OAS_RICH('Right', 'today.reuters.it/images/BorsaAds'); on error resume nextplug=IsObject(CreateObject("ShockwaveFlash.Sho ckwaveFlash.5"))Palestinesi alle urne, Hamas sfida il presidente Abbas
mercoledì, 25 gennaio 2006 12.16

RAMALLAH, Cisgiordania (Reuters) - I palestinesi votano oggi per la prima volta in dieci anni in un'elezione che potrebbe portare il movimento di militanti islamici Hamas al governo e oscurare le prospettive di pace.
In Cisgiordania e nella Striscia di Gaza i palestinesi hanno fatto la coda per mettere la scheda nell'urna dalle sette del mattino, quando si sono aperti i seggi sorvegliati da agenti di polizia dopo settimane di caos che hanno minacciato di ritardare il voto.
"Non ci aspettiamo violenze, ma abbiamo ricevuti l'ordine di usare la forza contro chiunque cerchi di far fallire il processo elettorale", ha detto il poliziotto Ibrahim Mahmoud a Ramallah.
Il governo israeliano teme che una vittoria di Hamas -- il movimento che ha organizzato diversi attentati suicidi ed è votata ufficialmente alla distruzione di Israele --, potrebbe segnare la fine del processo di pace in Medioriente. Anche gli Stati Uniti, che definiscono Hamas un'organizzazione terroristica, sono preoccupati.
I sondaggi mostrano che Hamas, che corre per il parlamento per la prima volta sulla base di un programma anticorruzione, è di pochi punti dietro al partito al governo Fatah del presidente Mahmoud Abbas.
Circa 1,4 milioni di persone nella Striscia di Gaza, nell'occupata Cisgiordania e a Gerusalemme Est sono attesi alle urne per votare i 132 membri del Consiglio legislativo palestinese.
Infilando la sua scheda nell'urna Abbas, che ha definito l'elezione un passo importante verso uno stato palestinese, ha detto il voto sta procedendo senza intoppi e spera che si concluda "in assoluta calma". I seggi chiudono questa sera alle sette (le sei in Italia).
Fedele alla sua linea dura, Hamas ha però promesso di non sfoderare le armi e gli appelli alla distruzione di Israele. Fatah e Hamas si sono dette disponibili a formare un governo di coalizione dopo le elezioni.
Circa 900 osservatori stranieri, guidati dall'ex presidente Usa Jimmy Carter, stanno monitorando il voto, mentre le truppe israeliane si sono ritirate dai centri palestinesi, per non essere accusate di interferire con le elezioni in Cisgiordania.