Un link su cui riflettere oggi in questo mondo cosi superficiale e relativista:
http://www.ekincaglar.com/coin/flash-it.html
La pace


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La pace
Più che il relativismo qui cè da riflettere sull'inefficienza e corruzione delle istituzioni mondiali. La FAO esiste da decenni. Purtroppo i governi delle nazioni più potenti non dfanno abbastanza, e nelle nazioni del terzo mondo i governanti sono satrapi corrotti, violenti e accaparratori. C'he c'entra il relativismo? Poi con certi religiosi come ne abbiamo avuto esempio...


Bene la mia voleva essere una provocazione esistenziale.Originariamente Scritto da Ashmael
Centra, centra il relativismo con quello che giustamente dici. Perchè chi ha ricevuto e visto questo breve flash lo ha ritenuto scandaloso pur ammettendo che è vero. Sappiamo ma non vogliamo vedere e quindi la "colpa" se cosi si può dire è un pò anche nostra. Facciamo fatica ad accettare la realtà perchè ci fa comodo. Purtroppo siamo troppo installati per persarla diversamente.


prenditela con questo che si dice CATTOLICO ADULTO...........Originariamente Scritto da Ashmael
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giovedì, 26 gennaio 2006
Il «capolavoro» di Prodi, a spese dei Paesi in via di sviluppo
Prodi, euro, debiti pvs
Ogni tanto il sig. Prodi torna a vantarsi dei propri successi come presidente del Consiglio. Alla fine tali successi si riducono fondamentalmente a uno: l'introduzione dell'Euro, definita un "capolavoro".
Che l'Euro abbia avuto effetti positivi in termini di stabilità è innegabile, ma quando sento parlare di questo "capolavoro", la prima cosa che mi viene in mente sono i Paesi in via di sviluppo.
Strano?
Non proprio.
Se andiamo vedere a "come" il sig. Prodi è riuscito nel suo "capolavoro", scopriamo che per far quadrare i conti non si è limitato a mettere qualche tassa in più.
Infatti, fu il governo Prodi a inaugurare nel 1997, tra le proteste di pochi missionari e qualche ONG (alla faccia del monopolio berlusconiano dell'informazione), "la pratica eticamente inaccettabile della cartolarizzazione del debito estero dei paesi in via di sviluppo" (parole di Antonio Tricarico, della Rete Lilliput e coordinatore della Campagna per la riforma della Banca mondiale - CRBM).
Molti non vorranno credere a quello che sto dicendo. Anch'io rimasi sbalordito quando venni a conoscenza del fatto, da un sacerdote impegnato nella Caritas.
Eppure è proprio così: pur di far cassa per rientrare nei famosi parametri di Maastricht, si arrivò a vendere sottocosto parte dei crediti che l'Italia vantava con Paesi poveri del Sud del mondo.
Operazioni per altro avvolte nel mistero e di cui, per legge, non si può sapere niente.
Funziona così la SACE (Sezione speciale di Assicurazione del Credito all'Esportazione).
Nel 1997 il governo Prodi (con ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi e ministro delle Finanze Vincenzo Visco) inaugurò tale espediente finanziario vendendo una quota dei crediti vantati dall'Italia nei confronti di Paesi terzi alla Swiss Bank Corporation Warburg della City di Londra, al fine di emettere titoli obbligazionari sul mercato internazionale (fonte: CRBM). Vista l'estrema riservatezza con cui opera la SACE, non posso quantificare con sicurezza l'ammontare di tali crediti, venduti a tasso opportunamente scontato, ma ho trovato cifre che vanno dagli 805 ai 1400 miliardi di lire.
Il tutto senza informare né il Parlamento né i cittadini, alla faccia della "trasparenza" nel governare.
Si trattò di una sorta di privatizzazione del debito che consentì alla SACE di recuperare una parte delle risorse finanziarie non esigibili, ed ha permesso al governo italiano di effettuare un maquillage contabile (finanza creativa?) necessario per entrare in Europa. (fonte: CRBM)
Il giudizio su tali espedienti, che scatenano contro i Paesi inadempienti organismi privati interessati solo ad ottenere il maggiore profitto, non può essere che totalmente negativo. La conseguenza infatti è che, per accontentare le richieste degli speculatori, i Paesi indebitati sono costretti a sottrarre investimenti ai programmi di sviluppo (niente nuove scuole, ospedali, ecc. dove ce ne sarebbe estremo bisogno) oppure a pagare "in natura" cedendo i propri "gioielli di famiglia" (industrie, giacimenti di risorse prime, piantagioni, ...).
Insomma, la sinistra "equa e solidale" (alla: "boicotta la Nestlé!") e i "cattolici democratici progressisti", attratti dal terzomondismo no-global, alla fine avrebbero contribuito a quella "nuova colonizzazione" dei Paesi poveri da parte delle multinazionali da loro tanto demonizzate.
Bella coerenza.
http://gino.splinder.com/
Fraternamente Caterina
Laica Domenicana