Monito del Presidente della Repubblica, che invita ( «Pari accesso in tv, indipendentemente da data scioglimento Camere». Gentiloni: «Faremo di tutto») il mondo politico ad iniziare il periodo di "par condicio" da subito senza aspettare lo scioglimento delle camere.
Evidentemente tale autorità non poteva fare altro alla luce di un abuso televisivo così forte da entrambi gli schieramenti: è diventata una gara a chi si fa vedere di più in TV; di conseguenza sono convinto che ci voglia una regolamentazione, quale la par condicio; a sostegno di ciò Ciampi afferma:«E’ infatti compito precipuo della commissione quello di garantire la concreta applicazione, da parte della Rai, in ogni momento, indipendentemente dalla data di scioglimento delle Camere, e in tutte le trasmissioni radiotelevisive, del principio di equità e di sostanziale parità di accesso a tutte le forze politiche, nonché quello di assicurare il puntuale e scrupoloso rispetto delle norme che regolano la campagna elettorale».
A questo punto i miei dubbi risiedono sulla effettiva "equità" che garantirebbe tale legge. A tal proposito c'è infatti chi parla di "marx condicio", o di "impar condicio", ritenendo ingiusta questa legge, poichè ritaglierebbe gli stessi spazi televisivi a tutte le forze politiche senza alcuna proporzionalità: infatti chi ritiene che la legge sia ingiusta dice che più consenso popolare ha il partito, più spazio televisivo gli spetta, rispetto ad un partito più piccolo.
Ma allora in una visione della par condicio di questo genere, secondo me, i partiti più piccoli avrebbero meno visibilità e quindi meno opportunità per farsi conoscere: come possono fare accrescere il proprio consenso se si arrivasse ad una par condicio che si vorrebbe spacciare per "liberale", ma che in realtà, come appena dimostrato sarebbe quasi dittatoriale?
Cosa ne pensate?




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