Roma, esilio e senza tifosi
Per gli striscioni razzisti il giudice sportivo ha squalificato per un turno il campo dei giallorossi, che dovranno disputare il prossimo con il Cagliari su campo neutro e a porte chiuse
MILANO, 31 gennaio 2006 - L'esposizione di striscioni razzisti e neonazisti nel corso di Roma-Livorno di domenica scorsa è costata caro al club giallorosso, che dovrà disputare il prossimo turno casalingo di campionato, Roma-Cagliari (mercoledì 8 febbraio alle ore 20.30) a porte chiuse e su un campo neutro di cui non si conosce ancora la sede. Lo ha deciso il giudice sportivo.
Maurizio Laudi ha inoltre inflitto due diverse ammende, la prima di 5 mila euro aggiunta alla squalifica del campo, la seconda di 7 mila per gli altri fatti commessi dai tifosi dell'Olimpico domenica scorsa: "Esplosione di petardi, accensione di bengala e fumogeni, lancio reciproco con tifosi avversari di bottigliette, aste e oggetti vari". Per questi episodi il Livorno pagherà 3 mila euro di ammenda. Il giudice sportivo, letti i rapporti del quarto uomo e del collaboratore dell'ufficio indagini ha ritenuto "evocativo del genocidio del popolo ebraico" lo striscione "Lazio-Livorno, stessa iniziale stesso forno" e "gesti apologetici del regime fascista" i saluti romani rivolti all'inizio del secondo tempo verso i tifosi avversari.
Rilevato che la Roma "è oggettivamente responsabile del comportamento dei propri tifosi, e che la sanzione proporzionata i fatti sopra descritti prevederebbe una squalifica del campo con l'obbligo delle porte chiuse per due giornate e una ammenda di 10 mila euro, il giudice ha dimezzato la pena. Questo dopo aver valutato le circostanze attenuanti, rappresentate dalle "concrete iniziative che la società medesima ha assunto nel corso della stagione per prevenire simili condotte". Laudi ha quindi ritenuto equo determinare la sanzione nella squalifica del campo per una giornata con relativo obbligo di disputare la partita a porte chiuse e le due ammende.
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solidarietà ai tifosi giallorossi!


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