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  1. #1
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    Predefinito Cristiani in Terrasanta

    Dal "quotidiano dei Vescovi" cattolici italiani AVVENIRE del 25 gennaio 2006, un articolo sulle discriminazioni anticristiane nei territori palestinesi.....


    " I CRISTIANI STRETTI NELLA MORSA: TENTATI DALL'ASTENSIONISMO»

    di Luigi Geninazzi



    Se Hamas andrà al governo introdurrà la Jizya, la tassa che dovevano pagare i cristiani all’epoca del Califfato? L’inquietante interrogativo ha avvelenato gli ultimi giorni della campagna elettorale a Betlemme, la culla del cristianesimo divenuta roccaforte degli estremisti islamici.
    Il timore che si voglia ripristinare l’antico balzello sugli “infedeli” è stato rilanciato dalle colonne dell’autorevole quotidiano americano Wall Street Journal in seguito ad un’intervista con un esponente di Hamas. «Non è vero nulla» cerca di tranquillizzare Victor Batarseh, sindaco di Betlemme dal maggio dello scorso anno. Nel suo ufficio che dà sulla piazza della Natività tiene in bella mostra la foto del suo recente incontro in Vaticano con Benedetto XVI. Per decreto governativo il sindaco di Betlemme dev’essere un cristiano, mentre la giunta comunale è composta da 8 cristiani e 7 musulmani. Victor Batarseh, medico e uomo di cultura dall’inglese fluente, è un vecchio militante del Fplp (Fronte popolare per la liberazione della Palestina), l’organizzazione d’estrema sinistra d’ispirazione marxista. Più che con Hamas ce l’ha con quelli di al-Fatah. «Sono stati loro a montare la storia della tassa per i cristiani, usandola nella campagna elettorale per infangare i concorrenti di Hamas che hanno più volte smentito di voler introdurre la Jizya», spiega il sindaco. Era un tributo che i non musulmani dovevano versare allo Stato islamico in cambio della loro protezione. «Oggi nessuno vuole più tornare quei tempi, la Palestina sarà uno Stato laico e democratico», giura il dottor Batarseh.
    Ma, tassa o no, i cristiani palestinesi sono sempre più a disagio. Come tutti i loro connazionali sentono il peso dell’occupazione israeliana, chiusi in un ghetto circondato dal “muro di separazione” che taglia le colline attorno a Betlemme e sembra stritolare la città del Natale. «Nella lotta tra ebrei e musulmani ci sentiamo presi in trappola, incapaci di far emergere la nostra identità», dice Walid Shomali, giovane docente all’università di Betlemme e direttore del Centro palestinese per il dialogo fra le culture. Si definisce «un cristiano orgoglioso d’appartenere alla tradizione culturale araba e islamica» ma proprio per questo non nasconde i contrasti. «Basta con le menzogne pietose: non è vero che qui da noi, tra cristiani e musulmani, non ci sono problemi. Ce ne sono eccome! E non riguardano tanto la politica ma la vita quotidiana». Ricatti, offese, rapimenti, terre rubate e case occupate, è lungo l’elenco delle vessazioni contro i cristiani. Che in genere preferiscono subire in silenzio per non aggravare la propria situazione. Molti scelgono d’emigrare (a Betlemme i cristiani da tempo non sono più maggioranza, ridotti ormai ad un terzo della popolazione), bollati spesso come traditori della patria. Le loro case vengono subito occupate da islamici fanatici, mentre le autorità chiudono gli occhi. E se una ragazza cristiana va in sposa ad un musulmano deve convertirsi all’islam, ma ovviamente non è ammesso il contrario. «Verrebbe da dire che noi cristiani non conosciamo i nostri diritti – è l’amara confessione di Shomali. – In gran parte è colpa nostra: soffriamo di un complesso d’inferiorità, più ci sentiamo esclusi e più ci chiudiamo in un angolo. Invece i cristiani, pur essendo una minoranza, appartengono a questa terra e dovrebbero dirlo ad alta voce». Oggi si va alle urne ma i cristiani di Palestina sono tentati dall’astensionismo. A Betlemme, nelle elezioni municipali dello scorso anno, hanno votato meno della metà. E c’è anche chi, deluso e arrabbiato per il malgoverno dell’Anp, infilerà la scheda con i nomi dei candidati di Hamas. Meglio una tassa in più che la corruzione continua?
    "

    Shalom

  2. #2
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    Ecco cosa succede quando i cristiani invece di appoggiarsi ad Israele, ossia alla democrazia e alla libertà, si mettono dalla parte dei terroristi di Hamas e di una classe politica corrotta.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    Ecco cosa succede quando i cristiani invece di appoggiarsi ad Israele, ossia alla democrazia e alla libertà, si mettono dalla parte dei terroristi di Hamas e di una classe politica corrotta.
    Tutt'altro, se e' vero che Hamas ha incrementato i seggi per i cristiani.

    I cristiani hanno sindaci e ammistratori locali, peccato siano sempre supervisionati dall'esercito occupante.

    Ripeto in ivrit: occupante.

    Giovanni

  4. #4
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    Saranno aumentati i seggi per i crisitani, ma la condizione dei cristiani è peggiorata.

    E peggiora da almeno 30 anni. Come tutti sanno i cristiani stanno scomparendo dalla Palestina, emigrano o, forzatamente, si convertono all'islam, come spiega bene quell'articolo.

    E in tutto ciò i cristiani, dapprima hanno appoggiato i terroristi dell'OLP, con propri dirigenti, poi hanno appoggiato le leadership corrotte, fanatiche e terroriste.

    Mai nessuna voce in nome della libertà, della democrazia e della pace. La pace che parte dalla sicurezza per Israele.

    Del resto questo fenomeno di scristianizzazione è in atto in tutto il Medio Oriente, come dimostrano i dati delle vocazioni ecclesiastiche.

  5. #5
    SENATORE di POL
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    .........
    Del resto questo fenomeno di scristianizzazione è in atto in tutto il Medio Oriente, come dimostrano i dati delle vocazioni ecclesiastiche.

    Contento?

    Shalom

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi
    Contento?

    Shalom
    Perché questa domanda? Perché non interrogarsi sulle cause del fenomeno?

    Mi spiego: la politica della chiesa cattolica in Medio Oriente sembra non avvertire il problema democrazia e diritti degli individui.

    Sembra avvertirlo solo quando vengono intaccate le libertà religiose dei cattolici. Libertà sacrosante e per le quali battersi è giusto.

    Ma le libertà o sono tutte o non sono. Non si può rivendicare la libertà religiosa dei cattolici senza battersi per la democrazia, i diritti degli individui, le libertà civili.

    Invece le leadership cattoliche in Palestina hanno sostenute le leadership terroriste e corrotte. Non dimentichimo che tra i leader dell'OLP, nel momento di maggiore attività terrorista, figuravano parecchi cristiani.

    Spero che la chiesa cattolica di fronte all'avanzata di Hamas e alla crisi del cristianesimo in M. Oriente, capisca che se non ci si batte per le libertà democratiche e i diritti degli individui è destinata in quella regione.

  7. #7
    SENATORE di POL
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    Su Monsignor Cappucci e dintorni sono d'accordo.

    Shalom

  8. #8
    14/05/48 Schiavi di Sion
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    Perché questa domanda? Perché non interrogarsi sulle cause del fenomeno?

    Mi spiego: la politica della chiesa cattolica in Medio Oriente sembra non avvertire il problema democrazia e diritti degli individui.

    Sembra avvertirlo solo quando vengono intaccate le libertà religiose dei cattolici. Libertà sacrosante e per le quali battersi è giusto.

    Ma le libertà o sono tutte o non sono. Non si può rivendicare la libertà religiosa dei cattolici senza battersi per la democrazia, i diritti degli individui, le libertà civili.

    Invece le leadership cattoliche in Palestina hanno sostenute le leadership terroriste e corrotte. Non dimentichimo che tra i leader dell'OLP, nel momento di maggiore attività terrorista, figuravano parecchi cristiani.

    Spero che la chiesa cattolica di fronte all'avanzata di Hamas e alla crisi del cristianesimo in M. Oriente, capisca che se non ci si batte per le libertà democratiche e i diritti degli individui è destinata in quella regione.
    Lusingato del tuo interessamento per la sorte dei cattolici, disgustato dal perbenismo che non riconsce le elezioni in Austria (ricordi 4 anni fa), che contesta i risultati nelle Fiandre e che non capisce quanto Hamas sia radicato nella societa' palestinese...

    Fatele fare ai vostri amici liberal repubblicani o democratici le elezioni, ovunque in giro per il mondo potrebbero candidare trombati d'oro alla Al Gore, zombi alla Nixon o meteore alla Dukakis.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da giangaleazzo
    Lusingato del tuo interessamento per la sorte dei cattolici, disgustato dal perbenismo che non riconsce le elezioni in Austria (ricordi 4 anni fa), che contesta i risultati nelle Fiandre e che non capisce quanto Hamas sia radicato nella societa' palestinese...

    Fatele fare ai vostri amici liberal repubblicani o democratici le elezioni, ovunque in giro per il mondo potrebbero candidare trombati d'oro alla Al Gore, zombi alla Nixon o meteore alla Dukakis.
    Che dovrei riconoscere? Che Hamas è stato votato dai palestinesi stanchi di una leadership corrotta? E' sotto gli occhi di tutti.

    Ma tu ti accorgi che Hamas rappresenti un passo indietro che dubitavamo fosse ulteriormente possibile per i palestinesi?

    Contento tu di stare dalla parte dei terroristie dei fondamentaliti che mandano le ragazzine a farsi scoppiare negli autobus.

    Questo non è un bene né per la sparuta minoranza di cattolici in Palestina, né per gli ebrei, né per i musulmani.

    E non se ne sono accorti certo i cattolici/cristiani in Palestina, che invece di cercare di sviluppare istituzioni democratiche che vogliano la pace e le libertà dei cittadini, si appoggiano alle leadership palestinesi violente e corrotte.

  10. #10
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    Predefinito I patriarchi di Terra Santa chiedono ad Hamas pace e libertà religiosa

    Un messaggio firmato dai responsabili delle Chiese cristiane si congratula per la dimostrazione di democrazia offerta dai palestinesi. Pace per tutti coloro che vivono nella regione, siano musulmani, cristiani o ebrei.



    Gerusalemme (AsiaNews) - Pace per tutti coloro che vivono in Terra Santa, rispetto delle leggi e della libertà religiosa, specialmente in campo sociale ed educativo. E’ l’appello che i patriarchi ed i capi delle Chiese cristiane di Gerusalemme rivolgono ai “capi e componenti” di Hamas, all’indomani delle elezioni palestinesi.

    In un messaggio dedicato al voto e firmato dai responsabili delle Chiese cattoliche, ortodosse e protestanti di Terra Santa, i cristiani si felicitano con il popolo palestinese “per la dimostrazione di democrazia nelle recenti elezioni parlamentari”, esprimono “rispetto ed appoggio alla volontà del popolo” e si congratulano con gli eletti.

    “Il nostro messaggio, come capi delle Chiese cristiane – prosegue il documento - in questo momento della nostra storia è il messaggio della nostra fede e la nostra preoccupazione per tutto. Qualcuno può essere impaurito o preoccupato a causa della nuova situazione. Noi rispondiamo prima di tutto con le parole di Gesù Cristo: “non lasciate che i vostri cuori siano preoccupati o impauriti. “Vi lascio la pace, vi do la mia pace, una pace che il mondo non conosce”. Secondo: “Siate forti e siate risoluti”. Esortiamo il popolo palestinese a continuare a dare il loro contributo per costruire la loro storia quali che siano le difficoltà o gli ostacoli, interni o esterni”.

    “Preghiamo – scrivono ancora i vescovi - per tutti coloro che saranno al governo in questo difficile periodo ed offriamo la nostra cooperazione per il bene comune e le aspirazioni nazionali palestinesi, insieme con la causa della giustizia e della pace, seguendo una strada non violenta, sia nei rapporti esterni, che in uno Stato di diritto insieme con la piena libertà religiosa, specialmente in campo sociale ed educativo. Il nostro messaggio al governo di Hamas, capi e componenti, è il messaggio del Nostro Signore Gesù Cristo nel discorso della Montagna: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”.
    ”Chiediamo a Dio – termina il messaggio - di guidarci verso ciò che è bene per tutti e per questa Terra Santa con tutti i suoi abitanti, palestinesi ed israeliani, siano essi musulmani, cristiani o ebrei”.

 

 
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