Citazione Originariamente Scritto da Fenriz Visualizza Messaggio
visto che si sta parlando molto di iran negli ultimi tempi, vorrei avere un vostro parere e eventuale critica al riguardo:


Così come ritroviamo nell’antica India indoeuropea la divisione della società in sacerdoti (Brahmani), guerrieri (Ksathrya) e contadini (Vaisya), come nell’antica Persia indoaria tra Asravan (Sacerdoti del fuoco), Artestar (montatori del carro da guerra) e Vastryos (agricoltori), come tra i Celti d’Irlanda, tra i Druidi, seguiti dalla nobiltà militare e dagli allevatori-agricoltori.
Una analoga tripartizione esistette tra i germani, nell’antica Roma, tra gli sciiti, tra i traci, i frigi, fino a giungere ad oggi dove ritroviamo l’unica forma rimasta di Stato tradizionale nella Repubblica Islamica dell’Iran, caratterizzata dal ruolo della Wilayatu’l Faqih e dal Consiglio dei Giurisperiti, formato dagli Ulama; dai Pasdaran, guerrieri della rivoluzione, e dal popolo. Non a caso fra il musulmano Platone è detto “Imam dei filosofi” e molti lo chiamano Sayyidna Iflitun, ossia “Nostro Signor Platone”, ritenendolo un profeta mandato da Allah ai greci.
alcune precisazioni:

1)i vasya sono come tutte le caste hindù molto variegate: racchiudono vari tipi di mercanti nonchè i contadini liberi
poi c'è la 4° casta, gli sudra, cioè i servi. Dopodichè abbiamo i fuori (sotto) casta, mleccha se semplicemente stranieri, candala se intoccabili; abbiamo anche chi è oltre (sopra) le caste, come il raja (il re), i sannyasin (una specie di monaci) i rishi (veggenti) e poi i vari sadhu, muni etc

non credo che tutto ciò si ritrovi in iran, poi magari qualche influenza arya è rimasta nell'iran semitizzato, ma mentre in un contesto spirituale, aryo, ciò aveva senso, ora le caste in iran non hanno alcun senso, perchè non si basano certo sul grado di elevazione spirituale e attitudine, ma in base al fanatismo.

Concordo sugli interventi di Mjollnir