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Discussione: Hamas e Israele

  1. #1
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    Predefinito Hamas e Israele

    Un nemico perfetto
    Domenico Savino 10/02/2006

    Non c'è che dire, la vittoria di Hamas è stata l'ultimo capolavoro politico di Ariel Sharon.
    Peccato per lui che il vecchio Arik probabilmente non se lo potrà mai gustare, se è vero - come pare - che lo stato di coma in cui è sprofondato sia divenuto oramai irreversibile.
    Solo gli stolti o gli ipocriti possono seriamente meravigliarsi che nelle recenti elezioni in Palestina abbia vinto Hamas.
    In realtà ci sarebbe stato da meravigliarsi del contrario, ci sarebbe stato da meravigliarsi se non avesse vinto!
    Perché è stata una vittoria costruita a tavolino, pezzo per pezzo, con paziente, diligente abilità.
    Profittando della situazione internazionale del dopo 11 settembre, dello spettro del terrorismo internazionale, del pericolo islamico che starebbe per travolgere l'Occidente, in meno di 5 anni Israele è riuscita ad annettersi definitivamente Gerusalemme est, a eliminare prima politicamente (e forse fisicamente) Arafat (le cause misteriose della sua morte non sono mai state chiarite),
    a umiliare la classe dirigente dell'OLP (già screditata agli occhi del popolo palestinese per via della dilagante corruzione), a massacrare impunemente con la scusa delle esecuzioni mirate migliaia di palestinesi, a rinchiudere il popolo palestinese con un muro vergognoso in un immenso lager a cielo aperto (imponendo ai media asserviti d'Occidente di non chiamarlo muro, ma barriera difensiva), ad esasperarne i sentimenti di frustrazione, rabbia e odio con vessazioni, soprusi e umiliazioni quotidiane, a porre tutte le premesse per la soluzione finale del problema palestinese, ovvero pulizia etnica e trasferimento forzato.

    Ricordate almeno una flebile voce di protesta di qualche cancelleria occidentale o qualcuno che abbia avuto la memoria - e dico la memoria - per ricordare che nel 1938 anche un caporale di Braunau fece nel Sudetenland proprio così?
    Iniziò dicendo che alcuni territori erano storicamente tedeschi e poi si pappò tutta la Cecoslovacchia.
    E noi ci stupiamo se ha vinto Hamas, se la gente ha scelto la via della protesta e della violenza rispetto ad una via politica, che è stata sistematicamente umiliata e resa impotente dall'arroganza israeliana?
    Chi ha cominciato?
    Chi per primo ha sfidato i palestinesi, marciando sprezzante sulla spianata delle moschee e innescando l'incendio che ha annichilito ogni prospettiva politica di pace in Medio Oriente?
    Diciamolo: Israele e USA hanno fatto di tutto perché Hamas vincesse!
    Perché Hamas ha tutto per piacere a Israele e Stati Uniti: è un nemico perfetto, un Osama collettivo, un idealtipo incarnato, altro che quel moderato di Abu Mazen!
    Con un moderato alla guida dei palestinesi non si poteva evitare almeno di sedersi ad un tavolo di trattativa.
    Con Hamas no: Hamas non riconosce lo Stato di Israele, è legato agli hezbollah libanesi, alla Siria, all'Iran.
    Con Hamas non si tratta.

    Ma siccome la storia non si ferma, si va avanti.
    E infatti il premier ad interim Olmert indica il piano per i futuri (ma non definitivi!) confini di Israele, che inglobano aeree abitate da 180 mila ebrei nel Westbank e l'intera valle del Giordano lungo la frontiera con la Giordania, dichiarando che mai e poi mai Israele si ritirerà sui confini precedenti il 1967 (1).
    Con tanti saluti alla Rod Map e un pernacchio sonoro al diritto internazionale e alle risoluzioni dell'ONU.
    Meglio di così non si poteva.
    Inoltre Hamas è perfetto per gli scenari futuri, per sollecitare ad una guerra santa contro l'Iran questo pigro, reticente, maledetto Occidente, che si ostina a non capire quanto l'Iran rappresenti un grave pericolo…per Israele!
    E questo perchè l'atomica di Allah rischia di stabilizzare (sì, stabilizzare, non destabilizzare!) in maniera irreparabile la situazione mediorientale con un equilibrio del terrore (simile a quello della guerra fredda), che impedirebbe ad Israele di proseguire nella propria unilaterale politica di conquista dei «territori».
    L'atomica degli ayatollah rischia di obbligare Israele a sedersi al tavolo della pace, a trattare su posizioni paritarie.
    Inaccettabile, davvero inaccettabile: occorre intervenire… militarmente si intende.

    Qualcuno obietterà che il generale Dan Halutz, capo di Stato Maggiore della Difesa di Israele, il 17 gennaio scorso, in un incontro alla «Haifa university», ha dichiarato che pure se l'Iran è l'unico Stato che può minacciare la sicurezza di Israele, nonostante questo lo Stato ebraico non intraprenderà una campagna militare contro Teheran.
    Peccato che quattro giorni dopo il ministro della Difesa israeliano Mofaz lo abbia smentito clamorosamente, dichiarando senza mezzi termini che Israele non tollererà in alcun modo che «l'Iran si doti dell'opzione nucleare»: «noi ora come ora diamo la priorità all'azione diplomatica ma in tutti casi non potremo tollerare un'opzione nucleare per l'Iran e dovremo prepararci ad affrontare tale eventualità» - ha spiegato Mofaz in apertura di un convegno a Herzliya, a nord di Tel Aviv.
    In che modo è facile capirlo.
    Dal canto suo Serghei Markov, noto politologo russo vicino al Cremlino, azzarda una data: in una nota ANSA del 14 gennaio egli afferma che è molto probabile che l'aeronautica dello Stato ebraico lanci attacchi missilistici contro obiettivi militari e nucleari iraniani già in primavera. Missilistici, per evitare di violare con apparecchi, lo spazio aereo di altri Paesi.

    Ma per distruggere gli impianti nucleari iraniani, un attacco convenzionale non basta.
    Anche le bombe GBU-28 americane, prodotte dalla Lockheed Martin - le cosiddette bunker busters, progettate per la penetrazione di strutture sotterranee - non riuscirebbero da sole a raggiungere l'obiettivo.
    Pare davvero che i siti iraniani siano troppo in profondità.
    Occorre un attacco con bombe nucleari tattiche.
    Questo però esporrebbe Israele alla condanna da parte dell'opinione pubblica internazionale, all'isolamento.
    A meno che…
    A meno che Israele non sia costretta a difendersi da un attacco.
    Magari da un attacco - come si usa dire - devastante o anche solo potenzialmente devastante…
    Magari un attacco non convenzionale.
    Se per invadere l'Iraq è bastata una fialetta agitata da Colin Powell, per invadere l'Iran volete che non si trovi qualche grammo di materiale radioattivo con cui confezionare una bomba sporca che semini il panico generale e faccia qualche decina di morti?
    Volete che qualche scheggia impazzita dell'estremismo islamico non possa essere infiltrata ed innescata per una «grande azione dimostrativa»?
    Volete che al limite non si riesca ad organizzare un «attentato» o una «strage» di Stato?
    Via, i servizi segreti di tutto il mondo hanno questo tra le loro specialità!

    Conoscete Efraim Halevi?
    E' stato capo del Mossad (il servizio segreto israeliano) fino al 2002 e consigliere per la sicurezza di Ariel Sharon.
    Adesso fa parte del The Heritage Center of the Israeli Secret services (MALAM), un organismo nato ufficialmente per commemorare gli agenti dei servizi segreti israeliani caduti in servizio.
    Il centro, che ha la sede a nord di Tel Aviv, vicino alla base militare di Giliot, sembra in realtà una sorta di Mossad parallelo e privato, che ha il compito di monitorare gli appoggi che Hamas riceve a livello internazionale.
    Collegato col MALAM ci sarebbe il The Intelligence and Terrorism Information Center (MAMLAL), diretto dal colonello Reuven Ehrlich dei servizi segreti militari, che ufficialmente raccoglie i dati e le informazioni di intelligence sulle organizzazioni palestinesi.
    Sono stati loro a denunciare che la rete informativa di Hamas è supportata da tecnici e servizi di supporto russi.
    Un motivo in più di preoccupazione per Israele, anche perché l'assistenza al programma nucleare iraniano è stata fin qui russa.
    Ma, contemporaneamente, un'argomentazione a supporto in più.
    Quante cose sa Israele di Hamas!
    Probabilmente più della stessa Hamas.
    Israele potrebbe sapere di Hamas delle cose che Hamas nemmeno si immagina; …e che neanche voi vi immaginate.

    Per esempio potrebbe sapere, senza che Hamas lo sappia, che un attentato devastante, magari non convenzionale, scuoterebbe certamente l'opinione pubblica, specie se si «dimostrasse» che gli attentatori sono fondamentalisti islamici, magari legati con Hamas e se quell'attacco fosse di tipo «non convenzionale».
    Sarebbe il panico.
    Altro che Day After!
    Quando?
    Stando a quanto dice Serghei Markov in primavera.
    E a quel punto, ora che non c'è più Saddam, chi potrà mai essere stato a manovrare Hamas?
    Io già me lo vedo il volto costernato di certi nostri ministri degli Esteri, quando ci spiegheranno che bisogna intervenire a sostegno di Israele, della pace e della sicurezza mondiali e che non si può attendere che diventi operativa la bomba degli ayatollah!

    Perché vi ho parlato di Efraim Halevi?
    Già, perché?
    Perché nel 2002 disse: «un mega-attentato riuscito provocherà immediatamente un mutamento radicale delle regole di condotta israeliane. L'essenza della minaccia che ci sovrasta è quella del genocidio, dello sradicamento del Paese e della distruzione delle sua fondamenta. Di frontea tali minacce, Israele possiede una serie di misure varie e differenziate, di cui è preferibile non parlare prima del tempo. E' ragionevole supporre che l'opinione pubblica internazionale capirà e accetterà la svolta nelle regole del gioco e nelle modalità di azione». (2)
    Quando si dice la preveggenza…
    Domenico Savino


    Note
    1) Corriere della Sera, 8 febbraio 2006
    2) Haaretz, 3 dicembre 2002.
    http://www.effedieffe.com/interventi...etro=%20esteri
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  2. #2
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    Questo articolo mi ha fatto fare una riflessione... effettivamente è possibile che tutto sia stato progettato a tavolino.

    Israele ( e anche gli Stati Uniti) definiscono come terrorismo esclusivamente gli atti compiuti da singoli indovidui o da gruppi sub-nazionali. Vedi http://www.asism.it/pdf/ASISM%20-%20defterr.pdf . Sino ad ora Hamas rientrava al'interno di questa categoria. Con la nuova prospettiva che Hamas formi un governo, qualsiasi atto che prima era definito terroristico potrebbe diventare un atto di guerra dichiarata perchè compiuto da uno Stato o comunque da un'autorità riconosciuta come tale. Israele e gli Stati Uniti in questo caso potrebbero facilmente trovare i legami con l'Iran e aprire facilmente un conflitto...

    Una via più semplice rispetto all'intricata vicenda del ricorso alla guerra nel caso iracheno..

  3. #3
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    Gli usa non invaderanno mai l'iran, hanno già là il loro agente khomeini...
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da agaragar
    Gli usa non invaderanno mai l'iran, hanno già là il loro agente khomeini...
    Khomeini agente USA?
    Mamma mia tu sei grave, sei proprio partito!!!
    Syntax error.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da kenshiroIT
    Khomeini agente USA?
    Mamma mia tu sei grave, sei proprio partito!!!
    tu invece non kapisci un kazzo.
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da agaragar
    tu invece non kapisci un kazzo.
    di certo piú di te
    Syntax error.

  7. #7
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    Condivido che gli Stati Uniti non attacheranno l'Iran perchè non sono in condizione, ma in ogni caso avrebbero la giustificazione già bella e pronta se questo dovesse avenire, senza neppure dover applicare la preemption. Basterebbe la semplice legittima difesa...

 

 

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