Tutti questi sondaggi hanno fatto perdere la testa a B. visto cos'ha combinato oggi


Tutti questi sondaggi hanno fatto perdere la testa a B. visto cos'ha combinato oggi


Non ci sará una prossima volta!!!Originariamente Scritto da salerno69
Indipendentemente dal risultato delle elezioni!!


Il 3 Aprile?Originariamente Scritto da Oliviero
SITUAZIONE...
In una situazione nella quale la Margherita è ormai giustamente percepita come una forza che ha svenduto i propri valori in nome di una poltrona «alla destra di Belzebù» e i Ds hanno già raschiato il famoso barile, il 20% circa di indecisi rappresenta un potenziale bacino elettorale di Forza Italia, il partito che raccoglie i moderati, i cattolici e i liberal-conservatori. E infatti i dati confermano un trend in crescita: durante quest'ultima settimana viene confermato un dato importante, Forza Italia continua a crescere da circa il 20 al 22,5%. Per quanto riguarda i Ds, invece, il loro cosenso è marmorizzato, fermo al 24%.


In una situazione nella quale l'UDC è ormai giustamente percepita come una forza che ha svenduto i propri valori in nome di una poltrona «alla destra di Belzebù» e AN ha già raschiato il famoso barile, il 20% circa di indecisi rappresenta un potenziale bacino elettorale della Margherita, il partito che raccoglie i cattolici moderati.
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E' troppo poco: Io credo che vinceremo con uno scarto più ampio, basta girare per strada e sentire le opinioni delle persone.Originariamente Scritto da capexx
Non considererei una vittoria battere questi elementi che stanno a destra di soli 3 o 4 punti. Per il bene dell'Italia, il berlusconismo deve essere buttato nel cesso in via definitiva


marzo 20, 2006 Mappe di Ilvo Diamanti
IL MIRACOLO INVOLONTARIO
L´ATLANTE politico di Demos-Eurisko presenta uno scenario che, nelle ultime settimane, appare mutato, ma non troppo. Dal punto di vista delle intenzioni di voto. Assai di più, rispetto al clima d´opinione. La distanza fra le coalizioni, infatti, negli orientamenti elettorali, si è allargata ancora, a favore dell´Unione, Il cui vantaggio oggi supera il 5%. Si tratta, però, di scostamenti, tutto sommato, ridotti. Significativi perché scandiscono una tendenza.
Tuttavia, il distacco cresce, nettamente, nelle previsioni degli elettori. La quota di quanti scommettono sulla vittoria del centrosinistra supera, infatti, del 18% quella di chi continua a puntare sulla Cdl. Il distacco più elevato dall´autunno ad oggi. Effetto, solo in parte, del confronto televisivo della scorsa settimana.
Visto che la rincorsa del centrodestra sembra aver perso velocità ormai da un mese. Da quando - per una strana coincidenza - i sondaggi commissionati dal premier hanno sancito che lo svantaggio della Cdl era stato colmato. L´avversario raggiunto. Da allora, il centrodestra ha ripreso a perdere terreno. Il faccia a faccia è servito solo a rendere evidente ciò che si intuiva. L´Inseguitore è stanco. In crisi di fiato e di gambe. Confuso. Prodi, per prevalere, non ha dovuto far sognare gli italiani. Non ci sarebbe riuscito, d´altronde. Gli mancano lo stile, il fisico, la faccia. Gli è bastato fare il Prodi di sempre. Linguaggio e argomentare un po´ noioso, ma concreto. Ma di fronte c´era un Berlusconi incapace di sorprendere. Di farci vedere "cose che noi umani non potremmo immaginare…".
Gli italiani. Abituati a vederlo rinascere dalle sue ceneri. All´improvviso. Con uno scatto. Ri-materializzarsi, insieme al partito-che-non-c´è (senza di lui...). Per cui, il miracolo è rinviato. Prodi, come un passista, continua a pedalare. Senza scatti. Mentre il Grande Inseguitore, dopo l´inseguimento degli ulti mesi, arranca. Un po´ sfiatato. Naturalmente, queste raffigurazioni mitiche infastidiscono un po´. La competizione elettorale come il Tour. Coppi e Bartali. Pantani e Ullrich. Oppure Lemond. Come Prodi e Berlusconi. Berlusconi e Prodi. Figurarsi. Tanto più dopo avere assistito al faccia a faccia televisivo. Tuttavia, questa rappresentazione mediatica, personalizzata fino all´estremo. Dove tutto si riduce al confronto fra due coalizioni. Riassunte, a loro volta, da due persone. E´ nella logica di questa legge elettorale, che ha fatto sparire la società e il territorio. Gli elettori. Ridotti a spettatori.
L´ha scritto Berlusconi, d´altronde, questo copione. Quando è sceso in campo, nel 1994. E l´ha replicato, nel 2001, con grande successo di pubblico e di critica. Così, di fronte alla sconfitta annunciata, dopo la disfatta della Cdl alle elezioni regionali di un anno fa, ha ripreso in mano i vecchi abiti, rispolverato e aggiornato (ma neanche troppo) sceneggiatura e scenografia. Ed tornato in scena. Non da solo, per una volta. Ma esortando, costringendo ad affiancarlo Romano Prodi. Per replicare la commedia già recitata dieci anni fa, nel 1996. Ma con un finale diverso. Opposto.
Questa pièce, grottesca, l´ha scritta Berlusconi. Lui, fino all´estate scorsa, del tutto indifferente al "teatrino di casa nostra". Interessato, assai più, ai grandi teatri internazionali, dove si recita la "Grande Politica" globale. New York, Mosca, Londra. Dove può mostrarsi e sorridere accanto ai Grandi della Terra. Vladimir, Tony, George W. Perdere tempo inseguendo le intemperanze e le ambizioni di follinicasinifini. La minaccia dei comunisti - e degli utili idioti che li affiancano - d´alemafassinorutelli. E prodi. Gli fa venire l´allergia. Però l´Italia - per ora - non è una Monarchia. Tanto meno ereditaria.
E´ una Repubblica democratica e mediatica. Fondata sul voto e - da una decina d´anni - sull´opinione pubblica. Ogni anno, o quasi, occorre misurarsi con il voto dei cittadini. E ogni giorno, o quasi, con i sondaggi. Peraltro, le competizioni elettorali, dopo il 2001, hanno segnato, sempre, la sconfitta del centrodestra. Da ultimo, alle elezioni regionali del 2005. E poi i sondaggi: dieci punti e passa di distacco, sotto il centrosinistra, nello scorso settembre (e perfino 18 ancora a dicembre, secondo Psb). Da ciò la decisione di tornare a recitare nel teatrino parrocchiale italiano. Per disperazione. O meglio: per battere la disperazione della sua compagnia, ormai allo sbando. Come un grande maestro, costretto a dirigere musicanti convinti, in troppi, di poter fare i solisti. Con effetti degni della "prova d´orchestra" di Fellini. Metafora magistrale ed amara della nostra Italia.
Così, da dicembre in poi, la Casa delle Libertà è scomparsa nelle nebbie. Da cui è emerso solo Lui. Unico Artista. Unico Atleta. Unico Protagonista. Tutti gli altri leader della Cdl ridotti a comparse. Coro. Da solo: si è dedicato alla riconquista del "suo" pubblico. Si è rivolto a quanti, dopo il 2001, lo avevano abbandonato. Ai delusi. Tanti, in un paese dove (ribadisce l´Osservatorio Demos-Eurisko) l´80% degli elettori è insoddisfatto di come vanno le cose (e oltre il 70% di come marcia l´economia). Testa bassa, sorriso perenne sulle labbra, è andato dovunque.
In ogni trasmissione radiotivù, a dare i numeri, a spiegare che i delusi avevano torto. Che le cose non vanno poi così male. Sono diverse da come le vedono loro. Da come le dipingono i disfattisti - comunisti, sondaggisti, sindacalisti, cooperatori, giornalisti. E il ritorno del Protagonista ha, effettivamente, richiamato parte del pubblico perduto dalla Cdl. Molti elettori delusi ne hanno accolto il richiamo. Basta vedere l´evoluzione delineata dai sondaggi dell´Atlante Politico. In dicembre, la maggior parte degli incerti era orientata a centrodestra. Oggi, invece, sono più numerosi quelli di centrosinistra.
Quando Vittorio Feltri ci critica (per usare un eufemismo) perché daremmo troppo credito a sondaggi "viziati" dal peso degli "incerti", socialmente marginali e politicamente disinteressati - destinati a votare Forza Italia - , sottovaluta, quindi, un fatto. Che, Berlusconi, i suoi "incerti", in larga misura, se li è già ripresi. Quelli che guardano la televisione, e si soffermano sui programmi generalisti. Li ha riconquistati, facendo, per due mesi, una campagna ossessiva. Da ultima settimana. Come un ciclista in vista del traguardo. Spingendo ancor più ai margini i principali attori della sua compagnia. Fini e Casini. Lasciando spazio solo a caratteristi, come Calderoli, capaci di catturare quei settori del pubblico che "amano il sangue".
Così, Berlusconi, è riuscito a risalire. Trascinando la Cdl e soprattutto FI. Ora, però, per vincere, deve tirar fuori di casa quelli che sono talmente delusi, disinteressati e disgustati da aver deciso di non votare. Non gli incerti, ma gli astensionisti. Quelli che non rispondono ai sondaggi, e non vanno a votare dal 2001. Come fece Bush, nel novembre 2004, utilizzando il richiamo all´insicurezza. E mobilitando, nella periferia profonda, centinaia di migliaia di "volontari" (non pagati). Per questo, Berlusconi ha inseguito, costretto Prodi al confronto. Per batterlo e umiliarlo. Dimostrando a tutti che lui è l´unico, il solo vincente.
Con un esito deludente. Il Grande Comunicatore è apparso impacciato. Balbettante. Come ha messo in luce, impietosamente, il Foglio di Ferrara, che, all´indomani del faccia a faccia, ne ha ripreso le battute più (in) significative, a chiosa di tutti gli articoli. Con esiti feroci e surreali. ("Non mi spiego ma me ne spiaccio..."). Perché Berlusconi, per vincere i faccia a faccia, oggi, deve stare da solo. Senza avversari, senza contraddittorio. Senza tempi e senza regole da rispettare. (Perché le regole, sono illiberali e, in fondo, comuniste). Deve recitare solo. Davanti a un pubblico, almeno in parte, amico. Animato da una rumorosa claque di supporter. Com´è avvenuto, sabato scorso, all´assemblea degli Industriali, a Vicenza. Trasformata in una sorta di convention azzurra.
In un confronto regolato, con un avversario vero di fronte, invece, riesce a trasformare in un comunicatore perfino Prodi. A restituirgli lo scettro da leader del centrosinistra, come neppure le primarie... Più che un´impresa, un vero "miracolo". Rispetto ai molti annunciati da Berlusconi, sicuramente il più atteso, ma anche il più "involontario".
E, noi speriamo, anche l´ultimo.
ILVO DIAMANTI
da Repubblica - 20 marzo 2006


[20/03/2006 15.29] - Autore: Reuters
di Paolo Biondi
ROMA (Reuters) - I primi a reagire sono stati i bookmaker londinesi: le quotazioni di Romano Prodi sono salite nel tardo pomeriggio di sabato 18 marzo ulteriormente, quelle di Silvio Berlusconi sono scese ancora po'.
Secondo le scommesse online di Bettfair, le probabilità implicite di una vittoria di Berlusconi sono oggi pari al 26%, mentre quelle di Prodi sono al 74%.
Dal loggione degli scommettitori sono arrivati fischi alla performance del presidente del Consiglio al convegno di Confindustria a Vicenza sabato scorso, performance che persino Giuliano Ferrara sul Foglio definisce "tecnicamente un altro errore, una prova di debolezza, un appello psicologico a se stesso e agli altri dall'interno di uno stadio di assedio permanente". Poi ancora: "Il Cav. è ormai davanti ai suoi mulini a vento, e l'esito della battaglia della Mancha è noto, i cavalieri in genere soccombono".
Nella prossima intemerata, anche il Foglio verrà inserito nella lista della "stampa comunista"?
Sempre oggi, Repubblica pubblica una sondaggio Demos-Eurisko, ma la rilevazione risale al 15 e 16 marzo scorsi, non è quindi riferibile al confronto a distanza di Vicenza.
Sul sondaggio può avere inciso dunque solo il faccia a faccia tv di martedì scorso: il centrosinistra è dato al 52% (dal 51,4% di 15 giorni fa nella precedente rilevazione dello stesso istituto demoscopico), il centrodestra al 46,7% (dal 46,4%). Delle 1551 persone del campione, il 47,1% ritiene che vincerà il centrosinistra (dal precedente 42,8%), il 29,4% che vincerà il centrodestra (dal 30,8%), il 23,5% non sa (dal 26,5%).
Tornando a Vicenza, si può dire che 5 anni fa Berlusconi dal palco di Parma aveva potuto dire a Confindustria: "Il vostro programma è il mio programma". Ma di programmi, anche allora, si parlò poco. Il Financial Times fulminò l'intervento dell'allora candidato premier del centrosinistra con un lapidario: Francesco Rutelli è "un uomo che va bene per la tv, ma incapace di essere incisivo". Ma anche per Berlusconi il trionfo fu stemperato da un lungo comizio, talvolta noioso, ed Eugenio Scalfari (a Parma come relatore anche lui) poté commentare su Repubblica: "Chi si attendeva ovazioni da stadio per il capo di Forza Italia sarà stato deluso, il Grande Comunicatore ha parlato per un'ora di fila e a molti dei presenti è sembrato più un bravo venditore di tappeti che uno statista; così almeno si sono espressi in molti che sono venuti a dirmelo".
Cinque anni dopo il giudizio dell'Ft non è cambiato molto e un commento di oggi di Wolfang Munchau auspica per l'Italia una Grosse Coalitione post elettorale alla tedesca, come quella del 1966-'69.
Se Scalfari cinque anni poté descrive i suoi sbadigli, sul palco di Vicenza quest'anno si sono annoiati in pochi.
Romano Prodi ha convinto gli industriali soprattutto per la difesa del maggioritario, ma sul fronte economico gli applausi più sinceri li ha avuti sulla difesa della concertazione e sul nucleare, visto che la promessa di ridurre il cuneo fiscale di cinque punti il primo anno di governo era conosciuta, ma è apparsa ancora poco convincente la sua fattibilità.
Ft aggiunge che la sua coalizione è troppo variegata per potergli permettere dopo il voto politiche incisive.
Berlusconi ha invece stupito molto, ma in negativo, per l'attacco a testa bassa ai vertici degli industriali e ha disorientato il suo appello: "Veniamo un po' meno in Confindustria".
Dal disorientamento si è poi passati allo sconcerto, fino ai fischi, censurati dalle televisioni (sia pubbliche sia private) e dalla stampa di destra che ha occupato tutto lo spazio offerto ieri in edicola dallo sciopero dei giornalisti. Fischi che si sono aggiunti alle intemperanze da stadio della claque.
Lo scontro con Diego Della Valle alla fine è sembrato più lo scontro tra il presidente del Milan e quello della Fiorentina a un qualsiasi Processo del lunedì che il confronto fra due esponenti della classe dirigente del Paese.
La giornata di sabato, più che offrire chiarimenti, ha offerto altre tossine a una campagna elettorale che proprio non ne aveva bisogno.


Forse è per questo che il Berluska è così nervoso....


Originariamente Scritto da ItaloConservatore
Meglio ancora: siete in testa!!!