No al conflitto sì alla «concertazione». E poi «parlare di cose concrete», dei veri problemi della gente. Dopo il monito di mercoledì contro l’occupazione mediatica della tv pubblica da parte di Berlusconi, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, torna a ribadire la necessità di abbassare i toni della campagna elettorale. E soprattutto invita i politici a parlare di programma per risolvere i veri problemi del paese.
«Anche a livello nazionale la discordia, spinta all'estremo, è dannosa per tutti – dice il presidente parlando agli amministratori di Pavia - È sui fatti, e sulle cose da fare, che bisogna confrontarsi». E poi, per essere ancora più chiaro, sottolinea: «Ci sono Realtà locali in cui le diversità di orientamenti politici non ostacolano affatto la collaborazione fra tutti gli organi di governo locale, qui vedo operare quella concertazione che, in una realtà complessa è la premessa del successo di ogni iniziativa».
La parola d’ordine quindi è concertazione e collaborazione al di là delle differenze politiche. Detto questo Ciampi parla di economia. È chiara, per il presidente, la strada che si deve trarre: «Se i cambiamenti, se non si affrontano con prontezza e determinazione, possono soffrire anche economie prospere come quella pavese, articolata su un sistema industriale complesso e su un agricoltura ricca e variata. Per trarre vantaggio dai cambiamenti occorre innestare nuove iniziative su quelle costruite nel tempo, che possono trovarsi in difficoltà per il mutare delle condizioni di mercato e per l'emergere di nuovi concorrenti tra regioni magari geograficamente lontane, ma rese vicine dalle moderne reti di comunicazioni».




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