DOSSIER MITROKHIN
Cristhoper Andrew, docente di Cambrige e autore del libro sul dossier
Mitrokhin, conferma l'esitenza dei flussi finanziari al deputato Armando
Cossutta. Intanto continua la caccia al ministro spia del KGB.
A quanto pare proprio Cossutta sarebbe stato il punto di riferimento
politico dei Sovietici anche negli anni in cui il PCI si stava distaccando
dalla politica del PCUS con Berlinguer, anche se continuava a prenderne le
sovvenzioni.
Ecco un interessante articolo del quotidiano "La Repubblica":
Ricostruito il passaggio di denaro dall'Urss al partito di Botteghe Oscure
dal '70 al '77
In questo modo Mosca finanziava il Pci
di ANTONELLO CAPORALE
ROMA - Ventitré milioni e 300 mila dollari in sette anni. Dal '70 al '77
questa è la cifra versata dai sovietici ai comunisti italiani, secondo
quanto si ricava dal "rapporto Impedian numero 122" del dossier Mitrokhin.
Ventitrè milioni di dollari, con un andamento irregolare negli anni,
corrisposti nel giardino della villa dell'ambasciatore dell'Urss a Roma
nelle mani, in una prima fase, di Anelito Barontini, funzionario del partito
e uomo al quale Armando Cossutta, che sovraintendeva al flusso finanziario
delegava le delicate funzioni.
E' Cossutta che tiene i conti, Cossutta che chiede di aumentare i
finanziamenti (nel 1970, poi nel 1974), sempre Cossutta che viene convocato
all'ambasciata da Rizhov, l'ambasciatore, funzionario del comitato centrale
del Pcus, e da Genrikh Pavlovich Smirnov, primo segretario dell'ambasciata,
funzionario del dipartimento internazionale del Pcus al momento in cui i
dollari giungono in Italia. Chi riceve i soldi (Barontini) firma le ricevute
e va.
L'informativa descrive meticolosamente le modalità del trasferimento del
danaro. Da Mosca arriva al "Centro" del Kgb romano la notizia della
disponibilità della somma. L'ambasciatore o il primo segretario lo comunica
a Cossutta. L'esponente politico allerta Barontini, in codice col nome
"Klaudio", che deve effettuare la delicata missione di trasporto. Si legge d
al rapporto: "Si trattava di un metodo da lungo tempo sperimentato. Si
riteneva poco intelligente coinvolgere il residente del Kgb nel caso
esistessero dei funzionari del controspionaggio nei ruoli guida del Pci". Si
voleva dunque evitare l'ipotesi, quantunque remota, di essere intercettati
da funzionari di Botteghe oscure al servizio del controspionaggio italiano e
perciò nemici. E allora si conveniva di realizzare l'operazione secondo
modalità sperimentate, che il rapporto illustra: "L'operazione (avveniva) in
serata nei giardini della villa dell'ambasciata sovietica. "Klaudio" doveva
entrare in macchina nei giardini dopo aver effettuato controlli di
controsorveglianza". Bisognava infatti "concludere l'operazione nella villa
e non in città", perchè dava meno nell'occhio, "era normale per funzionari
del Pci capitare nella villa ...". "Klaudio" raggiungeva l'ambasciata da
solo alla guida, con una macchina di scorta del partito che lo seguiva e che
provvedeva a tutelare la sua incolumità fino alla destinazione finale.
Ciò nonostante i sovietici ritengono ad alto rischio l'operazione. Nel '76
il Kgb, in un incontro con Guido Cappelloni, si decidono altri sistemi per
garantire la sicurezza e la riservatezza del trasbordo. Il luogo convenuto
non è più l'ambasciata, ma zone presumibilmente esterne alla residenza
diplomatica. L'area viene bonificata congiuntamente da sovietici e italiani:
due auto, una del Kgb e l'altra di Botteghe oscure fanno opera di
"controsorveglianza". Malgrado l'aumento dell'attenzione il Kgb insiste
perchè la frequenza della consegna dei dollari sia ridotta a 2-3 volte l'
anno, invece che ogni due mesi. E' Vladimir Zagladim, uomo del Pcus, a
indicare le diverse modalità di pagamento, garantendo che il saldo finale di
quanto convenuto non muta.Anche i sovietici vengono burlati dai falsari. Nel
1969 (ma il rapporto non indica la somma stanziata in quell'anno) e nel 1972
molti biglietti da 100 dollari risultano falsi. Ci sono i soldi, ma ci sono
anche le aziende con una sostenuta attività di export. Infatti in quegli
anni il rapporto finanziario con Mosca si articola anche in varie società
commerciali, partecipate dal Pci, che hanno in Urss quote importanti del
fatturato. Attività descritte così nel dossier: "Distribuzione di petrolio
dall'Urss all'Italia attraverso il gruppo Monti; acquisto di tre
trasportatori di ammoniaca dalla società Efim-Breda; costruzione di alberghi
in Urss; fornitura di componenti atomiche; cooperazione ad ampio raggio con
la società Finmeccanica...". Anche i socialisti del Psiup hanno chiesto e
ottenuto attenzione economica dal Kgb. Quasi quattro milioni di dollari
(rapporto numero 126), tra il 69 e il 72, sono giunti nelle casse del
Partito socialista di unità proletaria, consegnati a Francesco Lami, nome in
codice "Aleksandr".
La fonte è un ex agente, "di provata affidabilità". E, con il Psiup, pure i
comunisti di San Marino hanno ricevuto un po' di sollievo: 100mila dollari è
il conto tra il '70 e il '77. (12 ottobre 1999). Esistono ancora documenti
più dettagliati, alcuni riportati fedelmente nel libro di Mario Riva, edito
da Mondadori, intitolato "Oro da Mosca" .
Il settimanale panorama inoltre pubblica un'interessante tabella con i
dettalgi dei finanziamenti:Sono da anni a disposizione dei Magistrati della
Procura della repubblica di Roma i dossier e i documenti originali inviati
dalla magistratura russa, dopo la caduta del regime. A tutt'oggi non è stata
aperta ancora un indagine che abbia dato qualche risposta.
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