si parla di Treviso...conoscete qualche allevatore coinvolto in questa sporca storia?
dalla provincia di cremona:
A Cuneo. La Procura di Saluzzo ha chiuso le indagini su sette anni di frode. Coinvolti 508 clienti dell’ex senatore leghista
Latte in nero, accusato Robusti
Al leader dei Cobas contestata una truffa da 130 milioni di euro
Già senatore della Lega, il leader dei Cobas del latte, Giovanni Robusti, di Torre de’ Picenardi, sarebbe il capo di una «associazione per delinquere finalizzata a truffe aggravate, falsi in bilancio» e altri reati economici. L’associazione avrebbe sottratto alle casse dello Stato e dell’unione europea 130 milioni di euro, ‘dribblando’ la legge sulle quote latte. Lo sostiene la Procura di Saluzzo (Cuneo) che ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a otto imputati, fra i quali l’ex senatore del Carroccio.
L’inchiesta è strettamente collegata al troncone delle istruttorie milanesi sulle scalate bancarie: il troncone Credieuronord, banca nell’orbita di Umberto Bossi e della Lega, di cui Robusti è dall’aprile 2004 nel consiglio di amministrazione, salvata dal crak nell’autunno di quell’anno dall’ex amministratore delegato di Bipielle Gianpiero Fiorani. Secondo il procuratore di Saluzzo, Maurizio Ascione, la rete di società organizzata dalleader dei Cobas avrebbe consentito a 508 produttori di latte di frodare per sette anni consecutivi, dal 1998 al 2004, i limiti (quote) imposti all’Italia dalle norme comunitarie. Il latte in eccesso sarebbe dunque stato venduto in nero a cooperative di comodo che ne pagavano il prezzo attraverso finte consulenze. L’associazione di Robusti avrebbe così suddiviso i 130milioni di profitti illeciti. L’indagine della Guardia di Finanza, battezzata «Black milk», latte in nero, era nata dalla scoperta di società con sede a Saluzzo con nomi simili (Coop Latte Savoia Uno, Savoia Due, Savoia Tre...), che acquistavano dagli allevatori il latte in esubero, poi rivenduto ai caseifici. Dopo il 2003, con i nuovi controlli previsti dal decreto Alemanno, la grande truffa delle quote latte sarebbe continuata con il sistema delle cessioni di crediti anticipati dalla Finanziaria Giovanni Robusti spa (Fgr) con sede a Treviso, area d’azione del leader dei Cobas, che è ora è anche accusato di esercizio abusivo di attività bancaria. Tempo fa il presidente regionale della Cia del Piemonte, unitamente ai presidenti regionali di Associazione dei Produttori del Latte, di Confagricoltura e Coldiretti, aveva sottoscritto un esposto in Procura a Torino contro le cooperative denominate «Savoia», che nell’annata 2003-2004 erano al sesto posto per volume di latte acquistato tra i primi acquirenti di latte in Italia, con una quota superiore a quella di un colosso del settore come la Granarolo. Chiusa l’inchiesta sull’associazione per delinquere, nei prossimi mesi le Fiamme gialle chiuderanno le indagini sui 508 beneficiari del meccanismo di Robusti: si tratta di produttori di latte padano, per lo più elettori del Carroccio di Torino, Cuneo, Mantova e Verona. Intanto, i pm milanesi, che hanno elogiato, definendolo «eccezionale», il lavoro svolto dalla piccola procura di Saluzzo, proseguono l’indagine sul riciclaggio di una parte del bottino proprio attraverso la Credieuronord, salvata dal fallimento da Fiorani. Un «salvataggio» da molti indicato come il prezzo imposto all’ex numero uno di Bipielle dal governatore Fazio per ottenere l’appoggio politico della Lega. Ma il quadro ora disegnato dalle indagini è più complesso: furono gli uomini di Fiorani a segnalare agli inquirenti i primi sospetti di riciclaggio delle quote latte scoperto a Cuneo. E fu una ispezione di Bankitalia a indicare Robusti come uno dei «soggetti in sofferenza» premiati dai «crediti facili» di Credieuronord. (f.mo.)




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