OMNIA SUNT COMMUNIA
Stralcio tratto da una analisi di Alan Woods, un consigliere politico internazionale del Comandante Hugo Chavez.
I lavoratori, i contadini e i giovani combatteranno contro la reazione fascista con i propri metodi: nella strade, nei posti di lavoro, nella campagne e sulle barricate. Combatterebbero con entusiasmo per difendere l’Assemblea Nazionale se questa cominciasse ad introdurre serie misure per distruggere il potere di latifondisti e capitalisti. L’MVR adesso ha il controllo completo dell’Assemblea Nazionale. Deve usare il suo potere in modo rivoluzionario: faccia passare leggi d’emergenza per espropriare le terre, le banche e le industrie chiave! Quindi faccia appello al popolo e questo risponderà con entusiasmo.
E’ questo quello che chiediamo all’Assemblea Nazionale! Ma non dobbiamo stare ad aspettare l’Assemblea Nazionale o nessun altro. Se siamo seri sulla necessità di combattere la controrivoluzione, è necessario istituire comitati per la difesa della rivoluzione, eletti dai lavoratori, dai contadini e dai settori più poveri delle città, tra gli attivisti più risoluti e attivi. I comitati devono essere collegati a livello locale, regionale, statale e nazionale. Devono discutere un piano d’azione, su come combattere la controrivoluzione e disarmarla. Questo vuol dire che le masse devono essere armate. Se la controrivoluzione riceve armi dal Pentagono, la popolazione deve ricevere armi per difendersi. E’ l’inevitabile logica della situazione.
Data l’estrema debolezza dell’opposizione è inevitabile che cercheranno di infiltrarsi nel Movimento Bolivariano, soprattutto ai vertici. La natura eterogenea del movimento mostra che, oltre a militanti onesti, vi è tutta una sorta di burocrati, carrieristi ed elementi corrotti che si sono aggregati al movimento chavista come manovra per trarne un vantaggio personale. Questi elementi sono il cavallo di Troia attraverso cui il nemico può lavorare per minare la rivoluzione e distruggerla dall’interno.
Ci sono onesti Bolivariani nel governo che stanno combattendo per far progredire la causa dei lavoratori e dei contadini e che sostengono il controllo operaio e la nazionalizzazione. Ma questi sono costantemente frenati dall’ala destra del movimento che cerca di sabotare i provvedimenti del Presidente e di minare la rivoluzione. La lotta per difendere la rivoluzione e per lottare contro la controrivoluzione quindi implica una lotta implacabile contro la Quinta Colonna.
Le masse avevano tutte le ragioni per recarsi a votare. Ma non devono lasciare tutte le decisioni importanti nelle mani dell’Assemblea. I parlamentari bolivariani più onesti nell’Assemblea Nazionale e nel governo sosterranno i lavoratori. Ma gli elementi a favore del capitalismo resisteranno con ogni mezzo. I lavoratori e i contadini del Venezuela devono essere preparati a mobilitarsi per sconfiggere i “Bolivariani” sostenitori del capitalismo e per garantire che l’Assemblea Nazionale attualmente porti avanti le rivendicazioni del popolo rivoluzionario. Si potrebbero organizzare manifestazioni di massa per fare pressioni sull’Assemblea Nazionale e manifestare la volontà popolare.
La questione centrale che la rivoluzione deve dirimere è la questione dello stato. Molto tempo fa Marx spiegò come sia impossibile per la classe lavoratrice portare avanti la trasformazione socialista della società semplicemente prendendo il controllo dello stato borghese esistente. E’ davvero concepibile che i lavoratori e i contadini del Venezuela possano realizzare i loro obiettivi mentre i vecchi funzionari di stato, i burocrati e altri elementi riciclati dalla vecchia e sfiduciata Quarta Repubblica rimangono al loro posto? Queste domande si rispondono da sé.
I lavoratori hanno votato per un governo Bolivariano - che è come dire che hanno votato per un cambiamento fondamentale nella società. Si aspettano che la nuova Assemblea Nazionale prenda misure decisive nei loro interessi. Non può esserci scusa alcuna per non prendere queste misure in fretta. La chiave della situazione è il movimento indipendente dei lavoratori, che si basa sulle proprie organizzazioni e sul proprio istinto di classe.
TUTTO E' DI TUTTI




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