



È lo stesso articolo del Corriere che tu hai segnalato che definisce asimmetrica la recessione e la decrescita del Pil. Oppure, visto e considerato che l'articolo fa riferimento ai dati macroeconomici di Eurostat, i quali sono presi dall'FMI tramite i bollettini mensili ed annuali, basterebbe notare la distribuzione di ricchezza e di produzione per province europee.
Affermi che "a noi sembra che entrambe le situazioni siano perfettamente in linea con quanto accaduto nel resto del mondo": cosa sarebbe accaduto nel resto del mondo che ti fa affermare che siano questi dati (quali, quelli nazionali o quelli provinciali da te segnalati?) in linea?
Quindi, ribadisco la domanda: non capisco il nesso tra riscossione fiscale, asimmetria di produzione e conseguente recessione.
Una cosa è certa, comunque: questa famigerata crisi non è più un fatto psicologico, ma un dato reale su cui si basano analisi comparative tra i vari governi. In più, ed è questo un dato certamente interessante: se è vero che le svolte economiche non possono essere attribuite ad un Governo hic et nunc, ma più correttamente attribuibili a congiunture storiche e concatenate, allora gli eventuali successi di questo governo potrebbero essere attribuibili al passato governo, il quale a sua volta potrebbe dipendere da quello precedente, e via di seguito. Altrimenti non si capisce per quale motivo il precedente fosse avulso da ogni merito, e questo improvvisamente ne ottiene, saltando ben due finanziarie (2007 e 2008).


Non abbiamo notato questa cosa, non ci sembra che l'articolo parli di asimmetrie... Ci possiamo sbagliare ma ci sembra che l'articolo evidenzi, al contrario, una sorta di incongruità fra un PIL che cala e un reddito medio che cresce.
Se per Lei questo significa asimmetria, vabbeh... siamo d'accordo.
D'accordo ma i dati riguardano il territorio nazionali e nell'articolo non v'è alcun confronto con altri paesi.Oppure, visto e considerato che l'articolo fa riferimento ai dati macroeconomici di Eurostat, i quali sono presi dall'FMI tramite i bollettini mensili ed annuali, basterebbe notare la distribuzione di ricchezza e di produzione per province europee.
Affermi che "a noi sembra che entrambe le situazioni siano perfettamente in linea con quanto accaduto nel resto del mondo": cosa sarebbe accaduto nel resto del mondo che ti fa affermare che siano questi dati (quali, quelli nazionali o quelli provinciali da te segnalati?) in linea?
Si intendeva dire che la recessione (non i dati) che ha colpito l'Italia ha colpito ANCHE il resto del mondo. A Lei risulta il contrario?
Forse essendo un po' più attenti alla lettura dell'articolo accettandone senza pregiudizi l'opinione ma, semmai, valutandola serenamente si potrebbe osservare l'altro aspetto che speravamo fosse evidenziabile dal nostro intervento iniziale e cioè l'aumento del cosiddetto "sommerso" soprattutto nelle regioni del Sud.Quindi, ribadisco la domanda: non capisco il nesso tra riscossione fiscale, asimmetria di produzione e conseguente recessione.
Leggiamo: È probabile quindi, suggeriscono gli esperti, che il maggior aumento dell’imponibile nel Mezzogiorno sia dovuto al fatto che i lavoratori autonomi in particolare (per i dipendenti non ci sono grandi margini) si sono messi a dichiarare più di quanto facessero in passato, tenendo conto che partivano — e ancora stanno— su livelli molto bassi, così come potrebbe esserci una certa emersione del nero, sempre nel settore dei servizi: artigianato, commercio, professioni.
Lo dicevano all'inizio che era duro ammettere che questi risultati (parzialmente positivi per carità d'Iddio...) sono stati raggiunti senza roboanti proclami, senza spauracchi fiscali oltretutto in un periodo economico di assoluta difficoltà e, Lei sarà d'accordo, senza precedenti.
Siamo ovviamente d'accordo. Con la piccola differenza, però, che la ritrovata serietà proclamata dal professore Buono, fu annunciata appena 40 giorni dopo il suo insediamento, in Luglio 2006, ad anno fiscale 2005 non ancora concluso.Una cosa è certa, comunque: questa famigerata crisi non è più un fatto psicologico, ma un dato reale su cui si basano analisi comparative tra i vari governi. In più, ed è questo un dato certamente interessante: se è vero che le svolte economiche non possono essere attribuite ad un Governo hic et nunc, ma più correttamente attribuibili a congiunture storiche e concatenate, allora gli eventuali successi di questo governo potrebbero essere attribuibili al passato governo, il quale a sua volta potrebbe dipendere da quello precedente, e via di seguito. Altrimenti non si capisce per quale motivo il precedente fosse avulso da ogni merito, e questo improvvisamente ne ottiene, saltando ben due finanziarie (2007 e 2008).
Altrettanto ovvio è che i dati riportati riguardano l'esercizio 2008 in piccola parte gestito dal Gufo ma certamente risultato della finaziaria 2007 e della relativa pressione fiscale.
Il 2009 come sarà? Probabilmente peggiore visto che l'anno passato ha visto l'apice di una crisi iniziata già a metà del 2008 e anche prima.
Ricordiamoci che quando Berlusconi era in campagna elettorale, nella primavera del 2007, non fece mistero (anzi!) delle difficoltà che si prospettavano e forse è anche per questo che la gente gli ha dato fiducia: per essere stato chiaro.
Diciamo che è caduto un altro mito, via... E cioè che i governi di destra non sono in grado di combattere l'evasione fiscale. Questo articolo dimostra, in minima parte, si può fare di meglio, che questa convinzione è sbagliata.
Rendersene conto non è un atto di lesa maestà...
Un saluto dal Kobra.
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.


Tento di fare chiarezza perché ci sono stati piccoli qui pro quo
1) l'asimettria non sta nell'alta riscossione e calo del PIL, quanto nella produzione di ricchezza da parte delle macroregioni italiane. Quella di cui si parla nell'articolo è un'anomalia. Asimettria, quindi, vuol dire che vi siano macroregioni più prolifiche, altre di meno, all'interno della stessa area produttiva. Esattamente come nell'articolo si parla di paese a due velocità. L'articolo mette in luce quindi un dato: al Sud, quest'anno, si è verificata maggiore riscossione fiscale, il che non vuol dire che si sia prodotto di più rispetto agli anni passati. Questo perché il sommerso non incide sulla produzione nominale. Farei dunque attenzione a prendere questi dati, sebbene sia sempre un'ottima notizia quella della lotta senza freni agli evasori fiscali, da trattarsi come veri e propri criminali, almeno dal mio punto di vista.
2) la recessione in realtà non è stata del tutto globale: per esempio australia e cina hanno subito effetti di minor produzione, ma non di recessione. I mercati sudamericani, brasile, cile e venezuela in primis, sono piuttosto prolifici, tanto che le monde ha dedicato una pagina ai successi di Lula. Il fatto che l'australia sia stato l'unico paese occidentale (esclusa la cina) a registrare pil positivo è dovuto al fatto che il suo mercato dipende intrinsecamente da quello cinese e panaasiatico (di cui fa parte tramite accordi internazionali di scambio, il corrispettivo del benelux dei tempi che furono, o del nafta). I tabulati dell'Economist settimanali sono utili in questo.
3) non ho mai asserito che i governi di destra siano incapaci di apportare una politica di lotta all'evasione fiscale efficace. Mi premeva far notare la contiguità degli eventi macroeconomici, affinché non si esalti un dato locale o se ne denigri un altro come se la produzione industriale o lo scambio internazionale fosse deciso di giorno in giorno. Se l'economia mondiale dipendesse immediatamente da un governo appena eletto, vivremmo nella macrostruttura più instabile che esista. I mercati e le imprese, fortunamente, vivono a prescindere dai governi e dai politici. Spesso, al limite, ne subiscono i nefasti interventi. Molto raramente godono dei vantaggi. Specie in una nazione come l'Italia in cui si cambia governo ogni fase lunare. Prodi, ai tempi, commise un errore molto tipico in Italia: si parla senza pensare. Esattamente come quando Berlusconi definì la crisi un fattore psicologico o come quando si afferma ogni mese che siamo usciti dalla crisi per poi riaffermare che la crisi sia lampante. Decidiamoci, o la crisi c'è e la si combatte, oppure non si può rendere così instabile una situazione già di per sé gravosa. I politici dovrebbero comprendere che il loro ruolo nella società è di governare, non di esternare ciò che passa per i loro neuroni liberamente. Perché se raccontano una balla, quella balla ha un peso geopolitico molto maggiore di quanto possa averne io, o presumo te.
Spero ora sia più chiaro il mio pensiero.
Ultima modifica di Cabala Candelaia Circea; 04-01-10 alle 18:00


Si.
I punti 1 e 2 sono un chiaro quanto raro esempio di benaltrismo peraltro ben argomentato e con osservazioni condivisibili se non fosse che nulla o poco c'entrano con l'incremento del reddito medio procapite. E per fortuna che non ci si è spinti a discuter di pressione fiscale o di incrementi di gettito che sono tutt'altro discorso.
Il punto 3 è un abile esercizio di apparente equidistanza non volendo ammettere, se non parzialmente, che qualche anno fa abbiamo dovuto sopportare una intimidazione fiscale mascherata da presunta efficienza che, però, non ha prodotto risultati apprezzabili.
La crisi certamente non è stata e non è un fattore psicologico ma continuare imperterriti a sostenere che questo Governo non ha fatto NIENTE per uscirne è assolutamente ridicolo nel momento in cui molti dei cosiddetti indicatori vedono il nostro Paese su posizioni migliori rispetto ai nostri partners europerettari. E questo nonostante il nostro enorme debito pubblico assolutamente "asimmetrico" rispetto agli altri.
Concluderemmo con una riflessione... E' vero che la recessione non è stata uguale dappertutto: in Italia, ad esempio, nessuna delle nostre banche è riuscita a fallire come negli USA e in altre parti del mondo e i fondi messi a disposizione da questo Governo per sopperire ad eventuali defaults sono stati utilizzati solo in minima parte e per altri scopi.
FDIC: Failed Bank List
E, in ogni caso, il compito di un capo di governo non è certamente quello di diffondere il panico o di assecondare certi isterismi mediatici come il caso dell'influenza A per cui abbiamo acquistato 24 milioni di dosi e ne abbiamo utilizzate solo 840.000
Lei capisce che nei momenti di crisi la prima cosa da fare è quella di mantenere i nervi saldi e lasciare che le cassandre si sgolino pure fino a perdere la voce.
Un saluto dal Kobra
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Per lavoro, nel 2008-2009, ho trattato il rischio finanziario nella sua formulazione matematica in terra albionica.
Vuoi sapere un segreto, ma non rivelarlo a nessuno? Le banche italiane non sono fallite per un motivo molto semplice quanto allarmante:
non contando sostanzialmente nulla dal punto di vista della capitalizzazione (l'unica con un'incidenza potrebbe essere unicredit, ma con molti distinguo), sono riuscite nella loro poca competitività ad essere escluse dal rigetto di alcuni derivati tossici,provenienti prima dagli usa per poi essere bypassati da uk in cui furono creati e poi nei mercati asiatici, quali HK e Singapore.
Quando alcune banche si riprenderanno, e Goldman ha annunciato profitti esorbitanti per il 2009, si ritornerà ad una situazione di normale capitalizzazione.
Esempio lampante di come, a volte, non essere competitivi nei momenti di crisi, possa essere un fattore benefico. Quindi, senza togliere niente a nessuno, le banche italiane non sarebbero comunque fallite, almeno non nella misura delle ultime 15 statunitensi. Per dire, in Islanda lo stato è fallito perché erano soggiogati da derivati legati 1:1 col pound inglese, altrimenti si sarebbero salvati.
p.s.: benaltrismo non so esattamente cosa voglia dire, ma faccio finta di averlo compreso. Confermo quanto detto: i dati di riscossione maggiore sono sempre per me lieti, ma ci andrei cauto con i festeggiamenti. Aspettiamo il prossimo semestre per stabilire se trattasi di anomalia o meno. Se il trend sarà regolare, allora potremo parlare di un buon risultato. Asimmetria di produzione a parte, perché quella rimane.
Ultima modifica di Cabala Candelaia Circea; 04-01-10 alle 23:37


Siamo andati ampiamente fuori tema col discorso sulle banche anche per colpa nostra, ovviamente...
Le vogliamo solo raccontare un modesto episodio personale accaduto poco meno di due mesi fa quando, una sera, un nostro giovane amico che certamente non segue le questioni politiche mentre abbiamo il serio sospetto che assorba informazioni "adulterate" nell'ambiente in cui lavora, ci ha chiesto: "Ma è vero che le banche stanno per fallire?"
Questo a novembre scorso quando, ormai, anche i sinistrati più accaniti evitavano di continuare ad insistere sul problema crisi.
Il nostro amico non è uno stupido: è solo male informato. E questa cattiva informazione è il frutto amaro di una campagna di stampa che ha usato lo spauracchio della crisi per mettere in difficoltà l'esecutivo.
Non che non ci fosse o ci sia stata, ma enfatizzarne gli effetti deleteri e generare sfiducia non ha certo aiutato ad uscirne prima.
Circa il Suo P.S., primo non ci sembra di aver festeggiato nulla ma solo riportato dei dati e confrontato due stili di approccio diversi, secondo abbiamo già scritto che il 2009 sarà probabilmente diverso.
Controlli.
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.


Le banche c'entrano sempre. Sempre. Anche se stessimo parlando dei minerva comprati al mercato rionale.
Direi di finire qui, ormai questa discussione non ha più molto da svelare al gentile pubblico da casa.
2010, non 2009.