Previti, Mannino e il premier: ecco le sentenze che saltano
03 Febbraio 2006
Il prosciogliemento di primo grado nel processo Sme - non più appellabile con la nuova norma - salva Berlusconi: è questo uno degli effetti calcolati della Pecorella. Ma nella sanatoria la compagnia è eccellente. Per il fedelissimo Cesare Previti infatti il processo per corruzione in atti giudiziari attualmente pendente in cassazione si annuncia in discesa: la prossima udienza è fissata per il 19 aprile, e allora la legge Pecorella potrà già essere applicata.
E Previti potrà chiedere se lo riterrà un ulteriore rinvio per integrare i motivi del ricorso in cassazione secondo l’art. 606 appena riscritto.
Ma a «ringraziare» potrebbe esere anche l’ex ministro Calogero Mannino. Infatti nella Pecorella è stata inserita anche una norma transitoria che estente l’inappellabilità anche a quegli imputati condannati in Appello con successivo annullamento e rinvio della sentenza sfavorevole di secondo grado. Precisamente il caso dell’ex esponente Dc, processato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa.
Mannino è stato assolto in primo grado, condannato in Appello, sentenza annullata dalla Corte per vizio di motivazione che ha rimandato le carte alla Corte d’Appello Palermo. Il nuovo dibattimento di secondo grado è ancora in corso, ma con la Pecorella che diventa legge quel processo è destinato a morire.
Mentre resuscita la sentenza di proscioglimento di primo grado.




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