Legislatura 1996-2001
Tra le proposte di riforma, quelle che vennero approvate passarono con con maggioranze del 90-95%, dovute ad accordi tra Polo e Ulivo.

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Riformulazione del reato di abuso d'ufficio
Con questa legge (n. 234, 16 luglio 1997, in vigore dal 9 agosto), è stato riscritto l'articolo 323 del codice penale in materia di abuso d'ufficio.

Secondo i proponenti di tale modifica, la precedente formulazione del reato di abuso d'ufficio avrebbe violato i principi di legalità e tassatività della norma penale, in quanto sarebbe stata sostanzialmente indeterminata, lasciando ampia discrezionalità alla magistratura riguardo alle violazioni nella Pubblica Amministrazione; per queste ragioni i proponenti hanno delimitato i la punibilità a casi di violazione di leggi, regolamenti o di un preciso obbligo di astensione.

Come tutte le riforme della giustizia approvate in questa legislatura, anche questa passò con una maggioranza vicina al 90%, frutto di accordi tra L'Ulivo (che aveva vinto le elezioni ed era maggioranza) e il Polo (nel quale votarono favorevolmente Forza Italia e Centro Cristiano Democratico)

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abrogazione di quello non patrimoniale
Il reato di abuso d'ufficio non patrimoniale è stato totalmente cancellato da questa nuova legge. Secondo questa riforma infatti, nel caso in cui un pubblico ufficiale commette un abuso d'ufficio (cioè un atto contrario ai suoi doveri d'ufficio), ciò non è più considerato reato se non si dimostra che da tale abuso ne ha anche avuto un vantaggio quantificabile.

La nuova legge (espressamente formulata in modo da essere immediatamente applicabile ai procedimenti in corso), ha portato ad esempio alla fine prematura dell'inchiesta di Affittopoli e all'assoluzione di due ex presidenti del Coni, Mario Pescante e Bruno Gattai, per 959 assunzioni senza concorso. Inoltre il 22 Dicembre 1997 questa riforma, approvata metre Romano Prodi era presidente del Consiglio, fu una delle motivazioni alla base del proscioglimento dello stesso Prodi accusato di abuso d'ufficio nella sua qualità di presidente dell'IRI in merito alla privatizzazione di parte della SME: ciò - ad anni di distanza - ha fatto discutere di una possibile "legge ad personam".

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depenalizzazione di fatto di quello patrimoniale
L'abuso d'ufficio patrimoniale rimane solo nel caso in cui sia commesso con l'intenzione di favorire una persona e sfavorire i suoi concorrenti. Inoltre la pena massima viene ridotta da 5 a 3 anni: ciò ha conseguenze significative sulle indagini, infatti elimina la possibilità di custodia cautelare e di effettuare intercettazioni. Inoltre i termini per la prescrizione passano da 15 a 5 anni (nel caso di attenuanti generiche, che vengono concesse quasi sempre agli imputati incensurati). Ciò mette a rischio la possibilità di portare a termine i processi, dato che in Italia è quasi impossibile che l'iter giudiziario (inchiesta, udienza preliminare e tre gradi di giudizio) duri meno di 5 anni. Tale riforma porterà ad esempio alla prescrizione degli abusi partimoniali dei dirigenti del Sisde.

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Riforma dell'articolo 513 del codice di procedura penale
Il parlamento approvò questa riforma a larghissima maggioranza (l'unico partito ad astersi fu Rifondazione Comunista) il 31 luglio 1997. Come conseguenza, le dichiarazioni messe a verbale e rese in un altro processo o ad un pm, non sono più valide legalmente se chi le ha rese non si lascia interrogare da coloro che accusa e dai loro avvocati. Tale riforma si applicava anche ai processi in corso al momento della approvazione, e portò centinaia di essi, anche di Mani Pulite e di mafia, ad essere annullati dalla Cassazione e rimandati alle Corti di Apello e ai tribunali, e quasi sempre caddero poi in prescrizione. <<Il parlamento ha abrogato la mafia per legge>> dichiarò all'epoca Gian Carlo Caselli. Il 2 Novembre 1998 la Consulta, in seguito alle numerose questioni di legittimità costituzionale sollevate dai tribunali, si pronuncia sulla nuova legge, e la giudica incostituzionale.

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Nuovo articolo 111 della costituzione
Il 9 Novembre 1999 il Parlamento modifica l'articolo 111 della Costituzione, inserendovi quella stessa norma del 513 che la Consulta aveva giudicato incostituzionale. Una approvazione in tempi rapidi, solo 9 mesi nonostante le quattro votazioni tra Camera e Senato necessarie, e con altissime maggioranze, grazie all'alleanza Polo-Ulivo. Nell'ultima votazione furono soltanto sei i voti contrari. In un processo svoltosi nel 2000 a Torino contro un organizzazione che costringeva delle bambine a prostituirsi, gli sfruttatori vennero assolti perché la testimone chiave, minorenne, non potè ripetere le accuse in Tribunale, in quanto espulsa per mancanza del permesso di soggiorno.

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Giudice unico e pacchetto Carotti
Approvato il 19 febbraio 1998, prevedeva di avere effetto dal 2 giugno 1999, anche se per quasi tutti i tribunali venne prorogato al 1 gennaio 2000.

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Reati finanziari e fiscali
Sino al 24 Novembre 2000 spettava ai Tribunali autorizzare la nascita e le principali operazioni delle società di capitali, in modo da controllare la legalità delle deliberazioni e tutelare i soci e i risparmiatori. Con una riforma del governo Amato invece questo controllo passò dai giudici ai notai. Il 5 gennaio 2001 lo stesso governo varò un decreto legislativo che introdusse una sostanziale depenalizzazione dell'utilizzo di false fatture.

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Indagini degli avvocati difensori
A fine legislatura il governo Amato approva una riforma riguardante le indagini difensive svolte dagli avvocati degli indagati. Secondo tale riforma gli atti raccolti dai difensori hanno lo stesso valore di queli raccolti dai pm, ma mentre questi ultimi hanno l'obbligo di depositare tutti gli elementi raccolti, compresi quelli favorevoli per l'indagato, gli avvocati non sono tenuti a depositare quelli sfavorevoli ai clienti.

Questa riforma consente inoltre all'avvocato di svolgere delle indagini difensive, anche con la facoltà di interrogare i testimoni e le vittime di un delitto e in presenza del loro cliente. Secondo molti magistrati ciò comporta un alto rischio di intimidazione dei testimoni e di inquinamento delle prove.

Ricavato da "http://it.wikipedia.org/wiki/Riforme_giudiziarie_del_centrosinistra"