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Certo che dire? La Sbarbati ha gli attributi!
E' riuscita su quel che voleva ed è meglio così, in fondo ci riconoscono appartenenti all'Ulivo. Da soli sarebbe stata dura, anche se i Ds qualche volta mi fanno incazzare...
Ora al Senato io opterei per Di Pietro anche se lui è un tipino iroso che agisce d'istinto e spesso sbaglia: io sono toscano e alle politiche scorse Di Pietro candidò per il Senato, in Toscana, tutte persone nemmeno nate in Toscana! Ergo, qui da nemmeno una generazione, sconosciuti nel territorio, che non presero nemmeno i voti dei parenti (li avevano altrove) e degli amici (pochi). Immagino abbia fatto così in tutta Italia: arrivò al 3,98% quando occorreva il 4Ben gli stette!
Ciao, ragazzi. Io non lo sono più, ho 52 anni: da sempre repubblicano, cresciuto nelle sede, giocando con l'Endas, partecipando a Ravenna (casa del popolo con l'edera, ricordo un simpaticissimo sig. Ravaioli) ad un corso sulle cooperative agrarie, una brevissima esperienza nei Ds dopo la Cosa 2 di Firenze (come Sinistra repubblicana) e finalmente nel MRE, con un 'identità propria. Al partito democratico c'è tempo!
Fraterni saluti
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scusate qualcuno mi spiega cos'è successo, tra mre e unione?
qualcuno mi sà spiegare se e cosa è il progetto repubblicani nell'unione, ne ho sentito +parlare in giro man on ho capito ke sono?
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Repubblicani per l'Unione credo sia qualcosa di diverso come etichetta, ma non come valori (sempre repubblicani sono).
Le persone più adatte a risponderti sono Paolo Arsena e Giuseppe Gizzi.
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I Repubblicani per l'Unione rappresentano il primo passo della riunificazione della diaspora repubblicana: due liste da anni indipendenti a livello regionale (i Repubblicani Demoratici in Campania e Democrazia Repubblicana in Toscana), si sono riunite sotto un'unica formazione.
In principio l'obiettivo era concordare una confluenza nel Mre o almeno un accordo politico con la Sbarbati, cui fu inviato un appello unitario. Poi, non essendo stato raccolto l'invito, i Repubblicani per l'Unione hanno optato per una candidatura insieme all'Italia dei Valori.
Per quanto riguarda le novità di ieri, aspettiamo di vedere sul serio in cosa consiste questa pace ritrovata. Perché non vorrei che si trattasse del solito abbaglio. L'Ulivo non ha mai messo in discussione la candidatura del nostro segretario. Potrebbe anche darsi che spunti un seggio per Musi, e siamo a due. Se così è, due è sempre meglio di uno, ma dobbiamo rinunciare al seggio europeo? Oppure ci garantiscono due posti, oltre alla conferma europea di Luciana?
Oppure c'è una vera apertura che ci spalanca le porte ad una rappresentanza piena, con tre deputati e un senatore, magari?
Quanto al fatto politico, cioè al riconoscimento del Mre come parte dell'Ulivo, questo fu ripetuto anche al Congresso. Ma poi, sappiamo bene che se il riconoscimento non si traduce in seggi, sono le solite parole al vento. Vediamo.
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Vi è incompatibilità tra il seggio europeo e quello nazionale. Non è che qualcuno ha messo come condizione alla Sbarbati la rinuncia al seggio europeo, ma questo è nella realtà delle cose se accetta un seggio al parlamento nazionale.
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Certamente. Ma un conto è dire: ai repubblicani europei spettano due seggi (e allora siamo liberi di scegliere chi candidare, lasciando magari la Sbarbati in Europa). Un altro conto invece è dire: ai repubblicani europei spettano due seggi, se si candida la Sbarbati e lascia l'Europa. Il primo è un riconoscimento a prescindere che dà un valore aggiunto, il secondo un baratto a saldo zero.
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Evidentemente è l'alto prezzo per stare nell'Ulivo. Chi è il primo dei non eletti in Europa che prenderebbe il posto della Sbarbati?
Pazienza....
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Citazione:
Originariamente Scritto da biturgia
Evidentemente è l'alto prezzo per stare nell'Ulivo. Chi è il primo dei non eletti in Europa che prenderebbe il posto della Sbarbati?
Il sindaco di Todi (PG) Catiuscia Marini (DS).
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Ora ci mancherebbe che uno dei posti in Parlamento lo lasciassimo all'on. Ciro Falanga che ha da poco aderito al MRE da sottosegretario alla Giustizia di FI!!!
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[QUOTE=Paolo Arsena]I Repubblicani per l'Unione rappresentano il primo passo della riunificazione della diaspora repubblicana: due liste da anni indipendenti a livello regionale (i Repubblicani Demoratici in Campania e Democrazia Repubblicana in Toscana), si sono riunite sotto un'unica formazione.
In principio l'obiettivo era concordare una confluenza nel Mre o almeno un accordo politico con la Sbarbati, cui fu inviato un appello unitario. Poi, non essendo stato raccolto l'invito, i Repubblicani per l'Unione hanno optato per una candidatura insieme all'Italia dei Valori.
Strano che Ossorio, sebbene invitato al Congresso del Gennaio scorso, non si sia presentato, peccato.
Quanto alle due liste da anni indipendenti ricordo che Democrazia Repubblicana nacque nel novembre 2004, cioè ben dopo l'MRE che le Elezioni Europee, dove schierarono uomini nelle liste del PRI. Ossorio da mesi e mesi ha ottenuto la candidatura con l'IDV, senza dire nulla a quelli della Toscana che continuavano a flirtrare con la Margherita.
saluti
echiesa:fru