Fabrizio Quattrocchi, l’italiano ucciso in Irak dai terroristi islamici ai quali urlò in faccia: vi faccio vedere io come muore un italiano, non era un mercenario.
Lo ha stabilito il tribunale di Genova che ha archiviato l’inchiesta.
Ci sono voluti quasi sei anni (era il 14 aprile 2004) per stabilire ciò che era apparso subito ovvio.
E cioè che Quattrocchi era in Irak a lavorare (faceva la scorta al personale civile anche americano) ed è stato vittima innocente degli integralisti islamici che dopo averlo fatto prigioniero gli spararono un colpo alla nuca.
Chissà se ora arriveranno le scuse di tutti quelli che a sinistra infangarono la sua memoria definendolo un mercenario al soldo di un Paese estero.
Tra questi spiccò per ferocia di giudizio Giuliana Sgrena, giornalista del Manifesto, anche lei rapita e la cui liberazione costò la vita all’agente del Sismi Nicola Calipari.
Non ci speriamo: la stagione dell’odio che stiamo vivendo ha radici lontane e profonde.
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Questo come rispettoso ricordo!
saluti




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