Noi non abbimo "definito"... Ma qualcuno dei vostri ha auspicato.
Se ne faCCI una ragione, Garatte...


Noi non abbimo "definito"... Ma qualcuno dei vostri ha auspicato.
Se ne faCCI una ragione, Garatte...
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.


E quindi perchè Bocca, Foa e Scalfari hanno detto a Prodi "di farsi dittatore" (non certo di attuare un colpo di Stato, è chiaro, ma di ricucire le spaccature della sua maggioranza con piglio deciso) Prodi automaticamente diventa un ducetto? Che cervelli funzionanti la domenica mattina!!!


Ah, mi si da del motorino.
Il bue da del cornuto all'asino.
Beh, io rilancio
-Luciano Canfora sa bene di cosa si parla, è stato il filologo a scrivere il libro Giulio Cesare, il dittatore democratico: «È chiaro che quella di Scalfari sia una metafora. Però non è felicissima, visto che per cinque anni abbiamo denunciato in tutti i modi il "cesarismo" di Berlusconi...». Al tema Giorgio Bocca dedicò un libro, Il piccolo Cesare. Ma il grande giornalista e storico, in ciò che scrive Scalfari, vede tutt' altro. E condivide: «Andiamo, qui chiama "dittatura" ciò che sarebbe il minimo del buon senso, di un governo degno di questo nome. Io temo che nel mondo la democrazia viva tempi grami, vedo l' autoritarismo regnare sovrano. Però non è possibile che ad ogni parola del premier saltino fuori sei o sette ministri a dire la loro, sono cose da pazzi, tutti fanno i loro comodi e bisognerà pure che si ristabilisca un minimo d' autorità, no?». Pausa. Il tono di Bocca si fa ironico: «Tutto sta a vedere se Prodi sarà capace di farlo». Gian Guido Vecchi-
Dallo stesso articolo.
Se solo si leggesse tutto prima di postare...
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Il cervello rettile è, per sua natura e per il compito che deve svolgere, sempre attivo ed efficiente al contrario del cervello bue che non considera, circa il caso in discussione, due elementi fondamentali:
1) Il quotidiano in cui quelle parole sono state scritte che è quello a più larga diffusione nazionale.
2) CHI ha proferito quelle parole e cioè un signore che non sappiamo quanto per necessità o per convizione (lasciamoci il dubbio) è stato un difensore dell'operato fascista spingendosi addirittura a scrivere in favore delle famigerate Leggi Razziali
http://www.ariannaeditrice.it/artico...articolo=19389"Gli imperi quali noi li concepiamo sono basati sul cardine di razza escludendo perciò l'estensione della cittadinanza da parte dello Stato Nucleo alle altre genti".
Che, poi, il biancobarbuto venga difeso da Bocca, già aderente al "Manifesto della razza" del 1938 la dice lunga sulla mentalità totalitaria e totalizzante di questi due poveretti.
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
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Ma Scalfari era un Repubblichino?
Se fossi intelligente capirei che i comunisti sono brave persone... Per fortuna sono una testa di cazzo e me ne vanto!


No, forse è stato un pò fascistello da ragazzo ma venne espulso dal partito prima della guerra, per certi suoi articoli ritenuti antifascisti.




Rosapallido. In contrapposizione ai nostri di quel bell'azzurro sfolgorante.
Circa il detto, poi, sinceramente non l'abbiamo mai capito... Essendo evidente, infatti, la cornutaggine del bue pur con intense e approfondite ricerche non siamo mai riusciti ad intravvedere i corrispondenti ammenicoli nel mite e sottomesso somaro.
Magari dalle parti di Stalingrado hanno selezionato una qualche speciale razza di somari con le corna... Chissà?!?
Abbiamo letto, non si preoccupi... Anche il finale (da Lei omesso) ove ci si chiede ironicamente se il Gufo ce la farà oppure no...Beh, io rilancio
-Luciano Canfora sa bene di cosa si parla, è stato il filologo a scrivere il libro Giulio Cesare, il dittatore democratico: «È chiaro che quella di Scalfari sia una metafora. Però non è felicissima, visto che per cinque anni abbiamo denunciato in tutti i modi il "cesarismo" di Berlusconi...». Al tema Giorgio Bocca dedicò un libro, Il piccolo Cesare. Ma il grande giornalista e storico, in ciò che scrive Scalfari, vede tutt' altro. E condivide: «Andiamo, qui chiama "dittatura" ciò che sarebbe il minimo del buon senso, di un governo degno di questo nome. Io temo che nel mondo la democrazia viva tempi grami, vedo l' autoritarismo regnare sovrano. Però non è possibile che ad ogni parola del premier saltino fuori sei o sette ministri a dire la loro, sono cose da pazzi, tutti fanno i loro comodi e bisognerà pure che si ristabilisca un minimo d' autorità, no?». Pausa. Il tono di Bocca si fa ironico: «Tutto sta a vedere se Prodi sarà capace di farlo». Gian Guido Vecchi-
Dallo stesso articolo.
Se solo si leggesse tutto prima di postare...
In ogni caso Lei conferma ciò che dicevamo in precedenza... e cioè che il pericolo per Berlusconi non sta nell'opposizione ma nell'esigenzadi protagonismo dei suoi "alleati" interni che devono essere ridimensionati appunto per non arrivare alla situazione da Lei evidenziata in rosso.
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