare all'università ebraica
    di Gerusalemme, pronunciò in varie interviste nel 2003: «noi possediamo varie centinaia di testate atomiche e missili, e siamo in grado di lanciarli in ogni direzione, magari anche su Roma.
    La maggior parte delle capitali europee sono bersagli per la nostra forza aerea…le nostre forze armate non sono la trentesima forza mondiale, sono la seconda o la terza. Abbiamo la capacità
    di trascinare giù il mondo con noi. E posso assicurarvi che questo accadrà, nel caso si crolli nell'abisso» (2).

    A nessun apparato militare pensante può essere sfuggita la gravità e concretezza di questa minaccia: Van Creveld non è un privato, ma un insider dell'armata israeliana, che enuncia una dottrina militare vigente nello Stato sionista.
    Le capitali europee, nessuna esclusa, sono bersagli per l'aviazione israeliana: ciò significa che l'aviazione israeliana ha piani dettagliati in questo senso.
    E' un'asserzione molto precisa, non una vaga minaccia.
    Forse non è un caso, in questa prospettiva, che il giornale arabo (ma pubblicato a Londra) «Elaph» abbia applaudito al discorso di Chirac.
    Nel suo commento sul giornale, il giornalista egiziano Abdel Adim Hanafi lo saluta come un programma «di liberare la Francia e l'Europa dalla tutela americana» e solo in subordine vi vede «una pressione a Teheran per negoziare».
    Ancor più significativa la critica indispettita che sul Washington Times (giornale conservatore finanziato dalla setta di Moon, oggi alleata coi neocon) Arnaud De Borchgrave, l'ex direttore oggi commentatore principe del foglio, rivolge a Chirac: De Borchgrave sostiene che il presidente avrebbe voluto giustificare i costi del mantenimento di una potenza nucleare, ma «nessun bersaglio atomico è identificabile» dalle parole di Chirac.
    Forse.
    Ma forse è solo un bersaglio di cui non si può fare il nome.


    Note
    1) «Dissuasion: qu'a vraiment dit Jacques Chirac?» Réseau Voltaire, 1 febbraio 2006.
    2) A suo tempo abbiamo rilevato queste parole di Van Creveld nel nostro sito. Confronta «Minaccia atomica contro l'Europa», 5.10.2005. Van Creveld esprimeva così l'ira israeliana per la scarsa collaborazione europea (e francese in particolare) alla guerra globale al terrorismo di Bush e Sharon.

  10. #130
    Socialcapitalista
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    Citazione Originariamente Scritto da -ART-
    Ma tu credi davvero a queste stronzate? Credi seriamente che in Cina si lavori davvero 8 ore al giorno?
    Stai priopio messo male, amico mio...
    la giornata di 8 ore fu introdotta nel 1952, poi ci sono gli straorinari...

    comunque il costo del lavoro è abbastanza basso, e in Cina devono trovare lavoro a centinaia di milioni di pesone, quindi non gli conviene avere orari di lavoro lunghi.
    Addio Tomàs
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