Chi è che lo guarda? c'è ora su raitre


Chi è che lo guarda? c'è ora su raitre


Si parlerà dell'anno 1968 nel programma di Nicola Caracciolo, La Grande Storia, in onda giovedì 16 febbraio alle 21.00 su Raitre.Il “1968” è un anno cruciale della nostra storia. Grandi venti di cambiamento sembrano destinati a sconvolgere il mondo. In Italia gli studenti occupano le Università. Negli Stati Uniti la protesta ha come obiettivi principali la guerra in Vietnam e le discriminazioni razziali. In Francia la rivolta del Maggio mette in crisi la presidenza del generale Charles De Gaulle.
In Cecoslovacchia i carri armati sovietici soffocano la rivolta dei ragazzi che sperano nel “comunismo dal volto umano”. Un anno meraviglioso e sanguinoso al tempo stesso. Il programma presenta immagini di repertorio, raccolte nelle cineteche di tutto il mondo, quasi tutte inedite. A fare da sottofondo musicale, i più celebri brani “pop” dell’epoca.


Ma hanno parlato anche delle rivolte nei paesi sottoposti al giogo del socialismo reale? ho seguito la prima parte e ho visto solo le contestazioni in occidente, principalmente in America e nel nostro paese, c'è qualcuino che lo gha seguito tutto e ha da riportare le esplosioni di violenza antiConmuniste che tanto bene hanno fatto alla nostra europa?


pessima trasmissione,fatta da qualche sessantottino , agiografica ( anche con diverse falsita' )di un '68 " mitica rivoluzione " che in realta' fu solo l' inizio di un caos economico e sociale che ha portato ovunque i sessantottini "al potere".... al posto de l' immaginazione" ..![]()
"dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
Marx
(graucho..:-))


Come ho già detto anche in altri post, quasi la nostyra intera classe politica esce direttamente da quei moti, incredibile che certa gente che militava in quelle contestazioni goda della stima dei nostri media; come dice anche Ernesto Galli dell Loggia che era un rivoluzionario di quei tempi, a gad Lerbner: "Caro Gad la gente(quindi non solo i media) sonno sempre molto interessatoi alle nostre opinioni in qualunque materia"Originariamente Scritto da larth
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Secondo me non era così di parte: hanno posto molto in risalto il fatto che i migliori intellettuali di quella generazione hanno sognato una rivoluzione impossibile.... Comunque a me è sembrato che abbiano messo più in risalto i fatti cruenti di quell'anno che altro.Originariamente Scritto da larth


se v'interessa, se ne discute sul seggio elettorale![]()


Originariamente Scritto da larth
Le rivoluzioni sono sempre mitizzate da chi le fa. Non a caso quelli che fecero il '68 e volevano rivoltare tutto sono oggi al potere; quello stesso potere che oggi detengono e non hanno cambiato di una virgola da allora.
Tra l'altro è curioso notare come la stragrande maggioranza di questi sessantottini abbia cambiato schieramento e sia oggi più reazionario di quelli che contestavano...
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Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.


Io non sono mai stato un sessantottino o un post-sessantottino. All'epoca della mia militanza nell'estrema sinistra antistaliniana mi sarei offeso ad essere definito così, come buona parte dei trotzkysti di sinistra, per non dire dei bordighisti e dintorni. Noi avevamo l'ambizione di essere l'espressione di una tradizione rivoluzionaria che veniva direttamente dall'Ottobre rosso di Lenin e Trotzky e dalla resistenza delle Opposizioni di Sinistra alla "degenerazione stalinista" dell'Unione Sovietica e della Terza Internazionale. Non mi risulta che la maggioranza dei sessantottini sia oggi nello schieramento opposto, anche se ne ve ne sono alcuni di molto noti che hanno capito fino in fondo la natura dei loro gravissimi errori di gioventù. La grandissima maggioranza è rimasta a sinistra, tra questi anche tutti i capi dei girotondini: registi cinematografari, docenti universitari ex teorici della lotta armata, coscielunghe dello spettacolo, giornalisti televisivi e non ..... politicanti ex lanciatori di molotov e ex presidenti del consiglio......e dintorni.
Shalom
quando lo hanno dato ne ho guardato solo una parte..era fatto male secondo me