Ho letto una intervista interessantissima di Alberto Clò sul quotidiano Europa dal titolo "Abbiamo indebolito Eni ed ENEL senza creare un nuovo modello".
Come non condividere?
Si accusano le liberalizzazioni all'italiana (portate aventi soprattutto dal governo di Massimo D'Alema in osmosi con Pierluigi Bersani e la CGIL di Sergio Cofferati) di non aver fatto programmazione per il futuro, aver saputo organizzare i diversi livelli (cosa che ha reso possibile, solo paese in Europa, un blackout nonostante centrali spente, il massimo!). Andava fatto un passaggio graduale, regolato e controllato. Invece la dichiarazione clou di Testa di Chicco all'atto del suo insediamento come presidente Enel era che, essendo finito il ruolo dell'ENEL di fornire energia alla nazione (?!), l'ENEL doveva svilupparsi in altri business.
E allora lo spezzettamento in 300 societa (multi utility) denunciato dalla FLAEI/CISL pedissequamente seguito come esempio (e da esplicite dichiarazioni di Fulvio Vento) bdall'ACEA romana quando già allora i più accorti osservatori del ramo osseravavano che erra una scelta degenerata perché in un mondo globalizzato andava semmai rafforzato il core business ed incoraggiata l'agglomerazione di più soggetti sempre per meglio competere all'estero nel campo energetico!
Un'altro "errore" del buon massimino?
Però, è proprio vero che i suoi errori non sono da miserabile "travet" ma adeguati alla sua straborrdante intelligenza! La svendita Telecom, l'indebolimento di ENEL ed ENI, l'affaire Unipol (da lui approvato), ecc., ecc., ecc......
Beati loro che tanto possono sbagliare senza nmai beccarsi un quanto mai opportuno calcio in c..o!
E anzi a Porta a Porta si pernmette anche di pontificare sull'inopportiunità di essere tanto dipendenti per il gas da Putin! Della serie, davvero, dei senzavergogna!!


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