Amici, nella CDL regna l'entusiasmo che precede le batoste. Molta gente si chiede: Ma che ci stiamo a fare col Berlusca, per prenderle? Pure la lega se lo chiede.
La Provincia di Lecco 20.1.06
la strategia della lega Il segretario lombardo Giorgetti bacchetta e annuncia un consiglio federale sul voto
«Premier presenzialista in tv? Solo Chavez lo batte»
GALLARATE Sulla patata bollente Unipol e temi affini, il segretario della Lega Giancarlo Giorgetti non ci mette becco e si chiude dietro a un «no comment». Regala invece una battuta sulla sovraesposizione berlusconiana in Tv rispondendo che «in Venezuela Hugo Chàvez batte il premier». Infine lascia intendere che alle prossime elezioni il Carroccio potrebbe anche correre da solo: «Ma a deciderlo sarà il Consiglio federale». Davanti al Sole della Alpi stampato sulla bandiera entrata nel guinnes dei primati come la più grande del mondo, Giancarlo Giorgetti ha presentato ieri la settima edizione della Festa Nazionale della Lega, che questa sera si aprirà negli spazi di Malpensafiere a Busto Arsizio. «Un appuntamento politico importante», l'ha definito il segretario leghista in vista delle prossime elezioni e di una campagna elettorale che si annuncia difficile e «ormai aperta». Il polofieristico della provincia di Varese, per dieci giorni, sarà quindi l'ombellico della politica nazionale, in quanto alla kermesse del Carroccio passeranno esponenti di tutta la Cdl e «dove si potrà fare politica di alto livello e anche dibattere di temi concreti». Uno tra tutti? «La Pedemontana, tema di un incontro aperto a tutti. Anche a quelli che vogliono contestare l'opera». Giorgetti snocciola gli appuntamenti della festa padana, ricorda la tavola rotonda di domani sul welfare del terzo millennio alla quale parteciperanno Roberto Maroni e Pier Luigi Bersani e idealmente segna con un cerchiolino rosso la data di sabato 28 gennaio, «il momento clou della manifestazione in quanto ci sarà la visita e l'intervento di Umberto Bossi». Ma più del programma denso e che si dipanerà nell'arco di dieci serate, tutti si aspettano risposte su come si muoverà la Lega nei prossimi mesi quando sarà chiamata ad affrontare temi delicati. Giorgetti usa il bastone, per tutto quanto ha il sapore di Prima Repubblica dimostrando di non temere una campagna elettorale che si preannuncia feroce: «E' normale che sia così quando in campo ci sono due schieramenti. Dei due uno vince e l'altro perde. Non ci sono possibilità di equivoci come accadeva prima quando non si riusciva mai a capire chi vinceva le elezioni».
Poi, quando si torna a parlare di Lega, ma soprattutto di strategie, regala un po' di zucchero alla base leghista ammettendo che «da lì arrivano forti sollecitazioni affinché si vada da soli alle prossime elezioni», per poi non svelare nulla se non che «la questione dobbiamo ancora affrontarla nei dettagli. Non è ancora iniziata la discussione e quello che faremo a livello nazionale verrà fuori dal prossimo consiglio federale». Quando? «Presto». Ed è proprio in quest'ottica che la struttura politica del Carroccio, con Giancarlo Giorgetti in testa, ritiene cruciale la dieci giorni di Malpensafiere: «Si dice che a Varese non succedano molte cose», inizia Giorgetti con un po' di ironia. «Ma quelle che accadono le fa la Lega», continua ponendo l'accento sui momenti «di confronto politico che faranno della provincia di Varese il cuore del dibattito nazionale alla vigilia della campagna elettorale» e sulla bandiera da primato, «simbolo che unisce tutta la gente padana». Andrea Della Bella




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