Ehm, non inonda soko di sondaggi falsi... vuol affogare l'Italia nella m****...Originariamente Scritto da salerno69


Ehm, non inonda soko di sondaggi falsi... vuol affogare l'Italia nella m****...Originariamente Scritto da salerno69


Originariamente Scritto da salerno69
scusa Salerno69 (se quel nome è l'anno di nascita siamo coetanei... se invece rappresenta giochi erotici beh.. ) ma rimane il dubbio che ho espresso in un altro post.......... l'ulivo è sopra di 5 punti, ma ha circa 6 punti che gli derivano da partitini che sono sotto il 2% e quindi dovrebbero essere sbarrati dalla soglia di sbarramento...... come funziona stà cosa??
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Tanto fra un pò scatterà la par condicio, e torneremo a più 8!!!!!Originariamente Scritto da Elettra_R.
i cosiddetti pensinati del sig fatuzzo stanno col centro destra a strasburgo a rubare i voti di pensinati in buona fede e a metterglielo in quel posto con sostegno a forze che le pensioni le tagliano da dietroOriginariamente Scritto da RomagnaRossa89


Originariamente Scritto da salerno69
quoto![]()


Originariamente Scritto da blanco
c'è qualche perdigiorno il quale, invece di giocare a rubamazzo, si diverte a segnalare i post altrui ................ qualunque cosa dicano ................
eh va be' sono ragazzi ...............![]()


Nel 2001, il nostro nano, diceva di essere in vantaggio di 10, dieci punti, sul csx e poi vinse per un punto in più. Fatevi i calcoli...


dahttp://www.centomovimenti.com/2006/febbraio/04_sabatino.htmDopo questo mese in cui il premier ha occupato ogni spazio possibile alla televisione e alla radio dicendone di tutti i colori, per non parlare degli spot governativi su grandi opere virtuali ed elemosine ribattezzate bonus bebè, mi sto chiedendo fin dove vuol spingersi e soprattutto se a (stra)parlare è un uomo libero oppure un uomo legato mani e piedi a certi poteri anti-Stato e quindi illegali.
Di solito nelle normali democrazie accade che, alla fine del periodo di governo del Paese in vista delle elezioni politiche, un Esecutivo, e in primis chi ne è a capo, si sottopone al giudizio degli elettori parlando di ciò che ha fatto, di ciò che non ha fatto e soprattutto di ciò che ha intenzione di fare nel caso venga riconfermato alla guida del Paese, ed è su questo che si confronta con l’opposizione.
In Italia stiamo assistendo invece a un soliloquio del premier fatto di insulti, di insinuazioni, di accuse e di sospetti non suffragati da alcuna prova e dati oggettivi, intervallati ogni tanto da un elenco della spesa delle cose fatte infarcito di grafici e disegnini che nulla spiegano e che anche alcuni direttori di giornali vicini al governo affermano di non capire affatto e ritengono ridicoli.
Inoltre tutti i sondaggi concordano su un punto: il centrosinistra è in vantaggio di 5/6 punti percentuali e questo significa, come lo stesso Mannheimer afferma, che sono sondaggi seri e veritieri proprio perché tutti concordano sulle percentuali dei due schieramenti. Infatti sarebbe ben strano se ogni sondaggio dicesse cose diversissime da ciascun altro sullo stesso tema.
Ebbene, nonostante questo, il premier vaneggia di sindacati dei sondaggisti vicini alla sinistra che si sono messi d’accordo sui risultati, mentre lui sì che ha in mano i sondaggi veri e seri che danno il centrodestra alla pari e nei prossimi giorni vincente.
Anzi, il premier sottolinea da sempre che non prende neanche in considerazione l’eventualità della sconfitta il 9 Aprile, perché vincerà sicuramente. E i suoi sondaggi glielo dicono.
Ora mi chiedo: fino a che punto vuole arrivare? Nel caso le urne vedano vincente l’Unione, il premier riconoscerà la legittimità dei risultati o rivendicherà la non validità delle elezioni dichiarandole nulle o dichiarandosi vittorioso? E i suoi alleati come si comporterebbero eventualmente? Dandogli corda o isolandolo?
Spero che tutti abbiano ben presente cosa ciò possa significare e quali ripercussioni dalle conseguenze drammatiche per il Paese potrebbero derivarne.
Non voglio assolutamente fare dietrologie né tantomeno discorsi di fantapolitica, ma il fatto che un Presidente del Consiglio si stia comportando in questo modo - sfidando i richiami del Presidente della Repubblica e dei suoi stessi alleati, vedendo del marcio ovunque, complotti contro di lui dappertutto, toghe rosse che lo perseguitano e che si candidano nel centrosinistra (dimenticandosi dei tanti magistrati eletti nel centrodestra, uno è anche Sottosegretario agli Interni ), infangando le cooperative e gli avversari politici senza uno straccio di prova, ma soprattutto insultando l’intelligenza e il buonsenso degli italiani - mi preoccupa “giusto un attimo” perché non sto vedendo all’orizzonte alcun limite a questo suo comportamento. E’ una continua escalation di toni e dichiarazioni.
Ed è per questo che mi chiedo se il premier sia veramente una persona libera di intendere e di volere oppure se stia recitando una parte con una pistola puntata dietro la schiena.
Spero vivamente nella sua totale libertà di agire e comportarsi a suo piacimento, altrimenti ci sarebbe veramente di che preoccuparsi.


febbraio 5, 2006Il Sole 24 Ore
LA RICERCA IPSOS-CISE-SOLE
Ora Cipputi torna a sinistra: delusi dal premier operaio
«Ma anche il Professore non entusiasma» Finite le ideologie, la priorità è il reddito
Sembrava tutto finito tra il centro-sinistra e la classe operaia. L'ultimo voto politico, le elezioni del 2001, aveva certificato lo strappo, la fiducia interrotta. E il tradimento fu consumato. Il 46% delle tute blu votò per Silvio Berlusconi, il 41% per l'Ulivo, come documentò la ricerca Itanes di quello stesso anno. Ora invece sembra passata la crisi. E si assiste al ritorno del Cipputi di Altan: in fabbrica, in mensa, i discorsi sono quelli di chi «si sente preso in giro», come ci spiega Antonio Di Tornio, delegato Fiori alla Sevel di Atessa, provincia di Chieti. Eppure, cinque anni fa, si parlò di come anche tra le fila della Cgil, molti voti confluirono nel centro-destra, fino alla Lega. Stesso discorso per la Cisl - spaccata quasi a metà - e nella Uil. La delusione dei sindacati si è vista e sembra vedersi anche quella degli iscritti. Nel sondaggio Ipsos-Cise commissionato dal Sole 24 Ore (pubblicato il 2 febbraio scorso) il 40,4% degli operai dichiara che voterà per Romano Prodi mentre il 30,6% darà di nuovo fiducia a Silvio Berlusconi. Cosa è accaduto in quel 16% che ha abbandonato il Cavaliere?
«La storia del presidente-operaio aveva colpito. In molti hanno pensato che davvero ci si potesse arricchire. migliorare la propria posizione economica. Il taglio delle tasse aveva convinto. E invece ci si è impoveriti», dice Di Tonno, metalmeccanico alla Sevel, azienda del gruppo Fiat, che impiega 6mila dipendenti. Un'area geografica fino a poco fa spostata sul centro-destra che invece lentamente ha visto un totale cambiamento. «A Chieti c'è stato per molto un sindaco del Msi-Fiamma. Pescara era amministrata dal centro-destra: ora sono passate al centro-sinistra, come la Regione».
Insomma, gli operai non sono un mondo a parte. O meglio non sono più un mondo a parte, legati a un'idelologia più che a un contesto reale, Non sono attratti dal richiamo morettiano «dì qualcosa di sinistra» ma dai fatti, vengano da Berlusconi o da Prodi. E se cinque anni fa hanno creduto al presidente-operaio, oggi sembrano pronti a voltargli le spalle. «Non è che Prodi entusiasmi è che Berlusconi ha deluso: qui in fabbrica la cosa che si ripete più spesso è che per rivincere dovrebbe far diventare il mese di tre settimane e non di quattro. Perchè alla quarta si arriva con gli spiccioli». Angelo Casorelli ha 28 anni, diplomato. cattolico. lavora da nove anni alla Fiat di Melfì dove l'età inedia dei lavoratori è di 35 anni. Guadagna come la media dei suoi colleghi: mille euro al mese. «Mi sono appena comprato, una casa; 500 euro li spendo per ii mutuo e con il resto ci campo. Per fortuna sto dai miei genitori altrimenti non avrei potuto investire sul futuro. In fabbrica parliamo di Berlusconi quasi tutti i giorni: quel taglio delle tasse aveva allettato molti», dice Angelo che vive a Melfi dove l'amministrazione comunale è di centro-destra. «Sentire Berlusconi che dice di lavorare fino a 70 anni è una cosa da pazzi. Venisse qui a fare i tre turni in fabbrica e poi vediamo se resiste. Anch'io lavorerei fino a 80 anni se stessi a Palazzo Chi-1».
Dal Sud della Lucania, al Nord della Lombardia. Solaio, città in provincia di Milano, sede della Electrolux dove si producono lavastoviglie. Angela Laprocina, è un'operaia, delegata della Finn. Ha 40 anni, 18 anni passati in fabbrica, 1.050 euro di stipendio, una figlia di sette anni. E una recente esperienza che non si dimentica. «L'azienda stava per chiudere. C'era il nostro stabilimento in ballo con quello di Norimberga, hanno chiuso quello. Già perchè ne hanno aperto un nuovo in Polonia. Non ci sentiamo di aver vinto perchè quello che non è successo ieri può accadere domani. Così i nostri problemi sono tutti concentrati sull'oggi. E la priorità è il reddito». È cambiato il senso del tempo? E questo ha cambiato l'ordine delle necessità? «Guardi le faccio un esempio: i nostri orari di lavoro li sappiamo ogni tre mesi. Non c'è più la visuale del volume di produzione su un anno. Ora si ragiona sui tre-sei mesi. E sì vive così, con l'ultima settimana in cui si fa fatica». Ma c'è appena stato un rinnovo contrattuale, 100 euro in più al mese. «Innanzi tutto sono meno e sono lordi. E poi abbiamo dovuto fare tanti scioperi. che costano».
LINA PALMERINI
Il SOle 24 Ore 04-02-2006


E pensare credevo fosse un articolo dell'Unita'....