Via libera del Senato anche alle norme contro la pedopornografia. Lussana: «Passo avanti nell’interesse dei bambini»
Palazzo Madama approva l’affido condiviso
francesca cassani
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«Finalmente il principio della bigenitorialità diventa legge per il nostro diritto di famiglia. Un passo avanti molto importante che riguarda in modo particolare l’interesse dei bambini a mantenere, anche in caso di separazione, un rapporto continuato ed equilibrato con entrambi i genitori». Carolina Lussana, responsabile Giustizia della Lega Nord alla Camera ha accolto con soddisfazione l’approvazione al Senato della legge sull’affido condiviso che in modo particolare prevede che l’affidamento non sarà più concesso (tranne casi particolari) a un solo genitore ma ad entrambi, che dovranno provvedere in proporzione al reddito, al mantenimento dei figli. «In questo modo - ha sottolineato Lussana - si tutelano i figli, si sancisce il fatto che non devono essere arma di ricatto per le questioni tra adulti e si dà un orientamento chiaro ai magistrati di applicare in via prioritaria l’affidamento condiviso salvo i casi in cui ciò non sia possibile e quindi un ribaltamento dell’ipotesi attuale dove l’affido congiunto era semplicemente un’ipotesi residuale».
Con il nuovo provvedimento il giudice che pronuncia la separazione dei coniugi valuterà, in via prioritaria, l’affidamento dei figli ad entrambi, determinando «i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore» fissando anche «la misura e il modo con cui ciascun genitore deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli», e prendendo atto «se non contrari all’interesse dei figli degli accordi intervenuti tra i genitori». Ciascun genitore potrà comunque in qualsiasi momento chiedere l’affidamento esclusivo ma, in ogni caso, il giudice prima di adottare qualsiasi provvedimento deve tentare «una mediazione» con i coniugi, avvalendosi anche di esperti, «per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli» e, se necessario, ascoltando anche i figli minori di 12 anni.
Tante le novità della nuova legge, dunque, a partire dalla maggior tutela dei figli, anche quelli di genitori non sposati, minore conflittualità tra coniugi, e allargamento delle competenze dei giudici che potranno irrorare sanzioni più incisive per i genitori inadempienti.
«L’approvazione definitiva della legge sull’affido condiviso è un grande risultato», ha detto il senatore della Lega Piergiorgio Stiffoni, segretario della Commissione speciale per l’infanzia che ha espresso la sua soddisfazione per il provvedimento licenziato da Palazzo Madama. «Con questa legge si pone in primo piano l’interesse del minore - ha sottolineato l’esponente del Carroccio - da sempre vittima inconsapevole delle rotture familiari».
Parlano di «rivoluzione copernicana», invece, i deputati di Forza Italia. «Anche in Italia, come già accade da anni in molti Paesi europei, da oggi nei casi di affidamento dei figli minori prevale il principio della bigenitorialità», hanno detto Elio Vito, il capogruppo azzurro in commissione Giustizia Italico Perlini, Maurizio Paniz e Vittorio Tarditi. L’affidamento condiviso ora «è la regola per i giudici, mentre fino ad ora era il magistrato a stabilire a quale dei due genitori dovessero essere affidati i figli», hanno detto, «ma le novità sono molte: le nuove regole, ad esempio, valgono anche per i figli maggiorenni portatori di gravi handicap, così come vengono tutelati i diritti del genitore più debole economicamente. É infatti possibile, con le nuove norme, disporre accertamenti di polizia tributaria anche su beni intestati a soggetti terzi». «Siamo dinanzi -ha commentato Paniz- ad un quadro normativo fortemente protettivo del coniuge più debole».
Il principio fondamentale, che innova profondamente l’ordinamento in materia, è quello secondo cui il figlio minore «ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo» con entrambi i genitori, e di ricevere da entrambi «cura, educazione ed istruzione».
«Il valore delle nuove norme è talmente rilevante -ha osservato tra l’altro Paniz- che fin da quando si è cominciato a parlare concretamente di modifiche legislative all’articolo 155 del Codice civile, molti giudici hanno cominciato, di fatto, forzando un po’ le norme in vigore, ad applicare, in forme diverse, il principio della bigenitorialità. Anche perchè in questi anni si era potuto constatare come l’affidamento esclusivo funzionasse da autentica arma di conflittualità».
Sempre legato all’infanzia il Senato ha licenziato la nuova legge contro la pedofilia. «Finalmente anche il nostro Paese, dopo l’impegno internazionale del ministro Castelli contro la podopornografia, ha una legislazione puntuale e dettagliata per prevenire, contrastare e sanzionare questo crimine orrendo contro l’infanzia», ha commentato Lussana sottolineando come sia una «buona legge che tutela maggiormente il minore innalzando l’età protetta e rivolge anche uno sguardo ai Paesi dove si pratica il turismo sessuale. Il provvedimenti, inoltre, prevede la maggiore responsabilità e responsabilizzazione per i provider, un’intensificazione delle norme di prevenzione che permettono una maggiore azione della polizia postale e un giro di vite molto severo nei confronti di chi commette questo tipo di reato». «Sono contenta - ha spiegato Lussana - che il Senato abbia eliminato ogni dose minima di pedopornografia facendo sparire l’automatica clausola di non punibilità se il materiale pedopornografico resta nell’esclusiva disponibilità del minorenne tornando, dunque, alle disposizioni originali el governo. Un importante ruolo è stato svolto dalle associazioni che hanno contribuito a sensibilizzare maggiormente i senatori rispetto alle resistenze che avevamo trovato alla Camera su certi argomenti da parte di alcuni esponenti del centrosinistra».
[Data pubblicazione: 26/01/2006]


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