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Discussione: Inferno Napoli

  1. #1
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Sono un uomo che ama il suo Popolo. "Chi fa del male al mio Popolo e' un mio nemico" "Regnum Italicum".
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    Predefinito Inferno Napoli

    di Roberto Saviano

    Violenza nelle strade. Ragazzini che sognano di diventare killer. Boss che si fanno imprenditori. Coca a ogni angolo. Rifiuti ovunque. E la politica non ha risposte per una città senza più speranza.


    Gomorra sotto al Vesuvio
    Il ritmo del noir, il coraggio della testimonianza e la documentazione del ricercatore universitario. Così in tre mesi 'Gomorra' (Mondadori) ha già venduto 60 mila copie grazie soprattutto al tam tam dei lettori. Nella sua opera d'esordio Roberto Saviano, 27 anni, ha raccontato in prima persona la criminalità campana. Sono messi a nudo i meccanismi che hanno portato i clan a creare un sistema industriale dove si producono abiti per i divi ...




    Si parla di Napoli...non di Milano, Torino o Roma.
    Napoli e se....fosse una realtá diversa? Forse di Secondigliano e di Scampia e del rione Monterosa e della Sanitá ne avete solo sentito parlare o letto qualcosa....ma niente di piú. Per molti di voi Napoli emana ancora un fascino romantico, ma vivendoci, per la maggior parte dei napoletani di romantico non ci stá un cavolo....Una lotta, giorno dopo giorno. Pure la polizia a Napoli funziona in un altro modo, molto spesso peggio dei criminali.
    Sicuramente non esiste la mentalitá criminale nel DNA, peró di sicuro esiste lo spirito di adattamento...e a Napoli ci si deve adattare.

    (anonimo)





    A tutti quelli che vedono di Napoli solamente il sole, il mare, i mandolini e scugnizzi....ma ignorano, per esempio, che Napoli e dintorni é diventata discarica del norditalia e dell'estero, perfino materiale radioattivo viene scaricato a cielo aperto nei dintorni di napoli. Allego un articolo:

    Viaggio nella spazzatura campana

    Il passato - 1
    di Achille della Ragione

    La spazzatura è il segno tangibile e spesso maleodorante dell’esito frenetico di una civiltà consumistica destinata a divorarsi ed a distruggersi. La Campania è la capitale dei rifiuti ed il ricettacolo di tutte le sostanze tossiche e di tutti gli scarti della produzione della nazione.
    Negli ultimi decenni ne sono stati scaricati in quantità vertiginosa, responsabili, non solo la malavita organizzata e la classe politica collusa, ma tutti noi che non abbiamo saputo controllare questo flusso impetuoso, che ha degradato in maniera irrimediabile l’ambiente ed ha compromesso il futuro dei nostri figli, che dovranno scappare o convivere con sostanze velenose di ogni genere, inclusi gli scarti delle centrali nucleari.
    Secondo le stime per difetto delle associazioni ambientaliste, se i rifiuti accumulati negli ultimi anni fossero riuniti a formare una montagna con una base di ben 30.000 metri quadrati, l’Everest con i suoi scarsi 9.000 metri impallidirebbe, perché questa montagnia mostruosa supererebbe i 15.000 metri di altitudine, una massa spaventosa ed inimmaginabile sparpagliata nelle nostre campagne e nelle degradate periferie delle nostre sfortunate città.
    La maggior parte di questa schifezza si trova concentrata in poco più di trecento chilometri quadrati di estensione tra il casertano ed il perimetro urbano napoletano. I comuni più colpiti che gridano vendetta, oramai unicamente al cospetto di Dio, perché hanno perso ogni speranza nella giustizia degli uomini sono: Acerra, Casal di Principe, Castelvolturno, Cancello Arnone, Giuliano, Grazzanise, Marigliano, Nola, Qualiano, Santa Maria la Fossa e Villaricca.
    Questo sporco business ha fruttato alla camorra ed alle ditte interessate in pochi anni circa 50 miliardi di euro, con un incremento annuo del 30%.
    Tre clan sono responsabili dei traffici illeciti ed agiscono, almeno negli ultimi tempi, senza intralciarsi vicendevolmente.
    I rifiuti creano colline artificiali o vengono stipati nella numerose cave abbandonate, che dopo aver sfregiato per decenni il solenne profilo delle montagne, vengono utilizzate per ospitare spazzatura compressa fino all’inverosimile. Alcune di queste cave contengono una quantità di rifiuti paragonabile al carico di 30.000 Tir, per intenderci una fila di autocarri senza soluzione di continuità da Napoli a Milano.
    E quando le discariche sono colme ed andrebbero chiuse, ci pensano dei provvidenziali incendi appiccati da sconosciuti… a ridurre la massa ed a fare spazio a qualche altro migliaio di carichi. Sono incendi spaventosi, alti decine di metri e che durano ininterrottamente per giorni e notti, vomitando nell’aria una quantità impressionante di sostanze tossiche, tra cui la micidiale diossina, che si vanno poi a depositare al suolo, trasformando antiche terre, tra le più fertili d’Europa, in lande desolate.
    Gli agricoltori non potendo proseguire il loro lavoro cedono volentieri a prezzi stracciati le loro proprietà alla malavita, la quale può così aprire nuove discariche e l’infernale processo continua così con rinnovata lena.
    La zona delimitata dalle cittadine di Giugliano, Qualiano e Villaricca contiene 40 discariche, delle quali 30 con rifiuti estremamente tossici, che vengono continuamente incendiate da bande specializzate, a tal punto che la contrada è tristemente conosciuta come la terra dei fuochi e non vi è notte che non sia illuminata dal sinistro bagliore delle fiamme, che si sprigionano, attizzate dall’alcol e dalla benzina, come una micidiale bomba al napalm.
    Scomparsa l’agricoltura sono comparse le malattie genetiche, le affezioni respiratorie, i tumori: una falcidia spaventosa ben più ampia di quella già tragica segnalata dalle Asl locali, che non tengono conto dei pazienti, numerosissimi, che preferiscono rivolgersi agli ospedali del nord.
    Ed anche nel bestiame vi è stata una strage silenziosa ed una serie di malformazioni allucinanti. Per sincerarsene è inutile leggere le catastrofiche relazioni dei veterinari comunali, basta osservate un gregge e notare che più di una pecora presenta due teste.
    Se percorriamo queste lande desolate possiamo identificare con l’ausilio semplicemente dei sensi il tipo di sostanza velenosa depositato.
    A Villaricca da tempo è sorta una cospicua collinetta dall’odore rancido e nauseabondo, ma se tira molto vento, essa si divide in piccoli cloni pronti a ricostituirsi nuovamente. Avvicinandosi il puzzo diviene intollerabile e la sorpresa sbalorditiva: la nuova altura è infatti costituita da un’enormità di carte adoperate per pulire le mammelle delle vacche del regno di Bossi. Centinaia di allevamenti intensivi nei quali per anni vi è stata un’epidemia di mastite, per cui dai capezzoli, tra una mungitura e l’altra, fuoriusciva pus e latte, pus e sangue, oltre naturalmente a miliardi di batteri che trovavano nei fazzolettini un pabulum ideale per prolificare, producendo il classico odore putrefattivo della cangrena.
    Tra Villa Literno e Castelvolturno, località con ambizioni turistiche, l’odore acido e penetrante dell’inchiostro toglie il fiato, soprattutto dopo un acquazzone, quando l’acqua evapora, carica di veleni micidiali di cui è infarcito il terreno, dopo che per anni è stato utilizzato come sversatoio a cielo aperto del toner di tutte le stampanti e fotocopiatrici del laborioso ed alacre nord, le cui industrie, quando devono liberarsi di rifiuti speciali, il cui smaltimento è particolarmente oneroso, trovano più semplice ed ecologico… incaricare quelle solerti ditte casertane con sede a Roma o all’estero che, per un tozzo di pane e con una fattura falsa gonfiata (tanto falliscono e si ricostituiscono periodicamente con insospettabili prestanomi) si incaricano di smaltieri i residui di produzione.
    La terrificante conferma è venuta dalla recente operazione ”Madre Terra” coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Questo puzzo così patognomonico è provocato dal cromo esavalente, un veleno che se respirato si fissa all’emoglobina dei globuli rossi, producendo difficoltà respiratoria e colpisce cute, polmoni, reni, dando luogo ad un repentino aumento di incidenza del cancro.
    L’aumentata radiottivita di molti terreni richiede viceversa l’ausilio di un contatore geiger, che a volte sembra letteralmente impazzire, segno inequivocabile che in numerose discariche, tra buste di plastica e cartoni o innocenti rifiuti organici, sono state occultate scorie nucleari, provenienti dall’estero. Un allarme rosso, tenendo conto che metà del prezzo dell’energia prodotta da una centrale nucleare è imputabile al corretto stoccaggio dei rifiuti della fissione, ma se di questo problemuccio si fa carico qualche solerte società, napoletanissima, con sede in una capitale dell’Est, il guadagno è ingentissimo.
    Ma ritorniamo alla semplice vista, basta uno sguardo per verificare che le campagne intorno Santa Maria Capua Vetere sono divenute la memoria storica dei nostri antenati.
    Ben prima che i Nas di Caserta lo ufficializzassero, ci voleva attenzione per non inciampare in un femore, o addirittura contro un teschio.
    I cimiteri del Nord, periodicamente, attraverso l’esumazione liberano i terreni dall’ingombro di scheletri oramai dimenticati da anni, senza parenti che possano reclamare, per creare nuove zone di sepoltura, per una clientela che non conosce crisi.
    Il materiale andrebbe smaltito, incluse le bare infradiciate ed i lumini, attraverso costose ditte specializzate, ma anche in questo caso come rifiutare l’offerta di quei signori così eleganti ed educati, che assicurano lo samaltimento con rapidità ed efficienza ad un prezzo stracciato.
    Ben prima della scoperta delle autorità tanti cittadini, indignati e timorati, si facevano il segno della croce, quando passavano accanto a questi terreni divenuti un gigantesco cimitero.
    Se vogliamo entrare in contatto fisico con montagne di monnezza leghista, basta recarsi a Trentola Ducenta, dove grazie alle indagini del pm Donato Ceglie della Procura di Santa Maria Capua Vetere, si è scoperto che, in soli quaranta giorni, dalla Lombardia sono giunte 7000 tonnellate di rifiuti, molti dei quali estremamente pericolosi.
    Per respirare l’aria mefitica delle pattumiere della città di Milano è sufficiente spostarsi a Grazzanise, dove per decenni è stata raccolta la metà della terra di spazzamento della città meneghima, mentre l’altra metà, a prezzi ben più alti, prendeva la via della Germania.
    Ed infine una storiella ai limiti dell’incredibile raccontata da Roberto Saviano in Gomorra, miniera di notizie rese in forma di romanzo.
    Un contadino stava arando il suo terreno quando la lama del vomere cominciò a disotterrare migliaia di banconote sbrindellate. L’anziano agricoltore era certo di essersi imbattuto nel tesoro sepolto della camorra e sorrideva beffardo, ma si era sbagliato, non sulla malavita, che centrava e come, ma su ciò che aveva trovato: si trattava infatti di denaro triturato proveniente dalla Banca d’Italia, tonnellate di banconote usurate e fuori corso, gettate lì a scaricare il micidiale piombo del quale sono intrise nei suoi innocenti cavolfiori.

  2. #2
    INSORGERE E' GIUSTO!
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    Napoli è un simbolo e come tale e stato più di ogni altro attaccato da chi ha tutto l'interesse a distruggerne l'identità.

    Enfatizzare determinati aspetti della napoletanità per condurli ad una parodia di se stessi è uno dei metodi per distruggere il senso di appartenenza.

    Far divenire gli indiani d'America tutti ubriaconi era una strategia definita per distruggere dall'interno l'identità dei 100 e passa popoli indiani che costituivano la nazione indiana.

    Napoli era un simbolo del Sud non era e non è il Sud, ma attaccando Napoli si attacca un simbolo del Sud, quindi tutto il Sud.

    Il problema [...] è che la strategia mira a far vergognare la Napoli che resiste della Napoli che si è arresa.

    Frasi del tipo "è colpa nostra", "siamo proprio fatti cosi", "al nord queste cose non succedono" sono sintomatiche di come vogliono ridurre i napoletani. Come ha ben scritto, e descritto, Malcom X , se vuoi dominare uno schiavo devi convincere lo schiavo che per lui non è mai esistita altra scelta e che la schiavitù è nella sua natura. Non puoi dirgli "sei schiavo perché io sono più forte" quello alla prima occasione cerca di ammazzarti nel sonno, e fa bene.

    Quando una nave affonda é al grido "si salvi chi può" che si scatenano gli istinti bestiali di ogni uomo lasciato in balia degli eventi, Vale per i Napoletani ma anche per i Parigini o gli americani di Los Angeles o di new Orleans.

    Ordine, rispetto delle proprie regole comuni, fiducia nelle istituzioni, rispetto delle origini e delle proprie tradizioni, orgoglio dell'appartenenza, comportamento di integrità nel rispetto di se stesi e del proprio orgoglioso passato e presente stabiliscono l'atteggiamento di un popolo.

    Ma non quando a questo popolo si è insegnato sin dalle scuole elementari che nel proprio passato non c'è altro che schiavitù e dominazioni, che i propri antenati non erano altro che ladri, briganti (nel senso di banditi) e peones.

    Quante volte sentiamo dire quella perdurante bugia che al Sud si è sempre emigrato, cantando "santa lucia luntano", come se l'emigrazione fosse nel dna dei nostri padri e non una precisa volontà politica dei liberali del nord.

    Quando a questo popolo non si danno istituzioni, leggi e stili di vita conformi alle tradizioni, anzi lo vogliono convincere che non ha mai avuto tradizioni, se non l'arte di arrangiarsi e di cantare, cosa succede?

    Gli Inglesi sono divenuti impero grazie ai pirati, ma quando i pirati non sono serviti più non hanno sputato nel piatto in cui mangiavano e nella letteratura hanno epicizzato l'etica (inesistente) di corsari e bucanieri. Se avesse vinto il Nazismo in Inghilterra avrebbero insegnato agli inglesi che il loro punto di riferimento non era l'onore ma la vergogna piratesca, cosa sarebbero ora gli inglesi?

    Gli americani hanno nel loro dna lo sterminio degli indiani, ma non senti nessun americano dire di se stesso, "certo se ammazziamo 50 bambini iracheni in una scuola è perché abbiamo dai tempi di Custer sempre ammazzato bambini" e se un americano fa saltare con una bomba un albergo, nessuno dirà "siamo proprio noi che siamo bombaroli", pur avendo scaraventato bombe su mezzo mondo.

    La festa che li accomuna tutti è l'indipendenza dagli Inglesi, mica la vittoria del nord sul Sud durante la guerra di secessione. A noi cosa vogliono farci festeggiare, il Risorgimento? Cioè di come in nome dell'unire gli italiani qualcuno volle attaccare la religione degli italiani e volle depredare gli italiani del Sud?

    L'Arno puzza e Venezia è piena di zoccole, ma non senti nessun telegiornale ripetere ad ogni intervento su queste città, queste scontate verità.

    A Milano si rubano più auto che a Roma e Napoli messe insieme, ma se lo dici ad un Napoletano questo ti risponderà con quasi orgoglio che siamo noi che c'è le andiamo a rubare. E questo che dovrei insegnare a mia figlia? Che apparteniamo tutti ad un popolo di munnezzari e ladri di macchine?

    Napoli è altro, Napoli è scienza, Napoli è cultura, Napoli è il posto dove nonostante 160 anni di dominazione risorgimentale si resiste ancora.

    Se lo stato Italianunito avesse trattato Milano come ha trattato Napoli a quest'ora tutti i Milanesi sarebbero peggio, ma molto peggio, della 167 di Scampia. E sarebbe anche normale visto che quando Napoli era faro di legalità e di diritto in Lombardia c'erano padrini mafiosi chiamati Don Rodrigo ed assassini incalliti e coglioni chiamati Bravi e vigliacchi chiamati Abbondio.

    Se non sono ancora arrivati ad insegnare ad i nostri figli che il Manzoni scrisse "...Lago di Como", ma voleva scrivere "....golfo di Napoli" e perché non vogliono far capire bene cosa erano i Milanesi di quel tempo. Poveri, appestati, Assassini, mafiosi... e poi parlano del colera... "ma mi faccino il piacere". Se ad un Mammasantissima di Napoli gli togli il potere che i Savoia gli hanno dato nel 1861, troverai un Don Rodrigo qualsiasi.

    Napoli per tutto il medio evo è stato il fulcro del feudalesimo (oggi lo potremmo chiamare federalismo) Longobardorum, il nord era governato dal principio feudale Francorum.

    Per quasi mille hanno gli italiani del Sud e del nord hanno avuto "istituzioni" e modi di concepire lo stare insieme diversi. Con il nazionalismo hanno fatto l'Italia, ma hanno iniziato a distruggere gli Italiani del Sud.

    Hanno iniziato amici, ma non ci sono ancora riusciti.

    La mia Napoli è l'orgoglio di appartenere ad una grande civiltà, una grande cultura, dei grandi antenati. La mia Napoli siete voi che non vi arrendete, siamo noi che conserviamo il ricordo di quello che saremo e che lo tramandiamo ai nostri figli.

    La mia Napoli è lo sberleffo all'onorevole Trombetta, è la caustica pernacchia del de Filippo che ogni giorno facciamo NOI NAPOLETANI che non ci siamo arresi alle lusinghe della vita borghese.

    Io difendo Napoli, cari amici non perché sono napoletano (chi mi conosce sa che difendo con orgoglio le mie origini sannitiche), ma perché la Napoli che vogliono creare non è la stessa Napoli dei miei, dei nostri antenati.

    Napoli è gioia di vivere in un territorio baciato dagli Dei, non è quel luogo di rassegnazione e di sofferenza e stress che impongono con i media e con il traffico.

    Napoli è ancora il simbolo del genio italico, anche se per applicarlo dobbiamo, costretti, emigrare all'estero. Napoli è la socialità dei popoli di mare, non è l'individualismo cronico dell'egoismo liberale. Potrei continuare, ma Napoli è un simbolo, non si può spiegare.

    Dante definiva l'"amore" come la forza che muoveva il cielo le stelle e tutte le cose dell'universo, quindi "Ciò che viene fatto per amore accade sempre al di là del bene e del male" diceva Nietzsche e noi, amiamo Napoli

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da nando- Visualizza Messaggio


    La mia Napoli è l'orgoglio di appartenere ad una grande civiltà, una grande cultura, dei grandi antenati. La mia Napoli siete voi che non vi arrendete, siamo noi che conserviamo il ricordo di quello che saremo e che lo tramandiamo ai nostri figli.

    La mia Napoli è lo sberleffo all'onorevole Trombetta, è la caustica pernacchia del de Filippo che ogni giorno facciamo NOI NAPOLETANI che non ci siamo arresi alle lusinghe della vita borghese.

    Io difendo Napoli, cari amici non perché sono napoletano (chi mi conosce sa che difendo con orgoglio le mie origini sannitiche), ma perché la Napoli che vogliono creare non è la stessa Napoli dei miei, dei nostri antenati.

    Napoli è gioia di vivere in un territorio baciato dagli Dei, non è quel luogo di rassegnazione e di sofferenza e stress che impongono con i media e con il traffico.

    Napoli è ancora il simbolo del genio italico, anche se per applicarlo dobbiamo, costretti, emigrare all'estero. Napoli è la socialità dei popoli di mare, non è l'individualismo cronico dell'egoismo liberale. Potrei continuare, ma Napoli è un simbolo, non si può spiegare.

    Dante definiva l'"amore" come la forza che muoveva il cielo le stelle e tutte le cose dell'universo, quindi "Ciò che viene fatto per amore accade sempre al di là del bene e del male" diceva Nietzsche e noi, amiamo Napoli
    .

  4. #4
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    Povera Napoli,una delle vittime piu' sfortunate
    della fetida democrazia.

 

 

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