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  1. #51
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    Il senso critico sorretto dallo scientismo (e non dalla scienza; quella vera) non è un dono divino da custodire, ma da combattere. Purtroppo, oggi, imbevuti di questo senso critico, basato sullo scientismo, sull'approssimazione ed, in generale, sul pregiudizio anticattolico, fa sì che la scuola non sia un luogo formativo. Ma trattasi degli effetti deleteri dell'insegnamento laico (v. QUI).
    Di qui, per riaffermare la vera radice dei valori, contro questi difetti segnalati, occorre ribadire la necessità dell'esposizione del Crocifisso, in ogni luogo pubblico.

  2. #52
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    uhm..si potrebbe essere d'accordo, in generale..
    il punto e' stabilire dove collochi la differenza tra scienza e scientismo.
    e in ogni caso non si vede il rapporto con la necessita' di esporre il Crocifisso in ogni luogo pubblico.
    La scienza diventa scientismo (in senso dispregiativo) quando pretende di attribuire alle affermazioni scientifiche un valore assoluto e universale che esse, in quanto legate all’esperienza che è sempre particolare, non possono avere e non pretendono di avere. Detto in altre parole, quando la scienza pretende, ad es., che sia vero ed esistente solo quanto può essere esaminato dalla fisica o da altra scienza umana.
    Quanto al legame col Crocifisso, appare evidente, laddove questo simbolo dà fastidio a questa mentalità scientista che è tipica dei laicisti, i quali, impacchettati nei loro schemi, non possono cogliere il senso profondo di quel segno, se non scuotendo la testa ed affermando che si tratta di follia e scandalo.

  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    beh..attento Mappo Tappo...il senso critico e' un (ri)portato della cultura scientifica notoriamente avversata, per molto tempo, da vasti e influenti settori della Chiesa..
    perche' si pone fatalmente in contraddizione con il principio di Autorita'..

    beninteso...per me e' un dono, io lo considero un dono divino da custodire e usare, perche' prodotto della libera intelligenza dell'uomo ,spesso vilipeso in nome di certi dogmatismi religiosi e non...e in assenza del quale saremmo ancora qui a credere che Eva sia effettivamente nata da una costa (la XII?) di Adamo...
    E lo scientismo ribalta appunto il concetto di senso critico; imponendoti di credere che non è vero quanto hai appena citato; in questo senso Mappo Tappo ha pienamente ragione; sono d'accordo con Augustinus che ha preso a riferimento lo scientismo, per dimostrare come questo influenzi davvero la scelta o meno di rifiutare il crocifisso; perchè la cultura laicista proprio per via dello scientismo si ritiene superiore a chi non condivide la loro vulgata.

  4. #54
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    BENEDETTO XVI

    UDIENZA AL COLLEGIO DEGLI SCRITTORI DI "CIVILTÀ CATTOLICA"


    17 febbraio 2006

    Cari Scrittori del Collegio della Civiltà Cattolica!

    Sono lieto di accogliervi insieme con tutti coloro che in varie forme collaborano con voi. Conosco e apprezzo l'opera che la Rivista svolge a servizio della Chiesa dal 1850, quando il mio Predecessore di venerata memoria, il beato Pio IX, la istituì "in modo perpetuo", dotandola di un particolare Statuto, nel quale è stabilito uno speciale legame con la Santa Sede. Vi è in ciò l’espressione di una particolare fiducia nei confronti della Rivista da parte dei Pontefici miei Predecessori, ma vi è anche l’appello alla vostra fedeltà nei confronti delle direttive della Santa Sede. Pur nel tumultuoso mutare delle contingenze storiche, tale legame non è mai venuto meno, come mostrano gli attestati di benevolenza che i Romani Pontefici hanno espresso alla Rivista nei suoi 155 anni di vita. In tali documenti, infatti, emerge l'interesse con cui essi hanno seguito e seguono il lavoro della Civiltà Cattolica, riconoscendone l'utilità per il bene della Chiesa ed apprezzandone la costante fedeltà alle direttive del Magistero.

    In questo nostro tempo in cui il Signore Gesù chiama la sua Chiesa ad annunciare con nuovo slancio il Vangelo di salvezza, non ci si può tuttavia dispensare dalla ricerca di nuovi approcci alla situazione storica in cui oggi vivono gli uomini e le donne, per presentare ad essi in forme efficaci l'annuncio della Buona Notizia.
    La Civiltà Cattolica, per essere fedele alla sua natura e al suo compito, non mancherà, pertanto, di rinnovarsi continuamente, leggendo correttamente i "segni dei tempi". In realtà, oggi va sempre più affermandosi una cultura caratterizzata dal relativismo individualista e dallo scientismo positivista; una cultura, quindi, tendenzialmente chiusa a Dio e alla sua legge morale, anche se non sempre pregiudizialmente avversa al cristianesimo. E’ grande perciò lo sforzo che i cattolici sono chiamati a compiere per sviluppare il dialogo con la cultura odierna e aprirla ai valori perenni della Trascendenza.

    E’ uno sforzo in cui il credente si avvale degli strumenti offerti dalla fede e dalla ragione: strumenti a prima vista poco adeguati, ma resi efficaci dalla potenza di Dio, che segue strade lontane dal potere e dal successo. D'altra parte, non va dimenticato che oggi nel mondo ci sono anche tanti segni di speranza, frutto dell'azione dello Spirito nella storia. Tali sono, ad esempio, la nuova sensibilità per i valori religiosi da parte di tanti uomini e donne, la rinnovata attenzione nei confronti della Sacra Scrittura, il rispetto dei diritti umani in misura ben maggiore di quanto avveniva anche in un passato recente, la volontà di dialogo con le altre religioni. In particolare, la fede in Gesù può aiutare molti a cogliere il senso della vita e dell'avventura umana, offrendo loro quei punti di riferimento che spesso mancano in un mondo tanto frenetico e disorientato.

    Ecco, allora, dove si colloca la missione di una rivista di cultura come La Civiltà Cattolica: partecipare al dibattito culturale contemporaneo, sia per proporre, in modo serio e nello stesso tempo divulgativo, le verità della fede cristiana in maniera chiara e insieme fedele al Magistero della Chiesa, sia per difendere senza spirito polemico la verità, talvolta deformata anche attraverso accuse prive di fondamento alla comunità ecclesiale. Come faro sulla strada che La Civiltà Cattolica è chiamata a percorrere vorrei indicare il Concilio Vaticano II. Le ricchezze dottrinali e pastorali che esso contiene - e, soprattutto, l’ispirazione di fondo - non sono state ancora assimilate appieno dalla comunità cristiana, anche se sono passati 40 anni dalla sua conclusione. Indubbiamente esso ha dato alla Chiesa un impulso capace di rinnovarla e di disporla a rispondere in modo adeguato ai problemi nuovi che la cultura contemporanea pone agli uomini e alle donne del nostro tempo. D'altra parte, il Vaticano II è stato integrato da numerosi documenti dottrinali e pastorali, che la Santa Sede e le Conferenze Episcopali di molte nazioni hanno pubblicato sui problemi sorti recentemente. Essi costituiscono una fonte sempre viva a cui La Civiltà Cattolica può attingere nel suo lavoro. Si tratta di divulgare e sostenere l'azione della Chiesa in tutti i campi della sua missione. Un particolare impegno la Rivista deve porre nella diffusione della Dottrina sociale della Chiesa, uno dei temi che durante i suoi 155 anni di vita essa ha più ampiamente trattato.

    Desidero concludere questo nostro incontro confermando la fiducia della Santa Sede verso la vostra Rivista, nella certezza che tutti i suoi redattori e collaboratori, sull'esempio di coloro che li hanno preceduti, sapranno corrispondere a tale fiducia con gioiosa fedeltà e spirito di servizio. Mentre affido a Maria, Sede della Sapienza, l'opera de La Civiltà Cattolica, imparto a tutti voi, redattori e collaboratori della Rivista, come anche a tutti i suoi affezionati lettori, una speciale Benedizione Apostolica.

  5. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    si'...in realta' e' propria della ragione scientifica la pacatezza argomentativa , la repulsione per voli pindarici, la costruzione logica...
    ed'e' talmente vero che la stessa Chiesa, oggi, si avvale del contributo degli scienziati e di questa loro propensione alla concretezza e all'analisi razionale..allorche' si tratta di verificare se certi fenomeni siano inquadrabili nella possessione demoniaca o in qualche patologia psichiatrica...
    se stessimo ai criteri di un tempo l'epilessia sarebbe tutta da ascrivere alla possessione demoniaca con i risultati che sappiamo..
    parimenti nello studio dell'estasi mistica..e nella sua definizione entrano in gioco criteri scientifici..fisiologici e neurofisiologici in particolare..lo sapevi?
    qundi, stando al tuo arogmentare, la deriva scientista avrebbe contaminato la Chiesa...

    la repulsione della scienza e dell'arogmentare razionale produce guasti che si possono verificare negli sproloqui di caterina, ad esempio...
    La deriva scientista, a cui allude anche il Papa, essendo una mentalità mondana può avere contagiato anche uomini di Chiesa, ma non la Chiesa, soprattutto nel suo Magistero Supremo, che è quello del Papa, che, per fede, si crede immune da errori di fede e di costumi.
    Ciò detto, come ho avuto modo di argomentare altrove, certi fenomeni è vero che potrebbero essere descritti "scientificamente", presentando tratti comuni, da un punto di vista medico, fisico, epistemiologico, a certe patologie. Tuttavia, da questi fenomeni se ne distinguono ampiamente ed ontologicamente. Ad es., troppo banale e fuorviante è interpretare l’accesa sensualità del linguaggio mistico come manifestazione di una libido repressa, di una femminilità soffocata e malamente aggiogata al carro della fede. Dietro l’imitatio Mariae o la sponsa Christi non si cela un inappagato erotismo materno o nuziale, così come dietro il digiuno esasperato non si agita il fantasma, più o meno edipico, delle moderne anoressiche. Le audaci metafore amorose, che tanto imbarazzo hanno suscitato nei padri spirituali e che ancora solleticano la morbosità di coloro che poco o nulla conoscono della mistica, unitamente alle metafore legate alla sfera alimentativa, altro non sono che l’espressione immediata, illetterata se si vuole, ma proprio per questo capace di ridare linfa vitale alla lingua, dell’esperienza sconvolgente dell’unione con Dio, con il Tutto.
    In altre parole, lo scientismo è proprio quello tipico che liquida certi fenomeni come patologie nevrotiche o psichiatriche, non riuscendo ad andare al di là del proprio naso e, soprattutto, esprimere un giudizio solo dopo aver esaminato il caso. Di persona. Come sarebbe, di solito, buona norma.

 

 
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