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Discussione: Massoneria

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    Dichiarazione di princìpi su Massoneria e religione

    Approvata dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra il 21 giugno 1985

    Introduzione.

    In seguito ai recenti commenti su Massoneria e religione e alle indagini svolte da alcune Chiese sulla conciliabilità tra Massoneria e Cristianesimo, la Commissione (Board) ha deciso di rendere pubblica la seguente Dichiarazione, in aggiunta a quella originariamente approvata dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra nel settembre del 1962 e confermata nel dicembre del 1981.

    Enunciato fondamentale.

    La Massoneria non è una religione, né un sostituto della religione. Essa richiede ai suoi adepti di credere in un Essere Supremo del quale, tuttavia, non offre una propria dottrina di fede.
    La Massoneria è aperta agli uomini di tutte le fedi religiose. Nei lavori di Loggia è vietato discutere di religione.

    L’Essere Supremo.

    I nomi usati per indicare l’Essere Supremo consentono a uomini di fedi differenti di unirsi in preghiera (a Dio come ciascuno di essi lo concepisce), senza che i contenuti delle preghiere siano causa di discordia.
    Non esiste alcun Dio massonico. Il Dio del massone è lo stesso Dio della religione che egli professa.
    I massoni hanno un mutuo rispetto per l’Essere Supremo in quanto egli rimane supremo nelle loro rispettive religioni. Non è compito della Massoneria cercare di unire insieme religioni diverse: non esiste, perciò, alcun Dio massonico composito.

    Il Libro della Legge Sacra.

    La Bibbia, considerata dai massoni come il Libro della Legge Sacra, è sempre aperta durante i lavori di Loggia.

    Gli obblighi dei massoni.

    I massoni assumono obblighi giurando sul Libro della Legge Sacra o sul libro da essi ritenuto sacro. Essi s’impegnano a tener segreti i segni di riconoscimento e a seguire i princìpi della Massoneria.
    Le punizioni fisiche, che sono puramente simboliche, non sono oggetto di obbligo. L’impegno a seguire i princìpi della Massoneria è forte.

    Confronto tra Massoneria e religione.

    Nella Massoneria non si danno i seguenti elementi costitutivi della religione:

    una dottrina teologica; vietando le discussioni sulla religione, si vuole impedire l’insorgere di una dottrina teologica massonica;
    l’offerta di sacramenti;
    la promessa della salvezza mediante opere, conoscenze segrete e altri mezzi; i segreti della Massoneria riguardano i modi di riconoscimento e non la salvezza.
    La Massoneria favorisce la religione.

    La Massoneria è tutt’altro che indifferente verso la religione. Senza interferire con le pratiche religiose, essa auspica che i suoi adepti seguano la propria fede e pongano i propri doveri verso Dio (in tutti i nomi mediante i quali Egli è conosciuto) al di sopra di tutti gli altri. Gli insegnamenti morali della Massoneria sono accettabili da tutte le religioni.
    In tal modo la Massoneria favorisce la religione.

    Nonostante questa dichiarazione e la soppressione dell’antica formula di giuramento (sugli aspetti “orrifici” della quale si erano appuntate le maggiori critiche da parte degli ambienti ecclesiali) avvenuta dietro sollecitazione dello stesso gran maestro, il duca di Kent, il 13 luglio 1987 il Sinodo generale della Chiesa d’Inghilterra approvava un rapporto che qualificava come «blasfemi ed eretici» i riti massonici.
    Più di recente, nel 1998, sono insorte per la G.L.U. d’Inghilterra anche difficoltà nei rapporti con lo Stato e con il governo del primo ministro laburista, Tony Blair, in merito ad accuse sull’azione di giudici e poliziotti massoni, che hanno portato a una ingiunzione di consegna delle liste contenenti i nominativi di alcune logge. Il fatto, assolutamente inedito, testimonia di un certo deterioramento della posizione della massoneria all’interno della società britannica.

  2. #12
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    I Gradi Scozzesi

    Agli Antients, in particolare, sembra doversi attribuire l’introduzione degli “alti gradi”, cioè i gradi superiori al terzo, anche se con certezza essi conferivano e praticavano soltanto quelli evolutisi nell’odierno Arco Reale, che non presentano diretta connessione o affinità con i gradi “scozzesi”, la cui origine, nonostante il nome, deve rintracciarsi in Francia o comunque nell'Europa continentale.
    A onta della corrente denominazione, all’apparenza toponimica, la maggioranza degli Autori ritiene che le fonti dirette dello scozzesismo massonico debbano essere ricercate non già in Scozia, bensì in Francia, in Germania e in America.
    Di fatto, la prima menzione certa di una massoneria “scozzese”, come espressione di gradi addizionali ai tre detti simbolici, risale al 1743 e più esattamente alle Ordonnances Générales pubblicate l’11 dicembre di quell’anno dalla Gran Loggia di Francia.
    Successiva conferma proviene dalle riedizioni, a partire dal 1744, del libello Le Secret des Francs-Maçons Trahi et le secret des Mopses révélé, attribuito in genere all’abate Pérau ed edito nel 1742, ove si fa menzione di “maestri scozzesi”.
    Un’altra opera “non autorizzata” del 1746, Les Francs-Maçons Ecrasés, esplicitamente menzionava gradi superiori sotto il nome di Architetti o di Scozzesi e riportava il rituale d’iniziazione al grado di Maestro Aspirante Scozzese. Ulteriore antecedente viene indicato nella storia favolosa della libera muratoria tratteggiata da André Michel de Ramsay attraverso il famoso Discours scritto nel periodo 1736-1737, pubblicato una prima volta nel 1738 e riprodotto nel 1742, ove le origini della massoneria erano indicate nell’epopea delle Crociate.
    Nonostante l’iniziale ostilità manifestata dalla G. L. di Francia nelle citate Ordonnances Générales del 1743, ben presto (nel 1745) lo stesso gran maestro, il conte di Clermont, approvava gli Statuti di una sorta di loggia-modello all’Oriente di Parigi, sotto il titolo distintivo di Saint-Jean de Jérusalem, nei quali riconosceva ai Maestri Scozzesi un diritto di sorveglianza sulle logge simboliche.
    Secondo una tradizione non del tutto certa, il 27 agosto 1761 dalla loggia Saint-Jean de Jérusalem di Parigi fu rilasciata al commerciante Etienne Morin, in partenza per l’America, una patente per la diffusione dei gradi “scozzesi”. Prima a Santo Domingo e poi nella Giamaica, Morin diffuse gli “alti gradi”, che secondo il sistema a quel tempo praticato dalla loggia Saint-Jean-d’Écosse du Contrat Social erano 16 in tutto, da quello di Apprendista a quello di Principe di Gerusalemme. Morin non si limitò a creare logge e a iniziare agli “alti gradi” appartenenti al “sistema” suddetto, ma arricchì il sistema stesso incrementandolo fino a 25 gradi (il Rito di Perfezione) e ponendovi in cima il Principe del Real Segreto, con tutta probabilità da lui stesso elaborato. Alla morte di Morin nel 1771, la sua opera fu continuata da Henry Andrew Franken, il quale dette ulteriore impulso alla propagazione del Rito nel continente americano.
    Il Rito di Perfezione, che risultava essere una sintesi sistematica di alti gradi, prevedeva 22 gradi oltre i primi tre.

    I 25 gradi del Rito di Perfezione

    Apprendista
    Compagno
    Maestro
    Maestro Segreto
    Maestro Perfetto
    Segretario Intimo
    Prevosto e Giudice
    Intendente degli Edifici
    Maestro Eletto dei nove
    Illustre Eletto dei quindici
    Sublime Cavaliere Eletto, Capo delle dodici Tribù
    Gran Maestro Architetto
    Cavaliere dell’Arco Reale
    Grande Eletto, Antico Maestro Perfetto, detto della Perfezione
    Cavaliere d’Oriente o della Spada
    Principe di Gerusalemme
    Cavaliere d’Oriente o della Spada
    Sovrano Principe Rosa-Croce
    Gran Pontefice, o Maestro ad vitam
    Gran Patriarca Noachita
    Gran Maestro della chiave della Massoneria
    Principe del Libano, o Cavaliere dell’Ascia Reale
    Sovrano Principe Adepto
    Illustre Cavaliere, Commendatore dell’Aquila Bianca e Nera, Cavaliere Kadosch
    Sublime Principe del Real Segreto
    Tra il 1796 e il 1801, il sistema si modificò ulteriormente per un’implementazione di gradi fino a 33, in seguito all’arrivo nella Carolina del Sud, dove esisteva fin dal 1788 un Gran Consiglio dei Principi di Gerusalemme nell’ambito del Rito di Perfezione, di Alexandre François Auguste, conte di Grasse-Tilly, già appartenente alla loggia Saint-Jean-d’Écosse du Contrat Social all’Oriente di Parigi.
    Probabilmente a opera del Grasse-Tilly il 31 maggio 1801, a Charleston (Carolina del Sud), avvenne la fondazione del primo Supremo Consiglio del 33° e ultimo grado del Rito Scozzese Antico e Accettato. (d’ora in avanti indicato come R.S.A.A.).
    I fondatori del R.S.A.A., allo scopo di conferire legittimazione alla propria organizzazione, esibirono copia di un documento, le cosiddette Grandi Costituzioni, attribuite a Federico II di Prussia e datate Berlino, 1° maggio 1786, ritenute apocrife fin dal secolo scorso a causa dei numerosi anacronismi e delle non poche incongruenze rilevabili nel testo.
    Il Grasse-Tilly rimpatriò nel 1804 in Francia dove, facendo uso dei suoi poteri di Sovrano Grande Ispettore Generale, conferì gli alti gradi scozzesi fino al 33° a numerosi massoni francesi, finché il 22 settembre 1804 avvenne a Parigi la fondazione del Supremo Consiglio di Francia (R.S.A.A.), seguita (27 ottobre) da quella della Gran Loggia generale scozzese dello stesso Rito.
    Rispetto al Rito di Perfezione, il nuovo sistema in 33 gradi, nato a Charleston nel 1801 sotto la denominazione di R.S.A.A. e quale ancor oggi è praticato, ne aggiungeva 8 ulteriori.

    I 33 gradi del Rito Scozzese Antico Accettato

    Apprendista
    Compagno
    Maestro
    Maestro Segreto
    Maestro Perfetto
    Segretario Intimo o Maestro per curiosità
    Prevosto e Giudice o Maestro Irlandese
    Intendente degli Edifici
    Cavaliere Eletto dei IX
    Eletto dei XV
    Sublime Cavaliere Eletto
    Gran Maestro Architetto
    Arco Reale
    Grande Eletto Perfetto e Sublime Massone o Grande Scozzese della Volta Sacra
    Cavaliere d’Oriente o della Spada o Cavaliere Massone Libero
    Principe di Gerusalemme, Gran Consigliere, Capo delle Logge Regolari
    Cavaliere d’Oriente e d’Occidente
    Sovrano Principe o Cavaliere Rosa-Croce
    Gran Pontefice o Sublime Scozzese detto della Gerusalemme Celeste
    Venerabile Gran Maestro di tutte le Logge regolari, Sovrano Principe della Massoneria o Maestro a vita
    Noachita o Cavaliere Prussiano
    Cavaliere dell’Ascia Reale o Principe del Libano
    Capo del Tabernacolo
    Principe del Tabernacolo
    Cavaliere del Serpente di Bronzo
    Scozzese Trinitario o Principe di Compassione
    Grande Commendatore del Tempio o Sovrano Commendatore del Tempio di Gerusalemme
    Cavaliere del Sole o Principe Adepto
    Grande Scozzese di Sant’Andrea di Scozia o Patriarca delle Crociate, Cavaliere del Sole, Gran Maestro della Luce
    Grande Eletto Cavaliere Kadosch o Cavaliere dell’Aquila Bianca e Nera
    Grande Ispettore Inquisitore Commendatore
    Sublime Principe del Real Segreto
    Sovrano Ispettore Generale
    Inoltre, mentre in America il Rito si limitava a sovrapporre i gradi dal 4° al 33° ai primi tre - i quali negli Stati Uniti impiegavano tuttavia, come tuttora hanno in uso, i rituali inizialmente importati dall’Europa nel XVIII secolo, in prevalenza di derivazione dagli Antients o dai Moderns - ed esercitava in forma autonoma la propria giurisdizione soltanto sui gradi superiori al terzo, lasciando quella relativa ai primi tre gradi alle Grandi Logge cosiddette simboliche, al contrario in Europa il R.S.A.A. tendeva a costituirsi via via nei diversi Paesi come corpo amministrativamente e ritualmente separato dalle Grandi Logge già a partire dalla base della “piramide” costituita dai primi tre gradi, fin dai quali si manifestavano caratteristiche simboliche e rituali specificamente “scozzesi”, diverse dalle altre. Infatti, fin dal 1805 il Supremo Consiglio di Francia adottò per i lavori rituali nei primi tre gradi delle logge alla propria obbedienza i rituali già in uso presso la parigina loggia Saint-Jean d’Écosse, detta anche du Contrat Social, della quale non per caso il Grasse-Tilly era stato membro prima della Rivoluzione e che era già stata loggia-madre del Rito Scozzese Filosofico.

    Della “piramide” di trentatré gradi, i primi tre (apprendista, compagno e maestro) sono sottratti ormai ovunque a qualsiasi forma di autorità o di controllo da parte dei Supremi Consigli, appartenendo essi alla completa e sovrana giurisdizione delle rispettive Grandi Logge. Quanto ai gradi successivi, in molti Paesi ben pochi ne vengono effettivamente praticati: in Italia, per lunga tradizione, soltanto il quarto (Maestro Segreto), il nono (Cavaliere Eletto dei Nove), il diciottesimo (Principe Rosa Croce), il trentesimo (Cavaliere Kadosh), il trentunesimo (Grande Ispettore Grande Inquisitore Commendatore), il trentaduesimo (Sublime Principe del Real Segreto) e il trentatreesimo (Sovrano Grande Ispettore Generale), mentre quelli intermedi vengono conferiti “per comunicazione” ovvero attraverso brevi esposizioni verbali al momento dell’iniziazione a quelli sopra menzionati; in Francia il nono grado viene invece conferito “per comunicazione” ed è praticato al suo posto il quattordicesimo (Grande Scozzese della Volta Sacra)

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    La faccia occulta della storia

    Tratto da "Massoneria e Sette Segrete"

    CAPITOLO VII

    L'ASSALTO AL TRONO: GLI ILLUMINATI DI BAVIERA

    Il 1° maggio 1776 un ventottenne professore di giurisprudenza dell'Università dei Gesuiti di Ingolstadt in Baviera, Adam WeiGhaupt, radunava attorno a sé i primi aderenti di un nuovo ordine, gli Illuminati Germaniae od Ordo Illuminatorum, imponendo per precauzione a ciascuno di loro uno pseudonimo. Per sé scelse il nome dell'antico ribelle trace Spartacus148, mentre ai suoi quattro discepoli adattava i nomi classici di Ajax (al secolo: Massenhausen), Tiberius (Merz), Agathon (Bauhof) e Sutor (nome originale ignoto). Negli anni successivi l'Ordine si sviluppò secondo il criterio dei cerchi concentrici, spesso occupati da personaggi di chiara fama del mondo politico e culturale del tempo, quali Goethe (Albaris)149, Mozart, Herder (Damasus Pontifex) o il principe Ferdinando di Brunswick (Aaron) Gran Maestro della Stretta Osservanza Templare. Protagonisti di prima grandezza dell'Ordine furono Saverio Zwack, il cui nome di battaglia era quello di Filippo Strozzi150 successivamente mutato in Catone, ma soprattutto il barone Adolf Franz Friedrich Ludwig Freiherr von Knigge, alias Philon, già allora famoso in ambito massonico, il cui apporto all'organizzazione fu decisivo.

    Il nome prescelto di "Illuminati" era di uso comune presso gli gnostici dei primi secoli e venne precedentemente adottato da una setta germanica praticante, verso il 1400, il satanismo151.

    Secondo lo storico francese Jean Lombard invece, il nome era di origine manichea, setta gnostica che si proclamava illuminata dal cielo. Per rifarsi più direttamente a questa tradizione, i nuovi "Illuminati" adottarono l'era persiana il cui inizio era fissato al 630 d.C., stabilendo quindi l'anno 1146 come data di fondazione dell'Ordine152.

    148 II riferimento al famoso gladiatore che si ribellò nel 75 a.C. testimonia la volontà rivoluzionaria di Weißhaupt. È la stessa che riaffiora nel 1916 attraverso l'israelita Karl Liebnecht, quando battezza col nome di "Spartakus Bund" i gruppi comunisti tedeschi che infiltrati dalla Russia scatenarono la piazza. Di essi faceva parte anche il filosofo ebreo Herbert Marcuse (1898-1979), ex agente segreto americano nel 1942, mentore, assieme ai correligionari Horkheimer e Adorno di quella "Scuola di Francoforte", che cercava di coniugare Marx con Freud e alla quale si ispirò la contestazione giovanile nel 1968 sotto la guida di un altro israelita: Daniel Cohn-Bendit (v. anche: Werner Gerson, Le nazismo, société secrète, Paris, Ed. Belfond, 1976, p. 48. Gerson era pseudonimo di Pierre Mariel, massone e martinista).

    149 L'autorevole Dictionnaire de la Franc-Mayonnerie, cit., annovera Goethe fra i Rosacroce (p. 1068).

    150 Fu lo stesso pseudonimo più tardi adottato da Giuseppe Mazzini.

    151 V. Nesta H. Webster, studiosa di storia inglese, World Revolution, numero del 9 luglio 1921 della The Saturday Review di Londra, p. 10.

    152 Jean Lombard, La cara oculta de la historia moderna (La faccia nascosta della storia moderna), Madrid, Editrice Fuerza Nueva, 1979, Tomo I, p. 278.

    Simbolo dell'Ordine fu la piramide di pietra tronca suddivisa in tredici piani153 e sovrastata dall'occhio onniveggente dei culti esoterici egizi; alla sua base, incisa in lettere romane, la data di fondazione. Il simbolo venne successivamente fatto proprio dalla massoneria dopo la "messa in sonno" dell'Ordine nel 1786 e riapparve nel 1919 come emblema del British Israel, poderosa organizzazione che riprende gli intenti e i fini sinarchici degli Illuminati.

    Infine la stessa piramide domina il Gran Sigillo USA, ufficialmente adottato il 20 giugno 1782 e ripreso nel 1935 sul biglietto da un dollaro dove spicca il motto programmatico della Controchiesa: Nuovo Ordine dei Secoli.



    Il simbolo del dollaro è il risultato della composizione di un bastone e di un serpente che si avvolge su di esso: il significato del primo è quello di comando e signoria, mentre il serpente ascendente evolutivo sta a significare il progresso conseguito attraverso la potenza del denaro - progresso inteso nell'accezione di cammino verso il Governo Mondiale.

    WEIßHAUPT

    Weißhaupt sarebbe nato il 6.2.1748 a Ingolstadt in Baviera da una famiglia di pedagoghi, cosa che rende probabile un suo precoce avvicinamento alle opere di Comenius. "Fece i suoi studi a Ingolstadt, dove egli fa la professione (religiosa, N.d.A.) nell'anno 1772 e dove divenne, tre anni dopo, titolare della cattedra di diritto naturale e canonico"154. Si afferma che Weißhaupt fosse stato iniziato nel 1774 ai misteri occulti egiziani da un mercante

    153 Tredici è un numero cabalistico che qui sta ad indicare le tredici tappe della via iniziatica per giungere all'unica verità, quella professata dall'Alta Loggia; cfr. P. Virion, Bientòt..., cit., pp. 94-95.

    154 Enciclopedia Larousse du XXe Siede, 1933, Tomo VI, p. 1072.

    dello Jutland, tal Kòlmer, e da esso incitato a gettare le basi di una società segreta nel 1776155, ma altri autori invece sostengono che Weißhaupt non fosse l'unico padre fondatore degli Illuminati ma si accompagnasse con altri cinque israeliti: Wessely, i tre banchieri Daniel Itzig, Friedlander e Meyer156 e Moses Mendelssohn, ricco israelita "traduttore e propagatore dei Discorsi di Jean Jacques Rousseau contro il diritto di proprietà, Discorsi dai quali il socialcomunismo odierno ha tratto la propria ispirazione"157. Ipotesi da non escludere giacché era lo stesso Bernard Lazare, noto polemista e sionista e-breo (1865-1903), che segnalava la presenza di ebrei intorno a Weißhaupt158.


    Adam Weißhaupt (1748-1830), alias Spartacus

    Personalità ricca di zone d'ombra, Weißhaupt si professò dapprima cattolico, indi ateo e materialista: di carattere schivo ma ambizioso, tenace nei suoi intendimenti, ma stranamente carente di senso organizzativo al punto che solo l'incontro con von Knigge verso il 1780 riuscì a scongiurare il rischio di dissoluzione dell'Ordine. Questo teorico della sovversione venne iniziato al minimo grado l'8.2.1777 alla loggia della Stretta Osservanza "La Prudenza" di Monaco, fatto in sé paradossale quando si consideri la sua approfondita conoscenza dei misteri massonici, ma che ha una sua ragione nella decisione di "appoggiare l'associazione che egli aveva creato alla Massoneria

    155 Marie-France James, Les précurseurs de l'Ère du Verseau, Sherbrooke, Québec, Éditions Paulines, p. 115, e Paolo Calliari, Pio Bruno Lanieri e la Controrivoluzione, Torino, Ed. Lanteriana, 1976, p. 130.

    156 La vieille Franca, 31.3 - 6.4.1921, citato da: Inquire Within, The fra// of thè Serpent, Ed. Christian Book Club of America, Hawthorne, California, s.d., p. 69.

    157 Y. Moncomble, Les vrais responsables de la troisieme guerre mondiale, Paris, Ed. Yann Moncomble, 1982, p. 13.

    158 B. Lazare, L'Antisémitisme..., cit., p. 167.

    159 E. Nys, op. cit., p. 76. Nell'opera di Yan Rachold, Die Illuminaten, Berlin, Akademie Verlag, 1984, p. 11, gli Illuminati vengono definiti "una lega segreta illuminista strettamente legata con la massoneria".



    Fregio di sinistra del dollaro americano con il tronco di piramide sovrastato dall'occhio onniveggente, simbolo degli Illuminati di Baviera; la data del 1776 incisa sul basamento non è quella della fondazione degli Stati Uniti, come comunemente si crede, bensì quella della nascita dell'Ordine degli Illuminati. Il contrassegno è stato adottato nel 1919 dal British Israel. La piramide ha 13 gradini, simbolo dell'iniziazione rosicruciana; il cartiglio sottostante contiene un evidente errore ortografico introdotto ad arte affinchè la divisa Novus Orda Seclorum risulti composta di 17 lettere invece di 18. Il significato simbolico del numero 17 è, infatti, "privazione della perfezione celeste", altrimenti rappresentata dal numero 18. ANNUIT COEPTIS significa "approva le cose iniziate", cioè quelle stabilite in prossimità dell'occhio onniveggente della massoneria160. La piramide risulta composta da pietre "squadrate", trasformate dal "Grande Architetto dell'Universo" a rappresentare la nuova umanità degli iniziati in contrasto con la "pietra grezza", informe, dei comuni mortali.

    160 A rigore dire seclorum non sarebbe errato: secolo in latino si scrive più comunemente saeculum. Non manca neppure la forma seculum che analogamente potrà fare seclum. Nel dollaro si è dunque fatto ricorso alla forma più inconsueta del vocabolo.

    Von Knigge, alias Philon, aveva invece raggiunto gradi assai elevati in vari ordini massonici fra cui quello rosicruciano di Cavaliere Templare della Stretta Osservanza e Gran Profeta del Rito Scozzese Rettificato martinista di Willermoz. La continuità era evidente... Spirito avventuroso, assetato di occultismo, peregrinò a lungo per l'Europa prima di conseguire una sostanziosa entratura presso la corte di Baviera. Fu lui il vero artefice della perfetta organizzazione e dell'ingegnosa gerarchia teorizzata da Weißhaupt per l'Ordine, ricalcando alla rovescia il modello della Compagnia di Gesù. Secondo il massone Gerson, Knigge operò mosso da profondo odio al cattolicesimo, al punto che di lui si diceva: "ovunque passi, semina la zizzania"161.


    Barone Adolf von Knigge, alias Philo.

    L'ORGANIZZAZIONE DELL'ORDINE

    L'Ordo Illuminatorum aveva mutuato dai Gesuiti "l'imposizione di una rigida disciplina morale in vista di forgiare il carattere degli adepti con quelle doti peculiari necessarie al conseguimento del fine che si proponeva di raggiungere; e prendendo dalla massoneria la tecnica generale delle società segrete e, in modo particolare il gradualismo delle rivelazioni, per il quale l'affiliato viene a conoscere soltanto un poco alla volta, nella misura in cui i superiori segreti dell'Ordine lo ritengano degno, i fini che l'associazione si propone"162.

    L'intervento del Knigge valse ad allargare le ristrette basi bavaresi edificando un sistema massonico formidabile che in pochi anni avrebbe compenetrato la Stretta Osservanza e Rito Scozzese Rettificato travalicando i confini tedeschi per approdare a Parigi, in Svizzera, Polonia e Russia163.

    161 W. Gerson, op. cit., p. 47.

    162 C. Francovich, Storia della massoneria..., cit., p. 311.

    163 "Quasi duemila aderenti furono attirati alla causa"; membri illuminati di Parigi furono Mirabeau, Cazot-te, Robespierre e Lavoisier (E. Nys, Massonerìa e società..., cit., pp. 77-78); secondo J. Lombard (op. cit., Tomo I, p. 279) a tre anni dalla costituzione dell'Ordine gli iniziati erano già in numero di 2500.


    "In meno di cinque anni - narra il Mariel - divennero i padroni occulti non solo della Baviera, ma anche degli Stati vicini al Sacro Romano Impero"164.

    Scrive il noto Dictionnaire de la Franc-Magonnerie del Ligou, citando il Le Forestier, che lo stesso Dictionnaire non esita a definire "probabilmente uno dei migliori storici dell'Ordine, benché non sia mai stato massone [...]. Quantunque non iniziato R. Le Forestier sa ammirabilmente di ciò che parla" (p. 710):

    "Gli storici che hanno visto nell'Ordine degli Illuminati una macchina da guerra inventata da un ex allievo dei gesuiti per combatterli con le loro stesse armi non si sono gran che ingannati. Esso era mirabilmente adattato alla mentalità di coloro che volevano combattere il "fanatismo", i "nemici della Ragione e dell'Umanità" nella cattolicissima e barocchissima Baviera"165.

    Nel gennaio 1782 l'Ordine degli Illuminati era articolato su vari gradi a loro volta divisi in due classi:

    "la prima classe o "edificio inferiore" era una preparazione alla seconda classe o "edificio superiore", che comprendeva i misteri veri e propri.

    La scala gerarchica dell'Ordine degli Illuminati, a partire dai gradi inferiori a quelli superiori, era la seguente:

    Postulante (o Neofita);

    Minervale;

    Illuminato minore;

    Illuminato maggiore;

    Epopta (Prete illuminato);

    Reggente (Principe illuminato);

    Mago-filosofo;

    Uomo-Re.

    A mano a mano che procedeva nella scala iniziatica l'Illuminato vedeva sollevarsi i veli che gli nascondevano lo scopo supremo dell'Ordine: la distruzione della società, la sua sostituzione con un'organizzazione senza classi, senz'altra gerarchla che la "virtù" di ogni cittadino.

    164 P. Mariel, Le società segrete..., cit., p. 55.

    165 D. Ligou, Dictionnaire de la Franc-Maconnerie, cit, p. 820.


    Gli Illuminati giunti all'epoptato sapevano che avrebbero contribuito al crollo dei cristianesimo e della regalità sostituiti dall'ateismo e dall'egualitarismo"166.

    Al grado di Mago-filosofo, ci informa lo storico massone Serge Hutin, "si insegnava una metafisica panteista 'Dio e il mondo sono Uno'"

    Siamo, in realtà, di fronte al vecchio panteismo gnostico che, sull'onda dell'ancestrale non serviam, rinnega Dio sostituendoGli il Tutto e divinizzando così se stesso quale parte del Tutto. Fra la prima e la seconda classe vennero inseriti nel 1782 i tre gradi inferiori della massoneria scozzese, apprendista, compagno, maestro, che permettevano agli Illuminati di diventare uno dei molti ordini massonici, ma soprattutto di creare così dei binati morti lungo cui veicolare quegli elementi che non venivano riconosciuti adatti dai selezionatori (areopagiti) ad accedere ai gradi superiori168.

    166 Ivi, p. 44.

    167 S. Hutin, op. cit., p. 138.

    168 Cfr. C. Francovich, Storia della massoneria..., cit., p. 321.

    Scrive Rene Le Forestier (1868-1951), germanista e documentato saggista massonico, nella sua tesi di laurea Gli Illuminati di Baviera e la Massoneria tedesca169 presentata a Parigi nel 1915, trattando delle istruzioni che Weißhaupt stesso provvedeva ad impartire al grado di Reggente (pp. 303-304):

    "Nel segreto risiede gran parte della nostra forza. Così dobbiamo coprirci col nome di un'altra società. Le logge della massoneria sono il velo più comodo per dissimulare i nostri scopi elevati, perché il mondo è già abituato a non attendersi da essa nulla di grande che possa attirare l'attenzione. Il nome di società di scienziati è inoltre un'eccellente maschera per le nostre classi inferiori e dietro la quale noi possiamo nasconderci se viene risaputo qualcosa delle nostre assemblee".

    La struttura dell'Ordine era la classica, a cerchi concentrici: secondo il Barruel - con la conferma dello stesso Hutin - il cerchio interno contava 21 membri, che a loro volta cooptavano un Consiglio Interno di 3 membri, cui spettava l'elezione del Gran Maestro, autocrate con pieni poteri170.

    L'organizzazione era quella tipica delle società segrete rivoluzionarie, ovvero a piccoli gruppi, disposti a cellule sovrapposte, senza contatti fra le gerarchie più elevate e i gradi inferiori, onde creare compartimenti stagni assai utili in caso di tradimenti o tentativi di infiltrazione. Quanto al metodo di lavoro, se si deve credere al Mariel, "come negli scacchi, occorre sistemare i pezzi principali nei posti buoni, alle leve di comando. Sicché questi gruppi, per osmosi, controllano i meccanismi più importanti degli Stati" 171.

    Per giungervi occorreva discrezione e silenzio: "il silenzio e il segreto sono l'anima stessa dell'Ordine", prescriveva il Codice dei Novizi (Barruel) e agli adepti era fatto obbligo di negare in ogni occasione tanto l'appartenenza all'Ordine, quanto la sua stessa esistenza.


    LA DOTTRINA ILLUMINATICA

    La dottrina illuminatica professata era radicale, e nella logica massonica triadica tesi-antitesi-sintesi, che in campo politico si risolve nel ciclico susseguirsi della sequenza destra-conservazione, sinistra-progresso, centro-compromesso fra le prime due, si collocava, rumorosamente e in modo com-

    169 R. Le Forestier, Les l/luminés de Bavière et la Franc-Maconnerie allemande, Paris, Editions Arche, 2001.

    170 S. Hutin, Governi occulti..., cit., p. 143.

    171 P. Mariel, Le società segrete..., cit., p. 9.

    promettente172, all'estrema sinistra, fra il Rito scozzese al centro e i sistemi mistici rosicruciani, tipo Stretta Osservanza, alla destra. L'Illuminatismo proclamava di perseguire "la distruzione degli abusi che s'erano introdotti nell'organismo sociale; il mezzo era la conquista delle funzioni pubbliche per mezzo degli affiliati e pel tal fatto aver lo Stato in propria mano [...] (esso) mostrava il diritto di proprietà come un primo attentato contro l'uguaglianza, e i governi, unico appoggio della proprietà, come apportatori di pregiudizio alla libertà; esso si proponeva di liberare i popoli dalla tirannia dei prìncipi e dei preti"173. Concetto che il Condorcet cinicamen'e esprimeva nella frase: "Strangolare l'ultimo prete con le budella dell'ultimo re"174.

    Del resto cos'era la morale per Weißhaupt? Essa "altro non è che l'arte che insegna agli uomini a diventare coscienti, a scuotere il giogo della tutela, a sentirsi autonomi, a fare a meno dei principi e dei governi"175 .

    "I massoni, prescriveva testualmente Weißhaupt, devono esercitare l'autorità sugli uomini di ogni stato, di ogni nazione, di ogni religione, dominarli senza alcuna costrizione esterna, tenerli uniti con legami durevoli, ispirando a tutti uno stesso spirito, diffondere ovunque uno stesso spirito, nel massimo silenzio e con tutta l'operosità possibile, dirigere tutti gli uomini sulla terra per lo stesso fine. E nell'intimità delle società segrete che si deve conoscere come preparare l'opinione"176.

    Se questo testo lo si affianca a quello che descrive la condizione umana nella Panorthosia di Comenius (cfr. p. 60), non può sfuggire lo stretto legame che li accomuna in un'identica concezione di Governo Mondiale, inteso come dittatura totalizzante per l'individuo: l'affiliazione rosicruciana degli Illuminati appare qui nella sua intera evidenza anche se filtrata attraverso la Stretta Osservanza Templare. Né si dimentichi che proprio quest'ultima aveva per protettore quel duca Ferdinando di Brunswick177 , finanziatore degli Illuminati e martinista del Rito Scozzese Rettificato. Continuità colta perfettamente nelle parole dello studioso Jacques Bordiot :

    172 R. Le Forestier, op. cit., p. 22.

    173 E. Nys, op. cit., pp. 76-77; cfr. anche H. C. Puech, op. cit., p. 651.

    174 P. Calliari, Pio Brunone Lanieri..., cit., p. 59.

    175 S. Hutin, Governi occulti..., cit., p. 137.

    176 Cit. da: abbè Emmanuel Barbier, Les Infiltrations maconniques dans d'Eglise, Paris, Ed. Desclée de Brouwer et Cie, 1910, p. 3.

    177 Citato dal libro dello storico J. B. Palou, La Franc-Maconnerie, Paris, Ed. Payot, 1964, p. 174. Jean Bernard Palou (1917-1967) fu 33° grado del Rito scozzese e fondatore nel 1965 di una loggia in Iran.

    178 Ingegnere elettrotecnico francese scomparso nel 1984 in età avanzata, fu giornalista di talento e col-laborò per anni a diverse riviste parigine. Autore di pregevoli opere sul mondialismo alle quali spesso, in questo studio, si fa riferimento.


    "Si ritrova nell'ideologia degli Illuminati l'affermazione martinista della superiorità della "società naturale", cui s'è sostituita dopo la Caduta cosmica quella convenzionale, "fantasma di verità, vano paravento che gli uomini si sono dati. Ma mentre per ristabilire "la religione della ragione" e lo "stato di pura natura", Pasqually preconizza la "Reintegrazione" dell'uomo attraverso la "via attiva" dell'occultismo e dell'ascesi, il rivoluzionario Weißhaupt propone la distruzione cieca e totale di ogni struttura sociale esistente, al bisogno con la violenza"

    L'istruzione per Weißhaupt - come per Comenius - avrebbe ricoperto un ruolo fondamentale:

    "Rendete universale l'istruzione, egli predicava, e così renderete generale anche la reciproca sicurezza. Ora la sicurezza e l'istruzione bastano per poter fare a meno di principi e di governi"180.

    Non è qui difficile cogliere alcuni genuini ingredienti gnostico-rosicruciani della Controchiesa: dal panteismo che vede nella creatura il Creatore, all'avversione viscerale per le gerarchle naturali impersonate dal Trono e dall'Altare, alla sovversione istituzionalizzata per il tramite di un'istruzione atea e disgregatrice. La novità introdotta dagli Illuminati sta forse nella ricerca di nuove forme organizzative per un Ordine altamente virulento, finalizzato ad una rivoluzione permanente che si sarebbe concretizzata dapprima in quella francese, che agli Illuminati deve la preparazione dei suoi quadri e l'infiltrazione delle idee socialiste. Il già citato storico Serge Hutin riconosce negli Illuminati i padri fondatori del socialismo moderno diretti precursori dei vari Babeuf, Buonarroti, Bakunin, Kropotkin,vBlanqui, Trotzkij, Lenin182.

    Quando, infatti, nell'ottobre 1786 la polizia bavarese ne scoprì l'organizzazione, un fitto carteggio e numerosi documenti caddero nelle sue mani e vennero pubblicati per ordine del re di Baviera183. Poco dopo venne decretato lo scioglimento dell'Ordine riconoscendo in esso una società a fini sovversivi.

    179 H. Coston, La Conjuration..., cit., p. XXXIII.

    180 P. Mariel, Le società segrete..., cit., p. 53.

    181 S. Hutin, op. cit., pp. 139-40.

    182 Cfr. W. Gerson, Le Nazismo..., cit., p. 54.

    183 II testo di questi documenti è oggi rintracciabile ad esempio nel libro di Jan Rachold, Die Illuminaten -Ouellen und Texte zur Aufklàrungsideologie des Illuminatenordens (1776-1785), Berlin, Akademie-Verlag, 1984, e in: H. Coston, La Conjuration..., cit., con interessante e documentata prefazione. In origine i documenti furono pubblicati da A. Francois, stampatore di Corte, Monaco, 1786.


    Dal carteggio emerse un programma articolato essenzialmente in sei punti:

    1. abolizione della monarchia e di ogni altro governo legale;

    2. abolizione della proprietà privata;

    3. abolizione del diritto di eredità privata;

    4. abolizione del patriottismo e della lealtà militare;

    5. abolizione della famiglia, cioè del matrimonio come legame permanente, e della moralità familiare; permesso il libero amore; l'educazione dei figli viene affidata alla comunità;

    6. abolizione di qualunque religione184.

    Non c'è chi non veda la perfetta coincidenza, con settantanni di anticipo sul Manifesto di Marx, con gli enunciati del socialismo , fautore di una società laicista e libertaria in cui l'individuo, ridotto ad entità anonima e spersonalizzata, si fonde panteisticamente nel collettivo, senza alcuna responsabilità verso se stesso e gli altri.

    Uno storico americano, Gary Allen, osserva in proposito:

    "Karl Marx fu cooptato da un gruppo misterioso, che si chiamava Lega degli Uomini Giusti, per redigere il Manifesto Comunista come acchiappacitrulli destinato a sedurre la popolazione [...]. Tutto ciò che Marx ha veramente fatto è stato di adeguare al gusto del tempo e di codificare esattamente il programma e i princìpi rivoluzionari stabiliti settant'anni prima da Adam Weißhaupt, il fondatore degli Illuminati di Baviera. È fatto scontato e ben riconosciuto dagli specialisti di tali problemi che la Lega degli Uomini Giusti non era che un succedaneo dell'illuminatismo, costretto a scomparire nella clandestinità dopo esser stato smascherato dall'irruzione della polizia bavarese del 1786186.

    Particolarmente significativa al riguardo è una frase ritrovata fra gli appunti di Weißhaupt e riportata dall'Hutin:

    "Dobbiamo distruggere tutto, senza riguardo, pensando solamente questo: il più possibile e il più presto possibile" 187.

    E il principe anarchico Michel A. Bakunin (1814-1876), insignito del 32° grado presso il Grande Oriente d'Italia, amico di Mazzini e anima del movimento nichilista e comunista del XIX secolo, faceva eco dal suo I principi della rivoluzione:

    "Dunque per stretta necessità e per giustizia dobbiamo dedicarci totalmente alla pressante opera di distruzione totale in un crescendo continuo fino a che non resterà più nulla delle forme sociali esistenti [...]. La generazione

    184 P. Calliari, op. cit., p. 133.

    185 Cfr. Igor Safarevic, // Socialismo come fenomeno storico mondiale, Milano, Ed. La Casa di Matriona, 1980, pp. 261-69.

    186 Gary Allen, None Dare Cali It Conspiracy (= Nessuno osa chiamarlo complotto), Seal Beach, Califor-nia, Concord Press, 1971 , pp. 25, 26.

    187 S. Hutin, op. cit., p. 139.


    attuale deve incominciare con delle vere rivoluzioni; deve cominciare a| cambiare da cima a fondo le condizioni di vita sociale. Ciò significa che la generazione attuale deve distruggere ciecamente alla radice tutto ciò che esiste con un unico pensiero: tutto e il più in fretta possibile"188.


    I FINANZIAMENTI

    L'Hutin, nell'opera citata, riferisce che l'affiliato ai gradi superiori dell'Ordine degli Illuminati, ma privo di rendite, veniva sovvenzionato dall'Ordine stesso e, citando il Barruel189, che l'Ordine poteva disporre di ] una fitta rete di uomini di tutta fiducia, posti a non più di due leghe di distanza, sul territorio di diverse nazioni europee in guisa che i capi potevano far pervenire i loro messaggi con velocità ben superiori alla posta del tempo. Ci si può dunque chiedere con l'Hutin, considerato che Weißhaupt non disponeva di grandi risorse finanziarie nonostante gli alti personaggi che lo circondavano, da dove provenisse il denaro190. L'Hutin si limita a porre la domanda e non azzarda ipotesi. Furono forse gli Illuminati di Baviera strumenti di quella Controchiesa derivante dal connubio Alta Loggia - Alta Finanza? Pare di sì. Altre fonti informano, infatti, che lo stesso anno dello scioglimento della Compagnia di Gesù, nel 1773, il finanziere israelita trentenne Am-schel Mayer Bauer, fondatore della dinastia dei Rothschild, riuniva a Francoforte dodici grossi esponenti del mondo bancario, economico e scientifico, per porli al corrente di un piano di dominazione mondiale e fissarne le linee di sviluppo191.

    "Mi si consenta di battere e controllare la moneta di un Paese - andava sostenendo il Mayer - e non mi importerà più dei suoi governanti"192.

    188 I. Safarevic, op. cit., pp. 354-55; v. anche G. Ventura, Tutti gli uomini.....cit., p. 26.

    189 Gesuita antirivoluzionario del secolo scorso che qualche studioso indica anche come ex-massone; autore di una ponderosa opera sull'azione delle società segrete nella preparazione della Rivoluzione francese, v. Abbé Augustin Barruel, Storia del giacobinismo. Massoneria e Illuminati di Baviera (titolo originale: Mémoires pour servir a l'histoire du Jacobinisme, Londra, 1797), Carmagnola, Edizioni Arktos-Oggero, 1989.

    190 S. Hutin, op. cit., p. 141.

    191 Riportato da : William Guy Carr, Pawns in thè game (= Pedine nel gioco), P. O. Box 900566, Palmda-le, CA 93590 (U.S.A.), Omni/Christian Book Club, s.d., p. 28. Questo tipo di informazione emerge anche in un comunicato dei Vescovi francesi a Lourdes, v.: M. Servant, Veillez et priez car l'heure est pròche, Saint Germain-en-Laye, Servant autore ed editore, 1972, Voi. I, p. 152.

    192 W.G. Carr, op. cit., p. 15.


    E poiché non si da una cospirazione di simile respiro senza disporre di adeguati strumenti e mezzi per affermarla, non deve sorprendere che il Rothschild scegliesse e finanziasse proprio il Weißhaupt, che per ben tre anni attese alla messa a punto del suo piano.


    AZIONE DEGLI ILLUMINATI E LORO SOPRAVVIVENZA

    La macchina messa in moto dai Rothschild attraverso Weißhaupt, se avesse funzionato, avrebbe comportato la polverizzazione del cristianesimo e dell'assetto funzionale della società europea pre-rivoluzionaria. Ma non per ciò l'azione posta in essere fu sterile: che l'infiltrazione delle idee illuminati-che fu capillare e continua. Basti pensare al Convegno di Wilhelmsbad, presso Francoforte, tenuto dal 16 luglio al 1° settembre 1782 dove Weißhaupt e Knigge riuscirono, celandosi dietro la copertura di appartenenti ad un'associazione culturale e umanitaria aperta al gran pubblico, ad avvicinare i più alti iniziati delle massonerie partecipanti e porli al corrente dei veri scopi, radicali ed anarchici, dell'Ordine, giocando così un ruolo chiave nella preparazione degli eventi successivi.

    "Ciò che avvenne in questo terribile congresso non sarà conosciuto dal mondo esterno, perché anche coloro che involontariamente erano stati coinvolti in questo movimento, ed ora sentivano per la prima volta i reali fini a cui tendevano i loro capi, erano legati dal giuramento di non dire nulla [...]. Gli storici non hanno dato a questo congresso l'importanza che ha avuto per la conseguente storia del mondo"193.

    Citiamo a supporto di ciò la testimonianza di un martinista di Lione, il conte Francois-Henri de Virieu, confermata dal conte von Haugwitz (1752-1831) ministro di Stato del Regno di Prussia e membro della Stretta Osservanza Templare. Di ritorno dal Convegno di Wilhelmsbad, nel 1782, dove gli Illuminati avevano trionfato sulla Stretta Osservanza, il Virieu, interpellato da un amico che gli chiedeva quali segreti ne avesse riportato, rispose:

    "(i tragici segreti, N.d.R.) Non ve li rivelerò. Tutto ciò è assai più serio di quanto non pensiate. La cospirazione è ordita così bene, che alla Monar-chia e alla Chiesa sarà per così dire impossibile sfuggirle"194.

    193 N. Webster, WorldRevolution..., cit., p. 18.

    94 Ibidem e Henri Daniel-Rops, Storia della Chiesa del Cristo - La Chiesa nei tempi classici, Voi. V, Tomo II, Torino, Ed. Marietti, 1961, p. 68.


    La Rivoluzione francese fu opera degli Illuminati? L'Ancien Regime crollò dal di fuori o dal di dentro? Appare sempre più difficile, nonostante i pregiudizi ideologici, ignorare la tesi del "complotto"; sono infatti ormai molti gli storici che accettano pacificamente l'ipotesi dell'esistenza di un | connettivo sotterraneo, di un'azione sinergica esterna piuttosto che quella ' della debolezza intrinseca del sistema. Illuminatismo, enciclopedismo, e massoneria convergenti nel giacobinismo furono dunque il motore della Rivoluzione, e che non è errato affermare che il ruolo di burattinai spettò agli uomini di Weißhaupt195.

    Un 31° grado del Rito Scozzese Antico Accettato, lo storico francese Gaston Martin, autore in tema di due opere classiche in questo genere196, riconosceva:

    "La Massoneria in questa trasformazione della società attraverso le i- j dee non si è accontentata di adattare i princìpi agli individui. Rapidamente essa è stata indotta a ricercare i mezzi pratici per realizzare queste idee. Essa è stata la vera creatrice di questo caposaldo, non dei principi, ma della prassi rivoluzionaria"197.

    Dichiarazione completata da quella di Ernesto Nys, autorevole storico e studioso di diritto internazionale, massone dei primi del secolo, che francamente ammetteva:

    "[...] è esatto dire che la Massoneria contribuì a preparare il movimento formidabile nel 1789"198.

    Ulteriore probante testimonianza è quella di uno dei protagonisti della Rivoluzione, il massone Camillo Desmoulins (1761-1791), il quale poco prima di salire a sua volta il patibolo, in ossequio al principio che la Rivoluzione divora i propri figli, scriveva nell'opuscolo Frammenti della Storia segreta della Rivoluzione:

    "Forse che mi si può negare che le radici della Rivoluzione francese erano tutte aristocratiche? Forse che mi si può negare che ci sono stati nel cuore della Rivoluzione dei macchinisti della rivoluzione ?"199

    195 Cfr. l'opera del professore scozzese John Robison A. M., Proofs of a conspiracy against ali thè relig-ions and governments of Europe, New York, 1798, p. 218. In quest'opera il Robison "tirava la conclusione che i trattati mistici come quelli di Claude de Saint-Martin non avevano avuto altro scopo che di distruggere i culti e accusava di empietà i massoni mistici" (v. D. Ligou, Dictionnaire..., cit.,, p. 1061); v. anche M. Introvigne, La Rivoluzione Francese: verso un'interpretazione teologica in: "Quaderni di Cristianità", Piacenza, estate 1985; E. Delassus, II problema dell'ora presente, Roma, Ed. Desclee, 1907, Voi. I, p. 573. John Robison (1739-1805), iniziato a una loggia di Pietroburgo, e membro di una loggia di Liegi, aveva il grado di Rosacroce secondo il Barruel, di Maestro Scozzese secondo il Le Forestier.

    196 Gaston Martin, La Franc-Maconnerìe francaise et la préparation de la Révolution de 1789, Paris, Ed. P.U.F., 19262. Manuel d'histoire de la Franc-Magonnerie francaise, Paris, Ed. P.U.F, 1932, 284 pagine.

    197 J. Bordiot, Le gouvernement invisible, Paris, Publications Henry Coston, 1983, p. 57.

    198 E. Nys, op. cit., p. 103.

    199 A p. 8 del menzionato pamphlet, citato nella ponderosa raccolta di documenti dal titolo Les Documento Mafonniques, Paris, Ed. La Librairie Frangaise, 1986, p. 522. Per un agile e ben documentato


    Anche il Pike non può esimersi di avocare alla massoneria un ruolo chiave:

    "Nel secolo XVIII, gli Iniziati pensarono che il momento fosse arrivato, per fondare alcuni una nuova gerarchia, gli altri per rovesciare le autorità costituite e per abbattere l'ordine sociale e porre tutti al livello dell'eguaglianza [...]. Gli ispiratori, i filosofi e i capi storici della Rivoluzione Francese avevano giurato di rovesciare la Corona e la Tiara sulla tomba di Jacques de Molay"200

    Al coro unisce la sua voce, alludendo agli anni che hanno preparato la rivoluzione francese, il brillante storico Bernard Fay (1893-1978) 201:

    "Si tratta di una forza troppo grande perché non debba avere esercitato il suo influsso sul corso degli avvenimenti, ed è naturale che si sia voluto scorgere nella massoneria la madre o la madrina delle rivoluzioni che hanno caratterizzato l'ultimo quarto del secolo. L'ipotesi era troppo ragionevole per non affacciarsi alla mente degli storici, ma non per questo meno difficile da verificare, giacché la grande regola della storia moderna è di non giudicare se non su documenti scritti e prove materiali, mentre la grande regola della massoneria è di applicare la disciplina del segreto a tutto ciò che le sta più a cuore [...]. L'ideale dello storico, da una cinquantina d'anni in qua, è stato di vedere senza tentar di capire, evitandolo perfino [...], ma ecco un campo dov'è impossibile vedere se non si capisce, e dove assai spesso occorre capire alla prima allusione senza aver visto, senza mai vedere [...]. Quando si ricordi la dottrina massonica [...] e si tengano presenti gli uomini piuttosto che le carte, ci si vedrà chiaro"202.

    Durante il forzato esilio in Francia, dopo l'irruzione della polizia bavarese del 1786, Weißhaupt venne a contatto e collaborò con gli intellettuali e gli intriganti del tempo, particolarmente col Cagliostro. Ora è noto che nella sua celebre Lettera al popolo francese del 2.6.1786, scritta dall'Inghilterra, Cagliostro fosse ben informato dei preparativi rivoluzionari in corso .

    199 inquadramento di quel travagliato periodo v. C. A. Agnoli, La Rivoluzione francese nell'opera della Massoneria, Brescia, Ed. Civiltà, 1994.

    200 A. Pike, Morale, Dogma and Clausen's Commentaries, cit., Voi. VI, pp. 153, 156.

    201 Bernard Fay, vigoroso oppositore della massoneria, professore universitario, storico e letterato, diresse durante l'occupazione tedesca "la Biblioteca Nazionale e il Comitato anti-giudeo-massonico i cui uffici erano nella sede del Grande Oriente di Francia in rue Cadet, 16." (D. Ligou, Dictionnaire de la Franc-Maconnerie, cit., p. 462). Fay ne approfittò per far trasferire gli archivi del Grande Oriente alla Bibliote-que Nationale per esaminarli. Direttore della pubblicazione Les Documento Maconniques dal 1941 al 1944 assieme a Jean Marques-Rivière, alla fine della seconda guerra mondiale venne condannato ai lavori forzati a vita con l'accusa di collaborazionismo, ma, in realtà, per essere stato avversario della Si-narchia francese (cfr. H. Coston, Les Financiers qui menant le monde, Paris, Publications Henry Coston, 1989, p. 113).

    202 B. Fay, La massoneria e la rivoluzione intellettuale del secolo XVIII, Torino, Ed. Giulio Einaudi, 1945, pp. 223-24. Il libro era stato pubblicato in Francia nel 1935.


    A Weißhaupt fu facile allargare la cerchia dei proseliti: lo storico Alan Stang pretende addirittura che nel 1788 tutte le 266 logge del Grande Oriente di Francia fossero sotto il controllo degli Illuminati , mentre J. Lombard menziona una lista rimessa dal ministro bavarese, conte Vieregg, al conte Lahrbach, ambasciatore imperiale a Monaco, che fra gli aderenti agli Illuminati annoverava le seguenti personalità francesi del tempo: Necker, il duca di Orleans, La Fayette205, Barnave, il duca di Rochefoucauld, Mirabeau, Tho-mas Paine, Fauchet, praticamente tutto lo stato maggiore della Rivoluzione francese.

    Lo storico massone S. Hutin, da parte sua, osserva:

    "Se esaminiamo gli eventi della storia della Rivoluzione, sia di quella conosciuta che di quella segreta, possiamo riscontrare l'influenza via via sempre più marcata dell'Illuminatismo bavarese [...]. È da notare che, benché la Francia sia stata in effetti l'origine e il teatro della Rivoluzione, questa è stata concepita come parte di un piano internazionale a livello europeo. La spedizione punitiva degli Illuminati di Baviera raggiungerà persine la Svezia dove ha al suo attivo due sanguinosi misfatti: l'uccisione di Gustavo IV (15.3.1792) e quella di Fersen, gentiluomo svedese amico di Maria Antonietta[...]"206.

    La storica Nesta H. Webster207, la validità dei cui studi sulla sovversione era stata riconosciuta pubblicamente dallo stesso W. S. Churchill, menziona l'editore viennese Leopold Alois Hoffmann, che nel suo periodico Journal de Vienne scriveva:

    203 Cfr. C. Francovich, Storia della massonerìa..., cit., p. 447, 480; Gianni Vannoni, Le società segrete, Firenze, Ed. Sansoni, 1985, cap. XV dedicato a Cagliostro.

    204 Alain Stang, The Manifesto, in "American Opinion" (rivista dei conservatori della John Birch Society), febbr. 1972, p. 50.

    205 La Fayette (1757-1834) era membro dell'Alta Vendita dei Carbonari e 33° grado del Rito Scozzese (Lectures Francaises, n. 384, apr. 1989).

    206 S. Hutin, op. cit., pp. 145-147; v. anche Deschamps et Jeanne!, Les Sociétés secrètes et la Società5, Avignone e Parigi, Ed. Seguin et Oudin, 1881, Tomo II, p. 134. Questi due storici, ostili alla massoneria, affermano che fu al Convegno di Wilhelmsbad che sarebbe stata decisa la morte di Gustavo di Svezia e di Luigi XVI. È assai significativo apprendere come Luigi XVI e i suoi fratelli fossero tutti massoni (v. Norman Cohn, Licenza per un genocidio, Torino, Ed. Einaudi, 1969, p. 7); alla vigilia della Rivoluzione il Grande Oriente di Francia, sotto la guida del duca di Orleans, contava ben 500 logge e 30.000 massoni, reclutati fra aristocratici, borghesi e membri del clero. Questi ultimi, narra il Rops, coprivano quasi un quarto del totale; i cistercensi di Clairvaux avevano addirittura una loggia nel proprio convento (Storia della Chiesa..., cit., pp. 70-71).

    207 N. Webster e A. Gittens, World Revolution, cit., p. 50.


    "Non è il francese che ha concepito il grande piano di cambiare la faccia del mondo: è un onore che spetta al tedesco. Il francese può reclamare l'onore di averne cominciata l'attuazione e averlo portato fino alle estreme conseguenze [...]. Ghigliottina, intrigo, assassini, incendi e cannibalismo [...]. Ma donde deriva l'eterno ritornello dei giacobini che decantano l'universale libertà, ed uguaglianza, e la soppressione dei re e dei principi, che sono semplicemente dei tiranni, l'oppressione del clero, la necessità di annientare la religione filosofica, ritornello che ricorda tanto da vicino gli Illuminati ? [...]. Non cesserò mai di ripetere che la Rivoluzione è derivata dalla massoneria e che è stata fatta dagli scrittori e dagli Illuminati".

    Allo scioglimento dell'Ordine, gli Illuminati Germaniae cessarono ufficialmente ogni attività:

    "Ma - osserva il Mariel - il risultato fu che l'Ordine diventò ancora più influente, pur dividendosi in un certo numero di conventicole, apparentemente rivali. Ma la nozione di dissenso, che implica quelle di ribellione e di ostilità, non ha alcun valore nel campo delle sette. Per motivi di strategia politica, le grandi sette, quando sono identificate, proliferano spesso in nuove società senza che si possa parlare di scissione e di separazione. Sarebbero più adatte parole prese dall'orticoltura, come riproduzione per talea e margotta" 208

    Un'autorevole conferma se mai ce ne fosse stato bisogno j dell'unicità del Sistema, che tende a riconciliare in se stesso, ad un livello superiore, ogni apparente opposto che tale sembra a livello inferiore.

    Potrebbe essere una spiegazione, ad esempio, del comportamento del massone Johann Peter Frank (1754-1821)209, al tempo direttore di un circolo I rosicruciano a Monaco, che consegnò la lista degli Illuminati al ministro di I Federico Guglielmo II, Wòllner, il quale, a sua volta, guidava quei Rosacroce di Berlino che nel Settecento si erano impadroniti della massoneria tedesca: Wòllner fu appunto artefice di una violenta campagna contro Weißhaupt210.

    A questo punto non è più facile seguire le tracce dell'Ordine e occorre limitarsi a registrarne la presenza qua e là. Secondo il Lombard (op. cit., p. 282) Knigge, assieme a Bahrdt de Halle, avrebbe ricostituito l'Ordine nel 1788 sotto il nome di "Die deutsche Union" (= L'unione tedesca) e sottoposto al controllo di 22 adepti; mentre per l'enciclopedia Larousse du XXe siede211, l'Ordine "s'è riorganizzato nel secolo XIX e la sua sede è Dresda".

    Esiste peraltro un documento discretamente credibile del primo presidente degli USA George Washington - massone col grado di Charter Master (Maestro venerabile) della Alexandria Lodge n. 39 (Virginia)212 e protagonista di primo piano della Rivoluzione americana (Rivoluzione finanziata dal banchiere Haym Salomon213, israelita nato in Polonia nel 1740 e a sua volta massone della Lodge n. 2 di Filadelfia) - il quale, scrivendo al pastore G.W. Snydernel 1798, diceva:

    208 P. Mariel, Le società segrete..., cit., p. 56.

    209 J. Lombard, op. cit., p. 282.

    210 R. Alleau, op. cit., p. 103. Alleau è uno dei più autorevoli esponenti contemporanei del pensiero gnostico guónoniano.

    211 Paris 1931, tomo IV, p. 19.

    212 Secondo il professor Bernard Fay, George Washington era un ricchissimo proprietario che aveva accumulato una grande fortuna grazie allo sfruttamento di 216 schiavi negri che lavoravano nelle sue piantagioni (v. B. Fay, George Washington genti/homme, Paris, 1932, p. 252).

    213 H. Coston, Le veau d'or est toujours debout, Paris, Publications Henry Coston, 1987, p. 357.


    "Reverendo,

    non era mia intenzione mettere in dubbio che la dottrina degli Illuminati e i principi del Giacobinismo non si fossero estesi agli Stati Uniti. Al contrario nessuno più di me è convinto di questo fatto. L'idea che volevo e-sporLe era che non credevo che le Logge dei Frammassoni del nostro paese avessero cercato, in quanto associazione, di propagare le dottrine diaboliche dei primi, o i perniciosi princìpi dei secondi, se mai è possibile separarli. Che delle personalità lo abbiano fatto, o che il fondatore, o gli intermediari impiegati per fondare le società democratiche negli Stati Uniti abbiano avuto questo progetto e che abbiano mirato a separare il popolo dal proprio governo è troppo evidente per metterlo in dubbio.

    Con ossequio..."

    George Washington214

    Se ne inferisce pertanto:

    • che tredici anni dopo la dissoluzione dell'Ordine, esso era ben vivo e presente in U.S.A., fatto che conferma l'efficienza del sistema di vasi comunicanti massonico;

    • che gli Illuminati avevano infiltrato molto bene le logge massoniche;

    • che avevano scopi rivoluzionali (separare il popolo dai governanti); l'identità secondo Washington fra Illuminati e Giacobinismo, autorevole ulteriore conferma della loro influenza determinante nelle rivoluzioni del tempo: del resto lo stesso Hutin ci fa sapere che Napoleone Buonaparte nientemeno avrebbe raggiunto il più alto grado nell'Ordine215.

    L'influenza degli Illuminati emerge con chiarezza anche dietro la Congiura degli Eguali del 30 marzo 1796 ad opera di Francois N. Babeuf (1760-1797) e del carbonaro Philippe M. Buonarroti (1761-1837)216, congiura finanziata dal principe Carlo d'Assia, uno degli affiliati di Weifihaupt217 ; e dietro la rivolta dei Decabristi nel 1825 in Russia, e infine, sembra assai probabile, nell'Alta Vendita, il vertice della Carboneria.

    214 Tale lettera si trova in: The Writings of George Washington. From The Originai Manuscript Sources (=Scritti di George Washington dalle fonti manoscritte originali), U.S. G. Washington Bicentennial Commission, 1941.

    215 S. Hutin, op. cit.; su Napoleone massone v. anche: Autori Vari, La libera muratoria, Milano, Ed. Su-garco, 1978, p. 318; nel citato documento dattiloscritto La Massoneria, Firenze, 1945, si dice che "nei documenti ufficiali Napoleone era chiamato "Potentissimo fratello e Protettore dell'Ordine" (p. 16) e a p. 154 si aggiunge che il titolo di "Potentissimo" è riservato al 33° grado del Rito Scozzese; v. anche p. Rosario Esposto, cappellano della massoneria, che elenca Napoleone fra i condottieri massoni (cfr. 30 Giorni, febbr. 1988, p. 60) e Frangois Collaveri, Napoleone imperatore e massone, Firenze, Ed. Nardini, 1986.

    216 Cfr. G. Vannoni, Le società segrete, cit., p. 185.

    217 Jacques Bordiot, Le pouvoir occulte (ourrier du comunismo, Vouillé, Editions de Chiré, 1976, p. 26.



    Piazza della Rivoluzione con la ghigliottina all'opera: oggi chiamata Piace de la Concorde, vide 1343 decapitati fra cui Luigi XVI e Maria Antonietta nel 1792. La ghigliottina - peraltro un'invenzione non francese, essendo già stata all'opera a Napoli nel 1487 - in Francia si era guadagnata l'appellativo di "la Vedova", lo stesso che la massoneria riserva a se stessa (i massoni si fanno chiamare "Figli della Vedova").

    Simbolo di un estremismo massificante la ghigliottina aveva nel macabro rituale celebrato di fronte alla folla che le faceva corona, a mo' di popolo intorno all'altare del sacrificio, e che si concludeva con l'esibizione della testa afferrata per i capelli, una valenza magica, tanto che vi si è voluto vedere il "simbolo di una maternità rovesciata che partorisce la morte dell'individuo per dare la vita alla moltitudine" (cfr. il Giornale, 25.11.1986). Simile lettura è stata fatta anche dai lealisti di Francia in occasione delle celebrazioni per il Bicentenario della Rivoluzione francese, secondo quanto informa la stessa fonte in data 23.7.1989; pur di parte, la dichiarazione è tuttavia assai significativa:

    "Erano massoni [...] anche gli uomini che Guillotin s'era scelto come aiutanti: il fabbricante tedesco di pianoforti Tobias Schmitt e il parigino dottor Louis che, all'inizio, diede il nome alla ghigliottina... All'ospizio di Bicètre fecero esperimenti orrendi. Mediante l'infernale macchina, con la scusa di provarne il funzionamento, nel dicembre 1789 essi decapitarono 100 vitelli vivi, in quello che fu in realtà un sacrificio iniziatico e massonico alla Dea Ragione e all'Essere Supremo. Anche le migliaia di nobili decapitati furono vittime sacrificali, con i 150 mila contadini massacrati in Vandea, offerti all'Essere Supremo per annientare il male e instaurare l'età dell'oro repubblicana".

    Realtà riconosciute anche da un iniziato New Age che oggi va per la maggiore, Eie-mire Zolla, che nella sua opera Uscite dal mondo, Milano, Ed. Adelphi, 1992, a p. 468 scrive: "Per la sua sociologia del sacro, ogni compagine civile si regge su un'effusione di sangue gratuita e atroce; la République trae la sua forza dal rito di magia nera che fu la decapitazione di Luigi XVI (grassetto non originale)".

    Anche il sociologo israelita Edgar Morin (il cui vero nome è Edgar David Nahum) riconosce espressamente che la decapitazione di Luigi XVI fu "un assassinio politico che nulla poteva né moralmente né giuridicamente legittimare". Ma, egli aggiunge, esso si legittima, anzi diviene esemplare sul piano ideale perché "lo dobbiamo intendere come un sacrificio fondatore che opera il completo trasferimento della sovranità dal monarca di diritto divino, al popolo di diritto umano"218.

    L'esecuzione di Luigi XVI non fu dunque solo un assassinio imposto con una sentenza voluta da una minoranza fanatica ad una maggioranza di deboli, ma una vera e propria cerimonia iniziatica culminata nel sacrificio umano: furono gli stessi che guidarono i convenzionali dietro le quinte che ebbero l'audacia di raccontarlo, sia pure velatamente, come Jules Michele!, personaggio con probabili aderenze al mondo settario e luciferino, come si è indotti a pensare dalla lettura del suo libro La strega (Milano, Ed. Rizzoli, 1987).

    "Molti credettero, scriveva infatti il Michele!, che non si potesse varcare il confine che sul corpo del Re, che occorresse un sacrificio umano, un uomo immolato al dio delle battaglie" (Paul Castelle, Le secret de la Révolution franqaise, Paris, Ed. littéraires artisti-ques, 1943, p. 314).


    L'ILLUMINATISMO AI NOSTRI GIORNI

    Il politologo francese P.F. de Villemarest, noto studioso del mondo sovietico e di mondialismo, riportava nel suo bollettino periodico la lettre d'information un ben curioso profilo dell'ex presidente George Bush:

    "Dietro la facciata del C.F.R. e della Trilaterale219, Bush è uno degli iniziati del gruppo dell'Università di Yale, detto Teschio e Ossa (= Skull and Bones, N.d.R.) , fondato nel 1933 con soli quindici iniziati ogni anno, regola che vale anche ai nostri giorni. Ogni classe annuale di 15 membri forma un club, contrassegnato con un numero (ad es. D 115 per gli eletti del 1917, D 183 per il 1984).

    218 AA.VV., L'Europa nell'era planetaria, Milano, Ed. Sperling & Kupfer, 1991, pp. 24 e 25.

    219 II C.F.R. e il R.I.I.A. sono gli Istituti Affari Internazionali rispettivamente americano e britannico. Operano come governi-ombra dei rispettivi paesi e costituiscono il vivaio delle intellighenzie nazionali e degli esponenti e funzionar! governativi. Sono catene di trasmissione di società più elevate, come la Skull and Bones, i Circoli Rhodes, la Pilgrims' Society, la Round Table, sulle quali tutte svetta il B'nai B'rith. La Trilaterale è invece una società semisegreta con sede a New York avente funzioni di coagulo e controllo delle ricchezze economiche mondiali, articolata sul triangolo USA-Europa-Giappone. I suoi membri sono cooptati fra banchieri, uomini politici, capitani d'industria, professori universitari, ecc. dei tre continenti (per una trattazione più dettagliata di queste società v. Appendice 2).


    Tale gruppo, a sua volta, è uno degli elementi costitutivi di un'organizzazione internazionale mondialista detta L'ORDINE la cui gemella britannica è chiamata IL GRUPPO. Beninteso il C.F.R. e il R.I.I.A. britannico servono da paravento a questi gruppi elitisti dei quali si avrebbe torto a credere emanassero da fantasie goliardiche. Essi sono in realtà gli eredi diretti delle cellule segrete create nel XVIII secolo dagli Illuminati di Baviera che, fra il 1800 e il 1855, sono sciamati in Inghilterra.

    Antony C. Sutton221 ha provato, su documenti d'epoca, che il dodicesimo presidente di Yale, Timothy Dwight, e D.C. Gilman, primo presidente dell'Università di California, indi della Johns Hopkins University, ecc., sono stati rispettivamente iniziati all'ORDINE in Germania nel 1849 e nel 1852, prima di creare essi stessi delle cellule negli Stati Uniti all'interno dei loro ambienti universitari. Wilhelm Wundt, che ha formato i dirigenti dell'Unione Teologica Protestante di New York (morto nel 1920), si chiamava Raphael presso gli Illuminati.

    Il pastore unitariano William Sloan Coffin, capofila del progressismo nel mondo intellettuale è stato iniziato dal GRUPPO [...]. Archibald MacLeish, uno dei redattori della Carta dell'U.N.E.S.C.O., ne fu membro. Stanley Hall, che fu la "mente" del banchiere israelita Seligman (uno dei finanziatori della rivoluzione bolscevica e nello stesso tempo del nazismo), apparteneva all'ORDINE [...] o il padre di George Bush, che aveva il n° D 115. George stesso ha il n° D 147 e suo figlio il n° D 166 [...], Winston Lord, presidente esecutivo del C.F.R. dal 1979 al 1982, consigliere del candidato W. Mondale alla presidenza contro Reagan, porta il n° D 157. Tutti provengono dal gruppo annuale dei quindici del Teschio e Ossa"222.

    220 Notizia segnalata anche da Avvenire dell"! 1.10.1988 e da /'/ Giornale in data 2.10.88, sia pure con sfumature diverse. Di passata osserviamo che le ossa col teschio sono molto comuni nella simbologia massonica che si rifa alla leggenda di Hiram.

    221 Professore americano di Storia presso la californiana Stanford University.

    222 la lettre d'information, n. 9/1988. Le informazioni del de Villemarest sono tratte dal libro di Antony C. Sutton, America's Secret Establishment, 2027 Iris, Billings, Montana 59102, Ed. Liberty House Press, 1986.


    George Walker Bush, il Presidente americano che ha legato il suo nome alla guerra del Golfo, è membro della "Skull and Bones" (= Teschio e Ossa), una delle società segrete superiori che, assieme a società come il Rhodes Trust - a dire dell'autorevole rivista britannica Economist223 - sono di diretta derivazione dall'Ordine degli Illuminati di Baviera.

    La "Skull and Bones", infatti, nacque come capitolo, contrassegnato col numero 322, di una società segreta tedesca (probabilmente il "Capitolo 321") importato negli U.S.A. il secolo scorso da William Russell dopo un soggiorno di studio in Germania.


    Come il "Capitolo 322" de L'ORDINE si rapporta con le altre organizzazioni. La struttura è quella a cerchi concentrici, tipica delle società segrete, con gli alti iniziati al centro224 e i quadri esecutivi esterni infiltrati da personaggi de "L'ORDINE" (il disegno è tratto dal libro di A. Sutton testé citato). Al Bohemian Club225 di San Francisco appartiene anche il presidente degli U.S.A. Bill Clinton.

    Altro nome col quale la "Skull and Bones" è nota è "L'ORDINE": quest'ultimo, per motivi legali, nel 1856 venne incorporato nel "Russell Trust" con centro presso l'Università di Yale. I membri di questa società segreta sono tutti maschi e W.A.S.P. (= White Anglo-Saxon Protestant, bianchi anglosassoni protestanti), discendenti in gran parte dalle famiglie puritane inglesi giunte fra il 1630 e il 1660 negli Stati Uniti (i "Pilgrims"). Studioso di questi centri superiori dell'area del POTERE, e de L'ORDINE in particolare, è lo storico della californiana Stanford University Antony C. Sutton.

    223 Numero del 25 dicembre 1992.

    224 Sulla struttura delle società segrete v. Parte terza, capitolo XXXI di quest'opera.

    225 Club esclusivo americano fondato nel 1872 "di cui fa parte l'elite politico-finanziaria di Washington e di Wall Street. Agli incontri che si svolgono ogni anno in zone rurali della California, sono intervenuti in passato, oltre a Kissinger, personaggi come Ronald Reagan, George Bush, David Rockefeller, George Shultz e altri" (// Giornale, 17.8.1995). La stessa fonte cita fra i partecipanti Newton Leroy Gingrich, membro del C.F.R., leader dei repubblicani americani e allievo di Kissinger, e il membro anziano William Buckiey jr., peraltro membro, al pari di Bush, della società segreta superiore Skull and Bones. Il quotidiano prosegue riferendo, sia pure in termini ironici, la notizia secondo la quale l'elite che vi partecipa darebbe luogo ad una specie di "saturnale" notturno tra gli alberi secolari del "Bohemian Grove" (= boschetto di Bohemian) in costume da antichi Druidi al cui culto si ispirerebbe.


    Nel suo libro America 's Secret Establishment egli riferisce appunto che tali società controllano l'area del POTERE, essenzialmente incarnato dalla Pilgrims' Society, dal C.F.R. americano, dal R.I.I.A. britannico, la Trilaterale, i Circoli Bilderberg, tutte macchine intellettuali e finanziarie uniche nel loro genere, veri motori delle politiche dei governi. È altresì interessante apprendere che la "Skull and Bones" a metà degli anni Ottanta era una società di circa 800 membri, collegata al movimento New Age, e alla quale non erano estranei, sempre secondo il Sutton, aspetti satanisti

    All'interno de L'ORDINE si colloca la storia della Johns Hopkins University, storia interessante a più di un titolo se si considera che questa università, assieme alla Yale e alla Cornell University, contribuì a tracciare le vie maestre dell'insegnamento universitario statunitense del nostro secolo, insegnamento che si sarebbe quindi esteso a tutto il mondo occidentale contribuendo alla diffusione di quella cultura antropocentrica e razionalista soprattutto fra i quadri dirigenti della società, così indispensabile all'idea di Governo mondiale.

    La Johns Hopkins venne fondata nel 1876 con un lascito di 7 milioni di dollari dal ricco mercante-banchiere di Baltimora Johns Hopkins. Di fatto, nel nascente campo culturale nordamericano, l'accento nell'ultimo scorcio del XIX secolo passò dall'Università di Yale alla Johns Hopkins.

    Dalla fondazione al 1901 ne fu presidente Daniel Coit Gilman, che nello stesso periodo era anche primo presidente della Fondazione Carnegie e successivamente primo presidente dell'Università di California. Assieme ad altri membri de L'ORDINE, T. Dwight e Andrew Dickinson White, Gilman fu all'origine delle grandi università americane e dei famosi "Think Tank", letteralmente "serbatoi di pensiero", che tanto influenzano la politica e la società americana.

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    Il Palladismo, ovvero la necessità di un vertice

    tratto da "Massoneria e Sette Segrete: la faccia occulta della storia" - Editrice "Ichthys" - di Epiphanius

    Il Palladismo, definito dall'enciclopedia Larousse du XXe siede come "culto di Satana Lucifero, vale a dire di Satana considerato come l'Angelo della Luce, il dio umano e benefico", fu una società teurgica segretissima, sconosciuta ai massoni anche di alto grado e per ciò composta solo di "emeriti". Vi erano di preferenza ammessi i Cavalieri Kadosh, il 30° grado del Rito Scozzese, o gradi equivalenti del rito egiziano di Memphis-Misraim; il nome affettato dal rito palladista era quello di Re-Teurgisti Ottimati, mentre le logge venivano chiamate Triangoli. La gerarchia palladista aveva tre gradi: Kadosh palladico, Gerarca palladico e Mago eletto. Il palladismo si collocava sopra i Supremi Consigli formati dagli esponenti del 33° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato e da tali posizioni discendeva ai gradi inferiori per infiltrazioni successive.

    All'origine del "New and Reformed Palladian Rite" furono Albert Pike e Giuseppe Mazzini. Albert Pike (Boston 1809 - Washington 1891), fu governatore dei tenitori indiani, generale dell'esercito della Confederazione del Sud e fondatore del famigerato Ku Klux Klan. Stando al citato Dictionnaire de la Franc-Magonnerie, Pike venne cooptato dal 33° grado del Rito Scozzese americano Albert Gallatin Mackey, segretario del Supremo Consiglio di Charleston, il quale: "persuade Pike ad affiliarsi all'Ordine [...] dove diventa Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese (Supremo Consiglio, giurisdizione Sud) dal 1859 alla sua morte. Riesce a riscrivere la totalità dei rituali dei 33 gradi [...]. E autore di Morals and Dogma , considerata La Bibbia del Rito Scozzese", lavoro enorme, documentatissimo, che fra alti e bassi egli non ha mai terminato".

    Secondo L'Acacia massonica, rivista mensile illustrata del Grande Oriente di Palazzo Giustiniani, Albert Pike fu: "storico ed esegeta del Rito Scozzese Antico Accettato, Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del 33° grado per la Giurisdizione Sud degli Stati Uniti d'America, che i clericali di tutto il mondo ritennero di diminuire chiamandolo "il Papa della Massoneria", mentre Egli della Massoneria fu, in verità, uno dei benemeriti ed eletti Fratelli".

    Lady Queenborough (nome letterario di Edith Starr Miller), nella sua ponderosa opera Occult Theocrasy, aggiunge che per consentire l'insediamento di Pike ai vertici della massoneria americana il Gran Commendatore John Honour dimissionò espressamente dalla sua carica. La narrazione che la Queenborough fa quindi seguire è di notevole interesse:

    "All'incirca in quell'epoca, Pike e Mackey ricevettero la visita di Longfellow. Questo Longfellow (1807-1882, N.d.R.) era un massone di rito scozzese che, nel 1847, aveva preso residenza negli Stati Uniti diventando amico stretto di Moses Holbrook, allora Sovrano Gran Commendatore di Charleston. La familiarità tra Longfellow e Holbrook divenne presto qualcosa di serio quando entrambi si dedicarono allo studio a fondo delle scienze occulte e al piacere delle discussioni sui misteri della Cabala.

    "Quando Longfellow chiese al Gran Maestro il permesso di entrare nell'ordine degli Oddfellow allo scopo di studiarne l'organizzazione, gli venne concesso.

    "Oddfellow è il nome adottato dai membri di una società fondata a Londra verso il 1788 [...]. L'ordine venne introdotto in America nel 1819 dal fabbro Thomas Wildey, che fondò la Washington Lodge n.l a Baltimora. Questa città divenne il quartier generale degli Oddfellows americani e canadesi e, grazie all'energia di Wildey, l'ordine fece grandi progressi diffondendosi con rapidità.

    "Longfellow e Holbrook, nel corso dei loro scambi di impressioni sulla Cabala, avevano progettato di creare un rito Satanico nel quale gli adepti sarebbero stati istruiti in Magia Nera, ma Holbrook, il Gran Maestro del Supremo Consiglio di Charleston, che aveva già composto un idoneo rituale e una messa sacrilega chiamata Adonaicide Mass (= Messa che uccide Adonai, il Dio dei cristiani, N.d.R.), morì, ritardando la piena attuazione del progetto. Gli successe John Honour alla cui morte il sogno dell'Ebreo Moses Holbrook di sovvertire la Massoneria venne condotto a termine da Albert Pike su scala imponente"

    Giuseppe Mazzini (1805-1872) fu un alto iniziato della massoneria (32° grado scozzese, dignità richiesta per l'ingresso nella "Vendita Suprema" della Carboneria) e membro del Comitato Rivoluzionario Internazionale di Londra, organismo posto sotto la direzione di un altro massone di alto grado, il ministro di S.M. britannica la regina Vittoria, Henry John Terapie, terzo visconte di Palmerston (1784-1865), che legò il suo nome alla politica imperiale inglese dell'epoca e la cui mano occulta si estese alle numerose guerre e rivoluzioni che costellarono la prima metà del secolo XIX.

    Quando Pike nel 1891 morì, il Palladismo supervisionava occultamente le massonerie americane e lo scozzesismo mondiale "ispirando e appoggiando il movimento rivoluzionario mondiale attraverso tre Supremi Consigli a Charleston in South Carolina, a Roma con Lemmi e a Berlino, e 23 consigli subordinati (fra cui Washington, Montevideo, Napoli, Port Louis in Mauritania e Calcutta, tutti che di lì a poco sarebbero stati fra loro collegati via radio, con la sigla S 7 Arcula Mistica).

    Giova ricordare che nel 1875 i Supremi Consigli delle varie nazioni, per autodisciplinarsi avevano firmato a Losanna un'"Alleanza e Confederazione", alla quale fecero seguito regolari incontri in Conferenze internazionali che riservavano il posto d'onore al Supremo Consiglio di Charleston.

    Un altro passo importante era così compiuto operando una centralizzazione del comando che, pur contrastata, come si vedrà, dal coevo risveglio rosicruciano in Europa, sarà in grado di imporre azioni coerenti su scala mondiale superando lo scoglio della "concorrenza" delle sette europee tramite una sintesi a livello di intenti.

    Ormai, dice il Virion, le massonerie così unificate tenderanno verso lo scopo fondamentale deciso una volta per tutte: il Governo Mondiale, la Controchiesa visibile nelle sue istituzioni pubbliche internazionali, invisibile quanto alla sua alta gerarchia

    LA CORRISPONDENZA MAZZINI-PIKE DEL 1870

    Mazzini tratteneva una fitta corrispondenza col Pike: ai fini del nostro studio sono ben significative due lettere in particolare: quella che Mazzini inviò al Pike il 22 gennaio 1870 e quella del Pike a Mazzini datata 15 agosto 1871. Jean Lombard annota che questa corrispondenza si trova depositata negli archivi di Temple House, la sede del Rito Scozzese di Washington, ma off limits cioè di consultazione vietata; pur tuttavia la lettera di Albert Pike, scritta il 15 agosto 1871, venne una volta esposta alla British Museum Library di Londra. Là un ufficiale di marina canadese, il commodoro William Guy Carr (presente in veste di consulente per gli Stati Uniti alla Conferenza di San Francisco del 26 giugno 1945) potè prenderne conoscenza e pubblicarne un riassunto nel libro citato Pawns in thè Game.

    Il documento è curiosamente profetico e precorritore della sinistra triade "crisi-guerra-rivoluzione", che ha tormentato il XX secolo. Ecco in che forma lo presenta il Carr:

    "[...] La prima Guerra Mondiale doveva essere combattuta per consentire agli "Illuminati" di abbattere il potere degli zar in Russia e trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo. Le divergenze suscitate dagli agenti degli "Illuminati" fra Impero britannico e tedesco furono usate per fomentare questa guerra. Dopo che la guerra ebbe fine si doveva edificare il comunismo e utilizzarlo per distruggere altri governi e indebolire le religioni.

    La Seconda Guerra Mondiale doveva essere fomentata approfittando della differenza fra fascisti e sionisti politici. La guerra doveva essere combattuta in modo da distruggere il nazismo e aumentare il potere del sionismo politico, onde consentire lo stabilimento in Palestina dello stato sovrano d'Israele. Durante la Seconda Guerra Mondiale si doveva costituire un'Internazionale comunista altrettanto forte dell'intera Cristianità. A questo punto quest'ultima doveva essere contenuta e tenuta sotto controllo fin quando richiesto per il cataclisma sociale finale. Può una persona informata negare che Roosevelt e Churchill hanno realizzato questa politica?

    La Terza Guerra Mondiale dovrà essere fomentata approfittando delle divergenze suscitate dagli agenti degli Illuminati fra sionismo politico e dirigenti del mondo islamico. La guerra dovrà essere orientata in modo che Islam (mondo arabo e quello musulmano) e sionismo politico (incluso lo Stato d'Israele) si distruggano a vicenda, mentre nello stesso tempo le nazioni rimanenti, una volta di più divise e contrapposte fra loro, saranno in tal frangente forzate a combattersi fra loro fino al completo esaurimento fisico, mentale, spirituale ed economico.

    [...] Il 15 agosto 1871 Pike disse a Mazzini che alla fine della Terza Guerra Mondiale coloro che aspirano al Governo Mondiale provocheranno il più grande cataclisma sociale mai visto. Si citano qui le parole scritte dallo stesso Pike nella lettera che si dice catalogata presso la biblioteca del British Museum di Londra:

    "Noi scateneremo i nichilisti e gli atei e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che mostrerà chiaramente, in tutto il suo orrore, alle nazioni, l'effetto dell'ateismo assoluto, origine della barbarie e della sovversione sanguinaria. Allora ovunque i cittadini, obbligati a difendersi contro una minoranza mondiale di rivoluzionari, questi distruttori della civiltà, e la moltitudine disingannata dal cristianesimo, i cui adoratori saranno da quel momento privi di orientamento alla ricerca di un ideale, senza più sapere ove dirigere l'adorazione, riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero rivelata finalmente alla vista del pubblico, manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell'ateismo conquistati e schiacciati allo stesso tempo!"

    "Quando Mazzini morì nel 1872 - prosegue ancora il Carr - nominò suo successore un altro capo rivoluzionario, Adriano Lemmi. A Lemmi più tardi sarebbero succeduti Lenin e Trotzkij. Le attività rivoluzionarie di tutti costoro vennero finanziate da banchieri inglesi, francesi, tedeschi e americani. Il lettore deve avere presente che i banchieri internazionali di oggi, al pari dei cambiavalute dei tempi di Cristo, sono solo strumenti e agenti degli Illuminati. Mentre al grande pubblico era lasciato credere che il Comunismo è un movimento di lavoratori per distruggere il Capitalismo, gli ufficiali dei Servizi di Informazione inglesi e americani erano in possesso di autentica evidenza documentaria comprovante che capitalisti internazionalisti operanti attraverso i loro istituti bancari avevano finanziato entrambe le parti in ogni guerra e rivoluzione combattute dal 1776".

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    Le rivoluzioni del 1848
    Mazzini e Cavour
    tratto da "Massoneria e Sette Segrete: la faccia occulta della storia" - Editrice "Ichthys" - di Epiphanius

    Entrare nel dettaglio di questo travagliato secolo di storia europea esula dai limiti imposti a questa trattazione, tanto più che esso è stato ben descritto e approfondito dagli storici. E tuttavia opportuno soffermarsi sulla più nota e impenetrabile delle società segrete dei primi decenni dell'Ottocento: la Carboneria.

    Organizzata in "Vendite" e su vari livelli secondo lo schema massonico tipico, operava in stretto contatto coi Supremi Consigli dei 33° grado del Rito Scozzese diretta da un vertice chiamato "Alta Vendita", composta a livello internazionale da 40 membri. Mazzini e Kossuth erano gli esponenti di punta dell'ala Carbonara movimentista e oltranzista. Quest'ultima tendenza prevalse sulle "colombe", ossia sul partito che propugnava la rivoluzione silenziosa e invisibile, e nel 1847 durante un Convegno internazionale delle massonerie a Strasburgo venne approntato un piano di confederazione europea allargata ai popoli germanici, latini e slavi, da conseguire attraverso una serie di rivoluzioni ben orchestrate. Nel 1847 un emissario del primo ministro inglese Palmerston, Lord Minto, visita Torino, Roma e Napoli per organizzare e coadiuvare un'insurrezione. Nel 1848 le rivoluzioni scoppiano e si susseguono in ordinata sequenza: il 24 febbraio a Parigi, il 7 marzo a Berlino, il 13 marzo a Vienna, il 18 marzo a Milano, il 28 a Venezia e prima della fine del mese i tumulti si allargano a Napoli, in Toscana e a Roma, a Praga il 12 giugno e in Croazia il 27 luglio, lasciando esenti i soli paesi laicisti.

    L'idea di democrazia universale e quella socialista entravano a vele spiegate nella storia occidentale, imprimendo un rovinoso scossone all'edificio pazientemente costruito dall'abilità e dalla lungimiranza politica del Mettermeli al Congresso di Vienna.

    GIUSEPPE MAZZINI

    Iniziato alla Carboneria fra il 1827 e il 1829 nel 1864, il Supremo Consiglio di Palermo gli accorda il 33° grado". Il 3 giugno 1868 fu proclamato Venerabile perpetuo ad honorem della loggia Lincoln di Lodi e lo si propose per la carica di Gran Maestro. Il 24 luglio fu nominato membro onorario della loggia La Stella d'Italia di Genova e, il 1° ottobre 1870, della loggia "La Ragione" dello stesso Oriente

    "I Carbonari appartenevano agli Illuminati di Baviera. Lo stesso valeva per Mazzini".

    Una singolare conferma degli orientamenti massonici mazziniani giunge dalla sua fede dichiarata nella reincarnazione; affermava egli infatti:

    "il perfezionamento dell'individuo si compie di esistenza in esistenza, più o meno rapidamente a seconda delle opere nostre".

    Proposizione che del pari riecheggia sull'organo ufficiale della "Chiesa gnostica apostolica universale", di ispirazione martinista:

    "Il lavoro compiuto su se stesso non va perduto: di vita in vita, nelle successive reincarnazioni, porterà il suo frutto ed avanzerà sempre di più"..

    Mazzini aveva per collaboratore diretto un israelita di nome Henry Mayer Hyndman, marxista della prima ora e a capo di un'associazione chiamata "The National Socialist Party"; nel 1881 Hyndman fonda la "Democratic Federation" con la figlia di Karl Marx, Eleonora, e di cui farà parte Annie Besant (1847-1933), 33° grado del Rito Scozzese e capo della Società Teosofica.

    È curioso infine osservare l'atteggiamento di Mazzini nei riguardi di certi personaggi, come il giovane poeta inglese Swinburne ad esempio: egli, infatti, "assunse in un certo senso la direzione spirituale dello Swinburne e non tralasciò mai di dare al poeta l'impressione di sorvegliarlo attentamente", cosa in sé priva di particolari connotati se John Ruskin - il teorizzatore britannico dell'avvento di una società socialista autoritaria - a commento della tragedia Atalanta in Calydon, composta dallo Swinburne, non avesse proferito su di lui questo giudizio inquietante: "la più magnifica cosa che giovane abbia mai fatto: per quanto egli sia un giovane demoniaco.

    La rivista dei gesuiti Civiltà Cattolica, riferendosi all'elezione avvenuta nel 1893 del 33 Adriano Lemmi a successore del palladista Albert Pike, riferisce di un intervento dello stesso Lemmi volto ad ammonire l'alto dignitario del Rito Scozzese Francesco Crispi che aveva osato nominare Iddio nel programma di governo proclamato a Napoli:

    "Che cosa intendete dire? Se il Dio che invocate è il Dio di Mazzini sta bene: se fosse un altro, pensate ai casi vostri".

    Circa i finanziamenti di Mazzini, il Lombard informa che Mazzini fondò nel 1834 in Svizzera la "Giovine Europa" con i fondi raccolti nel 1829 a New York dall'inglese Wright, e grazie alla collaborazione prestata da Clinton Roosevelt e di Horace Greely. Nello stesso anno Mazzini si rifugiava in Inghilterra (da una sua amica israelita avrà in questo periodo un figlio, la cui identità sembrerebbe coincidere con quella di Ernesto Nathan, futuro sindaco di Roma) stabilendo tosto collegamenti coi capi delle prime Internazionali".

    Clinton Roosevelt e Horace Greely dal canto loro furono gli stessi personaggi che supportarono finanziariamente un certo Kiessel Mordechai - più noto come Karl Marx - nella pubblicazione a Londra nel 1848 del celebre "Manifesto", aiuto senza il quale "Marx sarebbe rimasto un oscuro rivoluzionario ossessionato".

    L'ARTICOLO DEL "GLOBE'

    Il 12 marzo 1849 sul Globe, quotidiano inglese dell'epoca ispirato dal ministro degli Esteri della regina Vittoria - l'alto iniziato Henry John Temple, più noto come Lord Palmerston - appariva un articolo che riannodava francamente il filo del discorso mondialista:

    "È da ritenere che gli accadimenti dell'anno scorso non siano stati che la prima scena di un dramma fecondo di risultati più vasti e più pacifici. L'edificio innalzato dal Congresso di Vienna era così arbitrario e artificioso che ciascun uomo di stato liberale vedeva chiaramente che non avrebbe sopportato il primo urto dell'Europa. L'intero sistema stabilito dal Congresso di Vienna stava dissolvendosi e Lord Palmerston ha agito saggiamente allorché ha rifiutato il proprio concorso ad opporre una diga all'onda dilagante.

    Il piano che egli ha concepito è quello di una nuova configurazione dell'Europa attraverso la costituzione di un forte regno tedesco che possa costituire un muro di separazione fra Francia e Russia, la creazione di un regno polacco-magiaro destinato a completare l'opera contro il gigante del nord, infine un reame d'Italia guidato dalla casa Savoia. Si è spesso rimproverato a Palmerston di avere trascurato l'alleanza con l'Austria, ma qui gli accusatori devono ancora rendergli giustizia. L'Alleanza dell'Inghilterra e dell'Austria non si è mai fondata su una comunanza di principi: essa esiste semplicemente in quanto l'Austria era la principale rappresentante e come l'incarnazione della nazione tedesca. Dopo la pace di Westfalia fino a quella di Aquisgrana (1648-1748) l'Austria s'è trovata ad essere il centro della nazione tedesca. Ma allorché la spada di Federico fece dilatare i confini del suo reame prima limitati all'elettorato del Brandeburgo, allorché i veri tedeschi riconobbero in questo guerriero il reale rappresentante della loro forza e della loro nazionalità, la Prussia divenne l'alleata naturale dell'Inghilterra sul continente... Ciò che l'Austria fu all'inizio del secolo scorso, ciò che la Prussia divenne più tardi, la Germania può esserlo ugualmente che la capitale sia Berlino o Francoforte [...]".

    Si trattava dunque di una vera e propria ristrutturazione dell'ordine europeo, incentrata sulla sostituzione di una Germania protestante ad una Confederazione tedesca guidata dall'Austria cattolica e dell'unificazione dell'Italia ad opera del Piemonte onde abbattere il potere papale. Tutto secondo la schema comeniano di Lux in tenebris...

    Il primo ostacolo - osserva il Virion - era "il tiranno del nord", la Russia autocratica e cristiana la cui azione bloccava le mene dei democratici rivoluzionari: essa nel 1848 aveva inviato ben centomila uomini in soccorso dell'Austria per soffocare le insurrezioni. Lord Palmerston e Napoleone III le dichiararono, infatti, guerra nel 1856 col pretesto di contenerne l'espansionismo verso il Medioriente.

    E interessante osservare il ruolo del Piemonte guidato dal Cavour: la manualistica scolastica ci propina un Cavour come figura di uomo politico lungimirante e scaltro che con intuito straordinario ben aveva tempestivamente compreso i vantaggi di un intervento piemontese in Crimea a fianco di inglesi e francesi. Il sacrificio dei bersaglieri alla Cernaia e sotto le mura di Sebastopoli, ci è stato insegnato, avrebbe consentito al Cavour di sedere quale plenipotenziario al tavolo dei vincitori nel Congresso di Parigi del 1856, e sollevare il problema dell'unità nazionale italiana e la questione romana, riuscendo a legare in debito d'amicizia la Francia che, dopo gli accordi di Plombières, sarebbe volata in nostro soccorso a decidere le sorti della seconda guerra d'Indipendenza.

    Cavour mago della politica, dunque, salvo osservare che:

    in Italia "la Massoneria Nazionale operava sotto l'ispirazione di Camillo Cavour, ministro e Capo del Governo, seguendone gli indirizzi e le direttive del più alto valore nazionale e internazionale"

    Napoleone III era stato affiliato a Roma alla Carboneria. "Il Secondo Impero [...] pratica la politica estera sostenuta dalle logge: sistematicamente antiaustriaco e perfidamente antipapale, esso sfocia nella distruzione degli Stati pontifici e nella federazione della Germania settentrionale sotto l'egida della Prussia (che d'altronde aveva una concezione imperialista della Massoneria). Non si dimentichi che Napoleone III era carbonaro e che l'attentato di Orsini gli ricordò un po' bruscamente il suo giuramento poco prima della Campagna d'Italia".

    In realtà Napoleone III non fu che uno degli esecutori del piano di Comenius, ripreso dagli Illuminati e dalla Carboneria: distruzione del papato e del Sacro Romano Impero impersonato dalla Casa d'Austria. E ciò spiega anche ad abundantiam "l'abbandono" di Massimiliano d'Austria in Messico; la politica sistematicamente antiaustriaca, la neutralità della Francia durante il conflitto austro-prussiano del 1866 e infine la politica avversa allo Stato Pontificio in favore dell'unificazione italiana di Napoleone III.

    Lord Palmerston e il suo ministro degli Esteri, Lord John Russell, erano imparentati coi conti di Elgin, legati al ramo più potente dell'Ordine di S. Giovanni, per cui i loro rapporti col Rito Scozzese erano semplicemente un'esigenza di famiglia. Palmerston fu il fondatore dell'Ordine di Sion per assicurarsi l'indispensabile appoggio della finanza ebraica che, fin dal 1694, data della fondazione della Banca d'Inghilterra, coltivava stretti rapporti con l'oligarchia britannica.

    Cavour moriva il 6 giugno 1861.

    "Ma un'equipe ardente continua la sua opera unificatrice. Essa è composta da carbonari e di frammassoni. Nella Penisola le due associazioni sono strettamente intrecciate. Esse hanno l'identico fine: realizzare l'unità d'Italia sopprimendo il potere temporale del papa"

    Qualche anno prima, nel 1852, Benjamin Disraeli (1804-1881), di famiglia israelita trasferitasi da Venezia a Londra, conte di Beaconsfield e Cancelliere dello Scacchiere britannico, nel corso di un suo celebre discorso ai Comuni, pronunciandosi sull'ondata rivoluzionaria che aveva investito l'Europa nel 1848, ebbe a pronunciare queste significative parole:

    "L'influenza degli Ebrei può essere rintracciata nell'ultima esplosione del principio distruttivo in Europa. Scoppia un'insurrezione contro la tradizione e l'aristocrazia, contro la religione e la proprietà [...]. L'uguaglianza naturale degli uomini e l'abrogazione della proprietà sono proclamate da società segrete che formano governi provvisori, e uomini di razza ebraica si scoprono a capo di ciascuna di esse".

    Concetto ripreso molti anni dopo - siamo nel 1920 - da Winston Churchill, che, dopo aver sottolineato la preponderante presenza di israeliti nei posti chiave di potere della Rivoluzione russa, scriveva:

    "La stessa funesta importanza ebbero gli ebrei nel breve periodo di terrore durante il quale Bela Kun fu al potere in Ungheria. Lo stesso fenomeno si è presentato in Germania (particolarmente in Baviera) per quanto a questa follia è stato concesso di esasperare la temporanea prostrazione del popolo tedesco. Sebbene in tutti questi paesi ci siano molti non ebrei malvagi quanto il peggiore dei rivoluzionari ebrei, il ruolo giocato da questi ultimi, in rapporto al loro numero nella popolazione, lascia stupiti"

  6. #16
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    Il B'Nai B'Rith

    tratto da "Massoneria e Sette Segrete: la faccia occulta della storia" - Editrice "Ichthys" - di Epiphanius

    "Nelle Logge B'nai B'rith tutti gli Ebrei sono i benvenuti e si sentono a casa loro. Essi erano "Fratelli" prima di avere gustato la poesia del rituale di iniziazione. Essi erano "Figli dell'Alleanza" per loro nascita e l'Alleanza non è stata tracciata da qualche uomo riunito in Loggia, essa è stata fatta da Dio e Israele ai piedi del monte Sinai. Abramo, padre della razza ebraica, è - potremmo dire in modo figurato - il fondatore della prima Loggia, e scopre il suo rituale allorché innalza gli occhi verso la miriade di stelle brillanti sotto la volta dei cicli e vede in esse l'opera di un Creatore. Le stelle gli parlarono; esse dissero: "Vedi, il tuo popolo sarà come le stelle del Ciclo.... Che sia benedetto..."

    ("Why thè B'nai B'rith?", B'nai B'rith Magazine, New York, May 1929, p. 274)

    "B'NAI BERITH. Associazione fraterna ebraica fondata negli Stati Uniti nel 1843. B'nai Berith in lingua ebraica significa i figli dell'Alleanza. Lo scopo di questa associazione è di mantenere la tradizione e la cultura e-braiche e di lottare contro l'antisemitismo. La dichiarazione di principio dei fondatori precisa che l'ideale dell'associazione è "di unire gli Ebrei per i loro interessi più elevati, come pure quelli dell'intera umanità [...] di difendere il patrimonio religioso e spirituale dell'Alleanza grazie ad un'azione educativa e spirituale, specialmente presso i giovani [...], di lottare contro l'antisemitismo dichiarato o latente". I membri di chiamano "Fratelli", ricevono un'iniziazione e si riuniscono in logge

    "New York, 13 ottobre 1843. Al Caffè Sinsberner (nel quartiere del Lower East Side, a Manhattan, N.d.R.) 12 ebrei, emigrati dalla Germania, tengono una misteriosa riunione. Essi progettano di creare un'obbedienza massonica riservata ai soli ebrei. Curioso. Dal momento che la massoneria si proclama al di sopra di tutte le religioni e di tutte le razze, perché costoro non si uniscono ad una loggia già esistente? Sembra che in quella metà del XIX secolo, la società protestante newyorchese non fosse esente da un certo antisemitismo. Si può supporre che i dodici fondatori del B'nai B'rith fossero già frammassoni affiliati a logge americane, dal momento che essi sceglieranno un rituale che è un misto di Rito di York e di rito americano degli Odd Fellows (società segreta fondata nel 1788 a Londra, N.d.R.)"

    Un anno dopo la sua fondazione il B'nai B'rith apre una seconda loggia a New York e una terza a Baltimora. Nel 1882 approda in Germania, patria di Luterò, com'era naturale, giacché:

    "il Giudaismo è una religione del libero esame. A parte l'unicità di Dio e la legge dell'amore, tutto il resto, come aveva detto Hillel, non è che un commento che può essere discusso"

    Sciama quindi in Europa centrale, all'Est, ma solo nel 1932 apre una sede in Francia, paese latino e cattolico. Il B'nai B'rith, praticamente ignoto al grande pubblico e sul quale i giornalisti amano sorvolare, è senza dubbio una delle società segrete, attualmente note, di vertice.

    Sembra infatti che massoneria, Pilgrims' Society, Commissione Trilaterale, C.F.R., ecc., non fungano che da catene di trasmissione di questo colossale organismo aristocratico ebraico. Significativa la dichiarazione resa nel 1975 dal 19° presidente mondiale del B'nai B'rith, David M. Blumberg, in un opuscolo dal titolo Un modo di essere ebreo:

    "Il posto dei B'nai B'rith è unico fra le organizzazioni ebraiche [...]. Essi contano più membri di qualsiasi altra organizzazione ebraica. Si menzionano questi fatti non per orgoglio, ma semplicemente per indicare che abbiamo una responsabilità particolare nella famiglia delle organizzazioni ebraiche nei riguardi del nostro popolo e dell'umanità [...]"

    Israele, secondo i suoi rabbini e le sue guide, ha un destino religioso e una missione da compiere presso i goim (i non ebrei) che consiste nell'illuminarli coi principi talmudici - dai quali derivano i tanto declamati Diritti dell'Uomo - nell'attesa dell'epoca messianica che vedrà la divinizzazione del popolo ebraico:

    "L'Ebreo potrebbe essere definito dalle sue responsabilità davanti a Dio, davanti alla storia, davanti al suo popolo, davanti all'umanità.

    [...] L'etica ebraica è una di quelle che danno all'uomo il posto più e-levato nella creazione. È per lui che il mondo, e tutto ciò che contiene, esiste. È affinchè egli si realizzi, concretando così l'epoca messianica, che l'universo è stato creato [...]. D'altra parte la storia ebraica è un richiamo costante a questa responsabilità degli Ebrei. Da Abramo che intercedeva per Sodoma e Gomorra ai sacrifici presentati al Tempio per le settanta nazioni del mondo, non mancano nei nostri testi biblici gli esempi di intervento degli Ebrei in favore dei fratelli non ebrei. Da allora, a torto o a ragione, il mondo non-ebreo ha spesso (troppo spesso) considerato il popolo ebreo responsabile di tutti gli avvenimenti (soprattutto quelli cattivi). La tradizione ebraica ci impone di essere un esempio per tutte le nazioni, di comportarci come un popolo di sacerdoti, sottolinea chiaramente quale deve essere il nostro ruolo nell'umanità [...].

    È questo senso di responsabilità che ha suscitato il B'nai B'rith e che spiega la sua lunga storia"

    Naturalmente fini sono così elevati presuppongono lo spiegamento di mezzi proporzionati; si comprendono allora meglio le dimensioni che lo storico britannico Paul Goodman, presidente della prima loggia del B'nai B'rith fondata a Londra nel 1910 e citato con fierezza dalla rivista del B'nai B'rith del Distretto n. 19, dell'Europa continentale, attribuiva all'Ordine massonico internazionale del B'nai B'rith:

    "Questo raggruppamento di Ebrei profondamente impegnato nel mondo Nuovo e Antico, strettamente unito in una sola associazione e motivato da un ideale comune, rappresenta la più grande forza organizzata dei tempi moderni lottante per la promozione degli interessi del Giudaismo"

    Il B'nai B'rith è oggi un'aristocrazia ebraica di óOOmila affiliati origi-nari di 48 paesi (in Italia con una sede a Livorno e un'altra dell'A.D.L. - sua diretta filiazione - a Roma) ai quali si sono aggiunti, dopo l'apertura nel 1990 di proprie logge a Mosca, la Russia, la Lituania, la Lettonia e gli ex paesi dell'Est. Esso è "la più potente delle organizzazioni ebraiche [...] composta di logge entro le quali i membri si ripartiscono in commissioni specializzate", a dire di Tribune Juìve del 23 dicembre 1985, la quale precisava anche:

    "(il B'nai B'rith) è inoltre rappresentato in seno alla maggior parte delle organizzazioni internazionali come l'ONU, l'UNESCO, (è presente pure il Consiglio d'Europa, con funzioni consultive, N.d.R.) in veste di ONG e ha pure le sue entrature in Vaticano. La sua influenza spinge i candidati alla presidenza degli Stati Uniti a presentarsi innanzi ad esso prima di ogni elezione".

    I presidenti americani, dal canto loro, non sono immemori dei benefici ricevuti: il 35% dei funzionari governativi di Bill Clinton con posizioni di responsabilità, ad esempio, apparteneva al B'nai B'rith (per avere le dimensioni si tenga presente che la componente ebraica della popolazione americana è dell'ordine del 3%); l'alto iniziato George W. Bush ai tempi, politicamente delicati, della guerra del Golfo, aveva dato l'incarico di rappresentare gli U.S.A. alle Nazioni Unite a Morris B. Abram (1918-2000), ex presidente dell'American Jewish Committee e direttore della Conferenza delle Organizzazioni ebraiche americane, entrambi afferenti al B'nai B'rith

    Il B'nai B'rith (in inglese: "Sons of thè Covenant") ha il suo quartier generale internazionale a Washington D.C., al numero 1640 di Rhode Island Avenue ed è presente nel mondo in 58 paesi suddivisi in sette distretti, ciascuno amministrato da un governatore. Alla fine di agosto del 1981, a Gerusalemme, in King David Street, è stata attivata una branca amministrativa importantissima, significativamente chiamata World Center. La prima loggia B'nai B'rith, in ogni caso, era presente in quella città fin dal 1888. Il B'nai B'rith U.S.A. possiede potenti organizzazioni giovanili come la B'nai B'rith Youth Organization (BBYO) e la Hillel, strutture specializzate rivolte, la Hillel in particolare, agli studenti universitari, il cui compito istituzionale consiste nel coltivare e tenere viva l'identità ebraica e sionista. Il potere del B'nai B'rith si estende all'importante Anti-Defamation League, sopra ogni società, consiglio o associazione visibile od occulta ebraica, si chiami Alleanza Israelita Universale, Consiglio Mondiale Ebraico, Fondo Sociale Ebraico, British Israel, Consiglio delle Sinagoghe, Leghe contro l'Antisemitismo, associazioni fra paesi europei e Israele o la cosiddetta "lobby ebraica" americana afferente all'A.I.P.A.C., ecc..

    Di passata segnaliamo che l'emblema ufficiale dello Stato di Israele, fatto adottare nel 1949 dal "fratello" Hai'm Weizmann, primo presidente di Israele, reca al suo centro la menorah, il candelabro a sette braccia, simbolo adottato dal B'nai B'rith.

    Il B'nai B'rith funge da esecutivo al più oligarchico Gran Kahal (Gran Sinedrio), che sembrerebbe coincidere, almeno nella descrizione, con l'entità che E.C. Knuth, nella sua opera The Empire of "The City", delinea in questi termini:

    "Il numero magico di 400 (membri) - un tempo simbolo della ricchezza e dei privilegi dominanti - appare qui in un ruolo affatto nuovo [...]. Uomini che possiedono milioni di dollari e che sono presenti fra noi dominano sul destino, la vita e la morte dei loro compatrioti per mezzo di un'organizzazione che si innalza contro lo spirito e la lettera della Costituzione degli Stati Uniti. Non v'è un solo uomo su mille fra i loro compatrioti che abbia inteso parlare di questa organizzazione. Lo scopo comune a tutti questi uomini è strettamente connesso col fatto che le loro grandi fortune sono invariabilmente legate alle operazioni di "The City", la cittadella della Finanza Internazionale. Questi uomini esercitano non solo un'influenza pianificata immensa, e ciò nel segreto più completo, ma operano anche grazie al contributo di sussidi immensi messi a loro disposizione da Cecil Rhodes e Andrew Carnegie (1835-1919)"

    È interessante osservare la convergenza di queste righe con una testimonianza raccolta dal Virion sulla funzione storica degli Stati Uniti, guidati da questo nucleo ristretto:

    "I troni marittimi di Inghilterra, Norvegia, Svezia, Danimarca, Olanda, (nazioni) protestanti e bibliche, rimasero tranquillamente per misericordia divina e così anche la loro figlia, la repubblica degli Stati Uniti, che, con soli due secoli di vita, cullando una dozzina di razze sotto l'antica Legge di Dio, a due riprese ha messo le sue forze al servizio della libertà e ha consacrato la sua economia a fornire i mezzi per impedire il ritorno della barbarie medioevale e della tirannia spirituale (ossia del cattolicesimo, N.d.R.)"

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    Qualche notizia sull'Anti Defamation League

    tratto da "Massoneria e Sette Segrete: la faccia occulta della storia" - Editrice "Ichthys" - di Epiphanius

    Nel corso di questo studio si è già accennato all'Anti-Defamation League (Lega Anti-Diffamazione), più nota con l'acronimo A.D.L., sezione specializzata a proiezione planetaria del B'nai B'rith, fondata nel 1913 con il compito di assumere informazioni e documentazione su ogni espressione di antisemitismo e antisionismo potenzialmente nocivi ai fini istituzionali dell'associazione, e di combatterli con ogni mezzo. Più esattamente lo statuto originario recitava:

    "Oggetto immediato della Lega è arrestare, facendo appello alla ragione e alla coscienza e, se necessario, anche alla legge, la diffamazione del popolo ebraico. Suo scopo ultimo è similmente assicurare giustizia ed equo trattamento a tutti i cittadini, ponendo per sempre fine all'ingiusta e iniqua discriminazione operata contro di essi e allo scherno di una qualche setta o gruppo di cittadini".

    Esistono peraltro posizioni assai critiche quando si passa alle modalità d'azione come quella pubblicamente espressa da Noam Chomsky:

    "[...] uno dei gruppi di pressione più brutti e più potenti degli Stati U-niti [...]. Il suo impegno primario consiste nell'adottare ogni tecnica, per quanto disonesta e ignobile, per diffamare, ridurre al silenzio e distruggere chiunque osi criticare lo Stato Santo (Israele, N.d.R.)" (Marshall, 1993).

    L'organizzazione dell'A.D.L. americana, articolata su circa 30 uffici periferici, più quelli di Vienna e Gerusalemme, a metà degli anni '90 prevedeva una troika direttiva comprendente Melvin Salbert in veste di presidente nazionale, Abraham H. Foxman direttore nazionale, Peter T. Wilner direttore nazionale aggiunto, Maxwell Greenberg, presidente onorario. Fra i vicepresidenti onorali c'è Edgar Miles Bronfman, titolare della Seagram, multinazionale dell'alcool, e di una sostanziosa fetta del pacchetto azionario del gigante della chimica, la multinazionale Du Pont de Nemours. Membro fondatore del "Rockefeller Council", Bronfman oltre che alto responsabile del B'nai B'rith, è presidente del Consiglio Mondiale Ebraico e membro del C.F.R..

    Dietro la troika si schieravano 144 dirigenti rigorosamente israeliti, di cui la metà più uno doveva appartenere per statuto al B'nai B'rith, Questa commissione era affiancata da un esecutivo i cui componenti venivano eletti o cooptati a vita.

    L'A.D.L. si compone di 8 divisioni: amministrazione, diritti civili - a cui appartiene il famoso dipartimento Research and Faci Finding (Ricerca e reperimento dei fatti), che sorveglia gruppi estremisti e potenzialmente ostili, presieduto da Irwin Suall - servizi comunitari, comunicazioni, sviluppo, affari legali e internazionali, leadership e programmi. La divisione delle comunicazioni è incaricata della diffusione dei testi e della propaganda; la divisione affari internazionali ha autorità sugli uffici succursali in Europa, (l'equivalente britannico dell'A.D.L. è l'Institute for Jewish Affairs di Londra) Medio Oriente e America Latina. La divisione affari internazionali, guidata da Kenneth Jacobson, è ulteriormente ripartita nelle sottosezioni dell'istruzione, dell'istruzione superiore nei campus, degli affari interreligiosi, affidata al rabbino Leon Klenicki, uomo di collegamento col Vaticano, della radiotelevisione e film e un centro internazionale per studi sull'olocausto.

    L'A.D.L. gode dell'appoggio di una delle più antiche e ricche famiglie americane, quella dei Moore, dei quali fa parte il vescovo episcopaliano di New York City Paul Moore, presidente della cattedrale di St. John The Divine, notorio centro New Age, sede attuale del "Tempio della Comprensione", ma soprattutto del Lucis Trust.

    Uno dei più generosi finanziatori dell'A.D.L. è sempre stato il mercante di grano di Minneapolis, Dwayne Andreas, che fino dal 1966 al 1999 ha guidato una delle "cinque sorelle" del cartello mondiale del grano, la Archer Daniels Midland, proveniente dalla concorrente Cargill (le altre sono: la Continental Grain controllata dalla famiglia israelita dei Fribourg; la Louis-Dreyfus francese guidata da una famiglia israelita di tradizioni bancarie e con sede a Stanford negli Stati Uniti; la Bunge Corp, argentina, massimo conglomerato noto nel paese sudamericano come "piovra", con sedi a New York, Ginevra e Cura§ao, multinazionale fagocitata dalla famiglia ebraica degli Kirsch. Giova citarne, anche se a distanza, una sesta: la Andre, di proprietà di una famiglia calvinista svizzera di Losanna). Andreas, assai prossimo ad Edgar Bronfman, è membro del Bilderberg Club e ha esercitato una presenza discreta, ma efficace, a fianco di tutti i presidenti americani dopo Truman. Il grano infatti è un'arma strategica nei riguardi dei paesi poveri, come lo fu, efficacissima, nei decenni del comunismo reale in U.R.S.S., disastrasi sul piano della produzione agricola, come ciascuno ricorda.

    Pur non essendo né WASP (ovvero anglosassone puro sangue), né ebreo, Andreas non ha fatto mai mancare il suo generoso sostegno all'A.D.L., soprattutto negli anni '70 quando venne creata l'A.D.L. Foundation. Quando Andreas mosse i primi passi per entrare in politica il suo maestro fu l'allora presidente dell'A.D.L. Benjamin Epstein, come testimoniò egli stesso in un discorso tenuto nel 1987:

    "Ben Epstein - che possa egli riposare in pace - del quale fui amico per vent'anni, a lui onore perenne, fu il mio mentore e guida in tema di rapporti diplomatici. Lavorai con lui per settimane su questo tema, di come espandere il commercio verso l'U.R.S.S."86.

    Per inciso si noti che le famiglie WASP, presenti essenzialmente nella società segreta superiore de L'Ordine, non hanno mai considerato su un piano di uguaglianza quelle dell'alta finanza ebraica, escludendole, di fatto, dai loro cenacoli. Il B'nai B'rith, infatti, è stato formato come massoneria a sé, disgiunta dal Rito Scozzese britannico. I suoi finanziatori in America, vale a dire soprattutto i Rothschild e il Cecil Rhodes Trust (noto anche come Bri-tish Round Table Group), mantengono forti legami col British Foreign Office e relativi servizi segreti. Non per questo il B'nai B'rith nella sua storia è rimasto arroccato su se stesso, infiltrando anzi ed esercitando una potente influenza su tutti i rami della massoneria.

    La conclusione cui sono pervenuti gli studiosi più seri del fenomeno mondialista, specie di scuola francese, è univoca: il B'nai B'rith è con probabilità che sfiora la certezza, uno degli ordini supremi.

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    Il 1870, il Risorgimenti italiano
    La nazione guida
    L'equinozio d'autunno - inizio dell'anno massonico - del 1870 segna l'ingresso delle truppe piemontesi in Roma attraverso la breccia di Porta Pia. Nello stesso anno scoppia la guerra franco-prussiana, e Napoleone III nel breve lasso di 45 giorni viene sconfitto e preso prigioniero.

    Due fatti s'impongono all'attenzione:

    - lo Stato pontificio scompare dopo nove secoli di presenza in Europa, di animazione spirituale dei popoli e di potere temporale al servizio della missione cattolica: da questo momento il Vaticano, ridotto ad irrisoria superficie topografica, dovrà economicamente dipendere dagli altri Stati

    - l'asse politico europeo si sposta dalla direzione cattolica Roma-Parigi (Francia primogenita della Chiesa) a quella protestante Londra-Berlino in attesa di deviare ulteriormente da Londra verso New York.

    Tendenza quest'ultima che apertamente riecheggia nella lettera d'istruzione che il Principe Otto von Bismarck, cancelliere di Guglielmo II e "uomo della setta", inviò all'ambasciatore tedesco a Parigi, Conte Harry von Arnim, nel corso della terza repubblica:

    "[...] infine dobbiamo auspicare il mantenimento della repubblica in Francia per un'ultima ragione, che è la maggiore: la Francia monarchica è e sarà sempre cattolica, avendo la sua politica grande influenza in Europa, in Oriente e fino all'Estremo Oriente. Un mezzo per contrastare la sua influenza a favore della nostra, è di deprimere il cattolicesimo e il Papato che ne è la testa. Se potremo conseguire tale scopo la Francia sarà già annichilita. La monarchia verrà intralciata in questo tentativo mentre si aiuterà la repubblica.

    Mi accingo a muovere alla Chiesa cattolica una guerra che sarà lunga e, può essere, terribile [...]. Mi si accuserà di persecuzione e potrò esserci obbligato; ma ciò si impone per finire di piegare la Francia e stabilire la nostra supremazia religiosa e diplomatica, come la nostra supremazia militare[...]".

    Non dura proprio fatica riconoscere in Bismarck quegli stessi sentimenti anticattolici e quegli intendimenti rivoluzionari che già animavano

    Napoleone III nel segno della continuità del piano comeniano contro il trono e l'altare! Bismarck infatti - pur non risultando affiliato, ma la cosa non sembra affatto scontata - fu impregnato di spirito massonico, nei metodi come in politica: basti pensare al Kulturkampf, ossia alla lotta culturale contro il cattolicesimo , alla sua azione di coagulo delle imprese in vista di un capitalismo di stato, al suo ruolo catalizzatore dei movimenti rivoluzionari europei. Occorrerebbe inoltre esaminare "l'azione enorme, incontestabile" della presenza ebraica nella società tedesca del tempo per comprendere in quale misura la Germania bismarckiana fosse stata compenetrata dagli ideali massonici e pronta ormai a divenire un solido strumento nelle mani delle sette per mutare l'ordine europeo.

    Il lavoro secolare si poteva ora quantificare: la sola massoneria tedesca, secondo un Almanacco pubblicato a Lipsia nel 1880, poteva contare su una forza di ben 42mila membri attivi, ripartiti su 436 "officine" controllate da 8 grandi logge, e protetta dall'imperatore e dal Kronprinz Federico.

    L'EPOPEA RISORGIMENTALE ITALIANA

    La guerra di conquista piemontese della penisola, passata alla storia col nome di "Risorgimento", dove il mito unitario fu la foglia di fico che lasciava scoperto un processo espansionistico programmaticamente realizzato attraverso successive aggressioni ad altri Stati sovrani - nella più perfetta trasgressione del diritto dei popoli allora vigente - ha costituito, e costituisce, per la classe politica dominante un dogma intoccabile, la cui "verità" storica è inconcussa. E se qualcuno ardisce "parlar male di Garibaldi", pur anche sulla scorta di solida e stringente documentazione, scatta la massiccia presa di posizione degli storici depositari del verbo ufficiale che, col concorso di una legione di pseudo "intellettuali organici", si precipitano ad appianare fin ogni piccola asperità della piatta strada del conformismo massonico, ristabilendo così il trito monolitismo culturale dell'establishment. E un fatto corrente, ma, vien da chiedersi: perché ancora tale accanimento nell'anno di poca grazia del Signore 1990? Notizie come quella apparsa sul Corriere della Sera del 20.4.1990 a riguardo dei protagonisti risorgimentali, definiti

    "per la maggior parte dei massoni, degli avventurieri" non sono una novità. Già Granisci bollava questi personaggi come: "...quella banda di avventurieri senza coscienza e senza pudore che, dopo aver fatto l'Italia, l'hanno divorata".

    Illuminante, in argomento, lo studio di Angela Pellicciari, dal significativo titolo Risorgimento da riscrivere, che sviluppa, in modo documentalmente rigoroso, la tesi della lettura di quel tormentato periodo come una durissima guerra di religione combattuta (e costantemente negata) dalla massoneria contro la Chiesa cattolica, mirante a tagliare le secolari radici della Tradizione cattolica dagli animi del popolo, dietro il paravento dell'unità nazionale e della libertà.

    In epoca democratica, di consenso di massa, non si desidera certo una revisione culturale di quel periodo, revisione che potrebbe rivelare come il grande assente del movimento risorgimentale fosse proprio quel popolo italiano che, fedele alla religione e alle tradizioni dei padri, dovette contribuire, con sangue e lacrime, specie al Sud, alla distruzione dei propri ordinamenti e della propria memoria storica: i consensi elettorali espressi nell'Italia meridionale dopo la conquista piemontese la dicono lunga in proposito.

    È corretto parlare di vera persecuzione della religione: a partire dal 1850, infatti, il piccolo Piemonte, strumento dell'onnipotente massoneria inglese guidata dal Palmerston, succube della Francia e della Prussia bismarckiana, scatenava una persecuzione contro la Chiesa - e quindi contro la totalità del popolo italiano - che sarebbe durata decenni, giungendo a strappare al successore di Pietro i mezzi temporali per guidare la navicella della Chiesa senza dover dipendere dai pesanti condizionamenti di un potere laicista avverso e consolidato a livello europeo. Il giornalista Antonio Socci, in un interessante saggio sul tema, parla a ragione di "genocidio spirituale" di un popolo impregnato da secoli di cattolicesimo tridentino e della sistematica sostituzione ai valori cristiani di quelli "civili" - leggi massonici - veicolati attraverso le due grandi istituzioni, la Scuola e l'Esercito, per forgiare l'uomo nuovo, il nuovo cittadino dell'Italia unitaria. Cuore e Pinocchio sono due opere emblematiche, intrise di sentimentalismo ottocentesco, capisaldi per antonomasia dell'operazione di rieducazione del popolo-bambino che, a fatica dopo secoli di tenebrosa superstizione cattolica, schiude gli occhi alla nuova luce del progresso e della pace.

    Pace invero sofferta: che in realtà chi ne fece le spese nei territori "liberati" per poter camminare su queste vie, fu la povera gente, la cui sussistenza derivava in gran parte dagli usi civici delle terre demaniali ed ecclesiastiche, istituzioni secolari e collaudate che costituivano l'ossatura dell'economia agricola dei villaggi.

    Il governo piemontese, con la legge Siccardi del 1850, la legge che sopprimeva gli ordini religiosi nel 1855, e successivi provvedimenti, una volta impadronitosi delle terre le rivendette a prezzi stracciati a voraci latifondisti che in breve ridussero il contadino all'indigenza più disperata; a ciò si aggiunga che lo stato liberale fece piazza pulita di tutti quei corpi intermedi creati col lavoro di generazioni secondo l'ordine naturale, che per secoli avevano difeso il più debole contro i soprusi dei potenti, sostituendoli con un potere arrogante, accentratore e assoluto che cancellava ogni diritto salvo quello dei grandi proprietari terrieri e dei mercanti.

    Né al Nord si stava meglio: malattie, sangue (30mila morti solo nelle battaglie del 1859 di Solferino e San Martino) e miseria erano di casa; l'incidenza delle spese militari piemontesi nel 1860 si attestava al 61,6% della spesa totale globale, mentre la percentuale riservata alle strutture di pubblica assistenza era del 2%! Il debito pubblico del Piemonte nello stesso periodo aveva sfondato il tetto di un miliardo di allora, ripartito su soli quattro milioni di abitanti.

    Lo stesso Francesco Nitti, massone, avrebbe più tardi riconosciuto che:

    "prima del 1860 era (al Sud) più grande ricchezza che in quasi tutte le regioni del Nord".

    Ma la pagina più emblematica dell'"epopea" risorgimentale fu la conquista del Sud, di un regno libero e indipendente fin dal 1734, guidato da un re italiano con un popolo pacifico, ingegnoso e relativamente prospero, una flotta seconda in Europa solo a quella inglese, dotata di ben 472 navi, un debito pubblico minimo, notevoli riserve auree, grandi opere civili in corso e le tasse più leggere d'Europa. Un popolo che in pochi anni viene schiacciato sotto il tallone di ferro e ridotto ed obbligato ad un esodo di proporzioni bibliche verso lidi lontanissimi e spesso inospitali. Fra il 1876 e il 1914 il numero di italiani meridionali che dovette abbandonare per la miseria la propria terra toccò i 14 milioni.

    La colonia meridionale non si piegò subito e, a qualche mese dall'invasione, metà dell'esercito piemontese - 120mila baionette - fu sanguinosamente impegnato per alimentare una guerra fratricida, di repressione del "brigantaggio", secondo la definizione data degli invasori.

    Si trattava invece di genuina, legittima e sentita ribellione di un popolo che, alla stregua degli intrepidi vandeani e dei duri tirolesi di Andreas Hofer, non voleva saperne di essere "liberato".

    Le cifre parlano da sole:

    "[...] dal gennaio all'ottobre del 1861, si contavano nell'ex-Regno delle Due Sicilie 9.860 fucilati, 10.604 feriti, 918 case arse, 6 paesi bruciati, 12 chiese predate, 40 donne e 60 ragazzi uccisi, 13.629 imprigionati, 1.428 comuni sorti in armi".

    Una guerra sorda e feroce che proseguì per anni in cui "il numero di coloro che morirono... fu superiore a quello di tutte le guerre del Risorgimento messe insieme".

    Né, naturalmente, fu risparmiato il clero: 66 vescovi arrestati e processati nel solo 1860, seguiti nei 4 anni successivi da 9 cardinali, fra cui il futuro papa Pecci, Leone XIII, 64 sacerdoti e 22 frati fucilati.

    Ciò che appare paradossale in questa fosca pagina di storia nazionale è che i teorizzatori liberali dello stato piemontese, le cui dottrine hegeliane sullo Stato etico furono all'origine dell'invasione del Sud, non furono piemontesi, bensì napoletani.

    I loro nomi: Francesco de Sanctis, elevato nel 1859 al 18° grado del Rito Scozzese, grado di Cavaliere Rosacroce ; Bertrando Spaventa, che nel 1851 tuonava al Parlamento di Torino "contro la libertà di insegnamento e per una totale e assoluta statalizzazione dell'educazione"; Pasquale Stani-slao Mancini, vera mente giuridica dello Stato liberale piemontese, il cui pensiero in tema di libertà individuale suonava così:

    "[...] il pluralismo scolastico è un diritto di libertà del singolo, ma in Italia noi lo osteggiamo perché applicarlo significherebbe consegnare la scuola nelle mani dei cattolici";

    e ancora: Silvio Spaventa, Ruggero Bonghi, Angelo e Camillo De Meis.

    GARIBALDI: UNA SPADA CONTRO LA CHIESA E LA CIVILTÀ CRISTIANA

    Uno dei luoghi comuni preferiti dell'apologetica risorgimentale è la figura di Giuseppe Garibaldi presentato nelle vesti di purissimo idealista, ardente eroe guerriero la cui spada egli poneva al servizio dei popoli oppressi dei due Mondi, ovunque la libertà - massonicamente intesa - venisse conculcata e minacciata. E fu così che l'aureola di leggenda e lo smalto inossidabile creato attorno alla sua figura suscitarono una fama generalizzata talché nessuna città, borgo o paesello d'Italia se la sentì di non dedicargli una o più piazze, stazioni, vie, ecc.. Di più: "parlar male di Garibaldi" venne assunto per lungo tempo nel linguaggio corrente nell'accezione di colpevole e ottuso rifiuto ad accettare verità meridiane e indefettibili.

    Ma a distanza di più di un secolo il fiume della verità che si volle occultare, nonostante la vigilanza attenta e gli sforzi continui dei depositar! del verbo ufficiale, riaffiora in mille rivoli e le figure gigantesche dei purissimi apostoli, dei temerari politici e degli ardenti condottieri sfumano, si ridimensionano, lasciando piuttosto trasparire alle loro spalle ben altri condottieri, meno noti e di gran lunga più potenti.

    "Dal 1815 al 1870 coesistettero un'Europa ufficiale ed un'altra, costituite da non più di qualche migliaio di persone con ideali prevalentemente convergenti ed accomunate da uno spirito di rinnovamento civile, le quali, per circostanze forzate o per loro volontà, viaggiavano molto e si incontravano in ambienti particolari... Erano gli uomini che, con maggiore o minore incidenza, avrebbero rimodellato il Continente".

    Guardando più da vicino la vita di Garibaldi si può così scoprire ad esempio che in Uruguay, dopo un disinvolto cambio di campo, preferì battersi per assicurare il monopolio commerciale all'Impero Britannico sul Rio della Piata contrastando l'egemonia cattolico-ispanica. E fu proprio da quelle parti, a Montevideo nel 1844, che iniziò la sua carriera massonica culminata nel 33° grado del Rito Scozzese ricevuto a Torino il 17 marzo 1862 e nella suprema carica di Gran Hierofante del Rito Egiziano del Memphis-Misraim nel 1881. Ma a tutto questo non sarebbe mai pervenuto se non si fosse posto sotto gli auspici di un nume tutelare: la massoneria britannica.

    Anche lo storico ufficiale della massoneria italiana Aldo Alessandro Mola tiene a sottolineare il ruolo di "mosca cocchiera" della massoneria britannica:

    "[...] La spedizione dei Mille si svolse dall'inizio alla fine sotto tutela britannica: o, se si preferisce, della Massoneria inglese".

    Accennando alla speciale salvaguardia accordata alla sua persona dai Fratelli, che, nella fattispecie, per il tramite di Adriano Lemmi, riuscirono a sventare una trama per screditarlo - se non eliminarlo fisicamente - il Mola precisa che in quel frangente Garibaldi era appena tornato

    "dalla visita "ufficiale" in Gran Bretagna, ove ottenne accoglienze trionfali, mai riservate ad alcun privato cittadino".

    Giulio di Vita aggiunge:

    "Studi in archivi e su periodici di Edimburgo mi hanno permesso di rilevare e confermare il versamento a Garibaldi di una somma veramente ingente, durante la sua breve permanenza a Genova, prima che la Spedizione sciogliesse le ancore. La somma, riferita con precisione, è di tre milioni di franchi francesi. Questo capitale tuttavia non venne fornito a Garibaldi in moneta francese, bensì in piastre d'oro turche". Non è agevole valutare il valore finanziario di tale somma. Riferito alle valute dell'epoca dei principali Stati europei, e rapportandolo al reddito nazionale, con larga approssimazione si tratta di molti milioni di dollari di oggi.[...] La conferma dell'esistenza della cassa segreta della Spedizione viene pure fornita da una lettera alla sorella di Ippolito Nievo, ufficiale capo della Intendenza, specialità che allora abbracciava le scorte auree e di valuta di un'impresa militare.

    Il Nievo scrive che, per sicurezza, teneva il cumulo di "sacchetti d'oro" sotto il suo pagliericcio, nel proprio alloggio.

    Questo dettaglio può fornire un interessante spunto alle ipotesi sulla fine di Ippolito Nievo, e la scomparsa del piroscafo "Èrcole" che lo portava da Palermo a Napoli. Nievo, al termine dell'epopea dei Mille, tornando al Quartier Generale dell'Esercito Regio e al Ministero della Guerra, recava con sé tutta la documentazione finanziaria della Spedizione.

    Certamente non potevano mancare precise informazioni sull'uso dell'oro ricevuto da Garibaldi alla partenza.

    Come noto, il piroscafo "Èrcole" affondò durante la breve traversata. Altre navi nel Tirreno meridionale non avevano incontrato in quelle ore tempeste pericolose.

    Quasi subito si sparse la voce di sabotaggio, che probabilmente aveva causato un'esplosione nelle caldaie. Pare che ciò sia stato recentemente confermato da esplorazioni subacquee.

    Bisogna tenere presente che la piastra turca, cioè la moneta di un Impero che da secoli occupava metà delle coste mediterranee, era stata accettata ed apprezzata in tutto il bacino del Mediterraneo, e particolarmente in isole quali la Sicilia e Malta, Creta e Cipro.

    Non possiamo formulare accuse specifiche di corruzione a carico di ufficiali di autorità amministrative e civili del Regno delle Due Sicilie.

    È tuttavia incontrovertibile che la marcia davvero trionfale delle legioni garibaldine, dalla Conca di Palermo al Vesuvio, venne immensamente agevolata dalla conversione subitanea di potenti dignitari borbonici dal Sanfedismo alla democrazia liberale. Non è assurdo pensare che questa vera illuminazione pentecostale sia stata almeno in parte catalizzata dall'oro.

    [...] Probabilmente le linee di strategia politica erano due.

    La prima, colpire il Papato nel suo centro temporale, cioè l'Italia, agevolando la formazione di uno Stato laico.

    [...] La Spedizione dei Mille rimane un evento focale nella evoluzione della moderna Europa. Cronologicamente parallela alla guerra di Secessione americana, alla rivoluzione industriale, al Canale di Suez, contribuì ad iniziare quel processo di destabilizzazione e di ristrutturazione (il solve et coagula - Ordo ab Chao massonici, N.d.R.) dell'area mediterranea che dura ancor oggi"

    Anche il De Sivo, autore di parte borbonica, denuncia nell'opera citata "tutta la trama di imbrogli e corruzioni con cui inglesi e piemontesi si comprarono tutto il governo di Francesco II compreso il primo Ministro Liborio Romano50 e larga parte degli stati maggiori militari e della burocrazia che di fatto disarmarono un esercito e una marina fra le più potenti della penisola di fronte a mille volontari disomogenei canale armati.

    E l'Alianello, esaminando a sua volta i conti della spesa della Spedizione dei Mille, si chiede di passata: "dove andarono a finire i cinque milioni di ducati ritirati legalmente o presi alla buona dal Banco di Palermo dal biondo Liberatore? Misteri fondi, oscuri, inscrutabili in ogni modo... Non basterebbero gli occhi di Argo".

    Un altro argomento su cui i libri di storia amano sorvolare riguarda i rinforzi che nei tre mesi seguenti il viaggio dei volontari garibaldini affluirono in Sicilia per consolidare la conquista: ben 22 mila uomini, in buona parte soldati dell'esercito sardo congedati all'uopo o fatti disertare che riassumevano il loro ruolo a conquista ultimata.

    Garibaldi fu davvero una vita spesa a scristianizzare i popoli, e quello italiano in special modo, in una lotta senza quartiere alla Chiesa, al pontefice Pio IX che non esitava a definire "un metro cubo di letame", al Papato "acerrimo nemico dell'Italia e dell'Unità", e al sacerdote in cui egli scorgeva "la più nociva di tutte le creature, perché egli più di nessun altro è un ostacolo al progresso umano, alla fratellanza degli uomini e dei popoli".

    E in una lettera inviata nel 1869 alla loggia "Il vero progresso sociale" di Genova il 33 Garibaldi proclamava:

    "[...] Sì! La Massoneria che porta l'impronta dell'Alleanza Democratica Universale e della Fratellanza umana ha per missione di combattere il dispotismo ed il prete, entrambi rappresentanti dell'oscurantismo, del servaggio e della miseria".

    La laicizzazione dell'Italia era il suo obiettivo e per giungervi non badava ai mezzi; anche se di idee repubblicane non esitò a passare nelle file dei Savoia:

    "Se sorgesse una società del demonio, che combattesse dispotismo e preti, mi arruolerei nelle sue file".

    Dopo la proclamazione del Regno d'Italia il suo anticlericalismo sfociò in battaglie per assicurare pieni diritti a protestanti ed ebrei, per laicizzare l'istruzione elementare, per estendere ai preti il servizio militare, per abolire gli studi ecclesiastici e diffondere la pratica della cremazione onde sottrarre alla Chiesa "il pascolo dei morti".

    Garibaldi morì in modo miserevole il 2.6.1882 chiedendo nel testamento di essere cremato60 e dichiarando di non voler accettare:

    "in nessun tempo il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d'un prete che considero atroce nemico del genere umano e dell'Italia in particolare".

    Il potere temporale dei Papi viene così definitivamente cancellato dalle cannonate piemontesi a Porta Pia. La massoneria esulta:

    "è la fine della superstizione, cioè dell'idea religiosa, il crollo del Papato anche come potere spirituale dopo il crollo del potere temporale, il trionfo del libero umano pensiero".

    Roma è capitale non solo d'Italia, ma anche della massoneria: Albert Pike l'aveva predetto indicandola come seconda sede del "Palladian Rite" prima ancora di designare Adriano Lemmi alla sua successione nella direzione mondiale dei Supremi Consigli dei 33. E nel 1894 Lemmi ne sarà investito e la direzione del Rito Palladico approderà a Roma.

    Il processo di distruzione del potere spirituale papale sembra ormai un fatto imminente e irreversibile: soprusi e aggressioni, ruberie e umiliazioni contro i cattolici costituirono per anni interi la novità nei territori "liberati", fra l'indifferenza totale delle potenze europee sedicenti cattoliche. Si può anzi parlare, senza tema di esagerazioni, di vero e proprio novello "sacco" di Roma; il ladrocinio fu scandaloso: ordini religiosi disciolti, confisca e incameramento dei beni ecclesiastici a favore del governo liberale, sistematica spoliazione delle chiese e profanazioni dell'Eucarestia, persecuzione del clero e delle famiglie religiose.

    Ma l'apice venne raggiunto la notte del 13 luglio 1881, quando la marmaglia inferocita tentò di scaraventare il corpo di Pio IX nel Tevere mentre aveva luogo la traslazione della sua salma nella Basilica di S. Lorenzo.

    La colpa dell'ignobile gazzarra fu immediatamente addossata - nihil sub sole novi - dal presidente del Consiglio, il 33 Agostino Depretis, e dal ministro degli Esteri Stanislao Mancini, agli stessi cattolici.

    Il frammassone Depretis era immemore, evidentemente, di quanto il "Fratello" Alberto Mario aveva scritto il giorno dopo i fatti sul giornale massonico "La Lega della Democrazia":

    "Si trasportava, ieri, la carogna di Pio IX; la sua salma imbalsamata era deposta nel sepolcro tra i fischi e le baionette dei soldati e senza le baionette dei soldati e le rivoltelle della sbirraglia sarebbe stata gettata dal carro funebre... Il nostro cuore faceva eco a quei fischi. Pio IX era uno stupido. Egli personificava la Chiesa Cattolica, ormai ridotta ad una mostruosa sciocchezza. I clericali di Roma trassero partito dal trasporto di questo Pontefice parricida, pagliaccio; furono fischiati. Applaudiamo a quei fischi; ma noi avremmo applaudito ancor più se le reliquie del grande sciocco fossero state gettate dal Ponte di Sant'Angelo nel Tevere".

    Trent'anni dopo Porta Pia, Leone XIII prenderà atto che:

    "La rapina della civile sovranità fu compiuta per abbattere a poco a poco la stessa spirituale potestà del Capo della Chiesa".

    Si consolidava così un altro mito: quello della Terza Roma, dopo la prima antica e la seconda papale, una Roma laicista e paganeggiante, rigenerata ai valori "civili", democratica e libera da ogni giogo e costrizione dottrinale. Il nemico giunto ormai al cuore della Cristianità dovrà però attendere quasi cent'anni, grazie alla strenua resistenza dei papi preconciliari, per potersi infiltrare e innalzare le insegne della Vedova sulla Chiesa.

    L'ANNUNCIO DELLA NAZIONE GUIDA. L'ALLEANZA ISRAELITA UNIVERSALE

    Nel 1872 Ulysses Grant, eroe nordista della guerra di Secessione, venne rieletto presidente degli Stati Uniti; nello stesso anno pronunciò un discorso che annunciava il futuro ruolo-guida della nazione americana nella affermazione della democrazia, un vero e proprio preannuncio di quella leader-ship americana sul mondo consacrata dal trattato di Versailles del 1919:

    "Il mondo civilizzato tende al repubblicanesimo, verso il governo del popolo attraverso i suoi rappresentanti, e la nostra grande Repubblica è destinata a servire da guida a tutte le altre [...].

    Il Nostro Creatore prepara il mondo a divenire, in tempi opportuni, una grande nazione che non parlerà che una lingua e dove gli eserciti e le flotte non saranno più necessarie".

    Nello stesso anno si trasferisce a New York l'Internazionale Comunista dell'israelita Karl Marx; dal gennaio 1867 aveva già la sua sede in quella città l'Alleanza Repubblicana Universale del Mazzini, mentre, fin dal 1843, operava a New York la potentissima massoneria ebraica del B'nai B'rith, un "ordine segretissimo riservato strettamente a israeliti dotati di alte responsa-bilità".

    Il 12 settembre 1874 il B'nai B'rith concludeva con i Supremi Consigli del Rito Scozzese un concordato di mutuo riconoscimento. Il documento venne firmato da Armand Levy per il B'nai B'rith e Albert Pike per la Massoneria universale, presente per l'occasione in veste di capo del Supremo Direttorio Dogmatico del Rito Scozzese. Un riconoscimento, oltre che di intenti, soprattutto di comunanze dottrinali; da parte massonica il Pike le aveva infatti già codificate nel suo ponderoso trattato Morals and Dogma:

    "Tutte le vere religioni dogmatiche sono uscite dalla Cabala e vi ritornano: tutto ciò che vi è di grande e scientifico negli ideali religiosi di tutti gli illuminati, Jacob Boehme, Swedenborg, Saint-Martin e altri, viene dalla Cabala; tutte le associazioni massoniche le devono i propri segreti e i propri simboli", tema ripreso con forza dal rabbino di Livorno Elia Benamozegh nel suo libro Israèl et l'Humanité, considerato un'opera essenziale del pensiero ebraico contemporaneo:

    "CIÒ CHE È CERTO È CHE LA TEOLOGIA MASSONICA CORRISPONDE ABBASTANZA BENE A QUELLA DELLA CABALA. D'altra parte uno studio approfondito dei monumenti rabbinici dei primi secoli dell'era cristiana fornisce numerose prove che l'Haggada era la forma popolare di una scienza riservata che offriva, attraverso i metodi dell'iniziazione, le più sorprendenti rassomiglianze con l'istituzione massonica. Coloro che vorranno prendersi l'incomodo di esaminare accuratamente la questione dei rapporti del giudaismo con la Massoneria filosofica, e i misteri in generale, perderanno un po' del loro superbo disprezzo per la Cabala"

    Nell'edizione francese del 1961 si ritrova la seguente aggiunta in nota, a commento della frase su posta in maiuscoletto, a cura del rabbino cabalista Elio Toaff:

    "A coloro che rimanessero sorpresi da questa espressione giova ricordare che una teologia massonica esiste nel senso che in Massoneria esiste una dottrina segreta e religiosa, introdotta dai Rosacroce gnostici al momento della fusione con i liberi Massoni nel 1717. Tale dottrina segreta, o gnosi, è appannaggio esclusivo della Massoneria degli Alti Gradi, o Massoneria filosofica".

    Il 33 Salvatore Farina, sia pur con accenti più ermetici, ne prende atto:

    "Ciò che la Massoneria Scozzese deve alla Cabala è l'allegoria della parola sacra che ci darà nelle mani la pienezza della gnosi e la dominazione dell'universo".

    Già dal 1861, peraltro, da parte israelita, si riconosceva francamente che i rapporti con la massoneria "sono più intimi di quanto si creda. Il giudaismo deve nutrire per la massoneria in generale, una viva e profonda simpatia, e nulla di quanto accade a questa potente istituzione gli deve essere indifferente. [...] Ora lo spirito della massoneria è lo spirito del giudaismo nelle sue convinzioni più fondamentali: ci sono le sue idee, c'è il suo linguaggio e quasi la sua organizzazione'

    Dichiarazione ripresa in termini più netti dal padre del rabbino del B'nai B'rith Stephan Stephen Wise, che nel 1873 aveva fondato l'Unione delle Congregazioni ebraiche americane:

    "La massoneria è un'istituzione ebraica la cui storia, i gradi, le funzioni, le parole di passo e il catechismo sono ebraici dall'inizio alla fine, con l'eccezione di un grado intermedio e di qualche parola nel corso dell'iniziazione".

    Concetti tutti autorevolmente ripresi dall'attuale Gran Rabbino Israel Mair Lau, massima autorità religiosa dello Stato di Israele, ad esempio in occasione del quarantesimo anniversario di fondazione della Gran Loggia massonica dello Stato di Israele:

    "i principi della massoneria sono tutti contenuti nel libro del popolo ebraico" (dove non si intende la Bibbia, bensì il Talmud, N.d.R.).

    E se a tal punto si inclinasse a ritenere la sinergia ebraismo-massoneria una forzatura tendenziosa, si ponga mente a quest'affermazione dell'israelita Jacques Helbronner:

    "La questione giudeo-massonica non mi pare [...] una frottola: essa potrà perfettamente porsi dal momento che, da oltre vent'anni (quindi da prima del 1916, N.d.R.), tutti i movimenti rivoluzionari sono stati condotti da ebrei generalmente heimatlos (= apolidi, N.d.R.), sostenuti dalle logge massoniche".

    Decisivo ed eloquente, infine, il contributo del rabbino massone Magnin, apparso sul B'nai B'rith Magazine, volume XLIII, a p. 8:

    "I B'nai B'rith non sono che un ripiego. Ovunque la massoneria può confessare senza pericolo che essa è ebraica sia per natura che per fine bastano allo scopo le leggi ordinarie".

    Tornando al concordato del 1874, fissato fra Albert Pike - che per l'occasione utilizzò il suo nome massonico di Limoude Ainchhoff - e Armand Levy, esso venne stilato in questi termini:

    "Noi, Gran Maestro, Conservatore del Santo Palladio, Patriarca supremo della massoneria di tutto l'Universo con l'approvazione del grande e Serenissimo Collegio dei Massoni Emeriti, in esecuzione all'atto di Concordato concluso fra Noi e i tre Concistori federali d'America, d'Inghilterra e di Germania, da Noi oggi firmato, abbiamo adottato questa risoluzione: una sola clausola: "La Confederazione Generale delle Logge Israelite Segrete è fondata a partire da oggi sulle basi esposte nell'atto del Concordato". Giurato sotto la Volta santa nel Grande Oriente di Charleston nella valle cara amata dal Maestro Divino nella prima giornata della Luna Ticshru 12 giugno del 7° mese dell'anno 00874 (1874, N.d.R.) della Vera Luce".

    Questo, aggiunge Emmanuel Ratier, può essere stato il motivo per cui il Ku Klux Klan (KKK) fu a lungo risparmiato dal B'nai B'rith. Fondato, infatti, dal Pike, generale dell'armata confederata, e dagli esponenti di alto grado della massoneria del Sud, il KKK, che negli anni Venti contava dai tre ai cinque milioni di membri, non fu allora fatto oggetto di virulente critiche da parte né dell'A.D.L. (l'Anti-Defamation League, il braccio operativo del B'nai B'rith) né dello stesso B'nai B'rith. Nel gennaio del 1923 il B'nai B'rith dichiarava infatti:

    "il Ku Klux Klan può diventare uno strumento di progresso e di beneficenza, utile allo stesso tempo ai paesi come ai loro cittadini, se inizia ad e-liminare dal suo interno qualche migliaio di fanatici che lo fanno sfociare nell'intolleranza, nella viltà e nel crimine".

    Mentre oltreoceano maturavano questi avvenimenti, in Europa, e precisamente a Parigi, grazie al formidabile appoggio finanziario dei Rothschild e del ricco banchiere Sir Moses Montefiore, veniva fondata nell'agosto 1860 una nuova Internazionale: l'Alleanza Israelita Universale.

    Di essa fu cofondatore e personalità di spicco Isaac-Moì'se Cremieux, detto Adolphe (1796-1880), avvocato francese legato ai Rothschild, vicepresidente del Concistoro ebraico di Parigi, ministro della Giustizia transalpina nel 1848, e nel 1870 dopo la seconda Repubblica, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, nominato infine, l'8 marzo 1869, Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio di Francia, ossia il vertice del Supremo Consiglio dei 33.

    Celebre è l'affermazione del Cremieux, che già allora intravedeva l'importanza del possesso dello stretto controllo dei mezzi di comunicazione per creare la cosiddetta "opinione pubblica", ottenerne il consenso e così dirigere le masse e condizionarne i comportamenti:

    "Tenete il denaro come un nulla, tenete tutto come un nulla; se avete la stampa voi avrete tutto il resto".

    Affermazione ripresa e parafrasata dal rabbino inglese Moses Montefiore:

    "Finché i giornali del mondo non saranno nelle nostre mani, tutte queste cose non serviranno a nulla. Mettiamoci bene in testa l'undicesimo comandamento:

    "Non sopporterai al di sopra di te nessuna stampa estranea per poter dominare a lungo sui miscredenti. Impadroniamoci della stampa e in breve tempo governeremo e dirigeremo le sorti dell'Europa intera".

    L'Alleanza Israelita Universale, novella Internazionale aperta ad un cosmopolitismo generalizzato senza distinzione di nazionalità e religione ("ebrei di Oriente e Occidente, ebrei del Nord e del Mezzogiorno, siamo una schiera che mantiene un legame sacro, indistruttibile", dirà Cremieux il 12 maggio 1872), in realtà mirava a riunire tutti gli ebrei della diaspora per i loro più alti interessi, colorandosi a tal fine di toni sincretistici che lo stesso Cremieux, nel 1861, non esitava a connotare nel modo seguente dalle colonne dell'organo ufficiale dell'Alleanza, diretto da Isidore Kahrr.

    "L'Alleanza Israelita Universale, diceva, non si arresta al solo nostro culto, essa si indirizza a tutti i culti. Essa vuole penetrare tutte le religioni come essa penetra in tutti i paesi. Che gli uomini illuminati, senza distinzione di culto, entrino in questa Associazione Israelita Universale, il cui scopo è così nobile, così largamente civilizzatore. Tendere una mano amica a tutti quegli uomini che nati in una religione diversa dalla nostra ci porgono la loro mano fraterna, riconoscendo che tutte le religioni alla cui base è la morale, che culmina in Dio, devono essere fra di loro in amicizia, far cadere le barriere che separano ciò che un giorno deve riunirsi, ecco, signori, la bella, la grande missione della nostra Alleanza Israelita Universale".

    (Les Archives Israelites, XXV, pp. 514-15 82)

    Sempre nello stesso anno 1861, Les Archives Israelites annunciavano solennemente un avvento ormai prossimo di:

    "Una Gerusalemme di nuovo ordine, santamente assisa fra l'Oriente e l'Occidente, che deve sostituirsi alla duplice città dei Cesari e dei Papi" (XXV, p. 600-651,1861 )

    in tal modo prefigurando il destino che si intendeva riservare alla Città Eterna, sede di Pietro e centro della Cristianità.

    Ancora oggi risuonano echi di questi auspici: è il caso della rivista del British Israel Wake Up! (= Scuotetevi, svegliatevi!), che, in un articolo dal significativo titolo "Attenzione - Roma è predestinata" (numero del gen.-febbr. 1994), richiamava la predizione di Robert Fleming Jr., amico e confidente del re Guglielmo III (1650-1702), sulla definitiva caduta di Roma, cabalisticamente fatta coincidere con l'avvento del millennio:

    "Il millennio (il regno di mille anni dei santi) seguirà "[...] la distruzione finale e totale della Roma dei papi [...] intorno all'anno 2000; e [...] Cristo stesso avrà l'onore di distruggere il formidabile nemico con una nuova e straordinaria apparizione di se stesso [...]".

 

 
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