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  1. #1
    WHY SO SERIOUS?
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    06 Mar 2005
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    ASCOLI PICENO. CERTI UOMINI NON CERCANO QUALCOSA DI LOGICO, COME I SOLDI. NON SI POSSONO NE' COMPRARE NE' DOMINARE. NON CI SI RAGIONA E NON CI SI TRATTA. CERTI UOMINI VOGLIONO SOLO VEDER BRUCIARE IL MONDO.
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    Predefinito La Cambogia dei crani fracassati 1975/1979

    17 aprile 1975 : Per l’efferatezza dei suoi metodi di governo, riuscì a portare la disintegrazione della società cambogiana a livelli tali da dare origine a una catastrofe umana senza precedenti… (…) a memoria umana nessun’altra rivoluzione si è espressa con tale violenza e tale rabbia distruttiva. Nessun’altra rivoluzione è ricorsa a dei mezzi cosi radicali per realizzare l’egualizzazione della società. Essa infatti soppresse il denaro, la proprietà privata, il commercio, la libertà di spostamento, la scrittura; distrusse i libri, i documenti storici, i monumenti del passato; il sistema di istruzione fu sostituito dalla obbligatoria partecipazione di tutti alle sedute di indottrinamento. Essa soppresse le relazioni umane, eliminò tutte le istituzioni sociali, compresa la famiglia…
    Il tema in questione riguarda il genocidio di matrice storica comunista, perpetrato in Cambogia per mano dei khmer rossi. Nel corso di questa rivoluzione comunista la società venne divisa in cinque classi sociali, a capo delle quali vi era l’Angkar, ossia “l’Organizzazione”, controllata e gestita dalle menti più pericolose di tale movimento, tra le quali spiccavano la carismatica, quanto assurda, figura di Saloth Sar, nome di battaglia Pol Pot (l’Amato Grande Fratello) e quella di un altro leader, Khien Sampham, che così osò definire il suo accostamento alla ideologia comunista: “I miei studi e la mia esperienza mi convinsero che l’unico modo di realizzare in generale i nostri ideali, ed in particolare ricostruire il nostro antico sistema agricolo, era il socialismo. Così divenni comunista. Per convinzione obiettiva e non per un sogno ad occhi aperti.” (1980)
    Ad occupare l’ultimo posto di questa scala gerarchica , il cosiddetto “sotto-popolo” e i traditori. Del sotto-popolo faceva parte gente istruita e intellettualmente libera da manipolazioni; poiché colta, e perciò in grado di scindere il giusto dall’ingiusto, la libertà dall’incombente ed invadente oppressione comunista, erano considerate scomode e pericolose personalità, ed in quanto tali, andavano eliminate.
    Vi è, a riguardo, un‘importante considerazione da farsi: il tasso di mortalità più alto fu raggiunto dalla fascia di persone che avevano avuto la fortuna di godere di un’istruzione superiore, ma, sottolineiamo che in questa fascia rientravano anche la maggior parte dei khmer rossi, compreso il loro leader Pol Pot.
    Le tecniche di eliminazione seguirono un crudele rituale, largamente praticato, il fracassamento dei crani a colpi di martello, per il sadico gusto di veder zampillare caldi fiotti di sangue, rosso tanto quanto il colore della propria ignobile fede ideologica. Le statistiche dei vari metodi comunisti di sterminio parlano da sole (fonte: Marek Sliwinski, 1995):
    crani fracassati: 53,1%
    con armi da fuoco: 28,6%
    impiccati: 6,1%
    sgozzati: 5,1%
    picchiati a morte: 5,1%
    giustiziati in pubblico: 2%
    (la minoranza cattolica sopportò un tasso di sterminio del 41,7% del totale).
    Si badò, a quanto pare, al risparmio di munizioni, utilizzate invece per l’eliminazione rapida di personaggi scomodi, facenti parte dell’amministrazione precedente i khmer rossi. Ma per un cosi elevato numero di esecuzioni manuali non si dovrebbe aver bisogno di un elevato numero di boia? Naturalmente. La pedagogia criminale prevedeva il reclutamento di giovani menti malleabili da poter indottrinare, per indurli a compiere atroci torture, senza subire alcun turbamento psichico e morale; non tutti ne erano capaci, e per chi non ci riusciva, il suo destino era già segnato…
    Per una migliore immedesimazione, riporto la testimonianza, dai macabri contenuti, di Oum Parany, uno dei sei sopravvissuti nella terribile prigione di Tuol Sleng. Torturato da ragazzini di età compresa tra i dodici ed i quindici anni, che sostenevano di divertirsi a giocare “con lui”, o meglio, “su di lui”, sulla sua pelle; ricordiamo ancora nelle memorie del principe Norodam Sihanouk (1979) che, giovanissime guardie, situate di fronte alla sua residenza, trascorrevano il tempo, e godevano, ad infliggere ad animali squallide torture, per testare la loro sofferenza e resistenza; mentre nei loro archivi, scoperti dopo la resistenza, che contenevano la contabilità mortuaria, scegliendo quella di un giorno qualunque, si poteva leggere: “oggi uccisi 178 nemici, di cui 168 bambini”.
    I fecondi frutti della rivoluzione comunista non potevano restare indifferenti a Mao Tse-Tung (leader comunista cinese) il quale, il 21 giugno del 1975, data del suo incontro con Pol Pot, affermò: “voi siete riusciti in un sol colpo dove noi con le nostre masse abbiamo fallito” (Quinn 1982). Successivamente Pol Pot ebbe modo di contraccambiare il complimento, nella commemorazione della morte di Mao, ricordandolo come : “il più eminente maestro, dopo Marx, Engels, Lenin e Stalin…”
    Nel frattempo il suo slogan continuava ad essere “meglio arrestare 10 persone innocenti che lasciar libero per errore un colpevole”, ed il numero delle vittime saliva a 1.860.000 (unmilioneottocentosessanta mila)…
    Mi domando quanti di voi, indipendentemente dalla fede ideologica o politica, erano a conoscenza di questo massiccio genocidio comunista? In pochi immagino. Forse perché i cambogiani, povera gente, non è stata abbastanza ricca da poter pubblicizzare il proprio dolore come invece il popolo israeliano, che tutti ben conoscono, nel corso della storia, ha fatto e continua a fare.
    Noi siamo i padroni.
    Noi siamo gli schiavi.
    Siamo ovunque
    e da nessuna parte.
    Regniamo sui fiumi di porpora.

  2. #2
    roberto m
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da ISKANDER
    17 aprile 1975 : Per l’efferatezza dei suoi metodi di governo, riuscì a portare la disintegrazione della società cambogiana a livelli tali da dare origine a una catastrofe umana senza precedenti… (…) a memoria umana nessun’altra rivoluzione si è espressa con tale violenza e tale rabbia distruttiva. Nessun’altra rivoluzione è ricorsa a dei mezzi cosi radicali per realizzare l’egualizzazione della società. Essa infatti soppresse il denaro, la proprietà privata, il commercio, la libertà di spostamento, la scrittura; distrusse i libri, i documenti storici, i monumenti del passato; il sistema di istruzione fu sostituito dalla obbligatoria partecipazione di tutti alle sedute di indottrinamento. Essa soppresse le relazioni umane, eliminò tutte le istituzioni sociali, compresa la famiglia…
    Il tema in questione riguarda il genocidio di matrice storica comunista, perpetrato in Cambogia per mano dei khmer rossi. Nel corso di questa rivoluzione comunista la società venne divisa in cinque classi sociali, a capo delle quali vi era l’Angkar, ossia “l’Organizzazione”, controllata e gestita dalle menti più pericolose di tale movimento, tra le quali spiccavano la carismatica, quanto assurda, figura di Saloth Sar, nome di battaglia Pol Pot (l’Amato Grande Fratello) e quella di un altro leader, Khien Sampham, che così osò definire il suo accostamento alla ideologia comunista: “I miei studi e la mia esperienza mi convinsero che l’unico modo di realizzare in generale i nostri ideali, ed in particolare ricostruire il nostro antico sistema agricolo, era il socialismo. Così divenni comunista. Per convinzione obiettiva e non per un sogno ad occhi aperti.” (1980)
    Ad occupare l’ultimo posto di questa scala gerarchica , il cosiddetto “sotto-popolo” e i traditori. Del sotto-popolo faceva parte gente istruita e intellettualmente libera da manipolazioni; poiché colta, e perciò in grado di scindere il giusto dall’ingiusto, la libertà dall’incombente ed invadente oppressione comunista, erano considerate scomode e pericolose personalità, ed in quanto tali, andavano eliminate.
    Vi è, a riguardo, un‘importante considerazione da farsi: il tasso di mortalità più alto fu raggiunto dalla fascia di persone che avevano avuto la fortuna di godere di un’istruzione superiore, ma, sottolineiamo che in questa fascia rientravano anche la maggior parte dei khmer rossi, compreso il loro leader Pol Pot.
    Le tecniche di eliminazione seguirono un crudele rituale, largamente praticato, il fracassamento dei crani a colpi di martello, per il sadico gusto di veder zampillare caldi fiotti di sangue, rosso tanto quanto il colore della propria ignobile fede ideologica. Le statistiche dei vari metodi comunisti di sterminio parlano da sole (fonte: Marek Sliwinski, 1995):
    crani fracassati: 53,1%
    con armi da fuoco: 28,6%
    impiccati: 6,1%
    sgozzati: 5,1%
    picchiati a morte: 5,1%
    giustiziati in pubblico: 2%
    (la minoranza cattolica sopportò un tasso di sterminio del 41,7% del totale).
    Si badò, a quanto pare, al risparmio di munizioni, utilizzate invece per l’eliminazione rapida di personaggi scomodi, facenti parte dell’amministrazione precedente i khmer rossi. Ma per un cosi elevato numero di esecuzioni manuali non si dovrebbe aver bisogno di un elevato numero di boia? Naturalmente. La pedagogia criminale prevedeva il reclutamento di giovani menti malleabili da poter indottrinare, per indurli a compiere atroci torture, senza subire alcun turbamento psichico e morale; non tutti ne erano capaci, e per chi non ci riusciva, il suo destino era già segnato…
    Per una migliore immedesimazione, riporto la testimonianza, dai macabri contenuti, di Oum Parany, uno dei sei sopravvissuti nella terribile prigione di Tuol Sleng. Torturato da ragazzini di età compresa tra i dodici ed i quindici anni, che sostenevano di divertirsi a giocare “con lui”, o meglio, “su di lui”, sulla sua pelle; ricordiamo ancora nelle memorie del principe Norodam Sihanouk (1979) che, giovanissime guardie, situate di fronte alla sua residenza, trascorrevano il tempo, e godevano, ad infliggere ad animali squallide torture, per testare la loro sofferenza e resistenza; mentre nei loro archivi, scoperti dopo la resistenza, che contenevano la contabilità mortuaria, scegliendo quella di un giorno qualunque, si poteva leggere: “oggi uccisi 178 nemici, di cui 168 bambini”.
    I fecondi frutti della rivoluzione comunista non potevano restare indifferenti a Mao Tse-Tung (leader comunista cinese) il quale, il 21 giugno del 1975, data del suo incontro con Pol Pot, affermò: “voi siete riusciti in un sol colpo dove noi con le nostre masse abbiamo fallito” (Quinn 1982). Successivamente Pol Pot ebbe modo di contraccambiare il complimento, nella commemorazione della morte di Mao, ricordandolo come : “il più eminente maestro, dopo Marx, Engels, Lenin e Stalin…”
    Nel frattempo il suo slogan continuava ad essere “meglio arrestare 10 persone innocenti che lasciar libero per errore un colpevole”, ed il numero delle vittime saliva a 1.860.000 (unmilioneottocentosessanta mila)…
    Mi domando quanti di voi, indipendentemente dalla fede ideologica o politica, erano a conoscenza di questo massiccio genocidio comunista? In pochi immagino. Forse perché i cambogiani, povera gente, non è stata abbastanza ricca da poter pubblicizzare il proprio dolore come invece il popolo israeliano, che tutti ben conoscono, nel corso della storia, ha fatto e continua a fare.
    spero che dopo aver letto attentamente questo articolo qualcuno dei membri del forum che fino a ieri inneggiava a Pol Pot possa infine rimettere i piedi in terra e vedere la realtà delle cose (difficile da dietro un pc al calduccio e con la pancia piena)

  3. #3
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  4. #4
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  5. #5
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    Predefinito Pol Pot: un assassino di massa

    Saloth Sar nacque il 19 maggio 1925 nella provincia di Kompong Thom in Cambogia, ma verrà drammaticamente consegnato alla storia col nome di Pol Pot.
    Fondatore del Partito comunista cambogiano, nel 1963 organizzò le formazioni guerrigliere dei Khmer Rossi, un movimento rivoluzionario fondato da lui medesimo dapprima in opposizione al governo del principe regnante Norodom Sihanouk, successivamente contro il governo filostatunitense di Lon Nol deposto poi nel 1975, questa vittoria gli permise di divenire primo ministro, iniziava così per la Cambogia, un'epoca di terrore.
    I crimini perpetrati da Pol Pot restano ancora oggi una delle pagine più buie e brutali della storia.
    Iniziò in Cambogia l'"Anno zero", come gli stessi Khmer rossi lo battezzarono. Il primo passo di Pol Pot fu di svuotare la capitale la capitale Phnom-Penh, imponendo ai 2 milioni d'abitanti di andare a lavorare nelle campagne presso campi di lavoro dove venivano miseramente ridotti in SCHIAVITU'; iniziò il terrore. Si intendeva rifondare l'intera società cambogiana su base comunista e contadina: le popolazioni delle città furono deportate nelle campagne, migliaia e migliaia di professionisti furono massacrati, per Pol Pot ogni intellettuale era un nemico, furono distrutti tutti i simboli della civiltà occidentale: automobili, attrezzature mediche, macchinari, qualsiasi elettrodomestico, vennero bruciati tutti i libri (Dove bruciano dei libri, prima o poi bruceranno esseri umani -Heinrich heine), demolite case, abolite le scuole, chi veniva trovato in possesso di matite o sorpreso a scrivere, veniva immediatamente ucciso, soppressa l'educazione scolastica veniva consentita solo quella nei "campi di rieducazione" dove circa quattro milioni di persone (il 25% della popolazione) persero la vita.
    Fu dichiarata fuorilegge la proprietà, abolita la moneta. Non esistevano più servizi postali, negozi, attività sportive. Tutti, furono costretti a vestirsi con una casacca nera a maniche lunghe, abbottonata fino al collo, manifestazioni d'affetto, abbracci, liti, lamentele di qualsiasi tipo o piangere venne vietato.
    La Cambogia divenne un immenso campo di lavori forzati; le famiglie furono separate e inviate nei campi di lavoro dove la fame, le condizioni igieniche e la brutalità dei Khmer Rossi erano problemi quotidiani, i suicidi salirono a percentuali impressionanti.
    Chi tentava la fuga se scoperto, veniva immediatamente ucciso, bastava un nonnula per morire. I portatori di handicap fisici, non potendo lavorare, erano considerati dei "parassiti" e, come tale, giustiziati immediatamente. A migliaia furono messi a morte perché sorpresi a contendere ai maiali la crusca per sfamarsi, il riuscire a mangiare dei topi raprresentava, spesso, l'unica alternativa. Si diffuse anche il cannibalismo, fenomeno tutt'altro che raro tanto che negli ospedali divenne consuetudine cibarsi di coloro che passavano a miglior vita.
    La brutalità, le torture e le punizioni inflitte dai Khmer Rossi a coloro che si rendevano colpevoli di reati, erano di una crudeltà inimmaginabile, dai bambini picchiati a morte con calci e pugni perché rubavano cibo, alle spille con il numero d'identificazione che erano attaccate direttamente sulla pelle dei condannati. A tanti, appesi a testa in giù, era infilata la testa in giare piene di olio bollente, ma uno dei sistemi più in voga nella repressione dei "nemici della rivoluzione" fu sicuramente la morte per asfissia causata da sacchetti di plastica infilati in testa.
    Chi era arrestato era sempre colpevole e, se "fortunato", era giustiziato immediatamente, altrimenti era condanato a morire a poco a poco, di torture, di sevizie, di fame.
    Diventerà tristemente famoso un comlesso-prigione denominato S-21 (Toul Sleng), una costruzione dove tutti quelli che erano considerati nemici del governo erano fotografati, torturati ed infine uccisi. Furono uccise oltre 200.000 persone, di cui circa 2.000 erano bambini. Sono state migliaia le fotografie recuperate, dopo la caduta di Pol Pot, di persone (vecchi e bambini), di cui si è persa qualsiasi traccia.
    La paura d'essere vittima di complotti "controrivoluzionari" spinse Pol Pot a diffidare di tutto e di tutti al punto da far internare e morire nei campi di lavoro anche i suoi 2 fratelli.
    L'inimicizia con il Vietnam si trasformò in conflitto, a causa dei continui massacri perpetrati dai Khmer ai danni dei profughi cambogiani che sconfinavano in Vietnam nella ricerca di una estrema speranza di salvezza. Deposto nel gennaio 1979 dai vietnamiti che avevano invaso la Cambogia, Pol Pot riuscì a mantenere il controllo di alcune regioni del paese e a condurre sanguinose azioni di guerriglia contro il regime.
    Lasciato ufficialmente il comando dei Khmer Rossi nel 1985, continuò a vivere in clandestinità facendo perdere le sue tracce. Nel 1996 alcune fonti annunciarono la sua morte, ma il dittatore fece la sua ricomparsa nel 1997, quando venne usato dai Khmer Rossi come merce di scambio con il nuovo regime, da essi ora appoggiato. Ricercato per essere sottoposto al giudizio di un tribunale internazionale per crimini contro l'umanità, nell'aprile del 1998 fonti cambogiane diedero notizia della sua morte, avvenuta in una località della giungla ai confini con la Thailandia, dove Pol Pot era tenuto prigioniero dai suoi ex seguaci.

    Suicidio? Morte naurale per attacco cardiaco? Complotto?, che importa... l'umanità ripusia "esseri" come Pol Pot, responsabile di genocidio, regista implacabile di scelleratezze, efferatezze, crudeltà, coordinatore ed esecutore di azioni contro l'essere uomo nella sua universalità.
    Noi siamo i padroni.
    Noi siamo gli schiavi.
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    Regniamo sui fiumi di porpora.

  6. #6
    ulfenor
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da ISKANDER


    Guarda che faccia!
    che faccia da scimmia

  7. #7
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    Invito tutti i forumisti che inneggiavano a Pol Pot a farsi avanti e ribattere quanto scritto in questo thread. La cosa più sconcertante è vedere fascisti o presunti tali che difendono l'operato di certi esseri.
    Noi siamo i padroni.
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  8. #8
    WHY SO SERIOUS?
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  9. #9
    roberto m
    Ospite

    Predefinito

    Ottimo Lavoro (mi riferisco alle foto di Iskander non alla macelleria umana di Pol Pot)

  10. #10
    WHY SO SERIOUS?
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