Pdci: "inaccettabili i veti anti-Tav"
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«Il ponte sullo Stretto? No, fino alla morte. La sola idea fa danni al Sud» Bianchi: «Inaccettabili i veti anti-Tav>>
Il ministro dei Trasporti: le proteste non fermeranno l'opera, ma valuteremo altre soluzioni. I contributi Ue? Non li perderemo
Il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi (Ap)
ROMA — «In democrazia i diritti di veto non esistono. In democrazia c'è il principio della maggioranza. E la maggioranza nel governo vuole la Tav. Un veto oggi significa portare l'esecutivo alla soglia della crisi. E io me ne guarderei bene». Il ministro Alessandro Bianchi è tornato. Dopo un piccolo (e volontario) esilio mediatico seguito alle polemiche provocate dalle sue dichiarazioni, troppo contrarie al Ponte sullo Stretto e troppo favorevoli a Fidel Castro, il responsabile dei Trasporti indicato dai Comunisti italiani si riscopre moderato.
Pentito? Era partito così, a cuore aperto...
«Così fanno le persone serie. No, non sono pentito: sono cose che ridirò».
Sulla Tav, però, niente fronda.
«L'alternativa è far passare il corridoio a Nord delle Alpi. Non ce lo possiamo permettere».
I Verdi non vogliono il tunnel.
«Mi pare che ci siano diverse alternative, e vanno studiate tutte. Troppo spesso in passato le soluzioni tecniche si sono piegate alle scelte politiche».
Ci vorrà del tempo per cambiare il progetto.
«Quello che serve quando si fanno grandi opere».
Ma qui saltano i finanziamenti dell'Ue.
«Ho imparato che i termini ultimativi non sono mai così ultimativi. Abbiamo bisogno di qualche mese per decidere, non ce la facciamo per il 4 luglio. I soldi ce li terranno da parte».
Una ragazza ad una protesta anti-Tav (Emblema)
La gente in Val di Susa si convincerà in poco tempo?
«L'operazione è complessa: bisogna recuperare l'ascolto, purché però alla fine una soluzione si trovi. È inaccettabile che qualcuno si metta di traverso».
È la sindrome Nimby, «non nel mio cortile».
«Capisco che nessuno voglia il treno o la discarica dietro casa, ma da qualche parte si deve metterli. Sono perplesso che si debba andare dietro ai focolai di protesta».
Preferisce concedere compensazioni economiche al territorio?
«Sono contrarissimo: significa ammettere che l'opera sta creando un danno, quando invece si sta facendo qualcosa per il Paese».
E come si arriva all'unanimità nelle decisioni?
«Non si arriva. Non mi appassiona l'unanimismo. La democrazia si regge sul principio della maggioranza, il diritto di veto è una forma decadente di democrazia».
Una forma che la sua parte politica utilizza.
«Diliberto? Io sono stato espresso dal suo partito ma come indipendente. Per ora va bene. Ma a tutto potrei rinunciare tranne che a me stesso».
Quindi niente Ponte sullo Stretto?
«Niente, fino alla morte. Solo l'idea del Ponte ha fatto danni al Sud».
Come va con il suo coinquilino Di Pietro?
«La distinzione delle competenze è chiara. Poi però in pratica...».
Condivide la sua linea sulla questione Autostrade-Abertis?
«La linea qui è una ed è quella di Prodi. Quella la condivido».
Il Consiglio di Stato ha detto che l'operazione dev'essere autorizzata dal ministero delle Infrastrutture.
«Peccato che si sia dimenticato di quello dei Trasporti...».
Antonella Baccaro
23 giugno 2006
corriere.it
Altro giro... e altra maschera che cade dalla faccia putrida di questo governo composto da ipocriti buffoni.
Cdx-Csx = due facce (di merda) della stessa medaglia.![]()


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