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liber
Una cosa è amministrare, un'altra ripartire mazzette...
Dossier Unipol e finanziamento ai Diesse
La notizia - del resto non nuova - è apparsa addirittura sul sito de Il Riformista: quasi mezzo milione di euro in nove mesi. E' la cifra delle donazioni da marzo a dicembre delle cooperative all'Unione, e in particolare ai Ds, come risulta dai dati aggiornati della Camera e consultabili da ogni cittadino.
Certamente di più di quanto i Ds avrebbero potuto raggranellare con rimborsi elettori e donazioni di privati, persone e società, come si nota dalle cifre di Montecitorio. Osservando le donazioni ai partiti, che devono essere dichiarate puntualmente alla Camera, emerge infatti il ruolo quasi provvidenziale del tessuto della cooperazione per la Quercia, un apparato" che si muove all'unisono, che in alcuni casi, come per il governatore dell'Emilia-Romagna Vasco Errani, è stato determinante per arrotondare o addirittura recuperare le spese per la campagna elettorale.
La parte del leone in questo fiume di doni" che risulta dagli elenchi dei contribuenti ufficiali l'ha rivestito la Manutencoop, società di servizi della Lega Coop, un colosso del settore con numerose società affiliate, il cui presidente, Claudio Levorato, è nel consiglio di amministrazione di Holmo, la società controllante di Unipol. "Il collateralismo? - si domandava Levorato in una dichiarazione alle agenzie - Fantasmi del passato". Forse la parola collateralismo è un po' fastidiosa a livello lessicale e apre scenari di "inciuci", ma nel presente del 2005 la Lega coop è una costola dei Ds, a quanto risulta dalle cifre ufficiali dei finanziatori.
La Manutencoop ha versato ai candidati dell'Unione quest'anno quasi 180mila euro. Dodicimila dipendenti, 90 sedi, la cooperativa cura, come si legge nel sito, tutto l'insieme dei servizi ausiliari al core business di enti pubblici, strutture sanitarie e grandi gruppi privati".
Le donazioni sono avvenute tutte nella stessa data: 5 luglio 2005, hanno dunque un carattere di donazione di rimborso" per le spese sostenute durante l'anno. Uno dei versamenti più consistenti è stato per Piero Marrazzo, vincitore delle elezioni regionali nel Lazio. Al "Comitato Marrazzo presidente" la cooperativa di Levorato ha versato 30mila euro a luglio di quest'anno. Il governatore del Lazio ha ottenuto complessivamente 40mila euro dal mondo delle cooperative come risulta da questi dati. Altri 26mila euro sono andati a Uniti nell'Ulivo Bologna".
L'Emilia Romagna è la Regione in cui il finanziamento coop alla politica è stato più significativo. Ma Manutencoop ha partecipato anche ai fondi piemontesi dei Ds, con altri 20mila euro. Ventiseimila euro sono poi stati girati a Vasco Errani, 10mila euro a Ottaviano del Turco (governatore dell'Abruzzo), 10mila al senatore Nicola Latorre, citato sui giornali dei giorni scorsi per le sue conversazioni con Giovanni Consorte, presidente dimissionario di Unipol. Cinquemila euro sono andati anche a Claudio Burlando, attuale presidente della Regione Liguria, ad altri deputati diessini e a qualcuno della Margherita e dei Verdi. I dati pervenuti alla Camera non sono ancora definitivi perché per alcuni governatori non sembrano risultare cifre complete.
Levorato ha chiarito in questi giorni che nella vicenda Unipol la politica non ha costituito "alcun ingombro", ma che per quanto "rumorosa" si è limitata a "fare il tifo". Non aggiungendo, però, che la politica è costosa, perché sostenerla vuol dire aver versato, per le coop, almeno 470.164 euro nel 2005.
Quando non è stata la Manutencoop a elargire le donazioni a Ds e qualche alleato, in prima linea ci sono state grosse cooperative, soprattutto del centro Italia, affiliate alla Lega delle cooperative e che operano nei settori più diversi. Molte riportano sul sito la convenzione con Unipol. La Cooperativa muratori riuniti Filo, che conta dieci società nel suo gruppo, dal settore funebre a quello delle piscine, delle costruzioni, del turismo, ha per esempio versato 10mila euro sia ai Ds di Ferrara sia ai Ds di Roma. A Vasco Errani le coop hanno fornito 67mila euro su 87mila totali ricevuti dalle donazioni. Tutto legittimo e tutto trasparente. Ma non si dica che i Ds sono una cosa e le Coop un'altra.
C'è da chiedersi, poi, chi siano i principali clienti delle Coop rosse. Imprese private? Consumatori? Con l'eccezione delle Cooperative di consumo, della grande distribuzione, i clienti delle Coop si chiamano comuni, regioni, Stato, pubblica amministrazione. Dove i Ds sono quasi ovunque al governo e, in passato, quando non lo sono stati, facevano parte di accordi di spartizione con i vecchi partiti. Chi lo dice, Berlusconi? No, lo dice Giovanni Donigaglia, già leader della Coop Costruttori di Argenta, che in una intervista al Corriere della Sera racconta relativamente a fatti degli anni 70 e 80: "C'era un accordo con le grandi società legate all'Iri per la spartizione delle opere pubbliche del Paese, alle cooperative veniva garantita una quota diversa da zona a zona.
Ognuno secondo le proprie amicizie politiche... e io avevo le mie" E aggiunge "al partito garantivo il sostegno elettorale con i miei 3000 soci... e poi pagavo la pubblicità, le inserzioni, finanziavo interventi nei modi più diversi. Nei processi di Milano e Verona ho documentato di aver dato 1 miliardo in sponsorizzazioni per manifestazioni, ma non erano tangenti, era tutto legale, spese fatturate e messe a bilancio".
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