ELEZIONI/CECCANTI: PAREGGIO? LA CDL NON PUO' VINCERE AL SENATO
Perdendo regioni in bilico, Unione ha maggioranza assoluta più 1
13-02-2006 20.07
Roma, 13 feb. (Apcom) - "Il centrodestra non può vincere al Senato", anche se la Cdl dovesse aggiudicarsi tutti e 11 i senatori eletti nelle cosiddette regioni in bilico: Piemonte, Friuli, Lazio e Puglia. "Il pareggio di cui tanto si discute, Camera al centrosinistra e Senato al centrodestra, è invece una leggenda metropolitana". Ne è convinto Stefano Ceccanti, Professore straordinario di Diritto Pubblico Comparato, secondo cui "i seggi 'incerti" realmente in palio sono "gli 11 dei quattro premi regionali. Gli altri - sostiene interpellato da Apcom - andranno metà per uno alle altre due coalizioni, quindi 33 ciascuna".
Nel dettaglio, sostiene Ceccanti, "se sommiamo i seggi 'sicuri' del centrosinistra si arriva a 158, cioè già alla soglia della maggioranza assoluta (79 da Trentino Alto-Adige, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Sardegna, Umbria, Emilia-Romagna e Toscana - regioni dove è quasi scontata una vittoria dell'Unione - + 42 da Sicilia, Lombardia e Veneto - regioni dove vincerà il centrodestra - + 33 dalle regioni in bilico + 4 dagli italiani all'estero). Quelli del centrodestra sarebbero invece 145 (53 + 55 + 33 + 4). 1 senatore, infine, apparterebbe all'Union Valdotaine, vincente in Valle D'Aosta ma dichiaratamente non appartenente ad alcuna coalizione".
Rimangono dunque da assegnare 11 incerti. "Nel caso migliore per il centrosinistra - calcola Ceccanti - ai 158 si aggiungerebbero gli 11 incerti e il secondo in esubero o in Emilia o in Toscana. Raggiungerebbe così quota 170. Nel caso più positivo per il centrodestra ai 145 aggiungerebbe gli 11 incerti, arrivando a 156, comunque sotto il centrodestra. Nei casi intermedi il centrosinistra potrebbe oscillare da 159 ( i "sicuri" più il solo Friuli) a 169 (le altre tre Regioni senza il Friuli)".
Se i numeri aiutano, la legge risolve. Ceccanti ricorre infatti "all'art. 57, terzo comma, della Costituzione, che prevede per le Regioni piccole, escluse Val d'Aosta e Molise, uno "zoccolo minimo" di 7 seggi. 3 Regioni - calcola dunque il professore - si trovano ad avere più seggi rispetto a quanto gliene spetterebbero in rapporto alla popolazione, il criterio adottato alla Camera. Si tratta del Trentino che ne ha 7 invece di 5, dell'Umbria che ne ha 7 invece di 4 e della Basilicata che ne ha 7 invece di 3. Queste 3 Regioni, che votano in massa per il centrosinistra, hanno così 21 seggi invece di 12; sono sovrarappresentate significativamente e la loro omogeneità politica cumula questi vantaggi".
Dopo di che "è evidente - conclude Ceccanti - che il sistema è costruito per impedire che il centrosinistra, dato per vincente, abbia una maggioranza "tranquilla". Ma nel far questo gli strateghi del centrodestra non hanno calcolato che in caso di recupero forte nelle Regioni marginali ciò non basterebbe a far vincere il centrodestra al Senato, anche se ci riuscisse alla Camera". Per cui, per Ceccanti, sarebbe al massimo possibile, anche se altamente improbabile, un pareggio con Camera alla Cdl e Senato all'Unione e non il contrario, ipotesi che definisce "una leggenda metropolitana".




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