Parlavo con mia figlia di diritto internazionale e me ne sono uscito con il parallelo che qui sottopongo.
Supponiamo che a giudicare il conflitto fra il Presidente Ciampi ed il premier ci fosse un giudice internazionale, costui dovrebbe applicare i due principi fondamentali: "consuetudo est servanda" il primo, e "pacta sunt servanda", il secondo.
Ora osserviamo i termini del contendere
a) lo scioglimento delle camere spetta al Presidente con decreto che viene controfirmato dal pres. del consiglio (è il principio "dei quattr'occhi", come dicevamo fra studenti). Non è mai accaduto che un primo ministro usi questa leva per posporre la data delle votazioni
b) C'è un patto, anche sofferto. Un compromesso fra chi voleva farle separatamente dalle amministrative e chi con la proposta di election-day intendeva far risparmiare denaro alle esauste casse dello Stato.
Ed il compromesso era stato raggiunto.
Ora, con fare quasi bullesco si rimette tutto in discussione. Perchè? "Per approvare alcune leggi che non sono state approvate in quanto l'opposizione ha fatto ostruzionismo". Chi sostiene questa tesi è un ignorante, in punto diritto pubblico: le leggi possono essere votate dal Parlamento, anche a camere sciolte. Oppure dichiara una motivazione falsa. Infatti sorge il sospetto che il dichiarante intenda che - a camere sciolte - il governo sarebbe tranquillamente esposto ai franchi tiratori; naturale controindicazione della nuova legge elettorale, cioè della competizione interna agli schieramenti.
In tutti i casi, il giudice internazionale dovrebbe prender atto della contravvenzione di entrambe i principi fondamentali suddetti e condannerebbe (senza appello!!!!) chi non rispetta la Legge, le consuetudini, né i patti.
Informauro




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