Silenzi e grida. Cosa succede dietro le sbarre di Guantanamo Bay?
Avevo letto molti articoli su questo carcere senza legge, ma per
capire davvero le condizioni di vita di un luogo in cui ogni diritto
e' sospeso ho dovuto andare al di la' dei limiti della parola
scritta, e immergermi nei volti e negli sguardi di un racconto
teatrale. "Guantanamo. L'onore obbliga a difendere la liberta'" e'
il titolo di un'opera teatrale di Victoria Brittain e Gillian Slovo,
portata in Italia in questi giorni da Serena Mannelli e Michele
Panella della compagnia Tri-boo, un racconto in cui si scoprono le
storie disumane di persone arrestate arbitrariamente e private dei
diritti umani piu' elementari in nome della "Guerra Santa" al
terrorismo. Tutte le testimonianze contenute nel copione di
"Guantanamo" sono state riportate integralmente, senza adattamenti o
modifiche: le parole che si ascoltano sono proprio quelle riportate
nelle lettere dei detenuti, e perfino le pause e le ripetizioni nei
racconti dei familiari sono le stesse contenute nei nastri con le
loro interviste.
Sul palco le voci degli attori si alternano con le testimonianze
video di altri protagonisti di questa vicenda, come Donald Rumsfeld,
che spiega al mondo perche' le convenzioni di Ginevra si applicano
solo ai "prigionieri di guerra" mentre a Guantanamo ci sono
solamente "combattenti irregolari", e Jack Straw, il ministro degli
esteri britannico, che annuncia altrettanto candidamente che i
detenuti inglesi riceveranno un trattamento di favore: non verranno
condannati a morte. Dopo aver visto e ascoltato, si vorrebbe urlare
queste cose sui tetti, ma nei "grandi" teatri i nostri intellettuali
in doppiopetto hanno cose piu' impegnate e "alte" a cui pensare.
[carlo gubitosa]
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