Ciò che in Honduras non era repressione, lo diventa in Iran grazie alla stampa internazionale
di Pedro Antonio Honrubia Hurtado *
Oltre ogni limite della manipolazione mediatica
La catena France 2 ha trasmesso immagini di una protesta contro la dittatura honduregna come se fossero immagini di una recente manifestazione a Teheran. In pratica, hanno trasmesso alcune immagini della repressione violenta della polizia e dei militari golpisti in Honduras contro la resistenza popolare seguita al colpo di Stato, facendole passare come se fossero fatti avvenuti nelle rivolte svoltesi in Iran lo scorso fine settimana, e presunta dimostrazione della violenza poliziesca e della repressione attuata dalla polizia iraniana contro i manifestanti dell’opposizione.
La manipolazione è stata scoperta e denunciata dal web Arrêt sur images, dedicato all’analisi delle immagini che appaiono nei media. Secondo quanto si afferma in questo web, la fotografia si trovava in una galleria fotografica del 9 luglio nel sito di Le Figaro.
Inoltre, la catena francese non si è limitata ad una sola trasmissione di immagini manipolate. Tali immagini sono state trasmesse molte volte nel corso della giornata nei diversi spazi informativi dell’emittente televisiva, così come si afferma in Aporrea.org. Fino ad ora l’emittente non ha trasmesso nessun tipo di correzione né di chiarimento sull’accaduto. E’ poco probabile che pensi di farlo, salvo far passare la manipolazione come un errore innocente, come hanno già fatto in loro difesa i mezzi di comunicazione internazionale che hanno pubblicato la notizia, tra cui il giornale spagnolo Público.
Ma questa volta, la cosa più penosa non è tanto la manipolazione delle immagini di per sé stessa, cosa che, disgraziatamente, non è affatto sorprendente e capita quotidianamente in questa e in altre catene televisive occidentali, così come nella radio e nella carta stampata. Questa volta sono andati ben oltre: questa volta hanno varcato ogni limite della manipolazione mediatica attraverso un’interpretazione delle immagini che varia completamente dalla prima interpretazione che i media avevano dato alle immagini nel loro contesto originale, inserendole nel contesto attuale, in cui esse sono state falsamente inserite.
Ha un che di surreale il fatto che la catena in questione abbia il coraggio di trasmettere alcune immagini della repressione poliziesca in Honduras come presunte immagini di repressione poliziesca in Iran, sapendo che i golpisti honduregni sono stati benedetti dai media occidentali e che tali immagini sono state nascoste sistematicamente alla popolazione occidentale, o trattate in forma tale da far passare i manifestanti repressi come colpevoli della situazione e poco meno che meritevoli di quanto potesse accadere loro, mentre ora si usano le stesse immagini per produrre giudizi giustamente contrari, nel momento in cui si giudica mediaticamente il rapporto tra manifestanti e poliziotti, repressori e vittime.
Quelle immagini, quelle stesse immagini che ora trasmettono come se fossero dell’Iran, quando erano trasmesse nel loro vero contesto, vale a dire, quando erano trasmesse come parte delle informazioni che si davano sugli avvenimenti che avevano seguito il colpo di Stato in Honduras, erano trattate in modo tale che in alcun caso si potesse parlare di repressione poliziesca o di attacco ai diritti umani da parte delle forze militari golpiste, ma tutto il suo contrario: si trattava di cariche di polizia legittime contro turbe di vandali inferociti che volevano perturbare la democrazia honduregna e seminare il caos nel paese.
Ora, in cambio, i paradossi della vita che ben dimostrano il grado di manipolazione e bassezza morale a cui possono giungere questi media, le medesime immagini sono utilizzate per attaccare il governo dell’Iran, per denunciare la repressione dei manifestanti dell’opposizione, e per parlare di attentati contro i diritti umani in Iran. In Honduras erano una cosa, ora in Iran sono giustamente il contrario, a seconda di come soffia il vento mediatico.
Ciò significa che, nel loro contesto precedente, il contesto da cui provengono veramente le immagini, tali avvenimenti non erano assolutamente dimostrazione di violenza poliziesca o di attacchi ai Diritti Umani contro membri della resistenza honduregna che si oppongono al colpo di Stato, e che, in cambio, alcuni mesi dopo, inserite falsamente in un altro contesto, le stesse immagini automaticamente diventano quello che non erano prima, ad opera e grazie all’interpretazione che di esse danno determinati media occidentali. E dire che le immagini sono dell’Honduras e non dell’Iran. Che barbarie!
Infine, che altro si può dire. Così si comportano questi media e questo è il modo con cui creano opinioni, in ogni momento in cui lo credono opportuno, e secondo gli interessi presenti in ogni contesto. E’ chiarissimo: la stessa immagine, nel suo contesto reale, è venduta come una cosa che non è, e nel contesto inventato è venduta come quello che è realmente. In cambio, risulta che dove esiste repressione e attacco ai Diritti Umani per i media che trasmettono le immagini è dove tali immagini non sono reali, e dove non esiste nulla di ciò è precisamente da dove in realtà provengono tali immagini. Il mondo alla rovescia. Di matti. E ci si trovano così bene.
Ogni giorno hanno sempre meno vergogna…
da Rebelion. Lo que en Honduras no era represión, en Irán acaba siéndolo por obra y gracia de la prensa internacional
Traduzione di Mauro Gemma
Viva la Comune




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