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    Predefinito Orgoglio Repubblicano, di Ugo

    Orgoglio repubblicano

    Un partito antico e attualissimo sempre al
    servizio del Paese. I militanti, gli amici, i sostenitori che hanno assistito venerdì alla Conferenza programmatica al Capranica di Roma, in una misura superiore alle nostre migliori aspettative, si saranno accorti, dalla qualità delle presenze e dalla forza delle proposte, che il Partito repubblicano italiano è vivo ed in buona salute. E quindi è in grado anche di rilanciare quella funzione fondamentale che ha svolto nell'interesse nazionale per tutto il secondo dopoguerra e alla quale noi siamo rimasti legati: la capacità delle analisi, la potenzialità del progetto.



    La crisi della società italiana, all'interno della società europea, non ci spaventa. Siamo ancora in possesso di tutti gli strumenti necessari per fronteggiarla e risolverla, e questo principalmente perché abbiamo garantito una riserva fondamentale alla vita democratica del Paese, quale è il nostro partito. E' stato un giorno di legittimo orgoglio e non potremmo indulgere in falsa modestia.

    A ridosso della crisi energetica dovuta alle restrizione del gas russo, vi sono state forze politiche che hanno accusato il governo di non avere un piano energetico all'altezza delle incombenze. I Verdi fra tutti, ad esempio. Ma solo il Partito repubblicano ha avuto il coraggio, in anni cruciali, di denunciare l'errore fatale di abbandonare la ricerca del nucleare, in preda come si era (e il primato spetta sempre ai Verdi) ad un'isteria spropositata per il disastro di Cernobyl. E con calma, allora, sapemmo dire che si stavano minando, con quella scelta, le possibilità stesse di sviluppo futuro del Paese.

    Oggi un piano energetico degno di questo nome deve riprendere il filo interrotto della ricerca nucleare e sconfiggere il tabù oscurantista che ha gravato in tutti questi anni fino a condurci nelle attuali difficoltà . Il Pri ha la giusta cognizione di causa su tali problemi, e ci fa piacere che questa maggioranza - il presidente del Consiglio innanzitutto - non abbiano esitazioni in merito. Questa è una strada che va imboccata immediatamente e la nostra Conferenza l'ha indicata con chiarezza.

    E non solo. Perché il problema energetico è tutt'uno con il problema economico. La Malfa ha illustrato, nel suo intervento, l'impoverimento delle risorse europee all'indomani della crisi del sistema coloniale. La sola ridistribuzione del reddito non è sufficiente a garantire quel sistema sociale che ha caratterizzato un benessere diffuso nel Vecchio Continente anche fra le classi meno agiate. E non è nemmeno più sufficiente una semplice politica di rigore, per quanto questa debba essere comunque necessaria. Occorre smaltire i costi dello Stato, che sono ormai eccessivi, e occorre, di converso, produrre ricchezza. Per farlo bisogna puntare sul rafforzamento delle imprese e quindi servono innovazione e concorrenza. In una sola parola: liberalizzazioni. E il segretario del Pri, Francesco Nucara, aprendo i lavori di venerdì ha detto che il nostro programma economico è essenzialmente la realizzazione del Piano di Lisbona, ossia una ricetta per aumentare la competitività del nostro sistema imprenditoriale.

    Una proposta che la Conferenza, come vedremo dalla prossima pubblicazione degli interventi sul nostro giornale, e da quelli che già riproduciamo oggi, ha chiarito esaurientemente, e che pone anche l'esigenza di una scelta di linea politica.

    Noi l'abbiamo vista per tempo, già nel 2001 a Bari, quando optammo per stare con questa maggioranza di governo. La quale può essere criticata, non c'è dubbio: non sempre è stata al passo con le nostre aspettative e forse ha anche commesso degli errori. Ma di certo si è mossa nella direzione giusta e soprattutto ha lasciato che il Pri vi esercitasse un ruolo positivo, che può ulteriormente rafforzarsi nei prossimi anni. E questo a fronte di una coalizione, quella del centrosinistra, che non è nemmeno in grado di comprendere il valore della legge Biagi (che pure ha consentito una ripresa occupazionale importante nel Paese), mentre magari si perde in discorsi sul senso etico della proprietà privata.

    Quando la congiuntura è così delicata - e lo è in modo evidente - bisogna stare bene attenti a non far mancare una risposta degna di un grande Paese dell'Occidente che sa valorizzare il mercato e tutti i suoi effetti, che non ha paura del capitalismo, ma si preoccupa di regolarizzarlo. Certo sviluppandolo, e non mortificandolo per superarlo non si sa verso quali obiettivi.

    Sembrerebbe quasi una cosa elementare. Ma per buona parte delle forze politiche italiane dell'opposizione, purtroppo, non è così.

    Roma, 3 febbraio 2006
    .................................
    tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
    http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=2084

  2. #2
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    ELEZIONI/ BERLUSCONI: NUCARA E LA MALFA CANDIDATI IN LISTE FI
    "Vorrei dirvi altri nomi, ma me l'hanno impedito..."


    Roma, 3 feb. (Apcom) - "Sono onorato di avere nelle liste di Forza Italia Francesco Nucara e Giorgio La Malfa. Avrei voluto dirvi altri nomi ma mi è stato impedito". Con queste parole, intervenendo all'assemblea programmatica del partito Repubblicano, Silvio Berlusconi ha annunciano che i due leader dell'Edera correranno con gli 'azzurri' in occasione delle prossime elezioni politiche.

  3. #3
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    Predefinito tratto da La Gazzetta del Sud 4 febbraio 2006

    l'annuncio del premier alla conferenza dei repubblicani
    Nucara e La Malfa alle elezioni saranno nelle file di Forza Italia

    Teresa Munari

    ROMA – Per il segretario nazionale del Pri Francesco Nucara, i cinque anni di alleanza corretta e leale verso la Casa delle libertà, hanno finalmente sortito un altrettanto esemplare risultato. Nel concludere la conferenza programmatica che i repubblicani hanno organizzato ieri al Teatro Capranica per aprire ufficialmente la loro campagna elettorale, Silvio Berlusconi ha detto ciò che tutti si aspettavano: «Sono onorato di avere nelle liste di Forza Italia Francesco Nucara e Giorgio La Malfa». Ormai è, dunque, sicuro: i candidati del partito dell'Edera (che la segreteria nazionale gestita da Nucara, vice ministro all'Ambiente per tutta la legislatura, ha fatto crescere dallo 0,3 del 2001 allo 0,7- 0,8, secondo gli ultimi sondaggi, ma sempre troppo poco che superare lo sbarramento, correranno alla Camera nelle liste di Forza Italia. Si è chiusa così questa lunga giornata trascorsa nell'attesa di Berlusconi che è arrivato, puntuale come previsto, alle 17,30. Nel corso della giornata erano stati toccati temi interessanti, dalla politica estera a quella ambientale ed energetica, alle scelte economiche che possono far ripartire lo sviluppo; argomenti trattati da personaggi di grande respiro come Fabrizio Barca, Paolo Savona, Francesco Ferrante, oltre naturalmente le relazioni sui temi di base del ministro La Malfa per le Politiche comunitarie e del viceministro all'Ambiente Nucara per i temi energetici. Ma il pensiero dei repubblicani, numerosissimi quelli arrivati alla Calabria, era sempre lì fisso a interrogarsi se alla fine avrebbero poi visto di persona Berlusconi. E le attese non sono andate deluse. Gustoso e irrituale il discorso introduttivo di Nucara: «Ringrazio il presidente per aver accettato il nostro invito – ha detto – e a questo punto gli suggerisco, d'ora in poi, di lasciar perdere i sondaggi... che ci danno ai decimali dello zero, ma presidente, basta guardare questa sala, per convincersi che i sondaggi sbagliano e che i repubblicani sono davvero tanti». Poi, fra gli applausi, lo compiace ancora ripetendo che il discorso delle tre punte nella Cdl non esiste. «Nella Cdl c'è un solo candidato leader, e si chiama Silvio Berlusconi». E fra gli applausi gli regala la bandiera con l'Edera. «L'unica – replica Berlusconi stringendola – che non ha mai cambiato simbolo». Ancora applausi: è il momento del premier, ma dal palco sente il pubblico troppo lontano e allora afferra il microfono e scende in platea. «Vengo fra voi per darvi da vicino gli strumenti che ci serviranno in questa campagna elettorale per controbattere una stampa e una tv che pende a sinistra». Ripete così i risultati del suo governo: infrastrutture, riforme, leggi, tutto nel periodo più triste di questa Repubblica che ha registrato due guerre (Afghanistan e Irak) e la caduta delle Torri Gemelle, ma senza prendere una sola lira dalle tasche degli italiani. «Non come ha fatto Amato che prelevò i soldi sui conti correnti degli italiani, né come ha fatto Prodi con l'eurotassa che nessuno ci ha mai restituito». Poi l'annuncio delle candidature e lì la platea potrebbe anche esplodere. La festa è finita, la gente sfolla. Dunque Nucara sarà candidato in Calabria? «Berlusconi ha solo detto che correrò nelle liste di Forza Italia – precisa Nucara – ma tranquilli, non ha detto dove».

  4. #4
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da brunik
    ELEZIONI/ BERLUSCONI: NUCARA E LA MALFA CANDIDATI IN LISTE FI
    "Vorrei dirvi altri nomi, ma me l'hanno impedito..."


    Roma, 3 feb. (Apcom) - "Sono onorato di avere nelle liste di Forza Italia Francesco Nucara e Giorgio La Malfa. Avrei voluto dirvi altri nomi ma mi è stato impedito".

    Ma c'e' un errore di battitura o cosa?
    " Mi e' stato impedito" ... ?


 

 

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